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  1. #3641
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    Predefinito re: Il Paese do sole che non può essere chiamato di menta

    Covid, controlli sugli spostamenti con elicotteri e droni
    Rinaldo Frignani Un giorno fa

    Maltempo: allerta rossa su Friuli, Veneto e provincia di Bolzano | Interrotta la…
    Matrimonio a prima vista, Nicole e Marco escono allo scoperto: il video del bacio…

    Folla nei giorni scorsi in via del Corso, a Roma© Fornito da Corriere della Sera Folla nei giorni scorsi in via del Corso, a Roma
    Elicotteri in volo sulle autostrade e sulle città. Sulle statali e sulle provinciali, come nei centri urbani. E con loro anche i droni, con le telecamere a infrarossi, pronte a individuare assembramenti di persone. Controlli all’ennesima potenza per il fine settimana e il Ponte dell’Immacolata, prove generali di quello che potrebbe accadere nelle prossime feste di Natale e Capodanno, e anche fino all’Epifania. Nelle prefetture e nelle questure di tutta Italia sono stati messi a punto i piani di sicurezza anti-contagio, anche sulla base dell’ ultimo Dpcm in vigore da oggi, che prende in considerazione il divieto di spostamento fra regioni dal prossimo 21 dicembre e fino al 7 gennaio, nonché dai comuni nelle giornate del 25-26 dicembre, e ancora il Primo gennaio e il giorno dell’Epifania.

    Ma adesso la necessità impellente è quella di assicurare la vigilanza anti-affollamento per questi quattro giorni, nei quali l’attenzione delle forze dell’ordine dovrà rimanere molto alta. Ecco il motivo per cui saranno allestiti posti di blocco nelle città ma anche sulle autostrade, ai caselli, nei pressi di porti, aeroporti e stazioni ferroviarie per verificare le «comprovate esigenze» di chi deve spostarsi in queste giornate, sia all’interno sia all’esterno di regioni rosse e arancioni, e di chi ci arriva da quelle gialle. Sono migliaia gli uomini delle forze dell’ordine impegnati nei controlli, che saranno comunque rinforzati rispetto agli scorsi fine settimana. E in questo caso la tecnologia avrà un ruolo fondamentale per accelerare i tempi di intervento - specialmente nei centri urbani - e disperdere eventuali assembramenti. Prevista in caso di necessità la chiusura di strade e piazze, anche il transennamento di interi settori, con modalità di deflusso in quelle vicine per non provocare affollamenti indesiderati anche nel corso delle operazioni di polizia. Rafforzate anche le verifiche per il rispetto dell’orario di chiusura degli esercizi commerciali, di bar e locali pubblici in generale. E per quanto possibile, su feste private organizzate in casa.

    L’obiettivo è puntato soprattutto sulle strade dello shopping, visto che i centri commerciali, le gallerie, anche i mercati al chiuso e all’aperto, saranno chiusi sia sabato e domenica, sia lunedì e martedì, in quanto anch’essi prefestivo e festivo. Un aiuto involontario - che comunque nessuno si augura - potrebbe arrivare dal meteo, che annuncia pioggia su gran parte del territorio nazionale fino a martedì, con un sensibile abbassamento delle temperature. Nessuno gioisce per questo, è chiaro, ma anche il maltempo potrebbe avere un ruolo perché potrebbe far calare le presenze in strada in giornate nelle quali invece si prevede un afflusso notevole di persone nelle strade ad alta vocazione commerciale, come anche nelle località sul litorale e in montagna.

    A Roma, ad esempio, i controlli saranno estesi anche all’Eur e a Trastevere, dopo che sono stati pianificati nell’area centrale del Tridente, a Prati e nella zona di Ostia, ma anche al quartiere Africano, all’Appio e al Tuscolano, dove si trovano grandi arterie dedicate allo shopping. Se n’è parlato proprio nella mattinata di venerdì in Prefettura nel corso del Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica, presieduto dal prefetto Matteo Piantedosi. All’unanimità è stata richiesta alla Regione una proroga dell’ordinanza che chiude nei weekend gallerie commerciali e mercati.

    https://www.msn.com/it-it/notizie/it...ni/ar-BB1bDP4K
    Rubano, massacrano, rapinano e, con falso nome, lo chiamano impero; infine, dove fanno il deserto dicono che è la pace.
    Tacito, Agricola, 30/32.

  2. #3642
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    Predefinito re: Il Paese do sole che non può essere chiamato di menta

    A Natale e Santo Stefano ci controlleranno anche con i droni se usciamo di casa?
    4 DICEMBRE 20204 DICEMBRE 2020 POLITICA LETTURA 1 MIN

    Come era accaduto durante il primo lockodwn con l’epico inseguimento del podista sulla spiaggia o del nuotatore solitario che ci hanno regalato le immagini di elicotteri delle forze dell’ordine ad intimare l’alt e ad altrettante forze di terra a fermare arditi sportivi che violavano il divieto di uscita, in queste feste si fa avanti la notizia che anche i droni potranno essere impiegati per pizzicare chi osa spostarsi da Comune a Comune per raggiungere la famiglia o i parenti nei giorni di festa blindati.

    Il piano per Natale prevede infatti controlli intensi anche se, viene ribadito, non ci sarà la stessa rigidità applicata durante il lockdown perché in quel caso c’erano divieti molto più stringenti. L’attenzione in particolare si concentrerà sul rispetto del coprifuoco, sui divieti di spostamento, con verifiche a campione e poi più serrate nei giorni di festa e nei weekend, e sul monitoraggio, anche con i droni, di strade e piazze dello shopping per evitare gli assembramenti. A Roma partiranno già nel fine settimana e via via seguiranno in tutto il resto d’Italia. Con sempre il solito obiettivo: evitare di cominciare il 2021 con la terza ondata del virus, gli ospedali di nuovo pieni e le centinaia di morti al giorno. Anche oggi 814, più di quanti italiani sono morti nei terremoti dell’Aquila e del centro Italia.

    https://www.lanuovapadania.it/politi...ciamo-di-casa/
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  3. #3643
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  4. #3644
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  5. #3645
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  6. #3646
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    CAMERA APPROVA IL MES, BORGHI: “ABBIAMO LA LISTA DEI 300 TRADITORI DELL’ITALIA” – VIDEO
    DICEMBRE 9, 2020



    “C’è un punto che deve essere chiarito, se noi oggi siamo qui per decidere che mandato dare al Presidente, c’è qualcuno che in assenza di questo mandato è andato in Ue è ha già dato l’assenza per il nostro Paese”. Il deputato del Carroccio fa riferimento a Roberto Gualtieri: “Perché – si chiede nel giorno, 8 dicembre, del voto sul prestito europeo per la sanità – il ministro senza alcun mandato del Parlamento è andato lunedì all’Eurogruppo a dare l’ok per l’Italia alla riforma del Meccanismo europeo di stabilità? E non mi dite che non c’era il tempo nelle scorse settimane perché si è parlato di omotransfobia e altro. Le deleghe al ministro dell’Economia andrebbero tolte immediatamente”.

    https://voxnews.info/2020/12/09/came...ri-dellitalia/
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  7. #3647
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    Predefinito re: Il Paese do sole che non può essere chiamato di menta

    L’idrogeno salverà Italia?

    © CC BY-SA 2.0 / Joseph Brent / Toyota hydrogen fuel cell at the 2014 New York International Auto Show

    REPORTAGE
    12:20 11.12.2020URL abbreviato
    Di Evgeny Utkin

    Nel Piano nazionale integrato per l’Energia e il Clima (PNIEC) l’idrogeno, almeno a parole, supera le altre fonti rinnovabili. La parola idrogeno compare 55 volte, superando il fotovoltaico (48) e l’eolico (33). E tante aziende italiane, come Eni, Enel, Snam si stanno muovendo in questa direzione.

    L’Unione Europea sta cercando di raggiungere la neutralità climatica entro il 2050, e per questo è necessario abbattere le emissioni di CO2. L’idrogeno prodotto da fonti rinnovabili sarebbe il carburante più pulito, con zero emissioni.

    Giovedì 10 dicembre Merita in collaborazione con Matching Energies Foundation ha organizzato il dibattito “Sud avamposto di rinnovabili e idrogeno - Energia verde per un futuro a emissioni zero”. E lo ha fatto su Facebook. All’incontro virtuale hanno partecipato Gaetano Manfredi - Ministro dell’Università e della Ricerca, Marco Alverà - AD di Snam, Paolo Gallo - AD di Italgas, Salvatore Bernabei - AD di Enel Green Power, Francesco Del Pizzo - Direttore Strategie di sviluppo rete e dispacciamento di Terna, Francesca Mazzarella - Direttrice Fondazione Utilitatis, Valeria Termini - Università Roma Tre, Paolo Pirani - Segretario generale UILTEC, Christopher Hebling - Direttore Tecnologie per l’idrogeno, Fraunhofer Institute, Giuseppe Coco - Università di Firenze e di Bari, Claudio De Vincenti - Presidente onorario di Merita e Marco Zigon - Presidente di Matching Energies Foundation.



    Il dibattito “Sud avamposto di rinnovabili e idrogeno - Energia verde per un futuro a emissioni zero”

    Il professor Coco ha annotato che “con i rinnovabili non abbiamo partecipato con sistemi produttivi”. Infatti, tutti i pannelli solari, ad eccezione di una o due fabbriche, sono stranieri. “Ma adesso possiamo sviluppare la filiera dell’idrogeno, inclusa quella produttiva”.

    Tanti relatori hanno dichiarato che bisogna fare sistema, e non solo con le aziende italiane, ma con altri player europei e mondiali. Per questo è stato interessante sentire un rappresentante dalla Germania, Christopher Hebling, che ha parlato di sviluppo d’idrogeno in questo paese. Sembra che la Germania sia partita prima di altri paesi, e voglia rimanere il leader europeo, anche perché deve decarbonizzare e denucleare la sua economia.

    Il ministro Gaetano Manfredi ha parlato delle sfide d’innovazione globali, tra le quali anche l’idrogeno, in cui “noi giochiamo il posizionamento in Europa e nel mondo”.

    “Un tema molto importante è lo Sviluppo delle tecnologie proprietarie. Noi dobbiamo combinare utilizzo con un’opportunità industriale, con la necessità di creare tecnologie italiane o prevalentemente italiane che consentono al nostro Paese non solo benefici nel senso ambientale ma di sviluppo economico. Dobbiamo avere un percorso che mette al centro la formazione della ricerca”.

    Insomma, bisogna creare valore in tutta la filiera d’idrogeno: la produzione, trasmissione e utilizzo.

    Marco Alverà ha raccontato che Snam vuole diventare uno dei leader europei dell’idrogeno, facendo diventare l’Italia un Hub europeo, non solo di transito, ma anche di tecnologia.

    Ancora a settembre al Forum The European House – Ambrosetti Alverà ha presentato una ricerca, dove ha dichiarato: “L’idrogeno può consentire all’Italia di essere protagonista nella lotta globale ai cambiamenti climatici e al tempo stesso di promuovere nuove opportunità di sviluppo e occupazione. Grazie alla posizione geografica, alla forza del settore manifatturiero ed energetico e a una capillare rete di trasporto del gas, il nostro Paese ha le potenzialità per diventare un hub continentale dell’idrogeno verde e un ponte infrastrutturale con il Nord Africa, assumendo un ruolo importante nella Hydrogen Strategy europea. Ciò ci consentirebbe di raggiungere più facilmente gli obiettivi di neutralità climatica entro il 2050 e di sviluppare una nuova filiera industriale in grado di creare cresnascita e posti di lavoro, con un valore della produzione cumulato che nei prossimi 30 anni può avvicinarsi ai 1.500 miliardi di euro”.

    I nuovi posti di lavoro creati potrebbero essere 540.000 entro il 2050.

    Nel frattempo Snam ha siglato un accordo con Linde per promuovere tecnologie chiave nella filiera dell’idrogeno, valutando opportunità di investimento congiunte in progetti commerciali negli ambiti produzione, distribuzione, compressione e stoccaggio. Inoltre, Snam e altri sei gruppi mondiali hanno lanciato l’iniziativa “Green Hydrogen Catapult” per accelerare la produzione di idrogeno verde di circa 50 volte nei prossimi sei anni, per abbattere i costi dell’idrogeno verde sotto i 2 dollari al kilogrammo.

    Sia Snam che Italgas stanno facendo esperimenti per immettere l’idrogeno nella rete del gas.

    E anche l’Enel considera l’idrogeno non come un competitor, ma come una possibilità di sviluppo e di guadagno.
    Tutta via, allo stato d’arte, sottolinea Valeria Termini, è difficile rendere l’idrogeno competitivo senza incentivi.

    Insomma, l’idrogeno è ancora caro, ma diventa sempre di più la realtà. Ad esempio, Trenord e Alstom porteranno i treni ad idrogeno in Lombardia già nel 2021. L’importante è che non ci sia il lockdown e la gente possa utilizzarli. E poi sapete per che cosa Wuhan doveva essere famoso in tutto il mondo? Non per l’inizio della pandemia, ma per un hub mondiale dell’idrogeno, che dovrebbe nascere entro il 2025.

    Rimane il problema del consumo dell'acqua, ma la questione non è stata affrontata. Probabilmente una soluzione molto pioneristica ma anche lontana da realizzare sarebbe la tecnologia che sta sviluppando la compagnia Neutrino Energy Group, che sta tentando di catturare il neutrino e altre radiazioni dello spettro invisibile e trasformarle in elettricità in ogni punto della Terra.


    https://it.sputniknews.com/reportage...alvera-italia/
    Ultima modifica di Eridano; 11-12-20 alle 14:05
    Se il popolo permetterà alle banche private di controllare l’emissione della valuta, con l’inflazione, la deflazione e le corporazioni che cresceranno intorno, lo priveranno di ogni proprietà, finché i figli si sveglieranno senza casa.

  8. #3648
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    Scuola precaria con i banchi a rotelle ma senza cervelli. Il Nord non ha più professori
    14 DICEMBRE 202014 DICEMBRE 2020 CULTURA LETTURA 3 MIN

    di Stefania Piazzo – Il sito Tuttoscuola, in un pungente editoriale, fotografa il quadro reale, non certo quello della narrazione politica, al tempo del Covid. Ma non solo del Covid, perché ritorna sul tema irrisolto della coperta sempre corta dei docenti, per passare poi a chi arriva, fa domanda di trasferimento e lascia, in particolar modo il Nord, privo di insegnanti nel momento del bisogno.

    Avremo anche banchi nuovi a rotelle, ma che manca sono i cervelli, le cattedre, ovvero i docenti. Ecco quanto leggiamo: “L’emergenza sanitaria ferma i concorsi per l’assunzione di quasi 75 mila docenti (se tutto andrà bene a settembre, attraverso il concorso straordinario della secondaria, entreranno in ruolo 8-10 mila professori), ma non ferma i pensionamenti”.

    Con quale effetto?

    “È del tutto improbabile che i concorsi ordinari di infanzia, primaria e secondaria si svolgano in tempo utile per nominare i primi vincitori al prossimo settembre, mentre nel frattempo aumenta il numero di posti vacanti da coprire”.

    Poi più si avanti nella lettura più sale lo sconcerto per non dire altro.

    “Le domande di pensionamento presentate da docenti dei vari ordini scuola per lasciare il servizio dal prossimo anno scolastico sono state all’incirca 27.600 (soprattutto nelle scuole dell’Italia settentrionale), ma in buona parte non potranno essere coperte da docenti di nuova immissione in ruolo a causa dell’esaurimento di molte graduatorie per varie classi di concorso e per l’inadeguata disponibilità di graduatorie di merito di precedenti concorsi”.

    A parte la programmazione per i banchi a rotelle, come sta organizzano il ministero la gestione della futura fossa didattica delle marianne?

    Farà come nella precedente tornata di gioco a premi? Tuttoscuola infatti ricorda che 2Nel settembre scorso, nonostante l’autorizzazione del MEF a ricoprire 84mila posti, nonostante la call veloce per cambiare l’iscrizione in GAE per una provincia diversa con posti vacanti, nonostante insomma questa complessiva situazione oltremodo favorevole, sono rimasti vacanti migliaia di posti che nemmeno gli iscritti in GAE sono riusciti a coprire per esaurimento di graduatorie”. E infatti ne abbiamo triste memoria.

    A questi punto che succede? Vengono garantiti solo 18.254 posti, e si traccheggia con 66.654 supplenze annuali. Poi si aggiungono quelle per circa 70 mila posti di sostegno in deroga, più altre migliaia di ruoli ma, attenti bene, “soprattutto per spezzoni di cattedra”. Tappabuchi ovunque, se la traduzione è lecita.

    Chi pagherà di più il caos? Il Nord, leggi anche Lombardia, perché se il precariato è il 25% del corpo insegnante, il prossimo anno sarà peggio perché, non lo scriviamo noi, che magari siamo un po’ di parte, Tuttoscuola avverte che il peggio sarà “in particolare nelle scuole settentrionali dove ai numerosi posti e cattedre già vacanti e non coperti nel settembre scorso, andranno ad aggiungersi i vuoti per nuovi pensionamenti (più di 4.700 nella sola Lombardia)”.

    https://www.lanuovapadania.it/cultur...iu-professori/
    Rubano, massacrano, rapinano e, con falso nome, lo chiamano impero; infine, dove fanno il deserto dicono che è la pace.
    Tacito, Agricola, 30/32.

  9. #3649
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  10. #3650
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