



Mi dispiace per suo nipote che si ritroverà ad essere un mezzo e mezzo, senza un'identità nazionale e razziale precisa.
Spero che nonostante questo possa proseguire il cammino della vita con serenità e ritrovare i legami ancestrali con la sua 'patria', ossia la terra dei padri, la terra dei suoi avi.
Come insegna il divino magistero:
La Patria è la terra nella quale siamo nati, che custodisce le tombe dei nostri antenati, è il focolare domestico dove si trovano gli affetti più cari, dove la nostra infanzia è sbocciata gioconda. La patria è ancora potenza della nazione, l'insieme delle leggi, la schiera innumere dei Santi, dei martiri e degli eroi; è infine la catena delle tradizioni più belle.
Bisogna amare la patria come s'ama la propria madre, e quest'amore deve manifestarsi coi fatti adoperandosi per la sua conservazione, procurandone la gloria e difendendola. Tradire la patria è delitto, come pure restare indifferente davanti alle sventure è segno d'animo snaturato. Gesù stesso dimostrò di amare la sua patria terrena, piangendo su Gerusalemme.
Da "Catholica Fides" Sac. Gennaro Nardi - Luigi Loffredo Editore Napoli
E sempre va ricordata la benedizione che il Signore Iddio degli Eserciti pose sul figlio di Noè Iafet.
20 Ora Noè, coltivatore della terra, cominciò a piantare una vigna. 21 Avendo bevuto il vino, si ubriacò e giacque scoperto all'interno della sua tenda. 22 Cam, padre di Canaan, vide il padre scoperto e raccontò la cosa ai due fratelli che stavano fuori. 23 Allora Sem e Iafet presero il mantello, se lo misero tutti e due sulle spalle e, camminando a ritroso, coprirono il padre scoperto; avendo rivolto la faccia indietro, non videro il padre scoperto.
24 Quando Noè si fu risvegliato dall'ebbrezza, seppe quanto gli aveva fatto il figlio minore; 25 allora disse:
«Sia maledetto Canaan!
Schiavo degli schiavi
sarà per i suoi fratelli!».
26 Disse poi:
«Benedetto il Signore, Dio di Sem,
Canaan sia suo schiavo!
27 Dio dilati Iafet
e questi dimori nelle tende di Sem,
Canaan sia suo schiavo!».
28 Noè visse, dopo il diluvio, trecentocinquanta anni. 29 L'intera vita di Noè fu di novecentocinquanta anni, poi morì.
Genesi 9, 20-29


...al contrario..al contario..esattamente al contrario..l'avventura di fedeltà al Vangelo nell'ascoltare e nel consolare il cuore degli uomini e delle donne senza condannare e senza appaludire...ma immergendosi dentro il post moderno ..E' quello che scrivevo a Gus in altro 3d...l'ortodossia con la sua estrema fedeltà all'acrivia cioè al depositum fidei proprio per questa fedeltà conosce l'oikonomuia... il vente voi tutti a me affaticati e stanchi per trovare riposo e dimora..come dice il Signore...
Ma così apriamo altre questioni..La legge la Grazia la sinodalità la Chiesa...
vado verso i 60 cinico disincantato perfido e quindi cristiano ed ovviamente ortodosso a Palermo sperare nell'unità dei cristiani e sconfiggere l'ecumenismo
Cercamo d'esse preti, io solo questo ve chiedo: d'esse preti, che nun ce perdemo niente".


più che la nuora negra dovrebbe essere preoccupante la non-volontà di creare una famiglia sul "sacro vincolo del matrimonio"...
l'ortodossia non ammette questo, se non erro...


secondo me Giovannipresbitero è pure eretico per gli ortodossi...:sofico:


..a parte il fatto dell'assoluto razzismo del vocabolo negra...
,,,a parte il fatto che la libertà di coscienza resta di ciascuno ed è personale e non è nè etnica nè familistica...
certamente l'ortodossia crede nel mistero sacramentale della nuzialità...ma ricordo che abbiamo una teologia diversa sul matrimonio...
poi tutto ciò che è relativo alla sfera del dato personale -ripeto all'interno del rapporto dialetticoed orante tra acrivia ed oikonomia- è questione che è posta nel ministero orante del padre spirituale
..con la regola che non esistono precedenti giuridici per cui a situazioni tecnicamente uguali soluzioni diverse..non a chiunque ma a ciascuno...
vado verso i 60 cinico disincantato perfido e quindi cristiano ed ovviamente ortodosso a Palermo sperare nell'unità dei cristiani e sconfiggere l'ecumenismo
Cercamo d'esse preti, io solo questo ve chiedo: d'esse preti, che nun ce perdemo niente".


..Come Ella si sbaglia e di quanto Ella si sbgali (prima un indicativo e poi un congiuntivo...) Ella proprio non se ne può rendere conto....
.quel che è in gioco è il senso del ministero sacerdotale nel brodo post moderno...ma questo non lo afferrate nè a destra e neppure a sinistra...o condannate o battezzate..nell'uno come nell'altro caso egemonia di pura violenza...verso i cuori degli uomini e delle donne
vado verso i 60 cinico disincantato perfido e quindi cristiano ed ovviamente ortodosso a Palermo sperare nell'unità dei cristiani e sconfiggere l'ecumenismo
Cercamo d'esse preti, io solo questo ve chiedo: d'esse preti, che nun ce perdemo niente".






..E a questo che è chiamato a diventare innocuo ed irrilevante . apocalittico e catacombale...
LETTERA A DIOGNETO
Lettera a Diogneto
tra l'altro...
Il mistero cristiano
V. 1. I cristiani né per regione, né per voce, né per costumi sono da distinguere dagli altri uomini. 2. Infatti, non abitano città proprie, né usano un gergo che si differenzia, né conducono un genere di vita speciale. 3. La loro dottrina non è nella scoperta del pensiero di uomini multiformi, né essi aderiscono ad una corrente filosofica umana, come fanno gli altri. 4. Vivendo in città greche e barbare, come a ciascuno è capitato, e adeguandosi ai costumi del luogo nel vestito, nel cibo e nel resto, testimoniano un metodo di vita sociale mirabile e indubbiamente paradossale. 5. Vivono nella loro patria, ma come forestieri; partecipano a tutto come cittadini e da tutto sono distaccati come stranieri. Ogni patria straniera è patria loro, e ogni patria è straniera. 6. Si sposano come tutti e generano figli, ma non gettano i neonati. 7. Mettono in comune la mensa, ma non il letto. 8. Sono nella carne, ma non vivono secondo la carne. 9. Dimorano nella terra, ma hanno la loro cittadinanza nel cielo. 10. Obbediscono alle leggi stabilite, e con la loro vita superano le leggi. 11. Amano tutti, e da tutti vengono perseguitati. 12. Non sono conosciuti, e vengono condannati. Sono uccisi, e riprendono a vivere. 13. Sono poveri, e fanno ricchi molti; mancano di tutto, e di tutto abbondano. 14. Sono disprezzati, e nei disprezzi hanno gloria. Sono oltraggiati e proclamati giusti. 15. Sono ingiuriati e benedicono; sono maltrattati ed onorano. 16. Facendo del bene vengono puniti come malfattori; condannati gioiscono come se ricevessero la vita. 17. Dai giudei sono combattuti come stranieri, e dai greci perseguitati, e coloro che li odiano non saprebbero dire il motivo dell'odio
vado verso i 60 cinico disincantato perfido e quindi cristiano ed ovviamente ortodosso a Palermo sperare nell'unità dei cristiani e sconfiggere l'ecumenismo
Cercamo d'esse preti, io solo questo ve chiedo: d'esse preti, che nun ce perdemo niente".