La mia obiezione in realtà era rivolta ad un singolo assunto di Darwin, secondo cui la differenza etica imprescindibile fra quelli che la pensano come lui e quelli che la pensano come me sta nel fatto che quest'ultimi vorrebbero imporre le cose agli altri, mentre i primi no.
Facevo l'esempio dell'aborto per mostrare come la "libera disposizione del proprio corpo" non sia affatto quel principio assoluto ed intangibile che i "laicisti" millantano di difendere contro le imposizioni "totalitarie" dei "catto-fascio-bigotti", dato che, nel caso dell'embrione, arrivano a fottersene bellamente che quella sia o possa essere una vita (di sicuro è una persona umana "in potenza"), lasciando di fatto vigere la legge del più forte (la donna che ha in grembo il figlio decide anche per lui, che è il soggetto debole).






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