....anche se ricevere elogi da Freud e Stalin non dovrebbe essere motivo di vanto....


....anche se ricevere elogi da Freud e Stalin non dovrebbe essere motivo di vanto....






OT eliminati
CLAUDIA CONTE, TI AMO!












Non c'è bisogno di credermi sulla parola, dato che esistono delle fonti:
In uno degli articoli scritti poco prima di essere ucciso dai partigiani, il giornalista Enzo Pezzato -redattore capo a Salò di "Repubblica fascista"- scrisse: «Il Duce ha chiamato la Repubblica "sociale" non per gioco: i nostri programmi sono decisamente rivoluzionari, le nostre idee appartengono a quelle che in regime democratico si chiamerebbero "di sinistra"».
Fascisti di sinistra
Il 22 aprile 1945, a Milano, su “Repubblica fascista”, Enzo Pezzato scriveva:
“Il Duce ha chiamato la Repubblica italiana sociale non per gioco; i nostri programmi sono decisamente rivoluzionari; le nostre idee appartengono a quelle che in regime democratico si chiamerebbero ‘di sinistra’… Il nostro ideale è lo Stato del lavoro. Su ciò non può esservi dubbio; noi siamo i proletari in lotta, per la vita e per la morte. Siamo i rivoluzionari alla ricerca di un ordine nuovo… Lo spauracchio vero, il pericolo autentico, la minaccia contro cui lottiamo senza sosta viene da destra”.
Enzo Pezzato | Archivio Guerra Politica
Il 22 aprile '45, Enzo Pezzato forniva indicazioni analoghe su "Repubblica Fascista": «Il Duce ha chiamato la Repubblica italiana sociale non per gioco; i nostri programmi sono decisamente rivoluzionari; le nostre idee appartengono a quelle che in regime democratico si chiamerebbero di sinistra; le nostre istituzioni sono conseguenza diretta e puntuale dei programmi; il nostro ideale è lo Stato del Lavoro. Su ciò non può esservi dubbio: noi siamo i proletari in lotta, per la vita e per la morte, contro il capitalismo. Siamo i rivoluzionari alla ricerca di un ordine nuovo. [...] Lo spauracchio vero, il pericolo autentico, la minaccia contro cui lottiamo senza sosta viene da destra».
Rimembranze
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Credere - Pregare - Obbedire - Vincere
"Maledetto l'uomo che confida nell'uomo" (Ger 17, 5).