Un forestale per ogni albero? Non basta. Un aeroporto per ogni paese. E Comiso é in dissesto.

12 agosto 2013
Di Giuseppe Sandro Mela



Giuseppe Sandro Mela



«Comiso (u Còmisu in siciliano) è un comune italiano di 29.246 abitanti della provincia di Ragusa inSicilia.», così Wikipedia definisce questo simpatico paese siciliano.
Parte della sua notorietà deriva dal fatto che disponeva di un aeroporto militare attivato nel periodo bellico e quindi dismesso. Il 7 agosto 1981 il Governo acconsentì alla richiesta Nato di riattivarlo per stanziarvi 112 missili Cruise a testata atomica. Questa base venne smantellata a seguito dell’accordo Usa-Urss sulla riduzione degli euromissili, e nel 1991 l’ultima batteria di Cruise lasciò la base. L’aeroporto militare fu quindi riconvertito in aeroporto civile.
Adesso il Comune di Comiso é in dissesto.
Riportiamo a seguito una delle sue più brillanti iniziative, che ne spiegano anche molto bene i motivi.

«Il nuovo aeroporto di Comiso è nato da una fruttuosa collaborazione istituzionale fra l’Enac, la Regione siciliana e il Comune di Comiso. Il finanziamento dell’opera, per un importo complessivo pari a 47.407.976,73 euro, venne approvato con delibera del CIPE n.36 del 3 maggio 2002 e successivamente con decreto n.368/Serv.2 del 28 maggio 2004 del Dipartimento Trasporti della Regione Siciliana. I lavori iniziarono il 23 ottobre 2004 ed andarono speditamente fino al completamento della parte air-side nell’aprile del 2007.
Il progetto di ricostruzione dell’aeroporto ha permesso la realizzazione di una nuova pista lunga 2.538 metri (che fu completata nel marzo del 2007), dotata di sistema di atterraggio strumentale ILS (Instrument landing system). La sua funzione, a regime, sarà di complementarità rispetto all’Aeroporto di Catania-Fontanarossa e servirà da base, oltre che per servizi di linea, per charter, compagnie low cost e cargo. Il primo volo civile è stato un volo istituzionale, effettuato il 30 aprile 2007. Il 07 giugno 2013, la Ryanair annuncia l’apertura di tre nuove rotte commerciali dall’aeroporto di Comiso[7]
  • 20 giugno 2013, la Mistral Air effettua con un Boeing 737-400 (reg. EI-ELZ) un volo Lampedusa-Comiso per trasferire circa 100 profughi, sbarcati sulle isole Pelagie.[8]
  • 21 giugno 2013, la Medavia effettua il primo volo charter su Comiso con un Bombardier Dash 8 (reg. 9H-AEY) dall’aeroporto Internazionale di Malta.
  • 02 agosto 2013, la Transavia France atterra a Comiso con un Boeing 737-800 (reg. F-GZHN) proveniente da Parigi-Orly, il primo di una serie charter stagionali.
  • 07 agosto 2013, la Ryanair opera il primo volo di linea, con un Boeing 737-800 (reg. EI-DPE), da quando furono terminate le operazioni commerciali all’inizio degli anni settanta.» [Fonte].


Ricapitolando, per dotare un paese di 29,246 abitanti di un aeroporto con pista agibile anche da parte dei più possenti aerei attuali, sono stati spesi 47 milioni e mezzo. Non male. La battuta recitava «un forestale per ogni albero», non «un aeroporto per ogni paesino». Per valutarne l’improrogabile esigenza, si noti come la movimentazione di un singolo aeroplano faccia così notizia da essere riportata sul sito ufficiale: quattro aerei in tre mesi. É ben duro il lavoro dei dipendenti delle pubbliche amministrazioni e delle loro partecipate!

Ma cosa é e di chi è la Società Aeroporto Comiso (So.A.Co)?

«Società Aeroporto Comiso (So.A.Co) è la società che gestisce l’aeroporto “Vincenzo Magliocco” di Comiso, in provincia di Ragusa.
La So.A.Co Spa possiede anche la SOACO Cargo Spa che si dovrebbe occupare del trasporto merci dallo scalo ibleo ma non ha mai iniziato le attività commerciali.
Alla nascita la SOACO era interamente nelle mani del comune di Comiso. Nel 2007 la Intersac Hoding SpA si aggiudicò la gestione dello scalo assieme il 51% delle quote della società aeroportuale. Nel febbraio del 2008 la INTERSAC Holding SpA acquistò altre 588 mila azioni della SOACO, pari al 14% delle quote dal comune di Comiso portando il loro pacchetto al 65%.
Visto che per prolungare la pista si è dovuto occupare 32 ha del comune limitrofo di Chiaramonte Gulfi[1], e la rotta preferenziale per gli atterraggi e decolli sullo scalo comisano interesseranno principalmente il territorio del comune di Vittoria, il comune di Comiso dovrà cedere delle quote della SOACO ai due comuni interessati dalle attività del “Magliocco”[2]. Le quote non sono ancora state stabilite.» [Fonte]

Ecco come la Società Aeroporto Comiso si presenta.

«L’importanza della presenza di un aeroporto per lo sviluppo economico del territorio.“L’aeroporto di Comiso nasce per contribuire alla valorizzazione delle risorse di un territorio che ha in sé grandi potenzialità, e che deve iniziare (ma in parte ha già iniziato) un percorso di sviluppo ambizioso.
L’aeroporto potrà generare un effetto di volano, contribuendo a risolvere il problema dei trasporti, nella misura in cui gli operatori si organizzeranno per generare massa critica in grado di rendere vantaggioso il trasporto aereo.
Nel settore passeggeri, lo sviluppo dei volumi di traffico è legato, principalmente, alla domanda di mobilità dell’ampia zona a cui l’aeroporto è dedicato oltre che alle capacità attrattive del territorio che, come detto, sono decisamente rilevanti ed ai flussi turistici che esse saranno in grado di determinare.
Sotto questo ultimo punto di vista, il territorio non ha ancora realizzato appieno le potenzialità del proprio patrimonio culturale, probabilmente anche a causa di un certo isolamento dell’area, dovuto alla limitata mobilità, e di un inadeguato livello dell’offerta ricettiva.
La presenza dell’aeroporto, unitamente ad adeguati interventi infrastrutturali e di promozione del territorio, potrà contribuire allo sviluppo del settore”.» [Fonte]
Queste invece che seguono sono le fotografie ufficiali dell’aeroporto [Fonte]: si noti per cortesia l’intenso sovraffollamento, che giustifica la richiesta di ulteriori lavori e di assumere ancora nuovo personale. Si noti anche che nelle fotografie non vi sono parcheggiate nemmeno le automobili dei dipendenti.
Se non c’é lavoro, perché mai andare sul posto di lavoro? Tanto lo stipendio pubblico é sempre assicurato.

«Pubblico é bello» «Il dissesto lo paghi il Contribuente»










Nota.
Taluni Commentatori mi coprono dei più coloriti insulti perché denomino i dipendenti delle pubbliche amministrazioni “parassiti“.
Sarei curioso di leggere cosa diranno adesso di questa situazione. Lavoratori altrimenti lavoranti potrebbe andar bene?

Il Giornale di Ragusa. 2013-08-08. Comisio, il Pdl ed i conti del comune. Il dissesto é una fune tesa e si può cadere.
Comiso - La situazione economica del comune di Comiso nell’analisi dei gruppi consiliari. L’assessore al Bilancio Gaetano Gaglio disegna con preoccupazione la situazione finanziaria dell’ente, parlando di un percorso difficile che attende il comune e dichiarando che comunque il comune ha una situazione di cassa pesante, ma soprattutto che ha usufruito di entrate straordinarie (tra cui quelli del decreto salva-comuni”) che quindi, in condizioni normali, senza le “entrate aggiuntive” sarebbe di disavanzo. “In ogni caso – spiega Gaglio – si è prodotto un indebitamento per l’ente che, pur se con tempi lunghi, dovremo pagare”.
Ma il Pdl replica e lo fa nel corso di una conferenza stampa in cui dice la sua sulla situazione finanziaria dell’ente ed esprime preoccupazione per ciò che potrà accadere in futuro. Sono presenti l’ex sindaco Giuseppe Alfano, i due capogruppo (nonchè ex assessori) Dante Di Trapani e Maria Rita Schembari, il deputato regionale Giorgio Assenza.
“L’amministrazione Alfano – spiega Di Trapani – ha imposto dei sacrifici necessari alla città. Per uscire dal dissesto, come giustamente dice il vicesindaco Gaglio, bisogna continuare in questa direzione, con una politica finanziaria di assoluto rigore”.
Di Trapani usa poi un’immagine per descrivere la situazione attuale. “Da quando è iniziato il dissesto- spiega – noi ci troviamo su una fune sottile che unisce un terrazzo all’altro. Abbiamo percorso metà del cammino, ma un passo falso può farci precipitare e perdere ciò che abbiamo finora ottenuto”.
Di Trapani ammette i “numeri” forniti da Gaglio. “ C’è un disavanzo di due milioni nel 2011 ed un leggero avanzo nel 2012, che però non colma il disavanzo precedente. Quindi non è possibile presentare i due bilanci riequilibrati. So che l’assessore Gaglio sta lavorando per cercare una soluzione e gli auguro di riuscire.
Vorrei però che sia chiaro: noi abbiamo lasciato in eredità alla nuova giunta una situazione pesante, ma non così grave come quella che noi abbiamo trovato nel 2008. Allora eravamo nel baratro, abbiamo chiuso due bilanci in disavanzo ed alla fine è stato necessario proclamare il dissesto. Da una simile mole debitoria era impossibile uscire.
Ma oggi, con sei milioni lasciati in cassa, con cui si sono pagati molti debiti accumulati, la situazione è ben diversa. E’ vero, dovremo restituire i sei milioni (o meglio: ci saranno conteggiati in futuro in termini di riduzioni di trasferimenti), ma si tratta di un pagamento dilazionato nel tempo, che comunque potremo affrontare con maggiore serenità”.
L’ex sindaco Giuseppe Alfano aggiunge: “I primi provvedimenti della giunta non vanno bene: la nomina di due consulenti (uno dei quali non sappiamo con quale qualifica) e l’integrazione oraria di due dipendenti fanno alzare la spesa per il personale e la spesa corrente. In un comune in dissesto, non possono essere effettuati senza il parere degli organi ministeriali.
Sappiamo che alcuni lavoratori part time che noi abbiamo stabilizzato, non sono contenti. Noi avevamo proposto ai sindacati un percorso per aumentare le ore di lavoro, gradualmente, appena possibile, per tutti. Non abbiamo mai fatto privilegi. Dove sono finite le battaglie dei sindacati ed i sit-in dei 47 precari. Non li vediamo più. Li hanno forse assunti tutti? O l’atteggiamento dei sindacati è mutato?”.
E sulla gestione dei conti aggiunge: “Mi auguro che si mantenga sempre una gestione finanziaria trasparente e corretta, senza gli artifici contabili del passato che ci hanno condotto al disseto finanziario”.