Risultati da 1 a 3 di 3
  1. #1
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    Thumbs down La salute dell'ambiente

    Passa un Ferragosto, passa l' altro, torno sempre al tema dell' ambiente e del clima. Chi la dura la vince, dice il proverbio. Speriamo che sia vero. Che tempo fa? Che tempo farà? E' quel che ogni giorno vien spiegato e previsto dai meteorologi. Qual è il clima, e cosa succede del clima, è invece una domanda del tutto diversa che verte, nel lungo periodo, sulle condizioni di siccità, calore, inquinamento e vivibilità del nostro pianeta. Eppure moltissime persone confondono le due cose. L' anno scorso - dicono - ha piovuto poco e ha fatto molto caldo; ma quest' anno ha piovuto molto e siamo stati bene. Dunque - concludono - quelle dei climatologi sono balle. E se la pensa così anche un bravo giornalista come Pietro Calabrese, mi tocca di rispiegare tutto daccapo. L' indicatore più ovvio del riscaldamento climatico è che i ghiacciai si stanno sciogliendo, con una velocità imprevista, dappertutto: in Asia, Africa, Europa, sulle Ande, ai Poli. Abbiamo poi misure precise della quantità crescente di anidride carbonica e di altri gas serra nell' atmosfera. Pertanto la disputa non è più sul riscaldamento del clima terrestre - il fatto è indubbio - ma sulle sue cause. Chi dubita che la causa prima, primaria, «siamo noi», ricorda che i cicli di riscaldamento e di raffreddamento della Terra sono sempre avvenuti, e quindi che possono soltanto dipendere da cause astronomiche. Sì, ma nel ciclo che stiamo vivendo sono entrate due nuove variabili: la società industriale, che è fortemente inquinante, e un gigantesco «salto» in popolazione. E l' entrata in gioco di questi due nuovi fattori inficia le analogie con il passato. Tantovero che la stragrande maggioranza degli studiosi ritiene che il riscaldamento in corso non appartiene alla naturale variabilità del clima. Beninteso la scienza non è mai unanime. C' è ancora chi nega, per esempio, che il virus dell' Hiv sia la causa dell' Aids. Inoltre, e soprattutto, il problema del clima e dell' ambiente è davvero un macro-problema, tanto grande e complesso da non consentirci di stabilire chi sia un competente e chi no, chi abbia davvero voce in capitolo e chi no. Ma non c' è dubbio che la scienza nel suo complesso punti il dito su un malfare e strafare dell' uomo, su cause «antropiche». Ciò posto, a che punto siamo? La buona notizia è che ci siamo liberati del «texano tossico», del nefasto ex presidente Bush, e che il suo successore Obama ha già fatto approvare dal Congresso una severa legge anti-inquinamento che prevede una riduzione dei gas serra dell' 83% entro il 2050. E l' America è un Paese che quando si mobilita, si mobilita sul serio. Anche l' Unione europea si è convinta, e propone la formula del 20-20-20 (meno 20% di emissioni di anidride carbonica, più 20% di efficienza energetica, più 20% da fonti di energia rinnovabili). Ma Berlusconi è come Bush, Berlusconi non ci sta. Combatte persino le esigue (e insufficientissime) riduzioni imposte dal protocollo di Kyoto; e a dicembre ha brutalmente dichiarato a Bruxelles: «Trovo assurdo parlare di emissioni quando è in atto una crisi». Sì, ma no. Perché una catastrofe ecologica sarebbe mille volte più grave della crisi in atto. RIPRODUZIONE RISERVATA

    Sartori Giovanni

    LA SALUTE DELL' AMBIENTE

    :sofico::sofico:

    iango:
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    Impossibilia nemo tenetur

  2. #2
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    Predefinito Rif: La salute dell'ambiente

    Citazione Originariamente Scritto da salvo.gerli Visualizza Messaggio
    Passa un Ferragosto,

    :sofico::sofico:

    iango:
    vedi su questi argomenti io sono abbastanza vicino a te, ma come tutti quelli di destra siete degli esaltati di superiorità e non siete protesi al dialogo.

    comunque

    premesso che sono argomenti dibattuti, io come cittadino sarei propenso al ridimensionamento del problema, anche perche la storia ha dimosrtato che ci sono sati periodi di clima molto più caldo e più freddo, e non mi preoccuperei, sulla velocità di variazione nemmeno, in quento i dati storici e preistorici non contemplano misure esatte al singolo anno, ma si basano soprattutto sui vari carotaggi o in tempi storici su testimonianze scritte.

    poi se facciamo il rappporto tra la massa corporea di un uomo e la qta di vegetali procapite il rapporto è enorme anche per paesi densamente popolati come il ns, addirittura la massa degli insetti e dei microorganismi supera di gran lunga la massa umana, quindi la capacità di produrre CO2.

    persino l'eruzione di un vulcano crea molta più CO2 della produzione umana.

    grazie OCCIDENTE, grazie anglo-americani, grazie Israele, grazie ucraini.



    la libertà avanza ...........

  3. #3
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    Thumbs down Rif: La salute dell'ambiente

    Citazione Originariamente Scritto da salvo.gerli Visualizza Messaggio
    Passa un Ferragosto, passa l' altro, torno sempre al tema dell' ambiente e del clima. Chi la dura la vince, dice il proverbio. Speriamo che sia vero. Che tempo fa? Che tempo farà? E' quel che ogni giorno vien spiegato e previsto dai meteorologi. Qual è il clima, e cosa succede del clima, è invece una domanda del tutto diversa che verte, nel lungo periodo, sulle condizioni di siccità, calore, inquinamento e vivibilità del nostro pianeta. Eppure moltissime persone confondono le due cose. L' anno scorso - dicono - ha piovuto poco e ha fatto molto caldo; ma quest' anno ha piovuto molto e siamo stati bene. Dunque - concludono - quelle dei climatologi sono balle. E se la pensa così anche un bravo giornalista come Pietro Calabrese, mi tocca di rispiegare tutto daccapo. L' indicatore più ovvio del riscaldamento climatico è che i ghiacciai si stanno sciogliendo, con una velocità imprevista, dappertutto: in Asia, Africa, Europa, sulle Ande, ai Poli. Abbiamo poi misure precise della quantità crescente di anidride carbonica e di altri gas serra nell' atmosfera. Pertanto la disputa non è più sul riscaldamento del clima terrestre - il fatto è indubbio - ma sulle sue cause. Chi dubita che la causa prima, primaria, «siamo noi», ricorda che i cicli di riscaldamento e di raffreddamento della Terra sono sempre avvenuti, e quindi che possono soltanto dipendere da cause astronomiche. Sì, ma nel ciclo che stiamo vivendo sono entrate due nuove variabili: la società industriale, che è fortemente inquinante, e un gigantesco «salto» in popolazione. E l' entrata in gioco di questi due nuovi fattori inficia le analogie con il passato. Tantovero che la stragrande maggioranza degli studiosi ritiene che il riscaldamento in corso non appartiene alla naturale variabilità del clima. Beninteso la scienza non è mai unanime. C' è ancora chi nega, per esempio, che il virus dell' Hiv sia la causa dell' Aids. Inoltre, e soprattutto, il problema del clima e dell' ambiente è davvero un macro-problema, tanto grande e complesso da non consentirci di stabilire chi sia un competente e chi no, chi abbia davvero voce in capitolo e chi no. Ma non c' è dubbio che la scienza nel suo complesso punti il dito su un malfare e strafare dell' uomo, su cause «antropiche». Ciò posto, a che punto siamo? La buona notizia è che ci siamo liberati del «texano tossico», del nefasto ex presidente Bush, e che il suo successore Obama ha già fatto approvare dal Congresso una severa legge anti-inquinamento che prevede una riduzione dei gas serra dell' 83% entro il 2050. E l' America è un Paese che quando si mobilita, si mobilita sul serio. Anche l' Unione europea si è convinta, e propone la formula del 20-20-20 (meno 20% di emissioni di anidride carbonica, più 20% di efficienza energetica, più 20% da fonti di energia rinnovabili). Ma Berlusconi è come Bush, Berlusconi non ci sta. Combatte persino le esigue (e insufficientissime) riduzioni imposte dal protocollo di Kyoto; e a dicembre ha brutalmente dichiarato a Bruxelles: «Trovo assurdo parlare di emissioni quando è in atto una crisi». Sì, ma no. Perché una catastrofe ecologica sarebbe mille volte più grave della crisi in atto. RIPRODUZIONE RISERVATA

    Sartori Giovanni

    LA SALUTE DELL' AMBIENTE

    :sofico::sofico:

    iango:
    Salute dell' ambiente: le polemiche che ignorano le ragioni della scienza
    La riduzione delle emissioni negli Usa non sarà mai lineare

    Quando il simpatico Mauro della Porta Raffo mi punzecchia con la sua erudizione e pignoleria (Corriere della Sera di ieri) di solito imparo qualcosa. Questa volta presenta un breve elenco di recenti periodi di freddo e di caldo della terra, per poi asserire in tutta semplicità che siccome ci sono sempre stati, sarebbero «naturali». E siccome ignora bellamente le mie obiezioni a questa tesi, io non ho nulla da controbattere. Mi limito a segnalargli che la sua tesi è anche smentita dalla National Accademy of Science, che è il massimo consesso scientifico del mondo. Invece di scrivere a me, perché non prova a scrivere a Washington?

    Invece chi mi attacca a valanga e da zoticone (sul Giornale di lunedì scorso) è un certo Franco Battaglia che insegna a quanto pare Chimica ambientale.

    Il predetto esordisce così: «Ogni Ferragosto il Corsera pubblica ogni anno sempre lo stesso articolo». La ripetizione letterale dell' articolo dell' anno prima, oppure il mio tornare sul tema dell' ecologia?

    La prima asserzione sarebbe spudoratamente falsa, mentre la seconda è soltanto stupidotta. Sarebbe come criticare un economista perché scrive sempre di economia, o un costituzionalista perché scrive sempre di costituzione.

    Ciò premesso, tutto l' editoriale di Battaglia è infarcito da inesattezze e da distorsioni.

    Come dicevo, il nostro è un chimico; ma al servizio di Berlusconi, che non solo lo ospita sul suo (pardon, del fratello) quotidiano, ma che addirittura «presenta» un libretto del 2007 del suo chimico.

    Sarebbe come se io chiedessi una presentazione a Bob Dylan o a uno dei Beatles. Ma ognuno si fa raccomandare da chi trova.

    Non posso chiosare tutte le bellurie del Battaglia. Scelgo due perle. Il nostro mi insegna che la legge ecologica fatta approvare da Obama (sulla quale mi sono limitato a riferire) richiede ogni anno, per 42 anni, una riduzione delle emissioni inquinanti del 4,2%. Ma perché mai?

    La riduzione in questione sicuramente non sarà mai lineare, e cioè la stessa ogni anno. E se un chimico non sa neanche questo mi chiedo che cosa sappia.

    Seconda perla, che è sulla mia osservazione che la scienza non è mai «unanime».

    Secondo Battaglia direi così per «pararmi dall' accusa che vi sono fior di scienziati che contraddicono le bizzarrie che lei (sarei io) propina ogni Ferragosto».

    Dopodiché il nostro passa trionfalmente a spiegare che «la scienza non è mai democratica, e non ha importanza alcuna quale sia il numero di scienziati che dicono una cosa».

    Ora, che la scienza non sia e non debba essere sottoposta al voto di un demos è ovvio.

    Ma non è ovvio che debba essere giudicata dal solo voto di un chimico di piccola o nessuna fama. A torto o a ragione, la scienza procede sulla base del consensus scholarum, del consenso che riceve dalla professione.

    «Nella scienza contano i fatti» asserisce il Battaglia con banale tracotanza.

    Certo. Ma non i fatti dichiarati tali da Lei. Come climatologo io posso soltanto essere un divulgatore che riferisce su una letteratura che ha studiato.

    Ma ho sempre insegnato metodologia della scienza.
    Ne so molto più di lei, professor Battaglia. Mi creda.

    RIPRODUZIONE RISERVATA

    Sartori Giovanni

    Salute dell' ambiente: le polemiche che ignorano le ragioni della scienza


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    Impossibilia nemo tenetur

 

 

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