







Comunque a me fanno ridere tutte queste persone che vogliono uscire "dal tunnel di sinistra", come se si trattasse di un moto liberatorio da un'accettazione supina di slogan e modi di fare diventati conformismo politico.
Quasi come una ribellione adolescenziale, come reazione a slogan , a frasi fatte, a contraddizioni tra il dire e il praticare di molti politici e militanti.
Quasi come un ribellione alla banalità per pervenire ai lidi più (in tal senso ) rassicuranti della destra , nei quali si può criticare tutto, essere cinici senza tema di essere criticati, tenere qualsiasi comportamento privato senza temere il giudizio altrui, abbandonarsi a cinismo, razzismo, nichilismo (oh yeah), in sostanza fare i fighi.
Io dico solo che queste persone già prima non avevano idee tanto solide.
E si sa che le mode alla lunga stancano.
Faccio un esempio : io ho una determinata idea sull'immigrazione, ed è la stessa più o meno da 20 anni.
Non me ne frega un cazzo di eventuali slogan della sinistra, di eventuali banalizzazioni del tema, di eventuali contraddizioni di politici e militanti.
Non vedo in quale modo possano intaccare la mia idea


naturalmente ogni riferimento a Zachram come cacchio si chiama è casuale




Sono nostri fratelli bisognosi, hanno diritto
"Stupratori della lingua e dell'immaginario collettivo" (Felipe su Calvino, Brecht e Moravia)
"Scribacchini di regime." (su Nazim Hikmet e Pablo Neruda)
"Raccapricciante. Comunismo sanguinario allo stato puro." (su "Valore" di Erri De Luca)






Bah