Il governo Monti prosegue senza grandi colpi di scena e provvedimenti clamorosi fino all'inizio del 2013, Hollande vince il ballottaggio in Francia e Obama viene riconfermato di misura contro Romney. Il Partito Democratico tiene le sue elezioni primarie alle quali si presentano tre candidature, quella di Bersani, sostenuta da tutto l'establishment, che rivendica la positività della sua segreteria e chiede l'alleanza di centrosinistra con Vendola e Di Pietro, quella di Civati, sostanzialmente d'accordo con quella di Bersani sulle alleanze ma che ritiene necessario un cambiamento di generazione e quella di un giovane sostenuto dal solo Fioroni, che chiede l'alleanza col Terzo Polo. Malgrado l'ottimo risultato di Civati (e il debolissimo risultato del candidato fioroniano) Bersani viene riconfermato segretario. Si svolgono allora le primarie del centrosinistra, che sarà una coalizione quadripartito tra PD, SEL, IdV e ALBA, il nuovo soggetto di Ginsborg che decide di presentarsi alle elezioni. Il PD sostiene Bersani, l'IdV candida Di Pietro mentre ALBA e SEL sostengono Vendola. A sorpresa, con psicodramma collettivo, Vendola la spunta per meno di un punto su Bersani. Fioroni esce dal PD sbattendo la porta. Insieme a Passera, Montezemolo, Fini, Casini, Rutelli e Lombardo fonda il Partito della Nazione, un grande partito moderato, vicino alla Chiesa e a Confindustria che si propone di divenire il primo partito del paese. Il PdL di Alfano, invece non riesce a trovare alleanze, essendo respinte sia dal PdN che dalla Lega, e sia allea con la sola destra di Storace. La Lega propone Maroni presidente del Consiglio, chiede il federalismo e l'abbassamento netto delle tasse e della spesa pubblica, assume toni moderati sull'immigrazione e ostili nei confronti della finanza, non parla più di Padania ma di Nord e di barbari sognanti. Data l'assenza di un'alleanza di centrodestra l'alleanza di centrosinistra sopravanzerebbe PdN e PdL, ciascuno per sé di circa venti punti, a detta dei sondaggi. I risultati in realtà sono una débacle per il centrosinistra, una prevedibile delusione per il PdL e un trionfo per il PdN. Questi i risultati:
Federazione della Sinistra 2%
Partito Democratico 20%
Sinistra, Ecologia e Libertà 8%
Italia dei Valori 4%
Alba 3%
Partito della Nazione 26%
Il Popolo della Libertà 18%
La Destra 4%
Lega Nord 9%
Movimento 5 Stelle 6%
La vittoria del Nuovo Ulivo di Vendola è molto più debole del previsto, ma malgrado i risultati Bersani decide di non dimettersi. Al Senato il centrosinistra ottiene una maggioranza molto risicata, riuscendo ad imporsi al Centro-Nord, compresa per un soffio la Lombardia (dove PdN, Lega e PdL sono tutte forti ma un po' dietro il totale del csx) ma tranne il Veneto, dove prevale la Lega. Il Sud è invece completamente bianco, il colore del PdN, tranne la Puglia dove di poco Vendola la spunta e ovviamente la Basilicata. Su queste basi, nasce il governo Vendola. Il governo, che malgrado gli scarni risultati elettorali è quello più spostato a sinistra della storia nazionale, consapevole di questo, assume un atteggiamento molto moderato. Tuttavia, per via di un progetto di legge peraltro abbastanza timido sui diritti civili, il governo si guadagna una campagna contraria da parte della CEI. Presidente della Repubblica viene eletto Mario Monti, coi voti di PdL e PdN. Mentre Hollande decide, fallite le mediazioni, di uscire dal fiscal compact, Vendola si impegna a non farlo. In Germania si tengono le elezioni, la CDU è primo partito, ma per via del crollo dei liberali, non ha una maggioranza in Parlamento. La SPD rifiuta di guidare una coalizione con la Linke. Così si riforma una Grosse Koalition a guida socialdemocratica, con l'appoggio, anche se non necessario, anche dei Verdi e dei liberali. L'Egitto di Amr Moussa intanto dichiara finita la pace con Israele e comincia a riarmarsi, minacciando l'invasione a meno che Israele non faccia nascere immediatamente lo stato palestinese con capitale Gerusalemme Est e non riconosca il diritto al ritorno dei rifugiati palestinesi in Israele. Malgrado il rifiuto israeliano l'Egitto decide, per ora, di non invadere. La Germania intanto intende dare un'accelerata all'integrazione europea, escludendo da essa tutti gli stati senza pareggio di bilancio e chiedendo che chi non è disposto esca dall'euro. La Gran Bretagna, impaurita da "un'Europa dominata dalla Germania", fa pressione su tutti gli stati per non accettare ed esce dall'Unione Europea. Cameron forma, lamentando un rinnovato pericolo tedesco, un governo di unità nazionale con dentro i laburisti. Si consuma così anche la rottura con la Francia di Hollande, che intraprende un processo di uscita guidata dall'euro e viene attaccata pesantemente dai mercati. Hollande chiede a Vendola di seguirlo nella scelta, ma Vendola rifiuta. Invece, l'Italia è costretta dalla BCE dove Draghi si dimette ed è sostituito da un falco tedesco a fare ulteriori tagli. L'Egitto e la Siria di Assad intanto invadono congiuntamente Israele che subisce inizialmente preoccupanti sconfitte. In seguito a queste, fa presente di avere la bomba atomica. In risposta l'Iran annuncia di aver raggiunto anch'essa la bomba atomica. L'aviazione inglese bombarda allora Teheran e Damasco, mentre Obama manda i marines in Israele. La Germania condanna le azioni unilaterali angloamericane, pur garantendo la sua solidarietà allo stato di Israele, che però ritiene in grado di difendersi da solo. Ancora una volta, Vendola, con il consenso di Bersani e il sostegno sempre più vocale di Prodi, si adegua alle posizioni tedesche. ALBA e i veltroniani del PD allora presentano una mozione di sfiducia congiunta, i primi per una questione di politica economica, i secondi per via della condanna dell'azione angloamericana dando vita al gruppo di "Alternativa Democratica", con anche la sinistra interna dell'IdV, di De Magistris e Leoluca Orlando. E' il 2015 e dopo due anni il governo Vendola cade. Si va ad elezioni, sempre con la stessa legge elettorale. Bersani si dimette e lascia il posto a Matteo Renzi, votato dall'Assemblea Nazionale, che ha assunto toni perfettamente in linea con la segreteria. PdN e PdL fanno un'alleanza e credono nella vittoria elettorale.




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ostridicolo: Ma io sarei stecompagno?:sofico:
hefico:
