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  1. #2491
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    Predefinito re: Il Paese do sole che non può essere chiamato di menta

    gli alpini - poveretti - sono l'espressione media del buon padiota. sono brava gente, gente di cuore, pronti a dare una mano quando serve (senza ricercare guadagno). sono indottrinati. sono persi. (gli alpini, quelli di leva, non i mercenari attuali)

  2. #2492
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    Predefinito re: Il Paese do sole che non può essere chiamato di menta

    Citazione Originariamente Scritto da dimecan Visualizza Messaggio
    gli alpini - poveretti - sono l'espressione media del buon padiota. sono brava gente, gente di cuore, pronti a dare una mano quando serve (senza ricercare guadagno). sono indottrinati. sono persi. (gli alpini, quelli di leva, non i mercenari attuali)
    Esatto.
    Rubano, massacrano, rapinano e, con falso nome, lo chiamano impero; infine, dove fanno il deserto dicono che è la pace.
    Tacito, Agricola, 30/32.

  3. #2493
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    Predefinito re: Il Paese do sole che non può essere chiamato di menta

    Una mano agli itaglioti, come si considerano loro, senza capire un cazzo.
    Nessuna pietà!
    E' su questi sentimenti che gioca il nostro nemico itagliota.
    Se il popolo permetterà alle banche private di controllare l’emissione della valuta, con l’inflazione, la deflazione e le corporazioni che cresceranno intorno, lo priveranno di ogni proprietà, finché i figli si sveglieranno senza casa.

  4. #2494
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    Predefinito re: Il Paese do sole che non può essere chiamato di menta

    Lo Stato continua a pagare i furbetti del cartellino
    Stipendi (anche se decurtati) ai lavoratori sospesi Che sono 300 e ogni anno ci costano 6 milioni
    Nino Materi
    Lo Stato italiano? Cornuto e mazziato. Al danno provocato dal furbetto del cartellino, si aggiunge infatti la beffa di uno stipendio che (se pur decurtato) continua ad essere corrisposto all'imbroglione di turno.
    Truffatori che, invece di essere licenziati in tronco (ma la legge non lo consente, benché il ministro Madia sostenga il contrario), continuano ad essere retribuiti dalla pubblica amministrazione, mantenendo tutti i diritti previsti dallo Statuto dei lavoratori.
    Quanto ai doveri, neppure a parlarne. Il furbetto può tranquillamente infischiarsene: l'«amico potente» lo ha raccomandato e così è arrivato il posto fisso. Il tizio è diventato intoccabile. Tanto da permettersi di timbrare per se e per i colleghi, svanendo subito dopo come un fantasma. Al massimo la «punizione» può arrivare sotto forma di censura o ammonimento (misure disciplinari che però non toccano il portafoglio). Solo nei casi più gravi le nuove norme prevedono la «sospensione temporanea», l'unica sanzione seria che determina una decurtazione in busta paga che può arrivare fino al 50 per cento. È questa la forma di assenteismo che i giuslavoristi della Cgia di Mestre definiscono «patologica» e che ingloba anche altre forme di «infedeltà aziendale» quali certificati «facili» di malattia, irregolarità nella concessione dei benefici della legge 104, permessi «sospetti» e via imbrogliando.
    Al momento sono circa 300 in Italia i dipendenti del pubblico impiego sottoposti a sospensione per motivi disciplinari: furbetti a vario titolo che mediamente continuano a percepire uno stipendio dimezzato pari a circa 20 mila euro all'anno. Se moltiplichiamo questo reddito per 300 - cioè il numero dei dipendenti ora «congelati» - arriviamo a 6 milioni di euro (cifra approssimata per difetto) corrisposti dallo Stato a gente che, in attesa di un ipotetico licenziamento, seguita ad essere pagata senza più neppure il «fastidio» di recarsi in ufficio. Insomma, mentre prima non andavano al lavoro bluffando sulla timbratura del cartellino, ora continuano a non andarci ma nel pieno rispetto della legge. Paradossi della burocrazia, mixati a uno spreco senza fine che l'ultima relazione della Procura generale della Corte dei Conti non ha mancato di evidenziare.
    L'assenteismo costa allo Stato quasi mezzo punto di Pil, cioè 7 miliardi. «Il 2016 - sottolineano i magistrati contabili - è stato caratterizzato da fenomeni di assenteismo e indebito riconoscimento dei benefici retributivi o di carriera che hanno riguardato funzionari e dipendenti pubblici».
    http://www.ilgiornale.it/news/politi...o-1368747.html

    Girare per strada e accorgersi che il senso della storia s’è perso per sempre
    Matteo Righetto
    Abbiamo trasformato il passato in risorsa per turisti,
    nel migliore dei casi.
    L'abbiamo negato. Di fatto.
    Cancellato o perduto.
    Oggi blateriamo di integrazione.
    E non sappiamo più, noi per primi, a che cosa
    Appartenere a nulla, estranei a noi stessi.
    Diseredati.
    (Franca Negri su Fb)
    I giovani e il de profundis dell’identità culturale
    Se avete dieci minuti liberi, provate a fare questo gioco. Andate nel centro storico della vostra città, posizionatevi in un punto qualsiasi e chiedete ai passanti più giovani dove si trovi una tal chiesa o una tal via. Scoprirete che quasi nessuno lo sa. Io l’ho fatto a Padova, la mia città, scoprendo inorridito che la grande maggioranza degli under 25 interpellati (poco importa se patavini o studenti fuori sede: se si vive in una città la si deve conoscere) non sa minimamente dove si trovino la chiesa del Carmine né quelle di San Nicolò o di Santa Sofia, solo per citare alcuni luoghi di culto tra i più prestigiosi della città. Peggio: moltissimi fra loro addirittura non sanno dove sia il Duomo, che quando va bene confondono con la Basilica del Santo. Se anche voi farete questo gioco scoprirete invece che tutti i ggiovani o diversamente ggiovani (categoria quest’ultima troppo spesso trascurata nel novero delle disgrazie nazionali) sanno dove si trova il negozio di Tim o quello di Vodafone, anche se non sono capaci di darvi le indicazioni per arrivarci, sia perché ignorano i nomi delle vie e delle piazze, sia perché non riescono a spiegarsi comprensibilmente poiché l’analfabetismo di ritorno è vivo e lotta insieme a noi. Altri farfugliano frasi che grossomodo suonano così: “Cioè… hai presente (dando ovviamente del tu) dov’è Tiger? Ecco, vai lì, poi giri a destra fino al negozio O Bag, poi vai sempre dritto fino a Calzedonia, giri a sinistra e sei da Foot Locker, tu vai a sinistra verso H&M e alla fine te lo trovi davanti. Più o meno tra Intimissimi e Sushiko. Capito?”
    Capito eccome. Ho capito che siamo di fronte a una generazione che, tra mille altre cose, ignora anche la toponomastica delle proprie città, avendo scelto di barattare l’eternità con qualche estemporaneo punto vendita di brand commerciali che oggi ci sono e domani chissà.
    E forse è proprio questo il punto. Credo infatti che il fenomeno appena descritto non risponda banalmente all’ignoranza di qualche nozione di odonomastica, bensì a un vero e proprio de profundis culturale che in questo caso coincide con una perdita irrevocabile del senso della storia da parte di moltissimi ragazzi. Il fatto che molti fra loro non abbiano la minima idea di dove si trovi una chiesa gotica del centro non è un problema che ha a che fare con la religione o con la storia dell’arte. In entrambi i casi il problema è il loro rapporto esistenziale con la storia.
    Se per dare indicazioni molti ggiovani forniscono (come riescono) riferimenti esclusivamente commerciali, si capisce che sono persone slegate dal proprio passato e da qualsiasi passato, da qualsiasi memoria, da ogni radice. Schiacciati in un eterno presente: si sta come d’estate sul parabrezza i moscerini, per capirci. I riferimenti culturali della nostra civiltà per questi ggiovani non ci sono più. Nemmeno quelli dove essi poggiano le suole delle loro sneakers tutti i santi giorni. Le vie della città, con la loro portata storica, con la moltitudine di persone che li ha preceduti e che nel corso dei decenni e dei secoli le ha attraversate, le ha vissute e rese vive, sono di fatto scomparse dalla dimensione cognitiva dei millennial. E come possiamo pretendere che questi ragazzi parlino correttamente la lingua italiana se non conoscono nemmeno la grammatica dell’orientamento? Tutto svanito, evaporato. Non esiste più il valore intrinseco di una Via Marsilio da Padova o di una Piazza Capitaniato, tanto per dire. Macché.
    Oggi siamo crocifissi tra Intimissimi e Sushiko. Marchi registrati con negozi presenti qua e là che domani potrebbero chiudere i battenti con la conseguenza che questi figlioli possano ritrovarsi smarriti, senza loghi come riferimenti, naufraghi nell’oceano di Conrad, ma senza oceano e senza alcun Conrad. E questo schiacciamento su una dimensione di superficiale simultaneità che ben rappresenta la nostra epoca, inquieta soprattutto perché chi non nutre alcun senso del passato non può avere alcuna concezione del futuro.
    Che la toponomastica e l’odonomastica fossero importanti per la civiltà lo sapeva bene persino Napoleone il quale, al suo ingresso in Italia, tra le prime cose dispose che venisse laicizzata tutta l’onomastica urbana, perché i nomi delle piazze e delle vie di una città concorrono da sempre alla genesi di un luogo e dei suoi abitanti, formandone una coscienza culturale collettiva e caratterizzandone una identità durevole. Essi sono le arterie, le vene e le sinapsi di un luogo. Il loro vissuto. Ma se queste piazze e queste vie poco a poco perdono i loro nomi e quindi il loro vivo valore, che identità pensate che potranno avere i loro nuovi cittadini?
    Chiesa e post concilio: Girare per strada e accorgersi che il senso della storia s?è perso per sempre

  5. #2495
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    Predefinito re: Il Paese do sole che non può essere chiamato di menta

    Citazione Originariamente Scritto da ventunsettembre Visualizza Messaggio
    Qualcuna, poche, è rimasta.
    Vero e fa una vitaccia , peccato . Anche perché i discendenti dei padani attuali fanno paura , per quanto sono idagliani .
    Il Silenzio per sua natura è perfetto , ogni discorso, per sua natura , è perfettibile .

  6. #2496
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    Predefinito re: Il Paese do sole che non può essere chiamato di menta

    Citazione Originariamente Scritto da Freezer Visualizza Messaggio
    Vero e fa una vitaccia , peccato . Anche perché i discendenti dei padani attuali fanno paura , per quanto sono idagliani .
    Si sono italianizzati nella mente e in tutto.

    In futuro poi si islamizzeranno sempre di più nella psiche. Basta vedere anche i risvolti sociali i quali poi sono alla base dei cambiamenti.

    Usanze copiate sono il punire le donne o lavare le offese con gettate di acido, accoltellamenti in luoghi pubblici davanti a tutti, insomma oggi l'autocontrollo è diminuito, tutto è più istintivo e selvaggio, meno ragionato. Vedasi anche il fatto capitato ad alatri. Volti lombrosiani e zingareschi di gente del posto, almeno così ci viene detto, lavano l'onta per una rispostaccia. Tutto è cambiato, ma molti sembrano ancora non capirlo, troppe persone.

  7. #2497
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    Predefinito re: Il Paese do sole che non può essere chiamato di menta

    Si sono venduti..Menomale ci siamo noi bergamaschi..

    Contro tutto e tutti Aderisci al Clan dei Guzzatori. David477 Crew
    Iscriviti al partito dei "buoni e giusti", siamo la prima forza politica di POL

  8. #2498
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    Predefinito re: Il Paese do sole che non può essere chiamato di menta

    Rubano, massacrano, rapinano e, con falso nome, lo chiamano impero; infine, dove fanno il deserto dicono che è la pace.
    Tacito, Agricola, 30/32.

  9. #2499
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    Predefinito re: Il Paese do sole che non può essere chiamato di menta

    Citazione Originariamente Scritto da psico Visualizza Messaggio
    Si sono italianizzati nella mente e in tutto.

    In futuro poi si islamizzeranno sempre di più nella psiche. Basta vedere anche i risvolti sociali i quali poi sono alla base dei cambiamenti.

    Usanze copiate sono il punire le donne o lavare le offese con gettate di acido, accoltellamenti in luoghi pubblici davanti a tutti, insomma oggi l'autocontrollo è diminuito, tutto è più istintivo e selvaggio, meno ragionato. Vedasi anche il fatto capitato ad alatri. Volti lombrosiani e zingareschi di gente del posto, almeno così ci viene detto, lavano l'onta per una rispostaccia. Tutto è cambiato, ma molti sembrano ancora non capirlo, troppe persone.
    Hanno venduto parte della loro anima per il benessere ed ora perderanno l'uno e l'altra .Hanno sempre ridicolizzato chi parlava di identità e si estingueranno nell'ignominia ,ammesso che riescano a capire questo .
    Il Silenzio per sua natura è perfetto , ogni discorso, per sua natura , è perfettibile .

  10. #2500
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    Predefinito re: Il Paese do sole che non può essere chiamato di menta

    No.
    Non lo capiranno.
    Troppo idioti.
    Se il popolo permetterà alle banche private di controllare l’emissione della valuta, con l’inflazione, la deflazione e le corporazioni che cresceranno intorno, lo priveranno di ogni proprietà, finché i figli si sveglieranno senza casa.

 

 
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