Emanuele Filiberto: «Mio padre nato a Napoli e sepolto a Torino, questa è l’Unità d’Italia»
Se è per questo i cimiteri di Torino sono invasi di terroni.


Emanuele Filiberto: «Mio padre nato a Napoli e sepolto a Torino, questa è l’Unità d’Italia»
Se è per questo i cimiteri di Torino sono invasi di terroni.




Velo pietoso.


Rubano, massacrano, rapinano e, con falso nome, lo chiamano impero; infine, dove fanno il deserto dicono che è la pace.
Tacito, Agricola, 30/32.


Pare che De Luca si stia agitando contro l' autonomia.
I parassiti si fanno sentire, i pidocchi strillano.
Rubano, massacrano, rapinano e, con falso nome, lo chiamano impero; infine, dove fanno il deserto dicono che è la pace.
Tacito, Agricola, 30/32.


Rubano, massacrano, rapinano e, con falso nome, lo chiamano impero; infine, dove fanno il deserto dicono che è la pace.
Tacito, Agricola, 30/32.


Il “Risorgimento” fu radicale impostura
Maurizio Blondet 21 Febbraio 2024
Mi era sorta una curiosità circa i “plebisciti” coi quali, secondo la propaganda risorgimentale che ci hanno insegnato a scuola, nel 1860 il popolo italiano votò in massa la unificazione d’Italia sotto il Re di Sardegna, con percentuali per il Sì dal 72 al 79% secondo i luoghi. Come avvennero,visto che a quel tempo elezioni politiche non erano praticate? il suffragio universale non esisteva nemmeno nel mondo dei sogni, e, ammesso che in qualche occasione si tenessero elezioni ad esse si accedeva per censo, ossia limitato agli abbienti, non esteso alle “plebi” evocate romanamente.
Si votò sì o no alla seguente domanda: “Il popolo vuole l’Italia Una e indivisibile con Vittorio Emanuele Re costituzionale e i suoi legittimi discendenti?“…
Scopro rapidamente un passo dello storico Cesare Cantù, un brianzolo, mica un irredentista borbonico, “il plebiscito giungea fino al ridicolo, poiché oltre a chiamare tutti a votare sopra un soggetto dove la più parte erano incompetenti, senza tampoco accertare l’identità delle persone e fin votando i soldati, si deponevano in urne distinte i Sì e i No, lo che rendeva manifesto il voto”.
E nel Sud «Giorni prima che si facesse il plebiscito furono affissi, alle mura delle città principali, dei grandi cartelli, in cui si dichiarava nemico della Patria chi si fosse astenuto o avesse dato il voto contrario all’annessione». (C. Alianiello, La conquista del Sud)
E cosa poteva accadere a chi, nonostante tutto, avesse il coraggio di mettere la propria scheda nell’urna “NO” ?
Risponde T. Pedio (Vita politica in Italia meridionale, 1860-1870) che afferma: «Basta che si manifesti il desiderio di votare per il mantenimento dei Borbone, perché si venga arrestati e rinviati a giudizio per rispondere di attentato a distruggere la forma di Governo; basta un semplice sospetto, perché si proceda al fermo preventivo che impedisce a numerosi cittadini di partecipare alle operazioni di voto». Un alto ufficiale piemontese, testimone oculare, ebbe a dichiarare: «In Caserta, lo Stato maggiore della mia Divisione, composto di cinquantuno ufficiali non tutti presenti al momento del plebiscito, si trovò ad avere centosessantasette voti. Nel resto del Regno si fece il plebiscito al pari di quello di Napoli».
Il «plebiscito» a Napoli avvenne in un clima intimidatorio, «sparpagliati per tutta la città, garibaldini e camorristi cercavano di convincere in tutte le maniere e con i modi più sbrigativi come si doveva votare, cercando di sforzare la volontà altrui. In ogni seggio di votazione vi erano due urne palesi, quella del No era coperta dai nazionali e camorristi». (N. C. D’Amelio, Quel lontano 1860).
«Tra un’esibizione di bandiere tricolori con stemma sabaudo e l’occhiuta vigilanza di addetti, guardie, e curiosi accalcati in entrata, ogni segretezza del voto – come si può capire – era pura illusione». (G. Campolieti, Re Franceschiello). Quei pochi che ebbero il coraggio di votare contro subirono minacce fisiche e violenze, Specialmente i garibaldini si erano diverti ad andare a votare più volte, e certamente nessuno pensò di impedirlo ai galantuomini delle città di provincia, che affermavano in tal modo la loro importanza». Insomma, «si fece ricorso a ogni trucco, nel voto e negli scrutini, per ottenere il risultato plebiscitario desiderato». (P. G. Jaeger, Francesco II di Borbone l’ultimo re di Napoli).
Oltretutto, come illustra la mia fonte, lo stesso avidissimo e senza scrupoli “re Vittorio Emanuele” in qualche modo subì la estensione del suo potere al Sud con ripugnanza, come qualcosa contro natura. Disse : «…che unirsi con i meridionali era come mettersi a letto con un malato di vaiolo»;
Va da se che operò qui la mano della Massoneria, oltre che dei camorristi . Resta il punto che La stessa unità d’Italia è stata attuata dal”Risorgimento” con questa radicale immedicabile impostura e violenza ab initio il che rende malata e patologica la “patria” che ci è stata data.
https://www.maurizioblondet.it/il-ri...ale-impostura/
Rubano, massacrano, rapinano e, con falso nome, lo chiamano impero; infine, dove fanno il deserto dicono che è la pace.
Tacito, Agricola, 30/32.


Rubano, massacrano, rapinano e, con falso nome, lo chiamano impero; infine, dove fanno il deserto dicono che è la pace.
Tacito, Agricola, 30/32.


I mattarelli esprimono un fallimento.


Elkann ha dato istruzioni . Rovesciare il Fascismo
Maurizio Blondet 26 Febbraio 2024
Il ruolo-guida assunto da media Stellantis nel collegare – 24 ore su 24 – le manganellate della polizia a Pisa alla natura fascista della Meloni, insinuando di suoi ordini impliciti – con chiamata alla “resistenza antifascista” immediatamente sostenuta da Mattarella, ci obbliga a ricordare che il 6 febbraio scorso il Capo dello Stato ha ricevuto Alain Elkann, venuto apposta dalla Svizzera, in un colloquio cui non è seguito alcun comunicato.
Ma non solo Mattarella; Elkann ha incontrato in un giorno tutti i poteri forti reali, concreti gestori del “vincolo esterno” . Come ha scritto l’ANSA, “il presidente di Stellantis ha visto il ministro dell’economia Giancarlo Giorgetti (ritenuto da Bossi affiliato alla Massoneria, e apertamente agli ordini della fazione austeritaria UE) , l’ambasciatore Usa in Italia Jack Markell, Il Governatore di Bankitalia Fabio Panetta il comandante generale dell’Arma dei Carabinieri Teo Luzi “: incontro quest’ultimo, se possibile ancora più aberrante e agghiacciante di quello con l’lnquilino del Quirinale: i Carabinieri sono la polizia della NATO in Italia, obbediscono agli USA e dispongono della forza, più di quanta ne abbia la PS, a cui sono avversi. A che titolo il Comandante ha immediatame te ricevuto Elkann? Non certo come privato imprenditore (quanti ne riceve il generale dei CC?) ma come portatore di ordini “superiori”, venuti da una superiorità indecifrabile che sovrasta la stessa NAT.
Anche qui nessun comunicato. Solo che da adesso vediamo attuare la strategia eversiva dell’istigare all’indignazione rivolta di piazza contro la “fascista”, accusata anche di aver fatto morie un anno fa i clandestini di Cutro per ordini che avrebbe dato: con afflusso di “sopravvissuti e parenti” pagati per venire in aereo dalla Germania a Cutro a spargere lacrime per il TG3 e suoi servizi speciali, rabbia accuse al governo disumano. Si tratta chiaramente di investimenti – qualcuno ha pagato per questa messinscena- che devono “rendere”-. E’ possobile che i poteri forti abbiao prepartato la tomba alla Carciofara quando, tutta tronfia e contenta di sé, presiederà di persona il g7 con “i capi di stato e di governo”: gli preparino quello che già fecero a Berlusconi quando, altrettanto contento di sé, convocò ai suddetti capi e Genova; vedrete che non mancheranno i black bloc Made in Germany a far disordini, e se la polizia manganella sarà fascista.
Che quelle portate da Elkann siano istruzioni internazionali elaborate “molto in alto” si vede da vari indizi. Non trascurerei questo titolo de La Stampa, giornale il cui direttore, ricordiamo, si inchinò a Speranza come un servo al Superiore di LoggiA:
++ Elkann a Roma, vede Mattarella e Giorgetti ++ - RIPRODUZIONE RISERVATA
L’ondata di manifestazioni in Germania e Austria per difendere la democrazia: dalle grandi città ai piccoli centri
Anche in questo fine settimana le piazze tedesche si sono riempite di manifestanti che hanno voluto urlare il loro no all’estremismo di destra
JEANNE PEREGO
25 Febbraio 2024 alle 21:08
https://www.maurizioblondet.it/elkan...n=push_friends
Rubano, massacrano, rapinano e, con falso nome, lo chiamano impero; infine, dove fanno il deserto dicono che è la pace.
Tacito, Agricola, 30/32.