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  1. #4171
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    Predefinito Re: Il Paese do sole che non può essere chiamato di menta

    Il problema è il corpo insegnanti.
    Completamente inadeguato ed incapace.
    E matriarcale.
    Chi vale certo non va ad insegnare a squola.

  2. #4172
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    Predefinito Re: Il Paese do sole che non può essere chiamato di menta

    E così il nostro PdR si è sobbarcato un altro viaggione su ordine amerikano.
    Per portare il Mercosur lontano da Russia e Cina.
    Quanto bene si deve a chi ti ha regalato la poltrona!

  3. #4173
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    Predefinito Re: Il Paese do sole che non può essere chiamato di menta

    Test invalsi.
    I giovani studenti itagliani non capiscono cosa leggono e non conoscono la matematica.
    Aumenta il divario Nord Sud.
    Logico dico io.
    Il problema come sempre sta nel manico.
    Fin quando si consentirà agli ignoranti universitari del Sud di uscire con votazioni altissime, che da noi si sognano neppure i migliori, per cui poi nelle graduatorie vanno ad occupare posti e ad "imparare" insegnanti impreparati ed ignoranti, la situazione non potrà che peggiorare.
    Al Nord ci si salva solo più per la capacità di famiglie, società e dei pochi insegnanti validi locali superstiti di insegnare ancora qualcosa.
    Per poco tempo ancora, temo, andando avanti di questo passo.

  4. #4174
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    Predefinito Re: Il Paese do sole che non può essere chiamato di menta

    Sul tricolore la Meloni ha sbagliato
    Maurizio Blondet 29 Luglio 2023

    Doveva rispondere: “Non so; la bandiera ci è stata assegnata dalla Massoneria Internazionale quando ha fatto unificare il paese, a forza di falsi plebisciti , da una corte straniera, il cui primo ministro Cavour dovette imparare l’italiano da adulto, perché di madrelingua francese. Era una imitazione laicista della bandiera della République de la Révolution, penso..”.



    E’ inutile prendersela con la Meloni. Quando deve approvare questo (qui sopra) in USA, significa che viviamo sotto una dittatura globale, il cui dittatore si è reso invisibile all’opinione pubblica … che ci lascia, divertito, a dare le colpe, arrabbiarci, magari anche rovesciare quelli che ci sono visibili, che abbiamo votato, ma non hanno nessun potere. Più precisamente: non altro potere che attuare le misure dal dittatore globale invisibile.

    Così accade che

    “Il nostro nemico non è tanto e non solo Gates e quel gruppo di ricchi folli come lui ma il nostro vicino di casa” (cit.).





    https://www.maurizioblondet.it/sul-t...-ha-sbagliato/
    Rubano, massacrano, rapinano e, con falso nome, lo chiamano impero; infine, dove fanno il deserto dicono che è la pace.
    Tacito, Agricola, 30/32.

  5. #4175
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    Predefinito Re: Il Paese do sole che non può essere chiamato di menta

    Quando il Custode della Costituzione ignora la Costituzione
    Maurizio Blondet 28 Luglio 2023

    E’ la più bella del mondo, ma troppo lunga; e chi arriva mai all’articolo 82?

    Articolo 82

    Ciascuna Camera può disporre inchieste su materie di pubblico interesse.
    A tale scopo nomina fra i propri componenti una Commissione formata in modo da rispecchiare la proporzione dei vari gruppi. La Commissione d’inchiesta procede alle indagini e agli esami con gli stessi poteri e le stesse limitazioni dell’autorità giudiziaria.

    Ovviamente il Venerato non vuole la Commissione Covid.

    Mattarella boccia le commissioni d’inchiesta: le Camere non si sovrappongano ai PM
    “Il Parlamento non si sostituisca alla Magistratura!”, s’inventa. Il motivo è evidente: c’è la vaga, vaghissima possibilità che da una inchiesta venga fuori non si dice la verità sull’Impostura pandemica (su quella non ci sperate), ma per il fatto solo ridiscuterne, qualche dubbio sulle centinaia di morti procurate, sulla strage di effetti avversi da mRNA, sulle inenarrabili oppressioni esercitate – lui consapevole e volente – sopra le persone che hanno detto no al siero e sono state private del salario e del posto di lavoro.

    No, una pietra tombale deve cadere sull’Impostura Pandemica e i suoi esiti letali e dittatoriali, perché ora tal misure vanno applicate per la Impostura Climatica incombente, per la quale il Venerato come El Papa hanno già dato il loro contributo di peso.

    Ricordiamo che costoro stanno obbedendo a un comando internazionale; che lo scopo di queste pandemie è attuare la massima oppressione schiavistica sulla umanità occidentale, che nella neolingua i potenti chiamano Gran Reset.

    La cosa viene ormai dichiarata apertamente:

    Imola Oggi
    @ImolaOggi
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    La figlia di K. Schwab: "Covid" ha dimostrato che cambiamenti rapidi ed estremi nel tessuto sociale possono essere attuati quando le persone percepiscono immediato senso di emergenza, un meccanismo che può essere applicato alla "crisi climatica" per accelerare il "Great Reset"

    Cosa comporti il Great Reset sulle vite e la proprietà di ciascuno di noi è stato spiegato più volte. Qui una di esse:

    l’economista professor Richard Werner, descrive come, secondo le sue fonti, i CBDC saranno alla fine immagazzinati in piccoli microchip impiantati sotto la pelle e il reddito di base universale sarà utilizzato per corrompere le persone accettando questa flagrante invasione della loro libertà, privacy e autonomia corporea.

    Non avremo nulla e dovremo essere felici. Dietro la facciata del Great Reset
    Maurizio Blondet 20 Marzo 2022

    9788898766772_0_536_0_75-4152036-2682580

    di Aldo Maria Valli

    «Ciò che a prima vista appare come un progetto inteso alla ridistribuzione della proprietà è, in realtà, un tentativo di sostituirla con l’uso precario dei beni “benevolmente” concesso, non in forma gratuita, dai padroni transnazionali del mondo che, in cambio, promettono all’umanità un avvenire di “giustizia ecologica”. Un esproprio universale di ogni proprietà, da parte del potere capitalistico finanziario mondiale. Siamo ancora al “Sol dell’avvenire”, ma in salsa capitalista».

    Questa la tesi di fondo del libro di Luigi Copertino Cristianesimo, proprietà e Great Reset. Breve esame del “Mondo Nuovo” tra distopia e Tradizione (160 pagine, 16 euro), pubblicato dalla edizioni Radio Spada, con prefazione del presidente aggiunto onorario di Corte di Cassazione Francesco Mario Agnoli.

    Il libro legge la realtà attuale aderendo all’idea, da Bauman in poi declinata in vari modi, secondo cui l’umanità sta vivendo un passaggio epocale: dalla modernità solida, ormai alle nostre spalle, stiamo transitando verso la postmodernità liquida. Un mare ignoto, dice Copertino, rispetto al quale gli strumenti di orientamento finora usati – quelli del vecchio razionalismo occidentale di matrice illuminista – non funzionano più. Tutto ciò sul piano meramente terreno, mentre in termini escatologici siamo di fronte all’ennesimo caso di hybris, quell’umana tracotanza che pretende di estromettere Dio mettendo al suo posto l’uomo stesso.

    Il modello verso il quale stiamo procedendo a grandi passi, afferma l’autore, è quello del Great Reset sostenuto dai rappresentanti del Nuovo Ordine Mondiale. Sotto il profilo politico-economico consiste in un ampio processo di concentrazione capitalistica su scala globale, a danno delle classi medie. Si presenta come “capitalismo inclusivo” (una leggenda alla quale sembra credere anche l’attuale vertice della Chiesa cattolica), ma è in realtà una forma di esproprio. Perché l’inclusività – si vedano in proposito le linee indicate dal World Economic Forum, capofila del Nuovo Ordine Mondiale – non viene intesa come un aiuto ai più poveri, ma come un modo per sostituire la proprietà privata con forme di leasing e di sharing dei beni prodotti dalle grandi multinazionali e dei servizi concessi dalle stesse.

    Nel libro si citano a questo proposito alcune eloquenti dichiarazioni di Ida Auken, già ministro dell’Ambiente della Danimarca, la quale, in un saggio che immagina il nostro modo di vivere nel 2030, scrive: “Benvenuti nella mia città, o dovrei dire “la nostra città”. Non possiedo nulla. Non ho un’auto. Non ho una casa. Non posseggo alcun elettrodomestico o vestito. Potrei sembrarvi strana, ma tutto ciò ha perfettamente senso per noi in questa città. Tutto ciò che voi considerate un prodotto ora è diventato un servizio. Abbiamo accesso ai trasporti, agli alloggi, al cibo e a tutto ciò di cui abbiamo bisogno nelle nostre vite quotidiane. Poco per volta, tutte queste cose sono diventate gratuite, quindi non ha senso per noi averne tante».

    Presentato, inutile dirlo, in salsa ecologista, il progetto sembrerebbe coincidere con il paradiso in terra, e invece si prospetta come l’inferno. Perché “tutte queste cose”, ovviamente, non sono affatto gratuite. E sono in mano a un gruppo di padroni che, in questo modo, controllano tutto e tutti.

    Non è certo un caso che la Chiesa cattolica, pur mettendo in guardia dalle forme estreme di egoismo e accumulazione, abbia sempre difeso la proprietà privata come un diritto da cui dipende la dignità della persona. Ma oggi anche gli uomini di Chiesa sembrano obnubilati dalla distopia sostenuta e propagandata dai profeti del Nuovo Ordine Mondiale, alla quale si affianca, come necessario complemento, il Nuovo Culto Mondiale, debitamente unificato, normalizzato e reso funzionale a tutto il resto.

    Ancora oggi, spiega Copertino, quando pensano all’abolizione della proprietà privata molti fanno un collegamento automatico con il comunismo. Ma i nemici della proprietà hanno cambiato pelle. Sono i neocapitalisti delle multinazionali e della finanziarizzazione dell’economia.

    Ciò che vale per i beni vale anche per il lavoro: addio posto fisso, addio stabilità. Tutto deve essere transeunte, mobile, liquido. Da diritto che era, il lavoro deve diventare concessione, benignamente erogata dall’altro, secondo tempi e modi rispetto ai quali il comune mortale non può e non deve dire nulla. Non fossilizzarsi, non limitare gli orizzonti, non restare ancorati a vecchi modelli: questa la favola raccontata dai profeti del Nuovo Ordine Mondiale. Ma, dietro tutto ciò, non è difficile intravvedere nuove forme di sfruttamento e di controllo, ovviamente funzionali ai progetti (e ai conti in banca) degli “illuminati”, i pochi ottimati che hanno attribuito a loro stessi il compito di guidare le masse. Per il nostro bene, ça va sans dire.

    La nuova realtà non può non coinvolgere la politica, e alcuni sintomi della situazione che si va delineando li abbiamo vissuti sulla nostra pelle in questi ultimi due anni “pandemici”, quando i diritti fondamentali della persona sono stati sospesi in nome del “bene comune” e sulla base di atteggiamenti paternalistici che hanno nascosto un sostanziale autoritarismo. E anche in questo caso occorre riflettere sulla frequenza con cui l’esecutivo ha usato il verbo “concedere”. Ciò che prima era diritto inalienabile è diventato concessione.

    E come dimenticare la “scienza”? Come dimenticare quel transumanesimo che, postulando il superamento dell’umano anche attraverso l’ibridazione uomo-macchina, ci espropria del nostro stesso corpo esponendoci a ulteriori forme di controllo e condizionamento?

    Lo stato di emergenza, qualunque ne sia la causa scatenante (pandemia, guerra o altro) è funzionale all’intero progetto. E decisiva è la narrativa sostenuta dai mass media controllati. Tutto si tiene.

    Considerato che anche il cristianesimo è stato ridotto a mero umanitarismo, dobbiamo dunque concludere che non c’è speranza e che il destino è ineluttabilmente quello delineato per noi dai vari Klaus Schwab?

    No. La scelta tra il bene e il male è ancora possibile. Ma occorre rendersi consapevoli del quadro generale e della manovra alla quale siamo sottoposti. Ecco perché un libro come quello di Luigi Copertino è consigliabile.

    Il Leviatano paternalistico è già al lavoro e dispone di enormi risorse, ma ha un punto debole: è fondato sulla menzogna. Come molte altre costruzioni del passato, questa che sta procedendo davanti ai nostri occhi rinnega Dio e, così facendo, si autocondanna al fallimento. Potrà sembrare vincente, potrà apparire indistruttibile, ma crollerà.

    Il neocapitalismo dei profeti del Nuovo Ordine Mondiale sembra l’antitesi del vecchio comunismo materialista: invece ne è soltanto l’evoluzione. Come nel caso del comunismo materialista, il risultato è la distruzione della persona. Tutto ciò che è personale (proprietà, coscienza, giudizio) va superato. Per far questo occorre disgregare l’immagine di Dio impressa sul volto dell’uomo. Ecco perché il Nuovo Ordine Mondiale ha tanto bisogno di snaturare e annichilire la vera religione trasformandola in un proprio strumento. Ed ecco perché la battaglia che siamo chiamati a combattere è eminentemente religiosa.

    https://www.maurizioblondet.it/quand...-costituzione/
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  6. #4176
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    Predefinito Re: Il Paese do sole che non può essere chiamato di menta

    Rubano, massacrano, rapinano e, con falso nome, lo chiamano impero; infine, dove fanno il deserto dicono che è la pace.
    Tacito, Agricola, 30/32.

  7. #4177
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    Predefinito Re: Il Paese do sole che non può essere chiamato di menta

    La strage di Bologna fu fatta per “distrarre” dalle strage di Ustica
    Maurizio Blondet 6 Agosto 2023

    Marco De Angelis: So per certo che con la strage di Bologna non c’entrano nulla Fioravanti, Mambro e Ciavardini. Non è un’opinione: io lo so con assoluta certezza. E in realtà lo sanno tutti: giornalisti, magistrati e “cariche istituzionali”. E se io dico la verità, loro – ahimè – mentono”.

    Vergognose le figure di “sinistra” che si avventano, urlando che sulla matrice fascista “c’è la sentenza passata in giudicato”.. Delle “nostra” magistratura.

    Grosso modo, ripeto: la strage di Bologna fu fatta per “coprire” quella di Ustica. Da Bologna decollò l’aereo che i “nostri alleati” abbatterono sulla verticale di Ustica, forse perché c’era a bordo un passeggero che non doveva assolutamente arrivare a Palermo, dove l’aereo era destinato. Lo fece capire un deputato di Democrazia Proletaria poi morto anzitempo….

    Il vostro cronista ne ha parlato recentemente qui.

    A proposito di Ciavardini …
    Maurizio Blondet 31 Maggio 2023

    La sinistra – che non sa più come accusare il governicchio atlantico di “fascismo” ha urlato per giorni che la nuova presidente dell’antimafia, Chiara Colosimo FdI, era “amica del terrorista nero Luigi Ciavardini, condannato per la strage di Bologna”.

    La ricomparsa del nome Ciavardini doveva e non è stata l’occasione per ricordare che né lui, che all’epoca della strage era minorenne e aveva appena compiuti 18 anni, né Fioravanti né la Mambro, allora poco più che ventenni, con lui condannati per l’orribile, anomalo e indecifrato attentato alla stazione di Bologna (83 morti nella sala d’aspetto) l’hanno commesso. Non erano nemmeno a Bologna quel giorno. Del resto appartenevano ai NAR, “manovalanza neofascista ampiamente infiltrata dal Sismi”..

    A riconoscerlo pubblicamente non fu un politico missino o un giornalista “di destra”; ma un parlamentare di Democrazia Proletaria, di nome Luigi Cipriani, nella Commissione Parlamentare Stragi del 1987-92 rivolto al capo dello Stato Cossiga: “Signor presidente, da quella lapide dobbiamo togliere le

    parole ‘strage fascista’, perché ciò fa parte del depistaggio operato sulla strage di Bologna, diversa dalle altre stragi – e ha molto più a che fare con Ustica e con i rapporti tra Italia, Francia e Stati Uniti, i servizi occidentali e le strutture segrete. Dire che sono stati Fioravanti e compagni è depistaggio, bisogna scrivere ‘strage di Stato’.

    Stranamente, Cipriani collega la strage alla stazione di Bologna a quella di Ustica, avvenuta poco più di un mese prima (27 giugno ’80 ) l’abbattimento dell’aereo Itavia decollato proprio da Bologna. E attribuisce entrambe ai “francesi”.

    “la strage assomiglia – dice – al tentativo di cancellare dalla città,dall’attenzione della stampa, dal dibattito pubblico, dall’attenzione dei magistrati della strage di Ustica”.

    Una strage attuata per “far dimenticare” un’altra. La mente si ottenebra a tanto abissale malvagità. Anche la versione ammessa da Cossiga anni dopo, dell’Itavia vittima accidentale di una battaglia aerea della NATO per uccidere Gheddafi, è menzogna e altro depistaggio.

    “Perché proprio a Bologna? – si chiese Cipriani – Anzitutto, perché a Bologna risiedevano gran parte delle vittime di Ustica che dovevano essere zittiti con una strage di enormi proporzioni in città. In secondo luogo perché il Sismi poteva contare sull’appoggio di importanti magistrati alla Procura. Infine interpretazione in chiave politica, l’attacco [fascista] alla roccaforte del PCI…. Come prevedibile, il PCI abboccò: strage fascista per colpire le istituzioni democratiche. Tutto il dibattito politico, l’informazione, la magistratura, i servizi vennero impegnati su questo fronte e Ustica cadde nell’oblio”.

    Stupirà sapere che il demo-proletario Cipriani morì proprio dopo aver detto questo nello stesso ’92 a soli 52 anni? Io ho ritrovato le sue dichiarazioni dal libro di Lamberto Rimondini, l’Altra Storia d’Italia 1948-2022 (Arianna, 537 pagine, 20 euro) libro necessario che racconta in modo completo come l’Italia fu ridotta schiava del Vincolo Esterno, anzi di tutti i vincoli occidentali, con i metodi sopra descritti e le complicità interne e internazionali cui sopra si allude.

    Ci sono molte altre morti sospette e “suicidi” che punteggiano questa storia altra. La rievocazione sistematica, accurata e documentata degli eventi terribili del nostro asservimento ha sorpreso anche me, che pure li ho vissuti, e addirittura come giornalista. Ma la mente dimentica o non ha colto collegamenti e legami, che qui sono rievocati persuasivamente.

    Se volete sapere, o intuire, chi ha commesso la strage di Bologna e tutte le altre, a cominciare da Piazza Fontana e per concludersi con “il divorzio fra Tesoro e Banca d’Italia” del 1981 che è l’inizio di un altro modo di fare strage di italiani senza esplosivo né rumore, lo raccomando. Anche a futura memoria, ai figli, che sappiano perché e chi e come ci ha ridotti così.



    https://www.maurizioblondet.it/la-st...age-di-ustica/
    Ultima modifica di Eridano; 07-08-23 alle 21:10

  8. #4178
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    Predefinito Re: Il Paese do sole che non può essere chiamato di menta

    Devo ritornare sullo stesso argomento.
    Sono in Grecia, ho girato tutto il Peloponneso, parte più a Sud della Grecia continentale.
    Non ho avuto la fortuna di incontrare UN extracomunitario, mai visto un venditore sulle spiagge, mai un disturbatore nelle infinite taverne.
    Penso a casa nostra, al disastro di città come Milano, Torino o qualsiasi altra.
    Noi purtroppo abbiamo Chiesa, PD et similia, mafia e delinquenza assortita.
    Comunque mi chiedo come abbiano risolto il problema i Greci.

  9. #4179
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    Predefinito Re: Il Paese do sole che non può essere chiamato di menta

    La risposta.
    Non li fanno sbarcare... hanno affondato i primi due pescherecci e ciò basta a dissuaderli.
    In Grecia le forze armate sono serie.
    Noi siamo il ventre molle del mondo.
    Tutti arrivano qui.
    Un esempio. I Pakistani.
    Viaggio aereo fino a Dubai.
    Altro viaggio aereo per la Libia.
    Poi il barcone super protetto e "scortato".

  10. #4180
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    Predefinito Re: Il Paese do sole che non può essere chiamato di menta


 

 
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