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    Predefinito Così infangava Berlusconi il giudice che l'ha condannato

    Così infangava Berlusconi il giudice che l'ha condannato - IlGiornale.it


    Antonio Esposito parlò di presunte gare erotiche del premier con due deputate del Pdl. E anticipò la condanna di Vanna Marchi che emise due giorni dopo

    Questo è l'articolo più difficile che mi sia capitato di scrivere in 40 anni di professione. Un amico magistrato, due avvocati, mia moglie e persino il giornalista Stefano Lorenzetto mi avevano caldamente dissuaso dal cimentarmi nell'impresa. Ma il cittadino italiano che, sia pure con crescente disagio, sopravvive in me, s'è ribellato: «Devi!».

    Il presidente della sezione feriale della Cassazione Antonio Esposito



    Dunque eseguo per scrupolo di coscienza.
    In una nota diramata dal Quirinale dopo la condanna definitiva inflitta a Silvio Berlusconi, il capo dello Stato ci ha spiegato che «la strada maestra da seguire» è «quella della fiducia e del rispetto verso la magistratura». Ebbene, signor Presidente, qui devo dichiarare pubblicamente e motivatamente che fatico a nutrire questi due sentimenti - fiducia e rispetto - per uno dei giudici che hanno emesso il verdetto di terzo grado del processo Mediaset. Non un giudice qualunque, bensì Antonio Esposito, il presidente della seconda sezione della Corte suprema di Cassazione che ha letto la sentenza a beneficio delle telecamere convenute da ogni dove in quello che vorrei ostinarmi a chiamare Palazzo di Giustizia di Roma, e non, come fa la maggioranza degli italiani, Palazzaccio.
    Vado giù piatto: ritengo che il giudice Esposito fosse la persona meno adatta a presiedere quell'illustre consesso e a sanzionare in via definitiva l'ex premier. Ho infatti serie ragioni per sospettare che non fosse animato da equanimità e serenità nei confronti dell'imputato. Di più: che nutrisse una forte antipatia per il medesimo, come del resto ipotizzato da vari giornali. Di più ancora: che il giudice Esposito sia venuto meno in almeno due situazioni, di cui sono stato involontario spettatore, ai doveri di correttezza, imparzialità, riserbo e prudenza impostigli dall'alto ufficio che ricopre.
    Vengo al sodo. 2 marzo 2009, consegna del premio Fair play a Verona. L'avvocato Natale Callipari, presidente del Lions club Gallieno che lo patrocina, m'invita in veste di moderatore-intervistatore. È un'incombenza che mi capita tutti gli anni. In passato hanno ricevuto il riconoscimento Giulio Andreotti, Ferruccio de Bortoli, Pietro Mennea, Gianni Letta. Nel 2009 la scelta della giuria era caduta su Ferdinando Imposimato, presidente onorario aggiunto della Cassazione. Nell'occasione l'ex giudice istruttore dei processi per l'assassinio di Aldo Moro e per l'attentato a Giovanni Paolo II giunse da Roma accompagnato da un carissimo amico: Antonio Esposito. Proprio lui, l'uomo del giorno. Col quale condivisi il compito di presentare un libro sul caso Moro, Doveva morire (Chiarelettere), che Imposimato aveva appena pubblicato.
    Seguì un ricevimento all'hotel Due Torri. E qui accadde il fattaccio. Al tavolo d'onore ero seduto fra Imposimato ed Esposito. Presumo che quest'ultimo ignorasse per quale testata lavorassi, giacché nel bel mezzo del banchetto cominciò a malignare, con palese compiacimento, circa il contenuto di certe intercettazioni telefoniche riguardanti a suo dire il premier Berlusconi, sulle quali vari organi di stampa avevano ricamato all'epoca della vicenda D'Addario, salvo poi smentirsi. Il presidente della seconda sezione penale della Cassazione dava segno di conoscerne a fondo il contenuto, come se le avesse ascoltate. Si soffermò sulle presunte e specialissime doti erotiche che due deputate del Pdl, delle quali fece nome e cognome, avrebbero dispiegato con l'allora presidente del Consiglio. A sentire l'eminente magistrato, nella registrazione il Cavaliere avrebbe persino assegnato un punteggio alle amanti. «E indovini chi delle due vince la gara?», mi chiese retoricamente Esposito. Siccome non potevo né volevo replicare, si diede da solo la risposta: «La (omissis), caro mio! Chi l'avrebbe mai detto?».
    Io e un altro commensale, che sedeva alla sinistra del giudice della Cassazione, ci guardavamo increduli, sbigottiti. Ho rintracciato questa persona per essere certo che la memoria non mi giocasse brutti scherzi. Trattasi di uno stimato funzionario dello Stato, collocato in pensione pochi giorni fa. Non solo mi ha confermato che ricordavo bene, ma era ancora nauseato da quello sconcertante episodio. Per maggior sicurezza, ho interpellato un altro dei presenti a quella serata. Mi ha specificato che analoghe affermazioni su Berlusconi, reputato «un grande corruttore» e «il genio del male», le aveva udite dalla viva voce del giudice Esposito prima della consegna del premio.
    Non era ancora finita. Sempre lì, al ristorante del Due Torri, il giudice Esposito mi rivelò quale sarebbe stato il verdetto definitivo che egli avrebbe pronunciato a carico della teleimbonitrice Vanna Marchi, la quale pareva stargli particolarmente sui didimi: «Colpevole» (traduco in forma elegante, perché il commento del magistrato suonava assai più colorito). Infatti, meno di 48 ore dopo, un lancio dell'Ansa annunciava da Roma: «Gli amuleti non hanno salvato Vanna Marchi dalla condanna definitiva a 9 anni e 6 mesi di reclusione emessa dalla seconda sezione penale della Cassazione». Incredibile: la Suprema Corte, recependo in pieno quanto confidatomi due giorni prima da Esposito, aveva accolto la tesi accusatoria del sostituto procuratore generale Antonello Mura, lo stesso che l'altrieri ha chiesto e ottenuto la condanna per Berlusconi. Ma si può rivelare a degli sconosciuti, durante un allegro convivio, quale sarà l'esito di un processo e, con esso, la sorte di un cittadino che dovrebbe essere definita, teoricamente, solo nel chiuso di una camera di consiglio?
    Capisco che tutto ciò, pur supportato da conferme testimoniali che sono pronto a esibire in qualsiasi sede, scritto oggi sul Giornale di proprietà della famiglia Berlusconi possa lasciare perplessi. Ma, a parte che non mi pareva onesto influenzare i giudici della Suprema Corte alla vigilia dell'udienza, v'è da considerare un fatto dirimente: alcuni dettagli dell'avventura che m'è capitata a marzo del 2009 li avevo riferiti nel mio libro Visti da lontano (Marsilio), uscito nel settembre 2011, dunque in tempi non sospetti, considerato che la sentenza di primo grado a carico di Berlusconi è arrivata più di un anno dopo, il 26 ottobre 2012, ed è stata confermata dalla Corte d'appello l'8 maggio scorso. Senza contare che il collegio dei giudici di Cassazione che ha deliberato sul processo Mediaset è stato istituito con criteri casuali solo di recente.
    A pagina 52 di Visti da lontano, parlando di Imposimato (che non ha mai smentito le circostanze da me narrate), scrivevo: «Una sera andai a cena con lui dopo aver presentato un suo libro. Debbo riconoscere che sfoderò un'affabilità avvolgente, nonostante le critiche che gli avevo rivolto. Era accompagnato dal presidente di una sezione penale della Cassazione sommariamente abbigliato (cravatta impataccata, scarpe da jogging, camicia sbottonata sul ventre che lasciava intravedere la canottiera). Il quale, forse un po' brillo, mi anticipò lì a tavola, fra una portata e l'altra, quale sarebbe stato il verdetto del terzo grado di giudizio che poi effettivamente emise nei giorni seguenti a carico di una turlupinatrice di fama nazionale. Da rimanere trasecolati».
    Allora concessi al mio occasionale interlocutore togato una misericordiosa attenuante: quella d'aver ecceduto con l'Amarone. Da giovedì sera mi sono invece convinto che, mentre a cena sproloquiava su Silvio Berlusconi e Vanna Marchi, era assolutamente lucido nei suoi propositi. Fin troppo.
    stefano.lorenzetto@ilgiornale.it

    http://www.ilgiornale.it/news/interni/940829.html
    Ultima modifica di yure22; 03-08-13 alle 17:53

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    Predefinito Re: Così infangava Berlusconi il giudice che l'ha condannato

    A parte questa bufala sul giudice Esposito...
    tipo Burgnich che spazzava l'area
    mandando la palla in tribuna...

    MA....

    Berlusconi era colpevole o meno
    dei reati a lui ascritti?

    Tre gradi di giudizio hanno detto di SI'

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    Predefinito Re: Così infangava Berlusconi il giudice che l'ha condannato

    Pensare che certa gente arriva in carriera fino al top.

    Ora io chiedo a napolitano che, in quanto presidente della repubblica é pure presidente del CSM di verificare la veridicità di quanto riportato e, se risultasse tutto vero" Chiederei il processo pubblico , dopo l'allontanamento dello stesso dalla magistratura".
    La revoca del processo di cassazione " FERIALE" Metterne in atto uno "FESTIVO".
    Un processo normale, fatto da giudici normali, che valuti le ragioni di silvio berlusconi , Spese processuali a carico del magistrato che ha sbagliato per l'ennesima volta.

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    Predefinito Re: Così infangava Berlusconi il giudice che l'ha condannato

    Citazione Originariamente Scritto da yure22 Visualizza Messaggio
    Pensare che certa gente arriva in carriera fino al top.

    Ora io chiedo a napolitano che, in quanto presidente della repubblica é pure presidente del CSM di verificare la veridicità di quanto riportato e, se risultasse tutto vero" Chiederei il processo pubblico , dopo l'allontanamento dello stesso dalla magistratura".
    La revoca del processo di cassazione " FERIALE" Metterne in atto uno "FESTIVO".
    Un processo normale, fatto da giudici normali, che valuti le ragioni di silvio berlusconi , Spese processuali a carico del magistrato che ha sbagliato per l'ennesima volta.
    Di occuparsi di Stefano Lorenzetto e dei suoi deliri?

    E perché non.... delle eiaculazioni dei panda?
    Ultima modifica di Proteus; 03-08-13 alle 18:02

  5. #5
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    Predefinito Re: Così infangava Berlusconi il giudice che l'ha condannato

    Citazione Originariamente Scritto da Proteus Visualizza Messaggio
    A parte questa bufala sul giudice Esposito...
    tipo Burgnich che spazzava l'area
    mandando la palla in tribuna...

    MA....

    Berlusconi era colpevole o meno
    dei reati a lui ascritti?

    Tre gradi di giudizio hanno detto di SI'
    Il problema non sono i gradi di giudizio ma se ogni gradino di giudizio fosse giusto oppure inficiato da odio verso l'imputato.
    Se un giudicce é nemico dell'imputato non può esercitare la funzione giuridica.
    Lo stesso valga per un giudice amico ( ti dice nulla beri?)

  6. #6
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    Predefinito Re: Così infangava Berlusconi il giudice che l'ha condannato

    Citazione Originariamente Scritto da yure22 Visualizza Messaggio
    Il problema non sono i gradi di giudizio ma se ogni gradino di giudizio fosse giusto oppure inficiato da odio verso l'imputato.
    Se un giudicce é nemico dell'imputato non può esercitare la funzione giuridica.
    Lo stesso valga per un giudice amico ( ti dice nulla beri?)

    E naturalmente questo lo decidi TU e Silvio TUO......

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    Predefinito Re: Così infangava Berlusconi il giudice che l'ha condannato

    Citazione Originariamente Scritto da Proteus Visualizza Messaggio
    Di occuparsi di Stefano Lorenzetto e dei suoi deliri?

    E perché non.... delle eiaculazioni dei panda?
    Inutile parlare con chi non può capire.
    Io accarrezzo il mio micio, mica dialogo con lui.

  8. #8
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    Predefinito Re: Così infangava Berlusconi il giudice che l'ha condannato

    Citazione Originariamente Scritto da yure22 Visualizza Messaggio
    Inutile parlare con chi non può capire.
    Io accarrezzo il mio micio, mica dialogo con lui.
    Un quadrumane che accarezza un micio...
    è il massimo della tenerezza.....

  9. #9
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    Predefinito Re: Così infangava Berlusconi il giudice che l'ha condannato

    Citazione Originariamente Scritto da Proteus Visualizza Messaggio
    E naturalmente questo lo decidi TU e Silvio TUO......
    No, appurato in modo chiaro se la notizia sia vera oppure falsa non rrsta, se vera, d'inficiare il processo di cassazione e rifarne uno nuovo, non avendo alcun esito il giudizio del 1° agosto.

    Che ridere : cassare la cassazione, seppur feriale e senza ermellino.

  10. #10
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    Predefinito Re: Così infangava Berlusconi il giudice che l'ha condannato

    Citazione Originariamente Scritto da Proteus Visualizza Messaggio
    Un quadrumane che accarezza un micio...
    è il massimo della tenerezza.....
    Ogni creatura del buon Dio merita rispetto , anche quelle più infime, come te, per l'appunto.

 

 
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