Pedofilo finisce in manette a Roma dopo un'intervista in tv:
«Dopotutto solo sesso orale... »
ROMA - I carabinieri del Nucleo investigativo di Roma hanno arrestato C.D. classe 1964,romano, dipendente dell'Ama, in esecuzione di un'ordinanza di custodia cautelare agli arresti domiciliari emessa dal gip del Tribunale di Roma Elvira Tamburelli,su richiesta del sostituto procuratore di Roma, Vittoria Bonfanti, poichè responsabile di prostituzione minorile e violenza sessuale. L'uomo è finito agli arresti domiciliari e abita nello stesso quartiere della vittima.
Le indagini eseguite dal Nucleo investigativo di via in Selci hanno ha avuto inizio dopo un servizio televisivo dal titolo «Storia di un pedofilo», trasmesso il 27 gennaio scorso nel corso del programma «Le Iene», ed effettuato a seguito di una segnalazione di due persone. Nel servizio, relativo ad una vicenda di abusi sessuali subiti da un minore, venivano intervistati sia la madre che il presunto pedofilo, che ammetteva di aver avuto rapporti sessuali con il minore.
La testimonianza.«Parentesi aperta e chiusa, tutta la colpa è la mia, perchè io sono più grande e dovevo capire prima 'ste cose...». Iniziava così alcuni mesi fa il servizio del programma tv Le Iene lcon a testimonianza del presunto pedofilo. Alla iena Paolo Calabresi che con una telecamere nascosta si era spacciata per il padre della vittima l'uomo, un 49enne, raccontava che il ragazzino era andato a casa sua per riparargli il computer. Dalla visione dei siti porno - «per scherzare», dice - si era passati al sesso orale. Tre-quattro volte, non di più, assicura.
«Non mi è mai capitata una cosa del genere e non succederà mai più », dice ancora il 49enne, che però non vuole neanche sentire la parola pedofilo. L'uomo ammette subito le sue responsabilità - come aveva fatto in precedenza con la madre del 15/enne, secondo il racconto della donna -, ma afferma che in fondo «non è successo niente». «Solo sesso orale», sottolinea. Nè ha alcuna intenzione di curarsi, come gli suggerisce il finto padre: «Non ho nessuna malattia, è successo una volta sola», ripete e poi alla parola «pedofilia» reagisce dicendo «non dire quella parola, non la dire».
Le indagini hanno consentito di individuare il minore vittima degli abusi sessuali, subiti a partire dall'agosto del 2011, nonchè l'autore che in cambio di prestazioni sessuali, nel tempo, ha consegnato somme di denaro e regali vari, come un telefono Iphone 4 e una consolle giochi, acquistati mediante finanziamenti, che trovati dalla madre nella cameretta hanno indotto il minore a confidarsi e raccontare l'origine di denaro e regali. Nel corso dell'arresto è stato trovato e sequestrato materiale informatico, ora al vaglio degli carabinieri di via in Selci.
Aveva consumato almeno una decina di rapporti con la vittima. Il pedofilo pagava circa cento euro per ogni prestazione del ragazzo, oltre ai regali. Nel 2011 l'uomo aveva avuto il primo incontro con l'adolescente, uno studente liceale all'epoca ancora 15enne, dopo averlo contattato per chiedergli di riparare il computer.
Io domando e dico.....




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