buongiorno....
mi dicono che le farmacie di Piazza Grande a Modena e Piazza Ariostea a Ferrara,abbiano esaurito il Maalox Plus..!!:D:D
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buongiorno....
mi dicono che le farmacie di Piazza Grande a Modena e Piazza Ariostea a Ferrara,abbiano esaurito il Maalox Plus..!!:D:D
chissa' come mai non si fanno mai i nomi a richiesta esplicita....che sia la solita bufala sinistricola come da sempre per controbattere al vero indagato Zingaretti eh??......!!bugie bugie bugie...
Quindi domanda,per i duri di comprendonio,ripeto la domanda...
quale pregiudicato avrebbe portato Salvini al Governo....!!resto in attesa di notizie certe e veritiere..!!
Armando Siri.
Condanna a 1 anno e 8 mesi per bancarotta fraudolenta. Condanna comminata tre anni e mezzo fa dal tribunale di Milano in sede di patteggiamento per il fallimento della Mediatalia, società che ha lasciato debiti per oltre 1 milione di euro.
Qualche dettaglio in più
La sua società inizia a operare nel 2002. Con due soci, produce contenuti editoriali per media e aziende. Ma gli affari vanno male e nel 2005 ha già un rosso di 1 milione di euro. Che cosa fanno allora Siri e i soci? Chiudono Mediaitalia, di cui viene nominata liquidatrice una cittadina dominicana, che di mestiere fa la parrucchiera. Una prestanome, secondo i giudici, una testa di legno.
Intanto Mediaitalia viene svuotata e il suo patrimonio viene trasferito a un’altra società, la Mafea Comunication, così i creditori restano a bocca asciutta. Altre due società in cui Siri ha ruoli spariscono dall’Italia trasferendo la sede legale nel Delaware, paradiso fiscale nel cuore degli Stati Uniti.
Quanto al reato di “sottrazione fraudolenta al pagamento di imposte”, i giudici della seconda sezione penale del Tribunale di Milano scrivono che Siri e i suoi complici “ordiscono un’operazione” in quattro mosse, al fine, appunto, “di consentire a Mediaitalia srl di sottrarsi fraudolentemente al pagamento delle imposte”.
Prima mossa: costituiscono una nuova società, la Mafea Comunication srl, “alla quale, senza alcun contratto né corrispettivo, venivano ceduti tutti i beni mobili, le attrezzature, i computer di Mediaitalia srl, nonché un contratto di leasing avente a oggetto una autovettura Mercedes Slk 200”.
Seconda mossa: trovano la prestanome per far gestire Mediaitalia ormai in stato di decozione, nominando liquidatrice Nancy Maria Marte Milniel, che i giudici definiscono “vera e propria testa di legno, priva del benché minimo ruolo gestionale”. Terza mossa: il 12 aprile 2007 il Tribunale di Milano emette la sentenza che dichiara fallita Mediaitalia.
Poi arriva la quarta mossa. Siri, socio di maggioranza della società Top Fly Edizioni srl, delega un commercialista, Antonio Carlomagno, a diventare presidente dell’assemblea straordinaria e a deliberare “di azzerare il capitale sociale, al fine di coprire la perdita emersa dal bilancio d’esercizio, chiuso al 31 dicembre 2006”.
Così spariscono altri 2 mila euro, il valore della quota sociale vantata da Mediaitalia in Top Fly Edizioni. Carlomagno è lo stesso professionista che viene indagato (e poi assolto) nell’inchiesta sulla Perego Strade, la società di Lecco scalata e spolpata dalla ’ndrangheta tra il 2008 e il 2010.
L’operazione in quattro mosse ottiene il risultato di togliere al fisco 162 mila euro, tra cui 96 mila euro di imposte non pagate, 4,8 mila euro di contributi Inps e 62 mila euro di contributi Enpals non versati.
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chissà cosa c'è da ridere
Mi rendo conto che per te è motivo di forte ilarità che un bancarottiere reo confesso e condannato a 20 mesi possa diventare consulente economico di un leader politico e sottosegratario del governo.
In piena linea con la tua visione legalitaria.
Tu hai gli stessi 'meriti' politici ed in mancanza ti stai attrezzando?
che gentaglia