in questi ultimi 10 anni, la lega ha dettato legge nelle politiche dell’ Italia (almeno quelle rimane in mani nazionali e non alle direttive UE).
specialmente negli ultimi anni di governo berlusconiano.
tremonti, il vero dominatore del governo berlusconi, era de facto un uomo della lega.
l’insulto al meridione divenuto cosa giustificabile e il toglier al sud divenuto un mezzo ampiamente utilizzato per recuperare risorse mancanti causa fallimentare politica economica tremontiana.
dopo le inchieste sull’uso privatistico dei soldi da parte della dirigenza bossiana e quelle sui rapporti tra tesoreria legaiola e ndrangheta,
nel quadro di una crisi economica durissima,
la lega non solo non è più al governo e ha dimezzato i voti rispetto all’ultima elezione (e ridotti ad un terzo rispetto ai sondaggi migliori)
ma non sembra più in grado di avere alcuna spinta .
passati da elogiati ( per un periodo si azzardava a dire anche che fossero giovani, laureati, competenti) a dimenticati.
la sua “narrazione” , come direbbe nichi vendola, della realtà è ormai sentita estranea: padania, secessione… non sono parole più moderne di rivoluzione proletaria, soviet.
che ci siano o no (o che ci siano mai state e ne dubito) le ragioni che hanno creato il movimento legaiolo.
il paragone con il mondo comunista è quello che meglio fa comprendere.
come di improvviso, concetti comunisti diffusi e parole d’ordine comprensibili, divennero dopo il crollo del muro di botto obsolete così lo sono diventate le parole legaioli.
non conta che le ragioni ci siano state o che siano ancora presenti, è la società che è diventata impermeabile ad esse.
mai come oggi il capitalismo è in crisi, proprio nell’occidente che è punta (quindi come diceva marx), mai si licenzia manodopera sostituendola con tecnologia(come diceva marx) e mai i ricchi sono stati tanti più riccchi dei poveri (come diceva marx) … eppure plusvalore, proletariato, rivoluzione non sono memi che attecchiscono.
non convogliano le aspirazione dei singoli e le istanze sociali delle “masse”.
lo stesso per le parole legaiole.
nessuno oggi pensa più seriamente ad una secessione.
anche perchè nel frattempo, complice la batosta elettorale legaiola in quasi tutto il nord e l’emergere di dati “meridionaliggianti” dei nordici piemonte e liguria (nonchè i privilegi fiscali alla siciliano di valle d’aosta, trentino alto adige, friuli venezia giulia), la fantomatica “padania” si è ristretta al lombardo-veneto.
quelle proteste, quelle istanze che ancora sono presenti nel nord e che suscitarono la lega
oggi esse sono state intercettate e interpretato da altri movimenti.
astensione e movimento 5 stelle innanzittutto probabilmente
con i loro rigurgiti verso lo Stato e anche con un certo disprezzo verso l’immigrato.
Questo non significa che è finito il razzismo sotto pelle del Nord verso il Sud:
se ancora oggi si chiede che le tasse versate rimangano nel luogo dove si sono prodotte e non ci si vergogna pensando al fatto che ciò significa affermare di voler dare al bimbo nato nel meridione un welfare (sanità, scuola) minore di quello che si dà ad un bimbo nato al nord
se ancora oggi, pur in presenza di infrastrutture e redditi familiari inferiori al meridione(e quindi più necessari di sussidiarietà come dice la nostra Costituzione), lo Stato spende per ciascun cittadino del Nord un migliaio di euro all’anno rispetto a quello che spende per ciascun cittadino del meridione.

è tuttavia molto improbabile che la lega possa risorgere dopo la batosta elettorale.
la sinistra, che pure è rimasta priva di potere (e sfottuta), per 5 anni dal 2008 poteva comunque contare su un personale di miglior livello rispetto ai legaioli e soprattutto su una grande storia ideale che invece manca del tutto ai legaioli.
il loro ruolo si ridurrà probabilmente a chiedere poltrone e soldi per le lobby amiche, di anno in anno sempre meno visto il declinare dei voti.