TRENTO. Spetta all'Italia gestire gli orsi «problematici», abbattendoli, prima che giungano in Svizzera: lo affermano le autorita« del canton Grigioni. Non c’è davvero pace per i poveri orsi trentini che in questa calda estate 2013 - salvo qualche fugace apparizione nei boschi, qualche più che normale scorpacciata di pecore o asini e qualche foto finita (immancabilmente) sui giornali non hanno in realtà fatto molto parlare di sè.
La quiete però non li salva da una dura presa di posizione resa nota ieri con la quale il governo cantonale dei Grigioni (in Svizzera) afferma infatti di aver pregato, in un'istanza scritta, il Ministero svizzero degli esteri «di prendere contatto il più rapidamente possibile con le autorità italiane in vista di una gestione pragmatica degli orsi problematici».
«Questi orsi - continua la nota del Cantone dei Grigioni - costituiscono un ostacolo all'accettazione del grande predatore da parte della popolazione locale. L'abbattimento deve perciò poter avvenire in una fase precoce nel loro territorio originario. La popolazione di orsi che sta attualmente prosperando in Trentino - si legge in un comunicato stampa - permette senz'altro l'adozione di simili misure».
A febbraio, un orso, contrassegnato dalla sigla M13, era stato abbattuto proprio nei Grigioni. Stessa sorte era toccata nel 2008 all'orso JJ3 abbattuto nella regione di Thusis, mentre in passato anche la Germania non si era fatta tanto pregare, sparando e abbattendo uno degli orsi del progetto Life Ursus che aveva avuto la malaugurata idea di oltrepassare il confine italiano dirigendosi poi - dopo un lungo peregrinare - in Germania. Insomma: per avere vita facile ai plantigradi trentini conviene restare in patria.
La Svizzera: «A morte gli orsi problematici» - Cronaca - Trentino Corriere Alpi




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