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  1. #1
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    Predefinito Non sei troppo nera per poterti permettere questa borsetta?

    • Il caso della borsa negata a Oprah Winfrey La commessa nega: «Nessun razzismo»


    ZURIGO

    Il caso della borsa negata a Oprah Winfrey
    La commessa nega: «Nessun razzismo»


    In una intervista rilasciata al «SonntagsBlick» l'impiegata del negozio svizzero smentisce la versione della star americana

    Indignazione, pasticcio «diplomatico» a distanza e tam tam sui media di tutto il mondo: il caso dell'acquisto negato alla star della tivù statunitense Oprah Winfrey continua a far discutere. E la commessa del negozio svizzero che si sarebbe rifiutata di vendere una borsa da 35 mila franchi alla Winfrey, ora nega tutto: «Non sono razzista e non è vero che mi sono rifiutata di mostrare una borsa a Oprah Winfrey». La commessa (di origini italiane) al centro della vicenda di presunta discriminazione raccontata dalla celebre conduttrice televisiva fornisce la sua versione di quanto successo in una boutique di lusso di Zurigo, il giorno prima del matrimonio della cantante Tina Turner, nozze cui era invitata la stessa Winfrey. In un'intervista pubblicata domenica dal «SonntagsBlick», Adriana N. riferisce che sabato 20 luglio la star americana era entrata nel negozio insieme a un uomo, un amico o una guardia del corpo. Aveva detto di non essere ancora stata in un negozio del genere in Svizzera e di volersi guardare in giro. «Ero insicura su cosa dovessi presentarle. Sono andata verso una vetrina e le ho mostrato le borse alla Jennifer Aniston, che sono molto in voga - dichiara la donna - Le ho spiegato che sono disponibili in varie grandezze e materiale, come faccio sempre. Lei ha guardato su uno scaffale più in alto. Lì era in mostra la borsa di coccodrillo da 35 mila franchi. Le ho detto che era la stessa borsa di quella che avevo in mano, solo molto più cara e che potevo mostrarle anche altre borse».

    LA COMMESSA: «NESSUNA DISCRIMINAZIONE» - Oprah Winfrey sostiene invece di non aver avuto accesso alla borsa più cara per motivi di razzismo. «Non è assolutamente vero», ribatte la commessa. «Le ho anche chiesto se voleva vederla più in dettaglio. La signora Winfrey si è guardata ancora in giro ma non ha più detto nulla». Poi è uscita dal negozio, dove non era rimasta nemmeno cinque minuti. Secondo la conduttrice americana la venditrice avrebbe detto alla cliente che la borsa era «troppo cara per lei». «Non è vero - reagisce Adriana N. - È assurdo. Non direi mai una cosa del genere a un cliente. Veramente mai! La buona educazione e la gentilezza sono la base di questa attività». La commessa aggiunge inoltre di non capire perchè Winfrey abbia parlato in quel modo della vicenda nella ormai famosa intervista nel programma di Larry King sulla rete americana Cbs. «Se i fatti si sono svolti come dice lei, perchè non si è lamentata all'indomani con la mia principale, Trudie Goetz, che pure era invitata alle nozze di Tina Turner?». Caso Oprah, la titolare del negozio di Zurigo: «Non siamo razzisti»


    MALINTESO - La venditrice - come peraltro in precedenza la stessa Trudie Goetz - ritiene che tutto sia nato da un semplice malinteso. «Ho parlato inglese con la signora Winfrey. Il mio inglese è okay, ma non eccellente. Purtroppo», spiega Adriana che lavora per Goetz da cinque anni. In precedenza era impiegata in una boutique in Italia. La commessa sottolinea di essere italiana: «Perchè dovrei discriminare qualcuno per la sua origine? Non ha senso!». La donna è rimasta colpita a livello personale. «Non dormo da giorni, mi sento al centro di un ciclone (...). Quanto successo è l'orrore». Ma non lascerà la sua occupazione. «Ho chiesto a Trudie Goetz se desidera che io mi licenzi. Ha detto di no ed è stata molto comprensiva. È bello avere un principale che ti difende». La vicenda ha avuto vasta eco a livello internazionale. È intervenuto anche l'ente Svizzera Turismo presentando le sue scuse per il «comportamento scorretto» della commessa.
    11 agosto 2013 | 17:04



    © RIPRODUZIONE RISERVATA


    Il caso della borsa negata a Oprah Winfrey La commessa nega: «Nessun razzismo» - Corriere.it
    slava kokaini

  2. #2
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    Predefinito Re: Non sei troppo nera per poterti permettere questa borsetta?

    .."la commessa del negozio svizzero che si sarebbe rifiutata di vendere una borsa da 35 mila franchi alla Winfrey"..

    Ma che minchia scrivono, non ha senso, si sarebbe rifiutata a prenderla dalla vetrina per mostrargliela dicendole "non te la puoi permettere"
    slava kokaini

  3. #3
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    Predefinito Re: Non sei troppo nera per poterti permettere questa borsetta?

    Citazione Originariamente Scritto da Segesto II Visualizza Messaggio
    • Il caso della borsa negata a Oprah Winfrey La commessa nega: «Nessun razzismo»


    ZURIGO

    Il caso della borsa negata a Oprah Winfrey
    La commessa nega: «Nessun razzismo»


    In una intervista rilasciata al «SonntagsBlick» l'impiegata del negozio svizzero smentisce la versione della star americana



    Indignazione, pasticcio «diplomatico» a distanza e tam tam sui media di tutto il mondo: il caso dell'acquisto negato alla star della tivù statunitense Oprah Winfrey continua a far discutere. E la commessa del negozio svizzero che si sarebbe rifiutata di vendere una borsa da 35 mila franchi alla Winfrey, ora nega tutto: «Non sono razzista e non è vero che mi sono rifiutata di mostrare una borsa a Oprah Winfrey». La commessa (di origini italiane) al centro della vicenda di presunta discriminazione raccontata dalla celebre conduttrice televisiva fornisce la sua versione di quanto successo in una boutique di lusso di Zurigo, il giorno prima del matrimonio della cantante Tina Turner, nozze cui era invitata la stessa Winfrey. In un'intervista pubblicata domenica dal «SonntagsBlick», Adriana N. riferisce che sabato 20 luglio la star americana era entrata nel negozio insieme a un uomo, un amico o una guardia del corpo. Aveva detto di non essere ancora stata in un negozio del genere in Svizzera e di volersi guardare in giro. «Ero insicura su cosa dovessi presentarle. Sono andata verso una vetrina e le ho mostrato le borse alla Jennifer Aniston, che sono molto in voga - dichiara la donna - Le ho spiegato che sono disponibili in varie grandezze e materiale, come faccio sempre. Lei ha guardato su uno scaffale più in alto. Lì era in mostra la borsa di coccodrillo da 35 mila franchi. Le ho detto che era la stessa borsa di quella che avevo in mano, solo molto più cara e che potevo mostrarle anche altre borse».

    LA COMMESSA: «NESSUNA DISCRIMINAZIONE» - Oprah Winfrey sostiene invece di non aver avuto accesso alla borsa più cara per motivi di razzismo. «Non è assolutamente vero», ribatte la commessa. «Le ho anche chiesto se voleva vederla più in dettaglio. La signora Winfrey si è guardata ancora in giro ma non ha più detto nulla». Poi è uscita dal negozio, dove non era rimasta nemmeno cinque minuti. Secondo la conduttrice americana la venditrice avrebbe detto alla cliente che la borsa era «troppo cara per lei». «Non è vero - reagisce Adriana N. - È assurdo. Non direi mai una cosa del genere a un cliente. Veramente mai! La buona educazione e la gentilezza sono la base di questa attività». La commessa aggiunge inoltre di non capire perchè Winfrey abbia parlato in quel modo della vicenda nella ormai famosa intervista nel programma di Larry King sulla rete americana Cbs. «Se i fatti si sono svolti come dice lei, perchè non si è lamentata all'indomani con la mia principale, Trudie Goetz, che pure era invitata alle nozze di Tina Turner?». Caso Oprah, la titolare del negozio di Zurigo: «Non siamo razzisti»


    MALINTESO - La venditrice - come peraltro in precedenza la stessa Trudie Goetz - ritiene che tutto sia nato da un semplice malinteso. «Ho parlato inglese con la signora Winfrey. Il mio inglese è okay, ma non eccellente. Purtroppo», spiega Adriana che lavora per Goetz da cinque anni. In precedenza era impiegata in una boutique in Italia. La commessa sottolinea di essere italiana: «Perchè dovrei discriminare qualcuno per la sua origine? Non ha senso!». La donna è rimasta colpita a livello personale. «Non dormo da giorni, mi sento al centro di un ciclone (...). Quanto successo è l'orrore». Ma non lascerà la sua occupazione. «Ho chiesto a Trudie Goetz se desidera che io mi licenzi. Ha detto di no ed è stata molto comprensiva. È bello avere un principale che ti difende». La vicenda ha avuto vasta eco a livello internazionale. È intervenuto anche l'ente Svizzera Turismo presentando le sue scuse per il «comportamento scorretto» della commessa.
    11 agosto 2013 | 17:04



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    Il caso della borsa negata a Oprah Winfrey La commessa nega: «Nessun razzismo» - Corriere.it
    onestamente sta versione è piu credibile, anche xche le commesse di negozi di un certo livello certo sono abituate a trattare cn gente da tutto il mondo...e se si mettono a dire frasi del genere... poi mi immagino dire non puoi permetterti una borsa ad una che entra con il bodyguard

  4. #4
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    Predefinito Re: Non sei troppo nera per poterti permettere questa borsetta?

    Ma poi perchè mai la commessa avrebbe dovuto dire ad una che entra in un negozio "non te la puoi permettere"? Che senso avrebbe?
    "L'odio per la propria Nazione è l'internazionalismo degli imbecilli"- Lenin
    "Solo i ricchi possono permettersi il lusso di non avere Patria."- Ledesma Ramos
    "O siamo un Popolo rivoluzionario o cesseremo di essere un popolo libero" - Niekisch

  5. #5
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    Predefinito Re: Non sei troppo nera per poterti permettere questa borsetta?

    Citazione Originariamente Scritto da ziomaio Visualizza Messaggio
    onestamente sta versione è piu credibile, anche xche le commesse di negozi di un certo livello certo sono abituate a trattare cn gente da tutto il mondo...e se si mettono a dire frasi del genere... poi mi immagino dire non puoi permetterti una borsa ad una che entra con il bodyguard
    Vero pero' non lo ha detto nessuno che sia entrata nel negozio accompagnata da un bodyguard, puo' darsi che ci sia andata vestita "all'americana"
    slava kokaini

  6. #6
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    Predefinito Re: Non sei troppo nera per poterti permettere questa borsetta?

    parlo da bottegaia, io ho delle borse di coccodrillo in negozio, costano qualche migliaio di euro, le tengo in alto e non le lascio toccare se non con me lì davanti.

    L'abitudine ai supermercati fa si che la "massa" della gente si sia ormai abituata ad entrare nei negozi, toccare tutto senza neanche salutare chi sta dietro il banco, provarsi quello che gli pare (anche le scarpe da due numeri in meno) e uscire senza dire crepa.
    Personalmente cerco di combattere quest'abitudine, saluto chi entra, anche due o tre volte di seguito se non mi rispondono e dico: "prego", "posso esserle utile?" quando vedo che cominciano a toccare un po' troppo ma non ce l'ho assolutamente con chi entra e non compra o con chi vuole solo guardare, fa parte del lavoro.

    Il problema è che c'è un'infinità di gente che non ha il minimo senso del valore delle cose, chiama "pitonato" il pitone e dice che è un'imitazione di Cavalli perché è Cavalli che fa le borse o i sandali pitonati ... prendono in mano un qualcosa di costoso e quando dici il prezzo strabuzzano gli occhi.
    Poi c'è gente che a prima vista non diresti ma che invece è perfettamente in grado capire e valutare quello che ha davanti e che se volesse potrebbe comprarsi tutto il negozio con te dentro.

    Tutto questo per dire che, quando hai a che fare ogni giorno con gli elementi più disparati puoi benissimo fare un errore di valutazione e che un momento di scazzo è umano anche se non professionale ma non è necessariamente razzismo

  7. #7
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    Predefinito Re: Non sei troppo nera per poterti permettere questa borsetta?

    Citazione Originariamente Scritto da Segesto II Visualizza Messaggio
    Vero pero' non lo ha detto nessuno che sia entrata nel negozio accompagnata da un bodyguard, puo' darsi che ci sia andata vestita "all'americana"
    lo ha detto la commessa.

  8. #8
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    Predefinito Re: Non sei troppo nera per poterti permettere questa borsetta?

    Ma guarda che cavolate, neanche le avesse tentato di vendere una cesta di vimini da mettere in testa.
    Ultima modifica di giacomo; 11-08-13 alle 22:29

  9. #9
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    Predefinito Re: Non sei troppo nera per poterti permettere questa borsetta?

    Citazione Originariamente Scritto da zucchetta Visualizza Messaggio
    parlo da bottegaia, io ho delle borse di coccodrillo in negozio, costano qualche migliaio di euro, le tengo in alto e non le lascio toccare se non con me lì davanti.

    L'abitudine ai supermercati fa si che la "massa" della gente si sia ormai abituata ad entrare nei negozi, toccare tutto senza neanche salutare chi sta dietro il banco, provarsi quello che gli pare (anche le scarpe da due numeri in meno) e uscire senza dire crepa.
    Personalmente cerco di combattere quest'abitudine, saluto chi entra, anche due o tre volte di seguito se non mi rispondono e dico: "prego", "posso esserle utile?" quando vedo che cominciano a toccare un po' troppo ma non ce l'ho assolutamente con chi entra e non compra o con chi vuole solo guardare, fa parte del lavoro.

    Il problema è che c'è un'infinità di gente che non ha il minimo senso del valore delle cose, chiama "pitonato" il pitone e dice che è un'imitazione di Cavalli perché è Cavalli che fa le borse o i sandali pitonati ... prendono in mano un qualcosa di costoso e quando dici il prezzo strabuzzano gli occhi.
    Poi c'è gente che a prima vista non diresti ma che invece è perfettamente in grado capire e valutare quello che ha davanti e che se volesse potrebbe comprarsi tutto il negozio con te dentro.

    Tutto questo per dire che, quando hai a che fare ogni giorno con gli elementi più disparati puoi benissimo fare un errore di valutazione e che un momento di scazzo è umano anche se non professionale ma non è necessariamente razzismo
    tu 6 un genio

 

 

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