Re: Rivolta si, rivolta no? NO.
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Eridano
Sciopero Movimento Forconi, Alessio Mirotta arrestato a Torino: ha 19 anni
Pubblicato il 9 dicembre 2013 21.57 | Ultimo aggiornamento: 9 dicembre 2013 21.57
TORINO – Alessio Mirotta, un ragazzo di 19 anni, è stato arrestato per gli scontri del 9 dicembre a Torino con la polizia nell’ambito della protesta nata dallo sciopero del Movimento dei forconi.
Mirotta, originario di Avigliana, ha precedenti generici e specifici. Il ragazzo è stato arrestato per resistenza e violenza a pubblico ufficiale e per danneggiamento aggravato, spiega in una nota la Questura di Torino, che ha anche precisato che la Digos sta indagando per arrivare all’identificazione di altri responsabili di atti penalmente rilevanti.
Sciopero Movimento Forconi, Alessio Mirotta arrestato a Torino: ha 19 anni | Blitz quotidiano
Iniziamo con le gentilezze verso il popolo, tanto non son extracomunitari o rom...
Re: Rivolta si, rivolta no? NO.
L’irresistibile tentazione, della sinistra, di scatenare una guerra civile contro i “forconi”
http://www.qelsi.it/wp-content/uploa..._n-150x150.jpg
E alla fine Cgil, Cisl e Uil andranno in piazza, sabato 14 dicembre. Ai lettori più attenti non sfuggirà una domanda: “Ma come, non si erano chiamati fuori dalla protesta dei cosiddetti Forconi?”. E’ vero. Infatti la manifestazione della Triplice è prevista per sabato 14 dicembre in piazza Castello a Torino, luogo degli scontri più violenti della mattina del 9 dicembre. E rischia di diventare un raduno anti-forconi, contro “i qualunquisti” e “gli evasori fiscali”. Una contro-protesta.
Se i sindacati non si prendono la briga di andare in piazza accanto a Life Veneto, Cobas Latte, associazione autotrasportatori e le altre sigle che si sono organizzate per dare il via alla serrata dei “forconi” prevista dal 9 al 13 dicembre ma si prendono il disturbo di manifestare “contro”, il movente politico che c’è dietro è chiaro.
E’ opinione diffusa di chi vuole duramente contestare l’iniziativa dei “forconi” che in questi giorni si parli a sproposito di “golpe”. Costoro però ignorano che gli unici a parlarne, diffondendo terrorismo psicologico, sono proprio loro. Contrariamente alle informazioni diffuse persino su alcuni organi di stampa, non esiste alcun volantino di “9 dicembre – L’Italia si ferma” che propone di consegnare il Paese alle “autorità militari” e “alla polizia”. Insomma, non esiste la prospettiva di un nuovo golpe Borghese, che peraltro si risolse in un pessimo tentativo finito in maniera tragicomica.
Chi ha paura del golpe militare e fascista, dunque? I soliti anti-fascisti militanti, resi fragili da anni di educazione all’odio. Probabilmente agevolati da talune dichiarazione incaute di alcuni sindacati di polizia, Siulp in testa, che troppo frettolosamente hanno cavalcato il gesto degliagenti che si sono tolti il casco, sostenendo la tesi del “monito alle istituzioni” e lasciando in qualche modo intendere che le Forze dell’ordine potessero aderire alla protesta. Non è un caso che lo stesso Siulp abbia dovuto fare retromarcia, chiarendo l’intendo di essere “fedeli alle istituzioni”, dopo le becere strumentalizzazioni di Beppe Grillo che ha pensato bene di chiedere alla polizia di “smettere di proteggere i politici” (e chissà cosa hanno pensato di quella richiesta i parlamentari pentastellati). La posizione delle Forze dell’ordine è ben chiarita anche dalcomunicato del sindacato Siap diffuso con celerità.
Troppo tardi, però, per evitare certe suggestioni.
Poco importa, alla Triplice e a chi ne sollecita una forte presa di posizione anti-forconi, se le violenze di Torino siano state causate dalle infiltrazioni dei soliti centri sociali anti-fascisti. Chi conosce il capoluogo sabaudo sa bene che in piazza Castello erano presenti una cinquantina di attivisti del centro sociale autogestito Askatasuna, senza bandiere e mimetizzati anche con sciarpe calcistiche. E che erano loro a lanciare mattoni e sampietrini contro la polizia. Avvistati anche anarchici in zona Torino nord e ultras della Juve in zona corso Francia, tenuti a bada da tassisti e ambulanti.
Quando in piazza sono presenti i professionisti della violenza, è normale che la situazione sfugga di mano. Così come i maggiori danni all’immagine della protesta – dalle minacce ai negozianti ai propositi di “incendiare libri” in una libreria di Savona – sono causati da infiltrazioni studentesche che poco hanno a che fare con le proteste di autotrasportatori, agricoltori, classe produttiva.
Niente da fare, i nemici sono i forconi fascisti e golpisti. Evidentemente chi vuole avere il monopolio della violenza non ci sta a farsi rubare le piazze.
La protesta dei forconi, alcunché strumentalizzate e a tratti qualunquista, rischia di accendere la miccia a causa degli intenti da “guerra civile” manifestati dagli anti-fascisti più accaniti.
Stasera, in piazza Palazzo di Città a Torino, ci sarà un primo presidio anti-forconi. Sabato prossimo la manifestazione generale.
Se la situazione dovesse sfuggire di mano, questa volta la polizia non potrà più togliersi i caschi.
http://www.qelsi.it/wp-content/uploa...40678666_n.jpg
L?irresistibile tentazione, della sinistra, di scatenare una guerra civile contro i ?forconi? | Qelsi
Re: Rivolta si, rivolta no? NO.
Via il governo, potere alle forze dell'ordine, poi nuove elezioni.
Pare che il programma dei forconi sia questa roba qui.
Re: Rivolta si, rivolta no? NO.
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Eridano
L’irresistibile tentazione, della sinistra, di scatenare una guerra civile contro i “forconi”
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E alla fine Cgil, Cisl e Uil andranno in piazza, sabato 14 dicembre. Ai lettori più attenti non sfuggirà una domanda: “Ma come, non si erano chiamati fuori dalla protesta dei cosiddetti Forconi?”. E’ vero. Infatti la manifestazione della Triplice è prevista per sabato 14 dicembre in piazza Castello a Torino, luogo degli scontri più violenti della mattina del 9 dicembre. E rischia di diventare un raduno anti-forconi, contro “i qualunquisti” e “gli evasori fiscali”. Una contro-protesta.
Se i sindacati non si prendono la briga di andare in piazza accanto a Life Veneto, Cobas Latte, associazione autotrasportatori e le altre sigle che si sono organizzate per dare il via alla serrata dei “forconi” prevista dal 9 al 13 dicembre ma si prendono il disturbo di manifestare “contro”, il movente politico che c’è dietro è chiaro.
E’ opinione diffusa di chi vuole duramente contestare l’iniziativa dei “forconi” che in questi giorni si parli a sproposito di “golpe”. Costoro però ignorano che gli unici a parlarne, diffondendo terrorismo psicologico, sono proprio loro. Contrariamente alle informazioni diffuse persino su alcuni organi di stampa, non esiste alcun volantino di “9 dicembre – L’Italia si ferma” che propone di consegnare il Paese alle “autorità militari” e “alla polizia”. Insomma, non esiste la prospettiva di un nuovo golpe Borghese, che peraltro si risolse in un pessimo tentativo finito in maniera tragicomica.
Chi ha paura del golpe militare e fascista, dunque? I soliti anti-fascisti militanti, resi fragili da anni di educazione all’odio. Probabilmente agevolati da talune dichiarazione incaute di alcuni sindacati di polizia, Siulp in testa, che troppo frettolosamente hanno cavalcato il gesto degliagenti che si sono tolti il casco, sostenendo la tesi del “monito alle istituzioni” e lasciando in qualche modo intendere che le Forze dell’ordine potessero aderire alla protesta. Non è un caso che lo stesso Siulp abbia dovuto fare retromarcia, chiarendo l’intendo di essere “fedeli alle istituzioni”, dopo le becere strumentalizzazioni di Beppe Grillo che ha pensato bene di chiedere alla polizia di “smettere di proteggere i politici” (e chissà cosa hanno pensato di quella richiesta i parlamentari pentastellati). La posizione delle Forze dell’ordine è ben chiarita anche dalcomunicato del sindacato Siap diffuso con celerità.
Troppo tardi, però, per evitare certe suggestioni.
Poco importa, alla Triplice e a chi ne sollecita una forte presa di posizione anti-forconi, se le violenze di Torino siano state causate dalle infiltrazioni dei soliti centri sociali anti-fascisti. Chi conosce il capoluogo sabaudo sa bene che in piazza Castello erano presenti una cinquantina di attivisti del centro sociale autogestito Askatasuna, senza bandiere e mimetizzati anche con sciarpe calcistiche. E che erano loro a lanciare mattoni e sampietrini contro la polizia. Avvistati anche anarchici in zona Torino nord e ultras della Juve in zona corso Francia, tenuti a bada da tassisti e ambulanti.
Quando in piazza sono presenti i professionisti della violenza, è normale che la situazione sfugga di mano. Così come i maggiori danni all’immagine della protesta – dalle minacce ai negozianti ai propositi di “incendiare libri” in una libreria di Savona – sono causati da infiltrazioni studentesche che poco hanno a che fare con le proteste di autotrasportatori, agricoltori, classe produttiva.
Niente da fare, i nemici sono i forconi fascisti e golpisti. Evidentemente chi vuole avere il monopolio della violenza non ci sta a farsi rubare le piazze.
La protesta dei forconi, alcunché strumentalizzate e a tratti qualunquista, rischia di accendere la miccia a causa degli intenti da “guerra civile” manifestati dagli anti-fascisti più accaniti.
Stasera, in piazza Palazzo di Città a Torino, ci sarà un primo presidio anti-forconi. Sabato prossimo la manifestazione generale.
Se la situazione dovesse sfuggire di mano, questa volta la polizia non potrà più togliersi i caschi.
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L?irresistibile tentazione, della sinistra, di scatenare una guerra civile contro i ?forconi? | Qelsi
Come al solito, come sempre, agli ordini dei potenti è il popolo di sinistra, maledetti siano i peppone e don camillo di tutto il mondo...
Re: Rivolta si, rivolta no? NO.
Citazione:
Originariamente Scritto da
Scarpon
Meglio qui.
Tutto accuratamente censurato dai media, naturalmente.
Beh, il presidio di Soave è stato al centro di alcune dirette TV (tipo a La7)... comunque trovo delle incongruenze tra quei gonfaloni e il volantino che distribuiscono: non è normale che la LIFE chieda in sostanza più stato... e che stia al fianco di chi vuole l'uomo forte (spero che in quel caso si siano organizzati per spostare tutti i blocchi più a sud, nel polesine)...
Intanto vediamo come va oggi, che da quanto ne so è prevista una visitina ad equitalia e mercati esentasse in alcuni presidi...
Re: Rivolta si, rivolta no? NO.
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Originariamente Scritto da
pomo-pèro
Beh, il presidio di Soave è stato al centro di alcune dirette TV (tipo a La7)... comunque trovo delle incongruenze tra quei gonfaloni e il volantino che distribuiscono: non è normale che la LIFE chieda in sostanza più stato... e che stia al fianco di chi vuole l'uomo forte (spero che in quel caso si siano organizzati per spostare tutti i blocchi più a sud, nel polesine)...
Intanto vediamo come va oggi, che da quanto ne so è prevista una visitina ad equitalia e mercati esentasse in alcuni presidi...
Non dimenticare che la LIFE è nata in polentonia e, pertanto, tali comportamenti contraddittori sono tipici dei polentoni che pensano solo a lavorare. E che non si occupano mai di altro che non sia il lavoro.
Beozia libera.
Re: Rivolta si, rivolta no? NO.
Cmq quelli della LIFE si dichiarano federalisti europei, quindi...
Re: Rivolta si, rivolta no? NO.
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Originariamente Scritto da
von Dekken
Cmq quelli della LIFE si dichiarano federalisti europei, quindi...
... quindi sono beoti.
Re: Rivolta si, rivolta no? NO.
Citazione:
Originariamente Scritto da
Eridano
... quindi sono beoti.
Ovvero gente che ama il governo di Bruxelles, anziché la madrepatria beotica (alias Padania/Cisalpina). Legittimamente. Ma direi che non hanno nulla a che spartire con noi.
Re: Rivolta si, rivolta no? NO.
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Originariamente Scritto da
von Dekken
Ovvero gente che ama il governo di Bruxelles, anziché la madrepatria beotica (alias Padania/Cisalpina). Legittimamente. Ma direi che non hanno nulla a che spartire con noi.
Ovvio.