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Discussione: Ancora UFO.

  1. #1141
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    Predefinito Re: Ancora UFO.

    In Antartide trovata nave aliena immersa nel ghiaccio© Fotolia / Steve Allen
    MONDO
    14:40 13.12.2017

    Un appassionato ricercatore di fenomeni misteriosi di nome Valentin Degterev ha parlato di una sensazionale scoperta dagli Urali.

    Presumibilmente ha trovato un ufo, simile all'astronave del film Alien. La scoperta del residente di Nizhny Tagil è avvenuta studiando le immagini fornite da Google Earth, la sua attenzione è stata attratta dalla catena montuosa Belgica.



    Secondo il ricercatore, nelle immagini si può notare "qualcosa di strano", secondo la sua valutazione, si tratta di un oggetto enorme, di circa un centinaio di metri di lunghezza e non ha escluso che il film di fantascienza "Alien" possa diventare realtà.

    In Antartide trovata nave aliena immersa nel ghiaccio - Sputnik Italia
    Ultima modifica di Eridano; 19-02-21 alle 16:47

  2. #1142
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    Predefinito Re: Ancora UFO.

    ho trovato questa strana cosa. dateci un occhio.
    From your Digest

    Johanna Steinbrecher
    ·
    February 18
    Works at Axel Springer (company)
    Are there any photographs from the 1989 UFO landing in Russia?
    You are asking about the Voronezh UFO incident.

    The Soviet press agency TASS called it an extraterrestrial visit to southern Russia.

    It happened near the city of Voronezh about 480 km southwest from Moscow. Witness said that slim, three-eyed extraterrestrials landed in a local park and gone for a walk. It kind of seems like a fantastic report by the official press agency TASS but according to them, it was absolutely true.

    Statements from Lieutenant Sergei A. Matveyev of the Voronezh district police station, said that he saw the landing of the U.F.O. on 27. September 1989 as ''It was not an optical illusion''. But again Matveyev said that he had not actually witnessed the aliens, but said he saw the spaceship and ''it was certainly a body flying in the sky,'' moving noiselessly at a very high speed and very low altitude. Matveyev said, he was a little skeptical himself when he first saw the object. ''I thought I must be really tired,'' he said. ''but I rubbed my eyes and it didn't go away. Then I figured, in this day and age, that anything is possible.

    Who witness these aliens were children. According to the newspaper Sovetskaya Kultura, two boys and a girl named Vasya Surin, Zhenya Blinov and Yuliya Sholokhova , were playing in a park on the evening 27. September 1989 when about 18.30, they saw a pink shining in the sky and then spotted a ball of deep red colour about 10m in diameter. As they watched they saw a hatch opening in the lower part of the ball and a extraterrestrial in the opening. about 2.7m tall, dressed in silvery overalls and bronze boots and with a disk on its chest. Then it came out for a walk with a robot companion.

    These extraterrestrials communicate by means of a shining triangle, and activated the robot by touching it.

    One of the kids started screaming, but with a stare of the alien's shining eyes, the boy was silenced and paralyzed. They said that one of the extraterrestrials had something that looked like a tube like gun holstered on his side that was about 60cm long.

    Vladimir A. Moiseyev, a director of the regional health department said none of the witnesses had wanted medical help. He also said that they would examine the children.

    They separated the children and asked them to draw what they saw. All three drew a banana-shaped object that left behind in the sky the sign of the letter X.

    https://www.quora.com/qemail/tc?al_p...9a47179768efb0

  3. #1143
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    Predefinito Re: Ancora UFO.

    La Fatima russa. 😂

  4. #1144
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    Predefinito Re: Ancora UFO.

    in centr'asia sono meno sofisticati e più ruspanti

  5. #1145
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    Predefinito Re: Ancora UFO.

    Rubano, massacrano, rapinano e, con falso nome, lo chiamano impero; infine, dove fanno il deserto dicono che è la pace.
    Tacito, Agricola, 30/32.

  6. #1146
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    Predefinito Re: Ancora UFO.

    Rubano, massacrano, rapinano e, con falso nome, lo chiamano impero; infine, dove fanno il deserto dicono che è la pace.
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  7. #1147
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    Rubano, massacrano, rapinano e, con falso nome, lo chiamano impero; infine, dove fanno il deserto dicono che è la pace.
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  8. #1148
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  9. #1149
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    Rubano, massacrano, rapinano e, con falso nome, lo chiamano impero; infine, dove fanno il deserto dicono che è la pace.
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  10. #1150
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    Predefinito Re: Ancora UFO.

    “Extraterrestrial”, il libro che potrebbe cambiare tutto
    Notizie| Phenomena| Spazio & Scienza| UFO & Alieni | Posted by Sabrina Pieragostini | 5 febbraio 2021 | 09:17

    Chissà, forse negli anni a venire il 26 gennaio 2021 sarà considerata la data in cui tutto è cambiato nella nostra comprensione della vita aliena. Forse verrà studiato come il giorno in cui l’Umanità ha preso coscienza di non essere sola nell’immenso cosmo. E colui che lo ha reso possibile sarà celebrato come un eroe. Ma per ora il 26 gennaio segna solo l’uscita sul mercato americano di un libro molto discusso, scritto da uno scienziato che sta pagando le idee in esso contenute con l’ostracismo da parte di quasi tutti i suoi colleghi.


    IL PROFESSOR AVI LOEB

    Lui si chiama Abraham “Avi” Loeb, è un fisico teorico di fama mondiale esperto di materia oscura e buchi neri fino a poco tempo fa presidente del Dipartimento di Astronomia della Harvard University e insegna scienze presso il medesimo ateneo. Nato e cresciuto in Israele, ormai vive e lavora negli States da decenni. Il “peccato originale” di cui si è macchiato agli occhi dei suoi pari grado è questo: ha osato affermare che potremmo aver visto sfilare sotto il nostro naso un artefatto prodotto da una civiltà dello spazio senza essercene resi nemmeno conto. L’oggetto della controversia è uno strano e luminoso corpo interstellare intercettato per puro caso da un osservatorio delle Hawaii nell’ottobre del 2017 mentre attraversava il sistema solare per poi schizzare via, accelerando, una volta arrivato in prossimità del Sole.
    In modo informale, gli astronomi lo hanno chiamato Oumuamua (“Il messaggero arrivato da lontano”, nella lingua hawaiana) e hanno subito cominciato a chiedersi che cosa potesse essere quell’oggetto dall’aspetto assolutamente inusuale sia per una cometa che per un asteroide e proveniente da un altro sistema stellare. Ma Loeb, quasi da subito, ha avuto un’intuizione: poteva trattarsi di qualcosa progettato, costruito e lanciato da un’intelligenza extraterrestre. Lo ha messo nero su bianco nel 2018, in un articolo scritto a quattro mani con un suo brillante studente impegnato nel post dottorato, nel quale giustificava la teoria apparentemente bizzarra con vari elementi: la strana geometria di Oumuamua, lungo e sottile, la sua luminosità, l’assenza di una coda cometaria, l’accelerazione in linea retta al di fuori dell’orbita del Sole come se qualcosa lo avesse spinto.


    OUMUAMUA, IL “MESSAGGERO” INTERSTELLARE, IMMAGINATO DA UN ARTISTA

    «In quello studio, dicevo che avremmo dovuto considerare la possibilità che fosse un rottame tecnologico di un’altra civiltà», spiega in un’intervista rilasciata via internet al quotidiano britannico The Guardian. L’articolo è stato inviato alla rivista scientifica The Astronomical Journal e pubblicato quasi subito. E quasi subito, al contrario della maggior parte delle ricerche scientifiche destinate solo agli addetti ai lavori, è diventato virale. Merito dei blogger che lo hanno riportato con il titolo “Scienziato di Harvard crede negli Alieni”. Ve ne abbiamo parlato anche noi, http://www.extremamente.it/2018/11/0...luce-stellare/ Da quel momento la vita del professor Loeb è radicalmente cambiata: da stimato docente sconosciuto ai più, è diventato il fisico teorico più intervistato e più noto al mondo. Ma anche il più criticato all’interno del mondo accademico di cui fa parte. Adesso, lo sarà ancora di più- sia famoso che contestato, intendo.
    Perché nel suo libro, intitolato “Extraterrestrial-The First Sign of Intelligent Life Beyond Earth”, non solo riprende quella teoria azzardata, ma la approfondisce e la rafforza. «Mi sono avvicinato a questo argomento come a qualsiasi altra anomalia scientifica: ho escluso ogni altra possibilità e ho pubblicato quella che mi sembrava la più plausibile. La scienza procede così, ho semplicemente raccolto più prove», dice. Oumuamua, secondo lui, poteva essere un’enorme vela a energia solare, lunghissima e sottile, spessa forse solo millimetri. Un tipo di tecnologia che solo da poco anche i nostri scienziati conoscono e stanno iniziando a utilizzare. «Le implicazioni sono ovvie- si legge nel libro di cui il Guardian anticipa frasi e contenuti- qualcosa o qualcuno lo ha costruito.» Potrebbe essere una sonda inviata ad esplorare il cosmo in cerca di tracce di vita o magari indirizzata proprio verso il nostro pianeta e in viaggio forse da migliaia o milioni di anni.


    LA COPERTINA DEL LIBRO DEL PROFESSORE DI HARVARD

    Affermazioni che hanno fatto insorgere gli astrofisici di mezzo mondo. Lo hanno accusato di gettare nel ridicolo l’intera categoria con teorie tanto assurde. «Quando esponevo la mia idea, il 99 per cento delle volte calava il silenzio», racconta. Un collega su Twitter ha definito la sua proposta un insulto. Un altro lo ha preso in giro: “La prossima volta che compare un oggetto insolito, non diciamolo ad Avi!”. «Questa cosa mi ha fatto arrabbiare. Roba da asilo. Ma parliamo di scienza!», dice. «Se qualcuno mi venisse a dire “per queste ragioni scientifiche, io ho un’ipotesi che ha molto più senso della tua”, io strapperei quello studio e lo accetterei. Ma la maggior parte delle persone che mi ha attaccato non ha mai dato un’occhiata al mio articolo o letto i contenuti o fatto riferimento ai punti in discussione». Insomma, una negazione a priori: non può essere, quindi non è.
    Oggi ormai è cosa acclarata che Oumuamua fosse effettivamente un corpo di forma estremamente allungata. E asteroidi e comete sono di solito tondeggianti, fatti di roccia e di ghiaccio. Inoltre, hanno caratteristiche e comportamenti standard, noti e prevedibili. Ma quel viaggiatore spaziale, no. Si sono sviluppate allora altre spiegazioni alternative: per qualcuno, quel corpo poteva essere un gigantesco ammasso di idrogeno congelato e il gas- che quando brucia è invisibile- avrebbe funzionato da propellente senza mostrare traccia di coda. Oppure era un’enorme nuvola di particelle legate tra di loro da qualche elemento coesivo e fluttuante nel cosmo. In Extraterrestrial, il professore di Harvard nota:«La natura non ha mai mostrato propensione a produrre comete di puro idrogeno o soffici nuvole di materiale strutturalmente coesivo. Eppure tutte queste teorie sono state prese in esame seriamente. Allora perché la mia no?»


    AVVICINANDOSI AL SOLE, LO STRANO OGGETTO HA ACCELERATO IN LINEA RETTA

    Il caso sollevato dal bizzarro “Messaggero Celeste” è divenuto per lui un’occasione per riflettere sul ruolo e sui compiti della scienza. Si è convinto che l’atteggiamento conservatore, precluso a priori di fronte a idee innovative e rivoluzionarie, così come il timore di esporsi per evitare di compromettere la propria carriera universitaria, siano la rovina della scienza. Non c’è motivo, per Loeb, di negare ipotesi plausibili da un punto di vista scientifico solo perché sembrano stravaganti. «L’unica ragione per cui ho trovato il coraggio di andare avanti sono stati i messaggi di coloro che mi dicevano “sì, quell’oggetto è piuttosto inusuale”, ma me lo dicevano in privato perché avevano paura di parlare pubblicamente. Ma io non ho paura. Che cosa dovrei temere?»
    La scienza non è un monologo, ma un dialogo con la natura. E la natura- spiega- non è quello che ci piace, che ci fa felici, che ci soddisfa: è quel che è. Come tale va accettata e spiegata. Una sfida che dovrebbe far scattare l’adrenalina in un ogni ricercatore degno di questo nome. «Quando i dati non sono quelli che ti aspetti, quando le prove non sono in linea con ciò che era previsto, bè, quelli per me sono i momenti più eccitanti. La natura ti sta dicendo: “quello che pensavi è sbagliato”. Io sono qui per questo, per imparare cose nuove. Non mi interessa avere like su Twitter o vincere premi. E pensare che un mio collega ha detto:”Quella cosa è così assurda, vorrei che non esistesse…”», dice al giornalista scrollando la testa deluso da come la scienza è diventata: piena di pregiudizi, chiusa alla discussione. L’esatto contrario di quello che dovrebbe essere.


    IL PERCORSO DI OUMUAMUA NEL NOSTRO SISTEMA SOLARE

    A bloccare il mondo accademico è dunque l’imbarazzo che la tematica “vita aliena” trascina con sé- UFO, omini verdi e cose di questo genere. Uno scienziato affermato rischia di venirne screditato per sempre, uno giovane di compromettere il suo curriculum. Entrambi, vittime del tabù, preferiscono evitare l’argomento. Ma Avi Loeb la pensa diversamente: «Come osano gli scienziati tacere su questa questione quando hanno la tecnologia per affrontarla e quando il pubblico è estremamente interessato? Ci sono fisici teorici che parlano di extra-dimensioni, di teoria delle stringhe, di multiverso- molto popolare nel mainstream– ma non indagano sulla vita extraterrestre?», si domanda polemico. Tutto molto vero e condivisibile. Ma il punto centrale da non perdere di vista è che il professore di Harvard non ci sta facendo una lezione di filosofia della scienza.
    No, Loeb sta mettendo in gioco la sua intera carriera con un’ipotesi sconvolgente. E le sue non sono le farneticazioni di un visionario, ma le ponderate considerazioni di uno scienziato che ha esaminato il problema Oumuamua da ogni angolazione arrivando a una conclusione spiazzante. Quindi, per smantellare la sua teoria ci vorrà molto di più di qualche battuta ironica o di qualche insulto: servono le prove scientifiche– come ha detto lo stesso Loeb- che dimostrino che ha torto. Che la sua idea non sta in piedi. Che il suo libro è carta straccia. Ma fino a quel momento, la sua voce non può essere tacitata. Approfondendo lo studio iniziale, il docente israelo-americano ritiene ora che l’oggetto interstellare del 2017 «poteva essere lo strato più esterno squarciato di un’astronave- spesso come un foglio, nulla di sofisticato. Poteva essere della spazzatura spaziale. Poteva essere una sonda, inviata nella regione abitabile del nostro sistema solare molto tempo fa- lo considero meno probabile, ma è una possibilità. Magari era parte di una strumentazione usata per comunicare oppure per la navigazione».


    UNA VELA SOLARE, UNA TECNOLOGIA NUOVA PER I NOSTRI SCIENZIATI

    Varie ipotesi, un unico elemento comune: non sembrava un oggetto naturale. Ma qualunque cosa fosse, non lo sapremo mai con certezza. «Non sto affermando per certo che era un oggetto artificiale, sto dicendo che questa è una ragionevole possibilità basata sulle prove. E dal momento che questo ce lo siamo fatti scappare via, dovremo fare meglio quando ne incroceremo un altro simile». Avi Loeb è infatti convinto che ci siano tanti altri Oumuamua in giro nello spazio. Ma la volta prossima, scrive nel libro, attenti a non commettere lo stesso sbaglio.«L’errore più vergognoso che possiamo fare è non prendere questa possibilità sufficientemente sul serio». E invita i giovani colleghi a mantenere bene aperta la loro mente per non perdere altre occasioni importanti. In fondo, nessuno sa come, dove e quando apparirà la prova che esiste la vita aliena. Ma se non guardiamo, di sicuro non la troveremo.

    http://http://www.extremamente.it/20...ambiare-tutto/
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    Tacito, Agricola, 30/32.

 

 
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