Adesso basta ! Eravamo quattro gatti, il nostro ritrovo era un baruccio in un luogo dell'Emilia, di cui non rivelerò il nome. Stavamo li' seduti come al solito a berci il nostro bicchiere di rosso, a parlare dei nostri programmi utopici, di Marx e del compianto Enrico, mentre la briscola era a bastoni. Adesso non si vive più, ma andiamo con ordine. Tempo fa vediamo arrivare Fini, tutti si sono girati come a dire : "Ma questo qui che vuole ?" - lui indifferente si e' seduto li' vicino - Noi non ci abbiamo badato, e l'abbiamo lasciato li' in un angolo, senza mandarlo via. In fin dei conti siamo comunisti, ma non di quelli di nicchia, di quelli simpatici. Qualche mese dopo arriva gente brutta, gente di confindustria, fa paura solo a guardarla, e si siede anch'essa' al tavolino - la briscola e' sempre a bastoni - Qualcuno di noi inizia a reclamare che il bar e' piccolo, che saremo pure gente che non si lava, ma questi non e' che sono da meno, e l'ambiente si fa pesante.
Comunque sia continuiamo nei nostri soliti discorsi, ma un attimo dopo ti arriva pure la combriccola del ministero dell'economia con Tremonti, e con lui pure qualche amorino del partito azzurro, tutti nel baretto. I più anziani di noi inizano veramente ad incazzarsi, non saremo leghisti ma quel territorio, quel piccolo spazio, era nostro che diamine ! La briscola e' sempre a bastoni e quindi si prosegue, ma poi quando e' troppo e' troppo, l'altra sera non ti arrivano pure Alfano e Giovanardi e con lui pure i preti ? "Eh no ! " - si alza Francesco, che qualcuno dice abbia conosciuto personalmente Peppone - "Adesso basta, non potete stare qui, noi siamo una minoranza !" Applaudiamo in pochi, quelli che eravamo fino a pochi anni fa, gli altri per nulla intimoriti, rimangono fermi e zitti. Oggi non sappiamo che fare, quindi ci rivolgiamo a voi berlusconiani, pregandovi con il cuore in mano di non mandarcene altri, noi siamo sempre contro, siamo i comunisti ed abbiamo capito il vostro gioco, avete vinto e ci arrendiamo.
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