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  1. #3241
    Lumbard
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    Predefinito re: Il Paese do sole che non può essere chiamato di menta

    Citazione Originariamente Scritto da psico Visualizza Messaggio
    A niente! Comunque mai nulla cambierà, eppure molti padani ci credono, eccome se ci credono.

    Col nazionalismo in salsa italica come promessa si pensa di cambiare tutto. E si finisce per essere fottuti.
    LVI pensa (esattamente come il Crapùn di Predappio) di "fare" l'itaglia UNICA da Bozen a Lampedusa con il solito trucchetto del nemico esterno (migranti, europa, globalizzazione, ecc....) .... sappiamo già com'è andata a finire

  2. #3242
    Blut und Boden
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    Predefinito re: Il Paese do sole che non può essere chiamato di menta

    Estate ‘92: la crociera sul Britannia voluta da sua maestà che privatizzò l’Italia…

    Il 2 giugno 1992 sul panfilo della regina Elisabetta, Royal Yacht “Britannia”, fu deciso di avviare la privatizzazione d’Italia

    Il 2 giugno 1992 l’ultima estate della Prima Repubblica non era ancora iniziata. Il panfilo della regina Elisabetta, Royal Yacht “Britannia”, era all’ancora nel porto di Civitavecchia, in attesa di imbarcare ospiti importanti per una minicrociera verso l’isola del Giglio. Ci sarebbero stati manicaretti per pranzo, gamberetti e costolette d’agnello preparati da chef d’eccezione. Ci sarebbe stato un po’ di spettacolo, con i parà inglesi che si lanciavano dagli aerei decollati da un incrociatore. Ci sarebbe stata musica d’epoca, rigorosamente anni ‘ 30. Ci sarebbero stati soprattutto discorsi destinati a cambiare la storia d’Italia. Su quel panfilo, in quella giornata di sole e mare, fu deciso di avviare la privatizzazione d’Italia.
    Gli anfitrioni della Union Jack erano definitivi, invisibles, invisibili, non perché si trattasse di una losca setta in stile feuilleton ottocentesco ma perché così si chiamano nel Regno Unito quelli che si occupano di transizioni immateriali, dunque soprattutto di finanza: finanzieri e banchieri. Gli ospiti erano l’alto comando dell’economia di Stato italiana: il presidente di Bankitalia Ciampi e l’onnipresente Beniamino Andreatta, i due artefici del “divorzio” tra Bankitalia e Tesoro all’inizio degli anni ‘ 80, c’erano i vertici di Eni, Iri, Comit, Ina, le aziende di Stato e lepartecipate al gran completo. C’era, a introdurre il consesso, il direttore generale del Tesoro Mario Draghi. Fu lui a tenere la relazione introduttiva sui costi e i vantaggi delle privatizzazioni. Dicono che dalle sue parole trapelasse un certo scetticismo e forse è vero. Di certo, terminata la prolusione, sbarcò senza proseguire alla volta del Giglio. Ma non c’era scetticismo che tenesse. L’operazione avviata in quella mezza giornata sul mare era in realtà già stata decisa e non solo perché quella era allo-ra, dopo la rivoluzione thatcherian- reaganiana, il dogma economico dal quale si erano lasciati ipnotizzare tutti, la sinistra “di governo” non meno della destra. Anche e soprattutto perché quella gigantesca dismissione era condizione imprescindibile per entrare nella nascente moneta unica. Ce lo chiedeva l’Europa. Chiedeva parecchio: lo Stato controllava treni, aerei e autostrade per intero, idem per acqua, elettricità e gas, l’ 80% del sistema bancario, l’intera telefonia, la Rai, porzioni consistenti della siderurgia e della chimica. I settori di partecipazione erano praterie sconfinate: assicurazioni, meccanica ed elettromeccanica, settore alimentare, impiantistica, fibre, vetro, pubblicità, supermercati, alberghi, agenzie di viaggio. Impiegava il 16% della forza lavoro nel Paese.
    Vendere, o svendere, quel patrimonio, secondo i dettati della teoria economica imperante avrebbe raggiunto tre risultati: ridurre il debito pubblico che ammontava allora a 795 mld di euro, rendere più efficienti e competitivi i settori in via di privatizzazione, aumentare l’occupazione. In quell’inverno del 1992, mentre tangentopoli colpiva durissimo e si attendeva un referendum che tutti sapevano avrebbe siglato il Game Over per la prima Repubblica, nei corridoi di Montecitorio non si sentiva parlare che di “privatizzazioni” e “cartolarizzazioni”. Era la panacea, il sospirato miracolo, la bacchetta magica.
    Si partì nel luglio 1993, con la vendita, o svendita, della prima tranche del gruppo SME, controllato dall’Iri. L’onore di aprire la strada toccò ai surgelati e ai dolci: Motta, Alemagna, Surgela più varie e molte eventuali. Se li aggiudicò la svizzera Nestlè.
    Il breve governo Berlusconi, nel 1994, implicò una frenata che si prolungò fino al 1996: poi, con i governi Prodi e D’Alema, le dismissioni presero la ricorsa. Il gruppo IRI fu smembrato e messo in vendita: il ricavo immediato fu di 30 mld di vecchie lire, lievitati poi sino a 56mila e passa. Una cordata capitanata dagli Agnelli si aggiudicò Telecom. Ciampi, allora ministro del Tesoro, spiegò che serviva a impedire che Fiat vendesse all’americana General Motors. D’Alema, arrivato al governo alla fine del 1998 patrocinò il cedimento di Autostrade a Benetton, introducendo una delle principali specificità delle privatizzazioni all’italiana: la vendita allo stesso soggetto sia del servizio che delle infrastrutture, le autostrade e i caselli, Telecom e i cavi sui quali viaggia il segnale.
    La dismissione è proseguita per una ventina d’anni, passando per le banche, quote di Enel ed Eni, il disastro di Alitalia. L’incasso è stato cospicuo: 127 mld di euro, una decina ricavata solo dalla vendita di immobili. Sarebbe un record se non ci fosse l’inarrivabile Regno Unito thatcheriano e post- thatcheriano che è andato persino oltre. Il bilancio però è fallimentare, almeno se si tiene conto degli sbandierati obiettivi iniziali. Il debito pubblico non è stato risanato: si è triplicato. Il rilancio dell’occupazione ha proceduto all’indietro, con un milione di posti di lavoro circa persi. Il miraggio di creare “colossi italiani” è rimasto un miraggio beffardo.
    Il principale vantaggio promesso ai consumatori, l’abbassamento dei prezzi conseguente alla competività delle aziende private sul mercato, è stato rapidamente affondato dalla tendenza delle aziende stesse ad accordarsi ricreando di fatto condizioni di monopolio, solo a condizioni più esose. E’ vero che spesso gli utili delle aziende privatizzate sono cresciuti e spesso di parecchio. Però, come segnalava nel 2010 la Corte dei Conti, in una valutazione complessiva del ventennio delle privatizzazioni, non per il miglioramento dei servizi e la loro conseguente maggior appetibilità: solo per l’aumento delle tariffe.
    Se sia oggi il caso di tornare a nazionalizzare è oggetto di disfide nelle quali è difficile, per chi non abbia le necessarie competenze tecniche, decidere dove siano le ragioni e dove i torti. Però ammettere che le privatizzazioni italiane sono state un fallimento sarebbe quanto meno onesto.

    https://ildubbio.news/ildubbio/2018/...tizzo-litalia/
    Rubano, massacrano, rapinano e, con falso nome, lo chiamano impero; infine, dove fanno il deserto dicono che è la pace.
    Tacito, Agricola, 30/32.

  3. #3243
    Blut und Boden
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    Predefinito re: Il Paese do sole che non può essere chiamato di menta

    LE NUOVE DISPOSIZIONI (Prendere attentamente nota)
    Maurizio Blondet 18 Gennaio 2020



    L’Italia ha il suo Commissario Nazionale contro l’antisemitismo. Nominata Milena Santerini

    Milena Santerini sarà il primo Coordinatore nazionale per la lotta all’antisemitismo. Lo ha annunciato il Presidente del Consiglio Giuseppe Conte, pubblicando un messaggio su Twitter il 15 gennaio. La nomina verrà conferita ufficialmente il 17 gennaio al prossimo Consiglio dei ministri. Santerini ha risposto immediatamente alla dichiarazione di Conte, esprimendo riconoscenza via social con “Grazie”. Come riporta il Corriere della Sera, la neo-coordinatrice ha poi aggiunto: «Il 27 gennaio ricorderemo fin dove può arrivare l’odio che tutti insieme dobbiamo combattere».

    Milena Santerini, esperta di didattica della Shoah, è impegnata da molti anni nel contrasto all’antisemitismo nella società italiana. Docente presso la facoltà di Scienze politiche dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano, la Santerini ha inoltre partecipato alla XVII legislatura in qualità di deputata alla Camera nel gruppo Demos-Centro Democratico.

    La nomina di un commissario all’antisemitismo fa parte di una direttiva del 2017 dell’Unione europea per arginare le crescenti intolleranze nei confronti degli ebrei.

    https://www.mosaico-cem.it/attualita...minata-milena-
    santerini



    Palazzo Chigi adotta la definizione Ihra
    “Lotta all’antisemitismo,
    oggi giornata fondamentale”

    “Il governo italiano – commenta la presidente UCEI Noemi Di Segni, appena appresa la notizia – scrive una pagina fondamentale nella lotta all’odio anti-ebraico in ogni sua forma, compresa quella particolarmente insidiosa di chi mina alla legittimità di Israele di esistere e difendersi.

    Lucio Malan, presidente dell’Intergruppo Parlamentare d’amicizia Italia-Israele, dichiara: “Esprimo grande soddisfazione, sia a titolo personale, sia come presidente dell’intergruppo parlamentare di amicizia Italia-Israele, per l’adozione da parte del governo della definizione Ihra sul l’antisemitismo.

    “Apprendo con soddisfazione la decisione del governo italiano di adottare la definizione di antisemitismo dell’Alleanza Internazionale per la memoria dell’Olocausto (IHRA). “Ringrazio a nome dello Stato d’Israele il presidente del Consiglio Conte e le forze politiche che hanno sostenuto questa iniziativa”, il commento dell’ambasciatore d’Israele in Italia Dror Eydar.

    “Se desideriamo investire sulle giovani generazioni – scriveva Di Segni, in una lettera aperta a Gaetano Manfredi, oggi ministro della ricerca – riteniamo che un contesto universitario debba adottare programmi, iniziative e un codice di condotta per orientare la conoscenza e formare persone affinché domani sappiano partecipare alla vita civile di questo Paese, affermando i principi costituzionali e comprendendo che le libertà di cui oggi beneficiano sono state la ragione di lotta al nazifascismo, vissuto amaramente da altri, giovani come loro”.

    Ruth Dureghello, presidente della Comunità ebraica di Roma, in un tweet: “Con l’adozione della definizione dell’Ihra l’Italia si dota di un forte strumento legale per identificare univocamente l’antisemitismo.

    Soddisfatta anche la Commissaria Santerini, da oggi in carica: “Quello che mi è stato affidato – dice a Pagine Ebraiche – è un compito molto impegnativo e sono contenta della fiducia che mi è arrivata dalle istituzioni e dalle comunità ebraiche, che ringrazio. La lotta all’antisemitismo coinvolge tutta la società italiana”. Si tratta, afferma, di lavorare a diversi livelli: “Abbiamo la definizione di antisemitismo dell’Ihra, bisogna vedere come tradurla in modo operativo e non è scontato”. Ossia non “solamente sul piano repressivo, spero di non essere tirata per la giacca per l’inasprimento delle pene o per nuove norme: abbiamo la legge Mancino, dobbiamo applicarla e colpire questo odio liquido ma soprattutto bisogna agire sul piano educativo e culturale”.

    ” Adesso bisognerà vedere come verrà recepita, se ci saranno conseguenze sul piano normativo” afferma Luigi Maccotta, capo della delegazione italiana all’Ihra.

    Tra i comportamenti antisemiti indicati nella definizione dell’Ihra vi sono: negare al popolo ebraico il proprio diritto all’autodeterminazione, cioè sostenere che l’esistenza dello Stato d’Israele è un atto di razzismo; adottare due misure diverse (a Israele) aspettandosi da esso un comportamento non atteso o richiesto a nessun’altra nazione; usare i simboli e le immagini associate all’antisemitismo classico (per esempio accuse di ebrei che uccidono Gesù o l’accusa del sangue) per caratterizzare Israele e gli israeliani; tracciare paragoni tra la presente politica d’Israele e quelle dei nazisti; ritenere gli ebrei collettivamente responsabili per le azioni dello stato d’Israele.

    Santerini ribadisce come “sia accettabile solo la critica verso certe politiche di certi di governi. Quando si passa all’antisionismo con paragoni come Israele si comporta come i nazisti, ecco tutto questo scivola in antisemitismo. Uno può abbracciare la causa per i diritti palestinesi ma se lo fa solo in funzione di denigrare Israele allora non c’è più legittimità…”.



    ecco la liste stilata dall’Ente ufficiale



    La definizione di antisemitismo dell’Alleanza internazionale per la memoria dell’Olocausto

    Select your language

    L’Alleanza internazionale per la memoria dell’Olocausto (IHRA) unisce governi ed esperti per rafforzare, far progredire e promuovere l’educazione, la memoria e la ricerca sull’Olocausto in tutto il mondo nonché per sostenere gli impegni della dichiarazione di Stoccolma del 2000.

    La definizione di lavoro giuridicamente non vincolante di antisemitismo è stata adottata dai 31 Stati membri dell’IHRA, il 26 maggio 2016:

    “L’antisemitismo è una certa percezione degli ebrei che può essere espressa come odio nei loro confronti. Le manifestazioni retoriche e fisiche di antisemitismo sono dirette verso le persone ebree, o non ebree, e/o la loro proprietà, le istituzioni delle comunità ebraiche e i loro luoghi di culto.”

    Per orientare l’operato dell’IHRA, i seguenti esempi possono essere illustrativi:

    le manifestazioni possono comprendere attacchi contro lo Stato di Israele, concepito come collettività ebraica. Tuttavia, le critiche mosse a Israele, simili a quelle nei confronti di qualsiasi altro paese, non possono essere considerate antisemitismo. L’antisemitismo di frequente accusa gli ebrei di cospirare ai danni dell’umanità ed è spesso utilizzato per accusare gli ebrei del fatto che “le cose vanno male”. Esso è espresso in termini di discorso, pubblicazioni, forma visiva e azioni, e utilizza stereotipi sinistri e tratti negativi del carattere.

    I seguenti sono esempi contemporanei di antisemitismo nella vita pubblica, nei media, nelle scuole, sul luogo di lavoro e nella sfera religiosa, tenendo conto del contesto generale:

    incitare e contribuire all’uccisione di ebrei o a danni a loro scapito, o a giustificarli, nel nome di un’ideologia radicale o di una visione estremista della religione,
    avanzare accuse false, disumanizzanti, perverse o stereotipate sugli ebrei, in quanto tali, o sul potere degli ebrei come collettività, ad esempio, ma non esclusivamente, il mito di una cospirazione mondiale ebraica o degli ebrei che controllano i media, l’economia, il governo o altre istituzioni sociali,
    accusare gli ebrei di essere responsabili di comportamenti scorretti, effettivi o immaginari, commessi da una sola persona o da un gruppo ebraico, o addirittura di atti commessi da non ebrei,
    negare il fatto, l’ambito, i meccanismi (ad esempio le camere di gas) o l’intenzionalità del genocidio degli ebrei perpetrato dalla Germania nazionalsocialista e dai suoi sostenitori e complici durante la Seconda guerra mondiale (l’Olocausto),
    accusare gli ebrei come popolo, o Israele come Stato, di aver inventato o esagerato le dimensioni dell’Olocausto,
    accusare i cittadini ebrei di essere più fedeli a Israele, o alle presunte priorità degli ebrei in tutto il mondo, che agli interessi dei propri paesi,
    negare al popolo ebreo il diritto all’autodeterminazione, ad esempio, sostenendo che l’esistenza di uno Stato di Israele è un atteggiamento razzista,
    applicare una doppia misura, imponendo a Israele un comportamento non previsto o non richiesto a qualsiasi altro paese democratico,
    usare simboli e immagini associati con l’antisemitismo classico (ad es. gli ebrei uccisori di Gesù o praticanti rituali cruenti) per caratterizzare Israele o gli israeliani,
    paragonare la politica odierna di Israele a quella dei nazisti,
    ritenere gli ebrei collettivamente responsabili delle azioni dello Stato di Israele.



    Gli atti antisemiti sono considerati reati quando sono definiti tali dalla legge (ad esempio il rifiuto dell’Olocausto o la distribuzione di materiale antisemita in alcuni paesi).

    Gli atti criminali sono considerati antisemiti quando gli obiettivi degli attacchi, siano essi persone o proprietà, quali edifici, scuole, luoghi di culto e cimiteri, sono scelti perché sono ebrei, o proprietà di ebrei, o sono percepiti come tali, o connessi con gli ebrei.

    La discriminazione antisemita è il rifiuto di offrire agli ebrei opportunità o servizi a disposizione degli altri, cosa che è illegale in molti paesi.
    Antisemitism and Holocaust Denial
    Per esempio, la seguente notizia rischia di cadere nel reato per definizione IHRA? Chiedere alla Commissaria:
    Clamoroso matrimonio nella politica. Claudio Martelli sposa la piddina Quartapelle
    Le pubblicazioni a Milano. Le nozze si terranno a Tel Aviv. Lei è più giovane di 40 anni

    17 GENNAIO 2020

    Clamorose nozze a sorpresa nel mondo della politica. Claudio Martelli, storico dirigente del Partito socialista e a lungo braccio destro di Bettino Craxi, sposerà a Tel Aviv la deputata del Pd Lia Quartapelle, capogruppo del partito in commissione Esteri alla Camera e, all’epoca del governo Renzi, entrata nel totoministri proprio per la guida del Farnesina, non riuscendo però poi a ottenere l’ambita poltrona.

    L’atto di pubblicazione del matrimonio è nell’albo pretorio del Comune di Milano. Per lo storico esponente socialista si tratta delle quarte nozze. Il fidanzamento con la Quartapelle durava da alcuni anni, ora la decisione di fare il grande passo, con la curiosa scelta di celebrare il matrimonio in Israele. Lui ha 76 anni, lei 37.

    Felicitazioni ed esultanza per la felicità dei cari padroncini!

    Nessun commento è consentito, ovviamente. Siamo entrati in una fase nuova della libertà, gloriosa apertura politica e al dibattito pubblico; si tenga presente che le nuove disposizioni si coniugano con gli ordini – pardon, consigli – impartiti al governo dalle Sardine.
    Sardine, Santori propone il daspo per i social: “Chi diffonde odio sul web fuori da piattaforma”



    Il leader delle Sardine, Mattia Santori, lancia la proposta di una sorta di daspo per i social network, un sistema – magari da introdurre con la revisione dei decreti sicurezza – per espellere da Facebook e da altre piattaforme chi diffonde odio sul web: “Se qualcuno non è in grado di comportarsi nell’arena pubblica e di rispettare alcune regole non può entrare in quella comunità”.

    continua su: https://www.fanpage.it/politica/sard...a-piattaforma/
    https://www.fanpage.it/

    La prima proposta delle Sardine è dunque: la censura e l’espulsione dalla piazza pubblica.

    Naturalmente, si potrà sempre confidare sull’oggettività e l’alto prestigio di cui il nostro ordine giudiziario è gelosissimo custode:
    :


    La loro forza è che non si vergognano. Non sono mica fascisti.



    Giuliano Amato : <Il sovranismo, che ha sempre una matrice razzista, rischia di danneggiare l’idea di Europa, e di compromettere la difesa del fondamento delle Costituzioni>

    Giuliano Amato, luglio 2018 : <Il sovranismo, che ha sempre una matrice razzista , rischia di danneggiare l’idea di Europa e di compromettere la difesa del fondamento delle Costituzioni>



    Probabilmente il vostro cronista si prenderà lunghi periodi di riposo.

    https://www.maurizioblondet.it/le-nu...ntamente-nota/
    Rubano, massacrano, rapinano e, con falso nome, lo chiamano impero; infine, dove fanno il deserto dicono che è la pace.
    Tacito, Agricola, 30/32.

  4. #3244
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    Predefinito re: Il Paese do sole che non può essere chiamato di menta

    Se il popolo permetterà alle banche private di controllare l’emissione della valuta, con l’inflazione, la deflazione e le corporazioni che cresceranno intorno, lo priveranno di ogni proprietà, finché i figli si sveglieranno senza casa.

  5. #3245
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    Predefinito re: Il Paese do sole che non può essere chiamato di menta


  6. #3246
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  7. #3247
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    Rubano, massacrano, rapinano e, con falso nome, lo chiamano impero; infine, dove fanno il deserto dicono che è la pace.
    Tacito, Agricola, 30/32.

  8. #3248
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    https://www.ilprimatonazionale.it/po...nistra-143917/

    Soros, gender e femminismo. Chi è Elly Schlein, il volto della “nuova sinistra”



    Orca che grande cambiamento. Questa è sorella psicologica delle sardine.

    Il pd a bologna ha stravinto. Questa ha ottenuto tante preferenze , la sinistra psichica è padrona.

  9. #3249
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    Citazione Originariamente Scritto da psico Visualizza Messaggio
    https://www.ilprimatonazionale.it/po...nistra-143917/

    Soros, gender e femminismo. Chi è Elly Schlein, il volto della “nuova sinistra”



    Orca che grande cambiamento. Questa è sorella psicologica delle sardine.

    Il pd a bologna ha stravinto. Questa ha ottenuto tante preferenze , la sinistra psichica è padrona.
    Quando sono a Bologna , a volte non mi sembra neanche Padania .
    Come se fosse un territorio a sé , lascia una strana impressione andando per i suoi portici , come se fossero quelli di un'enorme cimitero .
    E quella ipertrofica università , come una città nella città , sembra ricordarci che Bologna offre sempre una faccia pubblica , ma lei è altro .
    Il Silenzio per sua natura è perfetto , ogni discorso, per sua natura , è perfettibile .

  10. #3250
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    Predefinito re: Il Paese do sole che non può essere chiamato di menta

    Trascorso per lavoro un giorno della settimana scorsa a Roma e Orvieto e ieri a Venezia
    Incontrata una miriade di turisti cinesi, alcuni con la mascherina.
    Ora si sa che in Cina tutto è iniziato a dicembre.
    Questi non possono che essere partiti DOPO.
    Sicuramente con i potenti mezzi attuati da noi, che siamo sempre i mejo del mondo, possiamo stare tranquilli. Poi abbiamo uno stellone grande così. Nessun contagiato sulla nave, nessuno dai due cinesi, abbiamo isolato il virus per primi, e non vero manco per niente, ecc.
    Siamo veramente un paese ridicolo.
    Per inciso, vicino a Rialto, bar gestito da tre cinesine.
    Succhi di frutta schifosissimi ed annacquatissimi a 4,50 euro l'uno.
    Caffè 3,50.

 

 
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