EUROPA 2041
Mi ricordo benissimo cosa ho mangiato ieri. Mio padre usa spesso l'espressione "non ti ricordi neanche cosa hai mangiato ieri", credo per indicare quel normale stato mentale di incuria che ti fa dimenticare le cose. Lui è cresciuto ai tempi del Grande Sperpero e mangiava cose diverse tre volte al giorno. Io no, lo ricordo benissimo cosa ho mangiato ieri. Continuo a pensarci esattamente da quando ho smesso di cenare. Cipolle in brodo con croste di pane. Ho cucinato io, alle sei del pomeriggio quando c'era ancora il sole. Abbiamo un solo pannello solare in tutto il campo e dobbiamo cucinare a turno. Sono stato fortunato che ieri non erano in molti ad avere da mangiare quindi sono riuscito a prenotarmi in tempo andando dal Responsabile. Ho portato il nostro pentolino con metà dei nostri due litri giornalieri di acqua potabile alla cucina comune, e mentre aspettavo che bolliva grattavo la muffa dal pane. Dopo neanche dieci minuti di cottura ho dovuto lasciare spazio alla famiglia dopo di me, che aveva non so come trovato una scatoletta di fagioli. Non si producono più da decenni, visto che per legge il cibo deve essere fresco e coltivato da agricoltori biologici certificati. Tuttavia ogni tanto qualche scatoletta spunta fuori scavando al Monumento di Malagrotta. Non solo fagioli ma anche ceci, mais, piselli e persino quell'animale marino chiamato tonno. Il contenuto è marcio e puzzolente, ma sembra che cuocendolo si riesca ad evitare di sentirsi male. Sono solo i vecchi a mangiare quella roba, credo perché gli ricordi la giovinezza.
Quando Francesco - mio padre - è tornato a casa era già buio. Lui lavora alla fabbrica statale ROMA-N5, che produce biciclette. Il lavoro di mio padre è molto prestigioso, perché le biciclette sono il fondamento della nostra società, anche se avere una bicicletta non è facile: persino lui che ci lavora è in lista di attesa da poco dopo che nascessi, quindi deve fare dodici chilometri al giorno a piedi. Per fortuna il lavoro non lo stanca particolarmente. Una volta manca il caucciù naturale per le ruote, un'altra i tondini di ferro riciclato per il telaio. I palazzi in cemento armato da demolire infatti sono quasi finiti, e l'acciaio da riciclare sta esaurendosi. Anche quando ci sono i materiali però sono in tre a lavorare su una bici e non c'è mai molto da fare.
La paga non è male, ma sta pagando ben due multe salatissime quindi siamo molto poveri, anche se ce lo meritiamo. La prima multa è per quando cercò di nascondermi per il Battesimo durante il Giorno dell'Uguaglianza. Ogni anno l'8 luglio tutti i maschi europei che hanno compiuto 11 anni vengono fatti salire su dei carri trainati da carcerati e portati in un luogo simbolico (da noi è quello stadio antico al centro del Parco Archeologico Ignazi* Marino). Vengono poi spogliati, messi in fila, fatti mettere carponi ed educati all'Uguaglianza e al Rispetto delle Identità di Genere.
Lui tentò di nascondermi, all'epoca non sapevo neanche perché e non potei certo oppormi anche perché mi disse che mi portava a fare un giro nel vecchio parco della Caffarella a cercare la cicoria. Ci trovarono grazie ai maiali-poliziotto; lui fu arrestato e io fui portato allo stadio, visto che ero ancora in tempo per il Battesimo dell'Uguaglianza. Tornò dopo dieci giorni, mi abbracciò, mi chiese come stessi e si mise a piangere. A scuola l'Educatore qualche anno dopo ci spiegò che fra i nostri genitori potrebbero esserci degli omofobi e dei razzisti, visto che erano cresciuti ai tempi dell'Intolleranza. Ci invitò anche a denunciarli appena avessimo il sospetto di qualche atteggiamento retrogrado. Forse aveva ragione, ma secondo me mio padre mi voleva solamente bene e a modo suo cercava di proteggermi. Ho cercato di capirlo, visto che appunto viene da un'epoca diversa essendo nato negli anni novanta del XX secolo. Non lo denunciai neanche quando si mostrò esageratamente contento dopo che gli presentai Cristina, una ragazza di 12 anni del campo R-S13 con cui facevo SRE (sesso rituale certificato). Era raggiante, e notai soprattutto il contrasto rispetto al periodo del FROT (fidanzamento rituale obbligatorio per la tolleranza) con Abdul. Festeggiò anche quando non venni sorteggiato alla lotteria cittadina Transgender. Ripensandoci sono assolutamente certo che mio padre sia omofobo, anche se non sono tanto sicuro di cosa significhi. Ma è mio padre, gli voglio bene e si è fatto in quattro per me da quando la mamma è morta.
La morte di mia madre, Nadia, è legata alla seconda multa che dobbiamo pagare. Davvero non capisco per quale motivo, si rifiutarono di sottoporsi all'Aborto Rituale Obbligatorio. Eravamo già in quattro in famiglia e la sovrapopolazione è un male, ce lo insegnano anche a scuola! Continuo a non capire i motivi di quella scelta. Fatto sta che mia madre morì di tetano, e mio padre rimase da solo a pagare la multa.
Ora che ci penso gli è sempre piaciuto provare a sfidare la legge, e credo che in qualche modo mi abbia trasmesso questa attitudine. Lo scorso anno abbiamo persino mangiato carne. Noi non siamo Musulmani Certificati, quindi non possiamo uccidere gli animali che possediamo. La nostra capra da latte era ormai vecchia e aveva le mammelle rinsecchite: consumava inutilmente erba. La facemmo sparire, dichiarando che si fosse persa. Era la fine del Ramadan, quindi ci accordammo con i Musulmani del campo vicino per macellarla e cucinarla. Rischiammo molto, ma per fortuna il giorno del Ramadan le sparizioni di animali sono talmente numerose che la Polizia non riesce ad indagarle tutte.
Ricordo Elisa, mia sorella, con le lacrime agli occhi mentre divorava quelle costole rinsecchite, appartenute alla bestia che ha munto per anni, accarezzandola e parlandole. Credo sia diventata donna quel giorno.
Si sta facendo buio e sono costretto a smettere di scrivere. Devo anche rinforzare la copertura di canapa della tenda, che tira molto vento. Mio padre tornerà a momenti, e davvero spero che anche oggi riesca a portare un pezzo di pane vecchio dalla mensa.




Rispondi Citando
