Licenziato ma reintegrato dal giudice. Il Pd ignora la sentenza
Martedì, 3 settembre 2013 - 131:00
Non c'è solo il Pd che chiede ai propri avversari politici di rispettare le sentenze. C'è anche un Pd che le sentenze non le rispetta. E' il caso del partito democratico di Taranto che non prende atto della decisione di un giudice. Carmine De Guido, funzionario politico assunto con un contratto a tempo indeterminato, è stato licenziato per telefono. Senza nessuna spiegazione. Dopo un anno di attese e false speranze ha portato il suo caso al Tribunale del Lavoro. E il giudice gli ha dato ragione, condannando il Pd a reintegrarlo e risarcirlo delle mensilità mancanti. Ma De Guido non è stato ancora riaccolto...
La storia di De Guido è raccontata nei dettagli dal Corriere del Mezzogiorno, che spiega come nel febbraio del 2012 il licenziamento gli venga comunicato per via telefonica da Ugo Sposetti della direzione nazionale. De Guido non riesce a darsi una spiegazione, entra anche in contatto con Stefano Fassina. Ottiene qualche rassicurazione, gli dicono che una soluzione sarà trovata e gli consigliano di continuare a svolgere la propria attività. De Guido, quindi, ogni giorno si presenta nella sede di via Capotagliata e lo fa per oltre sei mesi. Ma sul conto corrente lo stipendio non viene più accreditato, così come nessuna novità giunge da Roma.
Nel dicembre del 2012 il dipendente decide di andare in tribunale. La decisione del giudice è arrivata lo scorso 4 luglio: ordina che il lavoratore venga reintegrato nel suo posto di lavoro. Ma a due mesi di distanza dall’ordinanza e ulteriori rassicurazioni, De Guido non ha ancora potuto riprendere posto nel suo ufficio ed è attualmente disoccupato. Il Partito democratico non ha nemmeno provveduto a pagare gli stipendi riconosciuti da una sentenza e la situazione sembra non trovare uno sblocco. I legali di De Guido annunciano già il ricorso alla Corte dei Conti.
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