

C. De Gaulle: "l'Italia non è un paese povero. E' un povero paese".


"Quante persone ci sono in questa strada, un centinaio? Quante sono le persone intelligenti, sette, otto? Bene, io lavoro per le altre novantadue" Phineas Taylor Barnum
UE, mondo, futuro Michio Kaku:
https://www.youtube.com/watch?v=7NPC47qMJVg


logico che se voi o papà avete la fabbrichetta la riduzione dei salari non diminuisce i vostri consumi per cui la vostra priorità diventa mantenere unito il popolo, padroni e proletari uniti sotto la stessa bandiera contro la minaccia del genocidio abortista. bisogna ammettere che i deficenti non siete voi ma quelli che vi danno retta e vi ringraziano pure perché li fate lavorare.






be, se non ci rendiamo conto che è l'economia a guidare, in toto, la politica di TUTTI i Paesi, allora siamo ancora nel campo delle illusioni.
Convinciti, con la morte, o il coma a scelta, del marxismo, la politica non è altro, a destra o a sinistra non è importante, che un reparto, comandato, dell'economia e della finanza.








Sembra quasi che, nella distorsione della realtà di alcuni intellettuali, il keynes sia passato di moda perché è crollata l'urss e abbia vinto il capitalismo.
O che nel keynasiesimo il deficit spending fosse legato a qualche spesa sociale o redistributiva. O che gli Stati Uniti non abbiamo fatto deficit spending gli ultimi 10 anni.
Sembra quasi che il modello keynesiano non prevedesse contrazione della spesa per rientrare del debito.
O che pensasse che il debito alto sia un problema trascurabile (e non la morte).