- 2013 Dopo l’IMU il governo Letta supera anche lo scoglio della decadenza di Berlusconi, PD, M5S e SEL votano compatti e il leader del PDL diventa extra-parlamentare, opta per i servizi sociali anche in chiave elettorale, continuando però a gestire di fatto il centro-destra e la sua riorganizzazione. Scelta Civica ha votato contro la decadenza e prepara un ingresso nel PDL formato coalizione.
- Obama torna indietro sulla Siria e si promuove una conferenza internazionale che porta ad un cessato il fuoco e all’inizio di trattative per raggiungere una pace stabile nell’area.
- Il congresso del PD, per salvaguardare il governo, viene rimandato a dopo le Europee 2014, per qualche giorno si vocifera di una imminente scissione di Renzi che però decide di aspettare e torna sulle posizioni originarie : sovrapposizione della figura di segretario e candidato premier, opzione pigliatutto insomma.
- L’assemblea convocata da Landini e Rodotà si rivela un trampolino di lancio per la costruzione di una lista di sinistra per le europee 2014, capeggiata proprio dal segretario della Fiom e dall’ex-presidente del PDS. L’adesione al socialismo europeo e la proposta del Mattarellum come soluzione per il rebus legge elettorale allontana Rifondazione e la sinistra radicale dal progetto, che vede invece SEL in prima linea.
- A Dicembre il secondo congresso di SEL affianca Fratoianni come segretario a Vendola che rimane presidente, si conferma l’opposizione alle larghe intese e la costruzione della lista-progetto Europa bene comune, a metà tra le sinistre interne del PSE e formazioni più moderne ed europeiste come Syriza
- 2014 Al contrario del PD a Gennaio 2014 si tiene la rifondazione di Forza Italia, il Popolo della Libertà cambia nome in Popolari per la Libertà e diventa quindi il nome della nuova coalizione, vi aderiscono FI, Scelta Civica e UDC. Alemanno va in Fratelli d’Italia.
- Si arriva quindi alle europee. Forza Italia (con Marina Berlusconi capolista in tutte le circoscrizioni) conquista il 28,5%, la bicicletta SC-UDC il 4,5%, Fratelli d’Italia il 4,2%, fuori dall’europarlamento sia la Lega Nord (3,5%) che le varie liste della destra radicale e sociale (Destra, FN, Fiamma, CP ecc.. nel complesso il 3% ). Il Partito Democratico si mantiene stabile rispetto ai risultati delle politiche con il 25%, a sinistra del PD la lista Europa Bene Comune formata da SEL+Indipendenti raccoglie il 7,5% e, a sorpresa, fa il quorum il movimento di Cremaschi, Ross@ con il 4,1%. Sotto il 4% le liste Psi (0,5%), Centro Democratico (0,3%), Rifondazione comunista/Pdci (1,2%), Verdi (0,2%), Italia dei Valori (2%), Azione Civile di Ingroia (0,5%), PCL (0,3%), Comunisti di Rizzo (0,1%). Ridimensionato il Movimento 5 Stelle con il 12%. Altre liste (FARE, Radicali ecc…) complessivamente sono al 2,6%.
- Si tiene il congresso del PD, Renzi conquista la maggioranza in assemblea nazionale e ottiene l’unificazione delle figure di segretario e candidato premier, lo scontro è a tre : Renzi (che recupera Civati e Pittella tra i sostenitori e si sposta più a sinistra dal punto di vista programmatico, chiede la fine delle larghe intese) Vs Letta (garante delle larghe intese sostenuto da Bersani, Franceschini e Fioroni) Vs Cuperlo (sinistra interna, dalemiani, sindacato). Si vota con le regole del 2009, al primo turno tra gli iscritti (quasi 600.000) Renzi si posiziona sul 45%, Letta sul 30, buon risultato di Cuperlo al 25%. Nel secondo turno aperto a tutti gli elettori (nei gazebo, votano circa 3 milioni e mezzo) Renzi vince con il 60%, Letta si ferma al 25%, Cuperlo scende al 15%.
- Letta si dimette da presidente del consiglio ma Napolitano non manda il paese alle urne, da l’incarico a Grasso per cercare una nuova maggioranza in grado di cambiare la legge elettorale, il Movimento 5 Stelle con una capriola politica storica appoggia l’operazione. Mentre il centro-destra si dichiara favorevole a sostenere il tentativo di Grasso nel PD scoppia il caos, Renzi è fermamente contrario, mentre la maggioranza dei gruppi parlamentari (ancora fedeli a Letta-Bersani-Franceschini) vuole dire si a Napolitano. Si consuma una rovinosa scissione parlamentare, la minoranza (renziani e sinistra interna che fa riferimento a Cuperlo) mantengono il nome Partito democratico, la maggioranza crea il gruppo Italia Riformista che assieme a Forza Italia, SC, UDC e Movimento 5 Stelle sostiene il governo Grasso. Vito Crimi diventa presidente del Senato.
- Il governo Grasso nato per una rapida legge elettorale dura molti mesi in più del previsto continuando una politica economica all’insegna dell’austerità (la Merkel ha rivinto le elezioni tedesche) e votando un nuovo impianto costituzionale su modello francese. Si va alle elezioni nella primavera del 2015.
CANDIDATI ALLE PRESIDENZIALI
Matteo Renzi
Il candidato alla presidenza per il Partito democratico, punta tutto sulla carica rinnovatrice e su parole d’ordine meno liberali del passato, condizionato dall’accordo con SEL. Lo sostengono anche i Socialisti, i Verdi e quel che rimane dell’IDV.
Laura Boldrini
Nonostante l’accordo programmatico comune per le legislative Sinistra ecologia libertà presenta comunque un nome autonomo per il primo turno e si tratta ovviamente della presidente della Camera uscente, Laura Boldrini che incentra la sua campagna sui temi della pace, dell’uguaglianza e della giustizia sociale. L’appoggiano oltre a SEL anche le altre personalità della sinistra che avevano sostenuto Europa bene comune.
Pietro Grasso
Il premier uscente ed ex-presidente del Senato si candida per Italia Riformista, Radicali e Centro Democratico.
Gianni Letta
E’ il candidato forte sostenuto dai Popolari per la Libertà (Forza Italia, Scelta Civica, Udc). Per il ballottaggio punta a stringere un accordo con Grasso al centro e la Meloni a destra.
Giorgia Meloni
Candidata di punta per Fratelli d’Italia e Destra di Storace (che allontanatosi dai lidi più radicali della destra si è ridotto a fare da satellite di Fd’I). Nonostante l’adesione al gruppo europeo Conservatori e Riformisti (lo stesso dei Tories) sta conducendo una campagna elettorale molto più a destra in stile Le Pen.
Beppe Grillo
Ovviamente il comico è il candidato alla presidenza del Movimento 5 Stelle, che rimane il terzo partito italiano dopo Forza italia e PD ma si è ridimensionato rispetto al 2013, soprattutto per la perdita dell’elettorato più politicizzato tornato nei bacini tradizionali. I cavalli di battaglia contro la vecchia politica e i partiti, nonostante l’operazione Grasso e il governo con lettiani e centrodestra sono rimasti immutati.
Flavio Tosi
Maroni continua a gestire la Lega con pugno di ferro e impone la candidatura autonoma di Tosi, Bossi al contrario voleva appoggiare Gianni Letta e stringere un accordo di coalizione per le legislative con il centro-destra.
Luigi De Magistris
Sconfitto alle elezioni comunali, l’ex-sindaco di Napoli si candida sostenuto dal suo Movimento Arancione, da Azione Civile di Ingroia e da Italia Civica, un piccolo movimento messo su da attivisti 5 stelle delusi dal sostegno del MoV al governo Grasso. Un programma a metà tra sinistra movimentista e liberal-giustizialismo.
Giorgio Cremaschi
Dopo il successo di Ross@ alle europee 2014 Cremaschi è diventato il capo della sinistra a sinistra di SEL, oltre al suo movimento anche Rifondazione e PCL si sono accodati. Punto di forza del programma il rifiuto dei trattati europei e un piano di ingenti nazionalizzazioni.
Domenico Losurdo
Il Partito dei comunisti italiani, rifiutando la candidatura di Cremaschi, si è ri-diviso da Rifondazione per lanciare la candidatura di bandiera del filosofo stalinista. Un programma veterocomunista ed anti-europeo.
Marco Rizzo
I Comunisti-Sinistra Popolare si candidano in maniera autonoma su posizioni politiche molto vicine a quelle di Losurdo, ma la diatriba Pdci-Rizzo non ha permesso una lista comune. Programmaticamente molto vicini al KKE greco.
COALIZIONI PER LE LEGISLATIVE
Per quanto riguarda i collegi, gli accordi di coalizione sono tra PD (che ingloba una manciata di candidati Psi, Verdi e Idv) e SEL da una parte con Cuperlo o Vendola come possibili primi ministri e Forza Italia e SC-UDC dall’altra dove i nomi per la premiership sono Alfano o Lupi. I partiti che sostengono De Magistris si presentano alle legislative in un'unica lista chiamata Azione Democratica, Ross@ di Cremaschi ingloba Prc e PCL, il Pdci e Csp si presentano autonomi. Centro Democratico e Radicali si candidano con Italia Riformista, Fratelli d’Italia (+ candidati Destra Storace), Movimento 5 Stelle e Lega Nord si presentano da soli. Si presentano in maniera autonoma in determinati collegi Casa Pound, Fiamma Tricolore e Forza Nuova senza però presentare nessuno alle presidenziali.




Il candidato alla presidenza per il Partito democratico, punta tutto sulla carica rinnovatrice e su parole d’ordine meno liberali del passato, condizionato dall’accordo con SEL. Lo sostengono anche i Socialisti, i Verdi e quel che rimane dell’IDV. 








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