Nitens confonde la sovranità inalienabile dello Stato con la proprietà privata.


Nitens confonde la sovranità inalienabile dello Stato con la proprietà privata.
Ultima modifica di José Frasquelo; 18-08-13 alle 00:15


Beh, però è vero che il diritto di proprietà è positivo, sia nel senso che diceva Felipe, sia perché è appunto sancito e tutelato in qualche modo dalla legge. In caso contrario non sarebbe un diritto, ma un'affermazione del sedicente proprietario che si scontrerebbe con lo "sticazzi" del pretendente nerboruto. Ciò però non sposta di una virgola il discorso, che è basato sulla definizione di "proprietà privata", più che sul diritto.
I magnifici asini sardegnoli ma'acchiappano da sempre... (salvo.gerli)


Intendo dire che lo Stato resta sovrano del territorio nei confini del quale esercita la propria forza politica. Ciò vuol dire che le istituzioni statali schmittianamente parlando sono le uniche in questo sistema a poter esercitare lo stato di eccezione e dunque avere un diritto pre-giuridico anche sulle proprietà private degli individui. Ma questo non fa delle proprietà, come sosterrebbe Nitens, dei comodati d'uso.


Ma nitens è sostenitore dello stato totalitario, oltre che scemo, quindi lo si può comprendere. Però attenzione, che non si tratta solo di "diritto pre-giuridico". Il diritto di proprietà è tale solo quando è riconosciuto, vuoi perché tutelato dallo stato detentore del monopolio della forza, vuoi perché previsto da un sistema di regole condiviso da una comunità pur in assenza di stato. Altrimenti è tizio che afferma "questo terreno è mio" e caio che risponde "sticazzi! Ora gi stupro la moglie e mi prendo la terra".
Ultima modifica di Theremin; 18-08-13 alle 00:49
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Il diritto pre-giuridico, quindi di chi esercita il potere sarebbe dello Stato o comunque di chi esercità la Sovranità, non dell'individuo proprietario. In parole povere lo Stato potrebbe benissimo espropriarti del tuo diritto ad una data proprietà, regolamentando legislativamente o con altri mezzi. Ma ciò non ha niente a che fare con il diritto alla proprietà che quello Stato garantisce. Come diceva Zaccanasta io se voglio posso abbattere l'albero che ho in giardino, perché è parte della mia proprietà, non ho la casa in comodato d'uso è mia. Poi si può discutere in mille maniere di come le istituzione del nostro paese limitino di molto questo principio, ma è un altro discorso finché quel diritto è riconosciuto e vi è una carta costituente che lo garantisce.
Ultima modifica di José Frasquelo; 18-08-13 alle 00:58


Sì, stiamo dicendo la stessa cosa. Io più che altro rispondevo a Felipe, affermando che un qualcosa, per essere etichettabile come "diritto", deve essere riconosciuto dalla società. Altrimenti non si tratta di un diritto legittimo, ma di una dichiarazione ("questa è la mia terra!" - "e sticazzi?")
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Bando alle ciance, il punto è che esiste gente come Monsieur che sostiene ipocritamente che sia giusto vietare di indossare una spilla del fu PNF e permettere invece l'ostentazione del fu PCUS (anche se in entrambi i casi si trattasse banalmente di innocui poser affascinati dalle rispettive tendenze estetiche). Che schifo, che fetore rivoltante, questi progressisti!
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Ma non sono sicuro felipe si riferisse a questi termini filosofici. Credo volesse dire più semplicemente che non esiste solo la libertà positiva dei diritti civili, ma anche la libertà di poter negare la libertà ad un altro nei confini del mio diritto di proprietà. Ergo nella società di feliks se non mi piacciono quelli con i capelli rossi posso decidere di non vendere loro nulla nel mio esercizio.
Ultima modifica di José Frasquelo; 18-08-13 alle 01:16


Ma infatti è per questo che ne facevo una questione di definizione. Cioè per quanto mi riguarda l'unico diritto di proprietà possibile è quelli che rende il bene pienamente disponibile al proprietario, senza limiti. Per definizione. Se qualcuno ci mette dei limiti/vincoli, allora per me non si tratta più di "proprietà privata", ma di qualcosa d'altro, una roba tipo il "comodato d'uso" citato da nitens.
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Ma che significa naturale?Naturale è tutto ciò che accade persché se accade è per definizione conforme alle leggi di natura ovvero quelle fisiche chimiche e biologiche.La natura non può di certo essere presa come criterio per alcun tipo di scelta (tra l'altro poi bisognerebbe capire perché,se esistesse davvero qualcosa di comforme a natura e qualcos'altro non conforme a natura,il primo sarebbe preferibile al secondo ma vabè è un'ipotesi inconcepibile).