Re: L' Obsolescenza programmata
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Non sono né a favore né contro l'obsolescenza programmata, perché non ho elementi sufficienti per giudicare. Per principio astratto sarei contro, ma nella realtà bisogna considerare tanti fattori. Prendi un operaio di 50 anni che ha sempre assemblato lavatrici: se adesso si mettessero a costruire lavatrici che durano cinquant'anni, questo operaio cosa si metterebbe a fare?
Prova a ripensare al tutto mettendo prima da parte l'ideologia dominante capitalistica. Lo so, non è facile (come mettere da parte un'ideologia religiosa), ma è possibile e necessario.
Re: L' Obsolescenza programmata
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Gian_Maria
Prova a ripensare al tutto mettendo prima da parte l'ideologia dominante capitalistica. Lo so, non è facile (come mettere da parte un'ideologia religiosa), ma è possibile e necessario.
No, perché bisogna fare i conti con la realtà. Sei tu che prima devi fare la rivoluzione proletaria e poi puoi ragionare in questi termini, non il contrario.
Re: L' Obsolescenza programmata
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No, perché bisogna fare i conti con la realtà. Sei tu che prima devi fare la rivoluzione proletaria e poi puoi ragionare in questi termini, non il contrario.
Finché i lavoratori (la vasta maggioranza) non si libereranno dell'ideologia dominante, non ci sarà nessuna rivoluzione sociale proletaria (socialista). La rivoluzione deve avvenire prima nel modo di vedere la realtà e di pensare. Le rivoluzioni "socialiste" fatte da una minoranza di leader/intellettuali di partito sono tutte inevitabilmente fallite.
Re: L' Obsolescenza programmata
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Gian_Maria
Finché i lavoratori (la vasta maggioranza) non si libereranno dell'ideologia dominante, non ci sarà nessuna rivoluzione sociale proletaria (socialista). La rivoluzione deve avvenire prima nel modo di vedere la realtà e di pensare. Le rivoluzioni "socialiste" fatte da una minoranza di leader/intellettuali di partito sono tutte inevitabilmente fallite.
Appunto, non ci sarà nessuna rivoluzione. Quindi ragionando come se la rivoluzione fosse imminente vai contro i lavoratori.
Re: L' Obsolescenza programmata
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Appunto, non ci sarà nessuna rivoluzione. Quindi ragionando come se la rivoluzione fosse imminente vai contro i lavoratori.
Io non ragiono come se la rivoluzione fosse imminente (magari!), ma come uno che non vede soluzioni all'interno dell'attuale sistema economico-sociale e pertanto ne propone il superamento (il più presto possibile).
Re: L' Obsolescenza programmata
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Appunto, non ci sarà nessuna rivoluzione. Quindi ragionando come se la rivoluzione fosse imminente vai contro i lavoratori.
Premesso che contro i lavoratori ci va il capitalismo, e non Gianmaria, dire che la rivoluzione è necessaria NON vuol dire che è imminente.
Re: L' Obsolescenza programmata
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Non sono né a favore né contro l'obsolescenza programmata, perché non ho elementi sufficienti per giudicare. Per principio astratto sarei contro, ma nella realtà bisogna considerare tanti fattori. Prendi un operaio di 50 anni che ha sempre assemblato lavatrici: se adesso si mettessero a costruire lavatrici che durano cinquant'anni, questo operaio cosa si metterebbe a fare?
era lo stesso argomento dei luddisti. Se le macchine producono 100 volte quello che prima si produceva a mano, 99 lavoratori su 100 perderanno il lavoro, e quindi distruggiamo le macchine. La realtà ha dimostrato al contrario che avere un certo prodotto in serie (e quindi a un costo inferiore) ha liberato manodopera e soldi per produrre altre cose nuove (o a un costo inferiore della produzione manuale) che ha dato lavoro ai disoccupati. Questo almeno è durato fino alla rivoluzione robotica, in cui per la prima volta la distruzione di manodopera è stata assoluta, e senza possibilità di reimpiego. Perchè piaccia o meno ai capitalisti, la stragrande maggioranza dei lavoratori sarà sempre manuale, e quando distruggi quei lavori, nessun operaio potrà diventare dal giorno alla notte ingegnere robotico (e anche se lo facesse, non c'è posto per impiegare tutti gli operai licenziati come ingegneri...)
Re: L' Obsolescenza programmata
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amaryllide
era lo stesso argomento dei luddisti. Se le macchine producono 100 volte quello che prima si produceva a mano, 99 lavoratori su 100 perderanno il lavoro, e quindi distruggiamo le macchine. La realtà ha dimostrato al contrario che avere un certo prodotto in serie (e quindi a un costo inferiore) ha liberato manodopera e soldi per produrre altre cose nuove (o a un costo inferiore della produzione manuale) che ha dato lavoro ai disoccupati. Questo almeno è durato fino alla rivoluzione robotica, in cui per la prima volta la distruzione di manodopera è stata assoluta, e senza possibilità di reimpiego. Perchè piaccia o meno ai capitalisti, la stragrande maggioranza dei lavoratori sarà sempre manuale, e quando distruggi quei lavori, nessun operaio potrà diventare dal giorno alla notte ingegnere robotico (e anche se lo facesse, non c'è posto per impiegare tutti gli operai licenziati come ingegneri...)
Non è lo stesso argomento dei luddisti, perché qui c'è convergenza di interessi fra lavoratore e padrone: conviene a entrambi un prodotto che non duri per l'eternità. Tu mi risponderai: sì ma il lavoratore è pure consumatore, quindi gli converrebbe un prodotto che dura cinquant'anni. Potrei essere d'accordo, ma purtroppo se un'azienda smette di produrre frigoriferi il padrone ha i soldi per campare per il resto della vita, il lavoratore no. Quindi, a meno che non si faccia la rivoluzione proletaria, è meglio che esista l'obsolescenza programmata. Per quanto riguarda la robotica, purtroppo penso che tu abbia ragione. Bisogna quindi trovare il modo di redistribuire la ricchezza, tenendo in considerazione che la maggior parte delle persone non ha la capacità intellettiva per occuparsi di cibernetica, elettronica e automazione. Bisogna però cambiare il paradigma di ragionamento: ammettere che non siamo tutti ugualmente dotati, e ci sono molte persone intellettivamente non all'altezza. Se si continua con le cazzate comuniste/liberiste non si va da nessuna parte, è necessario prendere in considerazione la realtà e adeguarsi lasciando da parte le ideologie.
Re: L' Obsolescenza programmata
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ammettere che non siamo tutti ugualmente dotati,
Chi afferma ciò?
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e ci sono molte persone intellettivamente non all'altezza.
Per quanto un individuo sia particolarmente capace (per es. un Einstein) ha comunque bisogno della cooperazione di tutti gli altri lavoratori. In una società moderna la produzione non può che essere sociale, cioè frutto della cooperazione di tutti i lavoratori. Non a caso il socialismo di basa sul principio "da ognuno secondo le proprie capacità, a ognuno secondo i propri bisogni".
Re: L' Obsolescenza programmata
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Gian_Maria
Chi afferma ciò?
Per quanto un individuo sia particolarmente capace (per es. un Einstein) ha comunque bisogno della cooperazione di tutti gli altri lavoratori. In una società moderna la produzione non può che essere sociale, cioè frutto della cooperazione di tutti i lavoratori. Non a caso il socialismo di basa sul principio "da ognuno secondo le proprie capacità, a ognuno secondo i propri bisogni".
Sì ovvio, manco Einstein potrebbe fare da solo. Il problema però è un altro: se adesso servono un ingegnere e quattro operai, con la robotizzazione serviranno quattro ingegneri e un operaio. Di conseguenza troveranno lavoro solo le persone intellettivamente più dotate, e per questo bisogna pensare a meccanismi di redistribuzione. Non ha senso scagliarsi contro la tecnologia, perché, se si trovano i meccanismi di cui sopra, ci guadagnano tutti.