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Discussione: Leonardo da Vinci

  1. #21
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    Predefinito Rif: Leonardo da Vinci

    Emanuela Di Pasqua

    MONNA LISA ERA UN MASCHIO


    Nel capolavoro di Leonardo da Vinci sarebbe contenuto il suo testamento filosofico


    Il mistero dell’espressione enigmatica della Gioconda potrebbe essere spiegato da una questione di genere: Monna Lisa forse era un ragazzo e a questo «piccolo» particolare, se fosse confermato, si potrebbe attribuire quell’espressione così insolita per una dama e il suo famoso sorriso sibillino.

    LO STUDIO - Nel corso di una conferenza tenutasi mercoledì a Roma Silvano Vinceti, presidente del Comitato Nazionale per la Valorizzazione dei Beni Storici, Culturali e Ambientali e responsabile di una ricerca sulla Gioconda di Leonardo da Vinci, ha svelato ai rappresentanti della stampa estera l'esito dei suoi studi. Secondo i ricercatori del Comitato, Leonardo avrebbe iniziato a dipingere il suo capolavoro ispirandosi alla nobildonna fiorentina Lisa Gherardini, ma l'avrebbe poi sostituita, in corso d'opera, con il suo amante storico Gian Giacomo Caprotti, detto il Salai.

    GLI OCCHI DI MONNA LISA - Vinceti sostiene di avere scoperto tre «stratificazioni accertate» e tre segni «inequivocabili» nel dipinto che lo renderebbero «il testamento filosofico, esoterico, religioso e teologico» di da Vinci, sottolineando come il genio toscano abbia lavorato a lungo, e a più riprese, prima di ultimare la sua opera. Nel corso degli esami portati avanti sulla tela sono state individuate due lettere celate negli occhi della Monna Lisa: una S (Salai) nel sinistro e una L (Lisa) nel destro. La grafia dei due caratteri è stata comparata con scritti di da Vinci ed è risultata compatibile.

    IL SALAI - Nel 1490, a dieci anni, Gian Giacomo Caprotti andò a lavorare nella bottega di Leonardo, divenendone in seguito l'allievo prediletto e, si suppone, l'amante. Il giovane, descritto dal suo stesso maestro «ladro, bugiardo, ostinato e ghiotto», accompagnò da Vinci in tutti i suoi viaggi e trasferimenti. Il soprannome Salai deriva dalla parola araba «salah», che fa riferimento a una potenza infernale ed è ripreso dal Morgante di Luigi Pulci, poema comico-cavalleresco composto per la corte dei Medici quando Leonardo si trovava ancora a Firenze. Non esistono dipinti firmati dal Salai, ma gli vengono comunque attribuite diverse opere, tra le quali l'androgina Gioconda Nuda (di proprietà di una collezione privata svizzera), frutto di una pittura a quattro mani con da Vinci, per la realizzazione della quale il giovane posò anche come modello. Il 19 gennaio 1524 Gian Giacomo Caprotti venne ucciso da un colpo di fucile che alcuni attribuiscono a un'imprudenza nel maneggiare l'arma e altri a una rissa.

    IL SEGRETO DEL PONTE - Il team di ricercatori italiani (formato da un antropologo, un ordinario di microbiologia, un ex-responsabile del Ris di Parma e uno storico e critico d'arte) ha dato una spiegazione anche per il misterioso numero 72 che compare sotto l'arcata del ponte sullo sfondo che incornicia il viso di Monna Lisa. Nella tradizione cabalistica sono settantadue le lettere che compongono il nome di Dio e sette è il numero che rappresenta la creazione del mondo. Ma 7 e 2 rimandano anche all'Apocalisse di Giovanni nel Nuovo Testamento e, infine, il 2 è sinonimo del dualismo e dell'armonia dei principi maschile e femminile, visione filosofica che Leonardo espresse, secondo le teorie del Comitato, dipingendo la Gioconda. Il ponte invece sarebbe quello di Buriano, nell'aretino, zona nella quale da Vinci si recò tra il 1502 e il 1503 per studiare, su mandato di Cesare Borgia, la bonifica dell'area.


    Emanuela Di Pasqua - Monna Lisa era un maschio - Corriere della Sera (03 febbraio 2011)



    Anonimo, Ritratto di Gian Giacomo Caprotti (Salai), 1495 ca.
    Vaduz, Fondazione Alois

  2. #22
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    Predefinito Rif: Leonardo da Vinci

    Gioconda: si cercano i resti per avere il Dna

    L'antropologo Francesco Mallegni: ''Semmai trovassimo il Dna di Lisa Gherardini verrebbe poi confrontato col Dna di due suoi figli. Solo dopo forse potremmo risalire alla fisiognomica di Lisa Gherardini e avventurarci in confronti con il dipinto''.

    Firenze, 5 aprile 2011 - La discussa identità della Gioconda dipinta da Leonardo da Vinci è un 'cold case' del mondo dell'arte che, come tale, potrebbe venir risolto scoprendo il Dna della modella che ispirò l'artista. E' con questo auspicio che il prossimo 27 aprile scattera' a Firenze, nell'ex convento di Sant'Orsola, la ricerca 'sul campo' della tomba e dei resti di Lisa Gherardini (1479-1542), nobile fiorentina e moglie del mercante Francesco Del Giocondo indicata da Giorgio Vasari come la donna del dipinto esposto al Louvre.

    Il progetto è stato annunciato stamani in Palazzo Medici Riccardi a Firenze dal 'Comitato nazionale per la valorizzazione dei Beni storici, culturali e ambientali', che lo cura con il sostegno della Provincia, ente proprietario dell'ex monastero dove Lisa Gherardini si ritirò da anziana e poi vi morì. ''Col georadar abbiamo gia' individuato una cripta sotto una delle due chiese del convento; la ricerca partirà da questo punto esatto di un'area monasteriale più vasta - ha spiegato lo storico dell'arte Silvano Vinceti, presidente del Comitato - In base all'architettura dell'edificio e ai manoscritti delle suore che lo abitarono, riteniamo che la cripta possa custodire delle sepolture''.

    Saranno scandagliati anche due chiostri e un'altra chiesetta. L'obiettivo è trovare i resti ossei di Monna Lisa, magari addirittura il cranio. Speranze di studiosi. Per ora di certo c'è che il lavoro del georadar durerà tre giorni; i primi risultati ci saranno dopo una settimana; poi saranno aperte eventuali tombe e, se ci saranno resti umani, verranno svolti esami di vario tipo tra cui quello al carbonio 14 per la datazione. Nel giro di due mesi, è stato detto, ci saranno responsi concreti.

    Per ora siamo alla teoria. L'antropologo Francesco Mallegni, che fa parte del team di studiosi, ha affermato che ''semmai trovassimo il Dna di Lisa Gherardini verrebbe poi confrontato col Dna di due suoi figli, Bartolomeo e Piero Del Giocondo, di cui ci sono le tombe nella chiesa di Santissima Annunziata. Solo dopo forse potremmo risalire alla fisiognomica di Lisa Gherardini e avventurarci in confronti con il dipinto''. Il Comitato non dispera neppure di trovare i resti di suor Ludovica, la figlia suora di Lisa Gherardini che visse nel convento, giacche' la genetica assegna migliori speranze di studio sul Dna trasmesso per linea femminile.

    Vivace la conferenza stampa in cui è stato presentato il progetto. Dopo che il presidente della Provincia Andrea Barducci ha specificato che ''gli studiosi lavorano su un'ipotesi affascinante che merita di essere verificata'' c'è stato spazio per brevi polemiche. Mallegni ha respinto a nome di tutto il Comitato l'accusa di gusto 'necrofilo' in questo tipo di ricerche: ''Nessuna ebbrezza mistico-morbosa. La scienza e' scienza, anche studiare i morti lo è, in questo caso c'e' il fascino di una vicenda legata all'arte''. Il presidente Vinceti ha evidenziato che ''dopo tre secoli potremmo forse mettere una parola definitiva sull'identita' della modella, in un senso o nell'altro'' e poi ha liquidato l'ipotesi di un quotidiano di Liverpool secondo cui i resti di Monna Lisa furono gettati in discarica: ''Una leggenda metropolitana da smentire subito. I lavori edili non hanno mai toccato l'area che ci indicano i documenti d'archivio dove cercare''.

    Serafico lo studioso fiorentino Giuseppe Pallanti, biografo di Lisa Gherardini, che ha commentato: ''Non partecipo alla ricerca in S.Orsola che tuttavia mi sembra legittima, nonché molto complessa. Aspettiamo i risultati di queste verifiche''.

    La Nazione - Firenze - Gioconda: si cercano i resti per avere il Dna
    Ultima modifica di Tomás de Torquemada; 05-04-11 alle 23:29
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  3. #23
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    Predefinito Rif: Leonardo da Vinci

    Arte: discendente Gioconda, lasciate in pace Monna Lisa

    Roma, 5 apr. - (Adnkronos) - ''Lasciate in pace Monna Lisa, la sua storia, il suo passato. Lasciate alla Gioconda quel mistero che l'ha resa famosa in tutto il mondo''. E' quanto ha dichiarato all'ADNKRONOS Natalia Strozzi Guicciradini, discendente dalla Gioconda ritratta da Leonardo da Vinci. ''Da anni la mia famiglia sapeva che i resti di Monna Lisa potevano essere nell'ex convento di Sant'Orsola a Firenze - ha aggiunto - Ne parlavamo spesso con mia nonna. Un racconto affascinante per noi bambine, come del resto tutta la storia della nostra famiglia''.

    Arte: discendente Gioconda, lasciate in pace Monna Lisa - Adnkronos Cultura
    Ultima modifica di Tomás de Torquemada; 05-04-11 alle 23:32
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  4. #24
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    Predefinito Rif: Leonardo da Vinci

    Ultime dagli scavi: parlano gli esperti

    Tecnici, archeologi e professori analizzano i resti. Francesco Mallegni: "Non escludo che il frammento trovato non possa appartenere a una donna"


    I lavori di ricerca all'interno dell'ex convento di Sant'Orsola proseguono e stanno portando alla luce il luogo in cui avvenivano le sepolture nel convento, la struttura di via Guelfa, a Firenze, in cui visse gli ultimi anni della sua vita e dove fu sepolta Lisa Gherardini Del Giocondo, la donna morta nel 1542 a cui Leonardo si sarebbe ispirato per la Monna Lisa.

    I tecnici della Provincia di Firenze, gli archeologi della sovrintendenza di Firenze, insieme ai membri del Comitato Nazionale per la valorizzazione dei Beni Storici, Culturali e Ambientali hanno aperto oggi il primo vano interrato adibito alle sepolture, che è collocato al di sotto del luogo in cui si trovava l'altare della antica chiesa.

    Questo primo avello secondo quanto riferisce Giovanni Roncaglia della Soprintendenza Archeologica della Toscana, "non contiene resti umani significativi tranne la presenza, nel materiale di riporto, di un frammento osseo di un l'alluce del piede sinistro''.

    Secondo quanto ipotizzato da Francesco Mallegni, professore ordinario di Antropologia all'Università degli Studi di Pisa "non escludo che questo frammento, in particolare si tratta di un metatarso, potrebbe appartenere ad una donna".

    Tuttavia, il fatto che questo primo vano di sepoltura sia stato trovato vuoto non ho sorpreso i ricercatori a lavoro nell'ex convento "perchè viene considerato come luogo di sepoltura primaria - spiega il professor Mallegni - cioè dove i cadaveri si decomponevano, solo successivamente i resti mortali venivano trasferiti in un luogo definito di sepoltura secondaria".

    "Ed è proprio questo il luogo - sostiene Silvano Vinceti, Presidente del Comitato Nazionale per la valorizzazione dei Beni Storici, Culturali e Ambientali - su cui si stanno concentrando i ricercatori".

    "Infatti, gli scavi proseguiranno nella parte centrale dell'antica chiesa dove il geo-radar aveva individuato altri vani adibiti alla sepoltura. Come pura ipotesi - dice Silvano Vinceti rispondendo ad una domanda dei giornalisti - non è escluso che il corpo della Lisa Gherardini Del Giocondo abbia seguito questo percorso, per cui dopo una sepoltura sotto l'altare i resti siano stati ricomposti insieme alle successive sepolture (almeno quattro) che i testi storici danno per certi, dal 1625 al 1709 nella seconda cripta. Secondo un documento conservato nell'archivio laurenziano di Firenze
    Lisa Gherardini mori' e fu sepolta in Sant'Orsola nel 1542''.

    La Nazione - Firenze - Ultime dagli scavi: parlano gli esperti
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  5. #25
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    Predefinito Rif: Leonardo da Vinci

    Gioconda,erede di Monna Lisa visita scavi: 'Che emozione'
    Natalia Strozzi nel cantiere di Firenze dove si cerca sepoltura


    (ANSA) - FIRENZE, 11 MAG - La principessa Natalia Strozzi, tra i discendenti di Lisa Gherardini Del Giocondo, si e' recata a Firenze per seguire lo scavo con cui da oggi si cerca la sepoltura della presunta modella di Leonardo da Vinci per la Gioconda nell'ex convento di Sant'Orsola. ''Mi sono emozionata, non credevo, non me l'aspettavo di emozionarmi cosi''', ha detto dopo la visita al cantiere Natalia Strozzi, durata un'ora e mezzo. Per ora sono emersi frammenti ossei e due tombe: l'obiettivo della ricerca e' trovare la tomba di monna Lisa e, se possibile, studiare cranio e Dna.(ANSA).

    Gioconda,erede di Monna Lisa visita scavi: 'Che emozione' - Toscana - ANSA.it
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  6. #26
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    Citazione Originariamente Scritto da Tomás de Torquemada Visualizza Messaggio
    Arte: discendente Gioconda, lasciate in pace Monna Lisa

    Roma, 5 apr. - (Adnkronos) - ''Lasciate in pace Monna Lisa, la sua storia, il suo passato. Lasciate alla Gioconda quel mistero che l'ha resa famosa in tutto il mondo''. E' quanto ha dichiarato all'ADNKRONOS Natalia Strozzi Guicciradini, discendente dalla Gioconda ritratta da Leonardo da Vinci. ''Da anni la mia famiglia sapeva che i resti di Monna Lisa potevano essere nell'ex convento di Sant'Orsola a Firenze - ha aggiunto - Ne parlavamo spesso con mia nonna. Un racconto affascinante per noi bambine, come del resto tutta la storia della nostra famiglia''.

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    Citazione Originariamente Scritto da Tomás de Torquemada Visualizza Messaggio
    Gioconda,erede di Monna Lisa visita scavi: 'Che emozione'
    Natalia Strozzi nel cantiere di Firenze dove si cerca sepoltura


    (ANSA) - FIRENZE, 11 MAG - La principessa Natalia Strozzi, tra i discendenti di Lisa Gherardini Del Giocondo, si e' recata a Firenze per seguire lo scavo con cui da oggi si cerca la sepoltura della presunta modella di Leonardo da Vinci per la Gioconda nell'ex convento di Sant'Orsola. ''Mi sono emozionata, non credevo, non me l'aspettavo di emozionarmi cosi''', ha detto dopo la visita al cantiere Natalia Strozzi, durata un'ora e mezzo. Per ora sono emersi frammenti ossei e due tombe: l'obiettivo della ricerca e' trovare la tomba di monna Lisa e, se possibile, studiare cranio e Dna.(ANSA).

    Gioconda,erede di Monna Lisa visita scavi: 'Che emozione' - Toscana - ANSA.it
    :gratgrat: .... ha cambiato idea ?
    I matti dei manicomi, una volta liberati da altri matti che stavano fuori dai manicomi, unitisi si riprodussero tra di loro e vogliono adesso comandare il mondo

  7. #27
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    Predefinito Rif: Leonardo da Vinci

    ... comunque quando faranno la comparazione del DNA sapremo se perlomeno la signora Natalia la conta giusta ...

    ARTE E POLEMICHE "L'erede della Gioconda sono io"

    "
    Firenze, 7 febbraio 2007 - Ancora polemiche sulla 'Gioconda', uno dei quadri che nei secoli ha fatto più parlare di sé. Questa volta a parlare del celebre quadro la contessa Cinzia Maria Gherardini, erede della storica famiglia fiorentina.

    La contessa ha scritto una lettera aperta, diffusa dopo che ieri il quotidiano 'Il Corriere della Sera', aveva pubblicato la notizia secondo la quale Monna Lisa ha "due eredi viventi, due principesse, Natalia e Irina Strozzi", figlie del principe Girolamo Guicciardini Strozzi, nella cui tenuta senese ha spesso trascorso le vacanze il premier inglese Tony Blair.

    L'articolo citava lo studio di Domenico Savini, un genealogista che ha esaminato le carte della famiglia Strozzi fino a scovare le testimonianze della successione ereditaria: secondo Savini i discendenti diretti dei Gherardini si sarebbero estinti alla fine del Seicento.

    Proprio a questo proposito la contessa Gherardini ha scritto: "La nobile famiglia dei Gherardini" a cui appartenne Monna Lisa, ritratta da Leonardo da Vinci nella celeberrima 'Gioconda' del Louvre "è un casato vivo, vegeto e molto riservato, e non è affatto estinto".

    "Eccomi, sono l'estinta. Come nelle migliori tradizioni giornalistiche qualcuno fa morire qualcun altro. Poi il colpo di scena. Mi riferisco - scrive nella lettera di replica Cinzia Maria Gherardini - all'articolo che riporta la pretesa della famiglia Strozzi di Firenze di essere l'erede della Gioconda, mentre la famiglia Gherardini, quella di Lisa e la mia, sarebbe estinta. Ora, conosco bene Girolamo, il principe Guicciardini Strozzi. È un caro amico, nonché padrino di uno dei miei figli. E non pensavo che mi desse per morta, me, i miei fratelli (Gian Raffaello e Maria Teresa) e la mia famiglia".

    La famiglia Gherardini, ricorda la contessa Cinzia Maria, è una delle più antiche d'Europa e di Firenze. "Una delle meno mondane ed una delle ultime di nobiltà signorile ed imperiale contrariamente a quelle d'origine mercantile e cittadina - si legge ancora nella lettera - che attualmente albergano in città. Abbiamo avuto il piacere e l'onore di combattere per Firenze in numerose battaglie e di combattere anche contro di essa per le nostre terre e i nostri diritti feudali quando la città ci minacciò nei primi del 1300".

    "Siamo figli di una famiglia romana - dice ancora la contessa - ed i nostri antenati (come Cece, Lotteringo o Gherarduccio) hanno fatto grandi cose e sono ancora ricordati in cerimonie di famiglia e su di loro hanno scritto gente come Macchiavelli o Dante. I Fitzgerald di Desmond e Limerik ci riconoscono quale loro capostipite. Siamo perfino stati una delle ultime famiglie feudatarie in Italia (governammo con poteri assoluti i nostri feudi in Emilia sino al 1805). Anche recentemente i miei più vicini ascendenti hanno combattuto in giro per il mondo, hanno seduto sugli scranni del Senato d'Italia, hanno ricevuto ordini militari e onorificenze come quella del Bagno (da Re Giorgio V d'Inghilterra) e nonostante ciò, non v'è traccia della nostra preoccupazione nel vantare la consanguineità con Lisa Gherardini, la Gioconda (se pure storicamente provata secondo la penna del Vasari)".

    Come mai i Gherardini non si sono vantati di un'antenata così famosa ed immortalata nel capolavoro leonardiano?

    "Perchè la Gioconda - è scritto ancora nella lettera della contessa Gherardeschi - per quanto fosse una brava ragazza, ha avuto il solo merito d'essere bella e ritratta. Nulla più (almeno secondo noi). Un po' come le bellezze da calendario. Oltretutto credo facesse pure le corna a suo marito per uno dei Medici (non voglio ricamare su una nota di colore riguardo ad un presunto ascendente degli Strozzi). Ne consegue che per quanto donna della nostra famiglia, abbiamo ritenuto la questione un fatto mondano, più che un evento storico. Abbiamo lasciato a chi voleva lanciarsi sulla dietrologia di folclore tutta la serenità per farlo".

    "Ora vedo che anche la famiglia Strozzi si accoda a questa pratica. Ovviamente sono liberissimi di farlo. D'altronde la Gioconda era una ragazza bellissima, che sia di tutti ed anche loro, mi sembra giusto. In fondo, siamo figli di tempi leggeri e gioiosi, di bellezze patinate e romanzieri del mistero. Poi, è storicamente probabile che la mia consanguinea sia stata la capostipite di chissà quante famiglie. Ma almeno - così la contessa chiude la lettera - non datemi per estinta".
    "
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  8. #28
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    Predefinito Rif: Leonardo da Vinci

    Matteo Sacchi

    GAY O TRADITRICE? NON C'È PACE PER LA GIOCONDA





    A Leonardo e alla sua Gioconda è da sempre lecito far subire di tutto. Furti patriottici, identificazioni dei luoghi dipinti a partire dallo sfondo (così certe che ce ne sono almeno tre o quattro), microanalisi che proverebbero che Da Vinci ha scritto numeri segreti negli occhi della pulzella... Ora però quella che sta subendo la povera Monna Lisa è una vera e propria «aggressione interpretativa»: nel giro di pochi giorni è stata fatta passare da travestito a cortigiana adultera. Ha iniziato una studiosa francese, Sophie Herfort, che ha pubblicato un libro, Le Jocond (Il Giocondo), proprio in coincidenza con la grande mostra aperta a Londra su Leonardo da Vinci. Secondo la Herfort, se la Gioconda fosse davvero Lisa Gherardini, la moglie di Francesco del Giocondo (a Firenze è tutta estate che ne cercano il corpo), allora perché il dipinto non è mai appartenuto a quest'ultimo? Perché il maestro non si è mai voluto separare dal ritratto portandolo in Francia? Ecco la risposta: a essere ritratto è Salai, alias Gian Giacomo Caprotti, giovane allievo - e amante - di Leonardo che si sarebbe divertito a rappresentarlo vestito da donna, con gli abiti femminili che Salai indossava fra le mura domestiche. Il quadro venne poi ulteriormente «femminilizzato» perché «al tempo l'omosessualità era punita con il rogo». Avrà ragione?
    Non secondo lo storico romano Roberto Zapperi. La Gioconda sarebbe il ritratto idealizzato di Pacifica Brandani, una nobildonna sposata della corte di Urbino, amante dei figlio di Lorenzo de' Medici, Giuliano, duca di Nemours, a cui diede un figlio illegittimo. I fatti, secondo Zapperi: all'inizio del '500 quando Giuliano de' Medici era esule a Urbino, intrecciò una relazione con la Brandani, morta poco dopo la nascita del figlio, nel 1511. Giuliano prese il bambino con sé e commissionò a Leonardo un ritratto di Pacifica, che il piccolo non aveva potuto conoscere. Un ritratto, quindi, tutto basato sui ricordi. Giuliano però morì prima di poter ritirare il quadro.
    Ad andare avanti così finirà che la povera Gioconda smetterà di sorridere.



  9. #29
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  10. #30
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    Predefinito Rif: Leonardo da Vinci

    A quanto ne so, a sostenere l'autenticità della Mona Lisa di Isleworth sono rimasti solo John R. Eyre e Henry F. Pulitzer, che casualmente ne è il proprietario.
    Esperti e studiosi d'arte di tutto il mondo continuano a ignorarla, ostinatamente.

 

 
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