







mi è capitato anche che mi chiedessero informazioni pensando fossi italiano, e gli ho sfoggiato il mio american english modificato con falso accento francese
i'm sovvì ai chentelpiù


ve l'ho mai raccontato di quella volta che seduta a marrakech mi è capitato di sedermi accanto a una tavolata di italiani e ho potuto ascoltarli mentre leggevano il menu.
erano tipo in sei e nessuno di loro era in grado di parlare inglese, e stavano cercando di decifrare il menu.
riescono a capire che chicken è pollo, arrivano al lamb, e nessuno sa cosa sia.
al che si mettono a parlare e una di loro (il genio) fa "beh dai cosa vuoi che sia, sarà un'altra carne, sarà il maiale"
"ah, si dai, lamb è il maiale giusto!!".
Da quel momento io e il mio commensale abbiamo proseguito la serata parlando in spagnolo.




Comunque sarà per il costo assurdo della vita, ma l'anno scorso in Svervegia ho trovato davvero pochi pochi italiani.




Assolutamente vero. Gli italiani all'estero si deprimono e anzi provano piacere nel violentare i piatti della tradizione per darli in pasto ai barbari locali.
Invece un sincero estimatore straniero della cucina italiana è più probabile che ci metta impegno, amore e passione.


per dire in austria mangiai una "pizza margherita" in un ristorante/pizzeria chiamato "frascati". oltre a del formaggio non identificabile ci hanno messo sopra dell'aglio tritato