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  1. #41
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    Predefinito re: Il Paese do sole che non può essere chiamato di menta

    da Ansa.it

    Giovannini
    'Non sono d'accordo con Marchionne'


    "Ci sono molte imprese che in queste condizioni stanno continuando a investire, a crescere, a creare profitto e posti di lavoro. Questo nonostante le indubbie difficoltà"

    Riciclaggio di denaro sporco, traffico di droga, contraffazioni, importazione diu schiavi, aste giudiziarie, i pochi appalti pubblici ecc.
    La mafia.
    Fa affari d'oro.
    Ultima modifica di ventunsettembre; 31-07-13 alle 16:37
    Se il popolo permetterà alle banche private di controllare l’emissione della valuta, con l’inflazione, la deflazione e le corporazioni che cresceranno intorno, lo priveranno di ogni proprietà, finché i figli si sveglieranno senza casa.

  2. #42
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    Predefinito re: Il Paese do sole che non può essere chiamato di menta

    Se il popolo permetterà alle banche private di controllare l’emissione della valuta, con l’inflazione, la deflazione e le corporazioni che cresceranno intorno, lo priveranno di ogni proprietà, finché i figli si sveglieranno senza casa.

  3. #43
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    Predefinito re: Il Paese do sole che non può essere chiamato di menta

    Saccomanni mente: "In Italia recessione finita"

    ECONOMIA | Incredibile che il ministro dell'economia propali menzogne, come i suoi predecessori. Pil -2,0% ma sarà perfino peggiore.

    Non avevo voglia di cercare le "barzellette".
    Se il popolo permetterà alle banche private di controllare l’emissione della valuta, con l’inflazione, la deflazione e le corporazioni che cresceranno intorno, lo priveranno di ogni proprietà, finché i figli si sveglieranno senza casa.

  4. #44
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    Predefinito re: Il Paese do sole che non può essere chiamato di menta

    Il piano: Renzi premier e Italia svenduta alla Germania

    POLITICA | Stanno cercando di vendere l’Italia: l'aspirante leader del PD e De Benedetti alla Germania, Prodi alla Cina.

    Questo invece ci riporta alla triste, sinistra realtà.
    Se il popolo permetterà alle banche private di controllare l’emissione della valuta, con l’inflazione, la deflazione e le corporazioni che cresceranno intorno, lo priveranno di ogni proprietà, finché i figli si sveglieranno senza casa.

  5. #45
    email non funzionante
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    Predefinito re: Il Paese do sole che non può essere chiamato di menta

    Citazione Originariamente Scritto da ventunsettembre Visualizza Messaggio
    Il piano: Renzi premier e Italia svenduta alla Germania

    POLITICA | Stanno cercando di vendere l’Italia: l'aspirante leader del PD e De Benedetti alla Germania, Prodi alla Cina.

    Questo invece ci riporta alla triste, sinistra realtà.
    E nel mentre il popolino esulta per la condanna di berluscon,popolo beota.
    Il Silenzio per sua natura è perfetto , ogni discorso, per sua natura , è perfettibile .

  6. #46
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    Predefinito re: Il Paese do sole che non può essere chiamato di menta

    Se il popolo permetterà alle banche private di controllare l’emissione della valuta, con l’inflazione, la deflazione e le corporazioni che cresceranno intorno, lo priveranno di ogni proprietà, finché i figli si sveglieranno senza casa.

  7. #47
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    Predefinito re: Il Paese do sole che non può essere chiamato di menta

    Citazione Originariamente Scritto da ventunsettembre Visualizza Messaggio
    Quelle pensioni da 3.000 euro al giorno che nessuno tocca

    di: Roberto Giovannini Pubblicato il 08 agosto 2013| Ora 076


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    Nella foto Mauro Sentinelli, pensionato più ricco d’Italia con i suoi 91337,18 euro al mese. I super pensionati italiani: intoccabili.




    Ingrandisci la foto


    Mauro Sentinelli è il pensionato più ricco d’Italia con i suoi 91337,18 euro al mese.


    ROMA (WSI) - Quando uno si porta a casa una pensione di 3.000 euro lordi al giorno (al giorno...), cioè 90mila euro al mese (al mese...), è abbastanza normale che la gente parli molto di lui. E non necessariamente con amore e stima.

    In questi giorni avranno fischiato ancora di più le orecchie dell’ingegner Mauro Sentinelli, il pensionato più ricco d’Italia con i suoi 91.337,18 euro al mese. Lo ha citato tra gli altri Matteo Renzi, e su lui e i suoi nove colleghi superpensionati d’Italia (il decimo prende 41mila euro al mese) verte una interrogazione parlamentare di Deborah Bergamini, Pdl, cui ha risposto il ministro del Lavoro Enrico Giovannini.

    Chiariamo tre punti. Primo, il caso del pensionato da 3000 euro al giorno è stata svelato da Mario Giordano nel suo «Sanguisughe», e poi approfondita su l’«Espresso» da Stefano Livadiotti.

    Secondo, l’ingegner Sentinelli non è stato un "fannullone": lauree e master prestigiosi in ingegneria elettronica, entrato nella Sip nel 1974, tra le altre cose è stato l’ideatore della TimCard, la schedina ricaricabile che ha fatto guadagnare miliardi alla sua azienda. Insomma, non è il primo venuto. Tanto è vero che oggi (da pensionato) è nel Cda di Telecom.

    Terzo, non ha violato alcuna legge: guadagnava alla fine 9 milioni di euro l’anno; versava contributi nel fondo (scandalosamente privilegiato) dei dipendenti telefonici; grazie alle leggi di allora è andato in pensione con l’80% dello stipendio medio degli ultimi dieci anni. E sempre grazie a una legge la sua pensione è stata moltiplicata da benefit e stock option percepiti durante la carriera.

    Più o meno lo stesso discorso vale per il numero due della classifica (Alberto De Petris, ex manager di Infostrada, 66.436,88 euro mensili) e Mauro Gambaro (ex presidente della scomparsa compagnia aerea Volare, 51.781,93 euro).

    Pensioni legali, dunque. Ma talmente ricche (e solo grazie a leggi vantaggiose, che oggi invece non ci sono più) da risultare obiettivamente scandalose. Nella risposta all’interrogazione di Bergamini il ministro Giovannini ha detto di essere consapevole di questa sperequazione. Ma ha ricordato che una recente sentenza della Consulta rende difficile intervenire con prelievi e contributi «di solidarietà».

    Eppure qualcosa bisogna fare, no? Due sono gli interventi sulle «pensioni d’oro» proposti da un esperto di pensioni come Giuliano Cazzola, (ex Cgil, ex Pdl, ora Scelta Civica).

    Il primo è un taglio sia della indicizzazione degli assegni rispetto al costo della vita che del rendimento dei contributi versati al crescere dell’importo dell’assegno. Il secondo, il ricalcolo con il sistema contributivo delle pensioni «retributive» che superano i 5mila euro al mese. Per prelevare parte della differenza. Certamente non farebbe piacere all’ing. Sentinelli. Ma siamo sicuri che potrebbe farcela ad arrivare alla fine del mese.

    Il contenuto di questo articolo, pubblicato da La Stampa - che ringraziamo - esprime il pensiero dell' autore e non necessariamente rappresenta la linea editoriale di Wall Street Italia, che rimane autonoma e indipendente.

    Quelle pensioni da 3.000 euro al giorno che nessuno tocca
    Ultima modifica di Eridano; 09-08-13 alle 07:46
    Rubano, massacrano, rapinano e, con falso nome, lo chiamano impero; infine, dove fanno il deserto dicono che è la pace.
    Tacito, Agricola, 30/32.

  8. #48
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    Predefinito re: Il Paese do sole che non può essere chiamato di menta

    Tra i sondaggi qui accanto.
    La GdF invia questionari ai contribuenti. "Dove hai pagato in nero?"

    Elementare Watson!
    Nelle bustarelle alla GdF!
    Ultima modifica di ventunsettembre; 09-08-13 alle 21:43
    Se il popolo permetterà alle banche private di controllare l’emissione della valuta, con l’inflazione, la deflazione e le corporazioni che cresceranno intorno, lo priveranno di ogni proprietà, finché i figli si sveglieranno senza casa.

  9. #49
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    Predefinito re: Il Paese do sole che non può essere chiamato di menta

    Scusate.
    Errore.
    Ultima modifica di ventunsettembre; 09-08-13 alle 22:11
    Se il popolo permetterà alle banche private di controllare l’emissione della valuta, con l’inflazione, la deflazione e le corporazioni che cresceranno intorno, lo priveranno di ogni proprietà, finché i figli si sveglieranno senza casa.

  10. #50
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    Predefinito re: Il Paese do sole che non può essere chiamato di menta

    La verità sull'Economia italiana: tutti i dati che non potete non sapere

    Il quadro esatto di come sta il paese. Una "pagina della memoria economica", che fa da contraltare alla propaganda dei "poteri forti".

    NEW YORK (WSI) - In questa pagina WSI pubblica in sintesi il quadro oggettivo dell'economia italiana, aggiornato con i piu' recenti dati statistici, macro-economici e di politica monetaria. Una "pagina della memoria economica", che fa da contraltare alla massiccia propaganda mediatica di lobby (stato, politici, banche) che hanno interesse a non raccontare la verita' agli italiani e puntano anzi a manipolare il consenso con strategie che beneficiano soltanto i "poteri forti", strozzando i cittadini e le piccole imprese. Preghiamo i lettori di aiutarci postando aggiornamenti e segnalazioni, corredate di fonte (autorevole) e link.


    ____________________________________________

    - Debito pubblico: a giugno 2013 nuovo record a 2.075,71 miliardi di euro, dai 2.074,7 miliardi di maggio; oltre il 130% del Pil. Secondo le previsioni salirà al 130,8% del Pil nel primo trimestre 2014, rispetto al 123,8% del primo trimestre 2012.

    - Debito aggregato di Stato, famiglie, imprese e banche: 400% del Pil, circa 6mila miliardi;

    - Pil: l'agenzia S&P ha abbassato la sua previsione di crescita 2013 per l'Italia, a -1,9% rispetto al -1,4% previsto a marzo 2013 e al +0,5% stimato a dicembre 2011. Il Fmi ha tagliato le stime del pil Italia 2013 a -1,8%. Nel 2012 il Pil ha subito una contrazione di -2,4%;

    - Rapporto deficit/Pil: 2,9% nel 2013. Peggioramento ciclo economico Imu, Iva, Tares, Cassa integrazione in deroga lo portano ben oltre la soglia del 3%;

    - Prestiti delle banche alle imprese: -5% su base annua nei mesi da marzo a maggio. In fumo 60 miliardi di prestiti solo nel 2012;

    - Insolvenze bancarie: quelle in capo alle imprese italiane hanno sfiorato a maggio 2012 gli 84 miliardi di euro (precisamente 83,691 miliardi).

    - Sofferenze bancarie: a maggio 2013, secondo il rapporto Abi, le sofferenze lorde sono risultate pari ad oltre 135,7 miliardi di euro, 2,5 in più rispetto ad aprile 2013 (+22,4% annuo);

    - Base produttiva: eroso circa il 20% dall’inizio della crisi;

    - Ricchezza: bruciati circa 12 punti di Pil dall’inizio della crisi, 200 miliardi circa;

    - Entrate tributarie: a maggio -0,7 miliardi rispetto allo stesso mese di un anno fa (a 30,1 miliardi, -2,2%). Nei primi 5 mesi del 2013 il calo è dello 0,4% rispetto ai primi 5 mesi del 2012;

    - Gettito Iva: -6,8% nei primi 5 mesi del 2013, un vero disastro;

    - Potere d’acquisto delle famiglie: -94 miliardi dall’inizio della crisi, circa 4mila euro in meno per nucleo;

    - Disoccupazione: a giugno 2013 si attesta al 12,1%, dato peggiore dal 1977;

    - Disoccupazione giovanile: il tasso nel segmento 15-24anni a giugno 2013 e' salito al 39,1%, in crescita di 0,8 punti percentuali su maggio e di 4,6 punti su base annua;

    - Neet: 2,2 milioni nella fascia fino agli under 30, ragazzi che non studiano, non lavorano, non imparano un mestiere, totalmente inattivi;

    - Precariato: contratti atipici per il 53% dei giovani (dato Ocse);

    - Ammortizzatori: 80 miliardi erogati dall’Inps dall’inizio della crisi tra cassa integrazione e indennità di disoccupazione

    - Crollo produzione industriale: -17,8% negli ultimi dieci anni

    Aggiornato: 12/8/2013
    Se il popolo permetterà alle banche private di controllare l’emissione della valuta, con l’inflazione, la deflazione e le corporazioni che cresceranno intorno, lo priveranno di ogni proprietà, finché i figli si sveglieranno senza casa.

 

 
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