in ogni caso il concorso tentalo. ne vedrai delle belle.


in ogni caso il concorso tentalo. ne vedrai delle belle.


Askatasuna: "Nella piazza con i Forconi per capire cosa sta succedendo"
''Non vi chiediamo di aderire in toto alle modalita' o alle parole d'ordine della protesta, ma di starci dentro e provare ad invertirne la rotta. Lasciare questa piazza in mano a fascisti e mafiosi puo' rivelarsi la mossa piu' controproducente''. Rispondono così i militanti di Askatasuna, uno dei principali centri sociali di Torino, rispetto alla protesta del movimento dei Forconi che in questi giorni ha paralizzato la citta'.
''Non abbiamo aderito formalmente alla protesta, non facciamo parte della piattaforma che ha indetto la mobilitazione - spiegano – e abbiamo pochissimo da spartire con certe persone'' ma ''nella nostra citta' e' scoppiato qualcosa, con tantissime ambiguita' e punti interrogativi, ma anche con dei dati nuovi che vorremmo provare ad analizzare e comprendere''.
''Per farlo - proseguono - stiamo andando nelle piazze, nei blocchi e nei cortei torinesi, perche' ci sembra l'unico modo per avere un punto di vista reale su quello che sta accadendo''. E infatti questa sera sotto il palazzo della Regione Piemonte in piazza Castello, non mancavano alcuni leader degli autonomi.
Askatasuna: "Nella piazza con i Forconi per capire cosa sta succedendo" - ControLaCrisi.org
La merda dei cessi sociali corre sempre dove c'è da distruggere e fare caos.
Ultima modifica di Eridano; 12-12-13 alle 09:31
Rubano, massacrano, rapinano e, con falso nome, lo chiamano impero; infine, dove fanno il deserto dicono che è la pace.
Tacito, Agricola, 30/32.


Meglio qui.
Tutto accuratamente censurato dai media, naturalmente.
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sklöpp & kanù


Questa poi, è veramente carina.
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sklöpp & kanù






Il Silenzio per sua natura è perfetto , ogni discorso, per sua natura , è perfettibile .


CRONACHE
12/12/2013 - PERSONAGGI
Il fanatico dei rave party
il barista e il cassintegrato
Ecco l’identikit della piazza
Tra i sei arrestati a Torino anche due pregiudicati
OPINIONI Se lo Stato rinuncia al suo ruolo LUIGI LA SPINAANSAUna delle fasi più acute delle proteste di questi giorni a Torino
BUONGIORNO L’amico del Jaguaro MASSIMO GRAMELLINI
+ I forconi rilanciano “Marcia su Roma” La Procura indaga BEPPE MINELLO
NICCOLÒ ZANCAN
TORINO
«Disconnessione totale!!!». È un ragazzo in pantaloni della tuta con bande giamaicane, cinque maglie una sull’altra, giubbotto nero. Fuori giri. Alterato. Lunedì sera lo hanno fermato mentre lanciava pietre contro il palazzo della Regione. Si chiama Alessio Mirotta, 19 anni, ama la musica techno. Su Facebook i suoi amici si scambiano frasi così: «A chi segue la corrente della devastazione ci si vede laaaaaaa». Si riferiscono ai rave party, non ai forconi. Nessuna appartenenza politica, mai visto prima a una manifestazione. «Un cane sciolto», dicono gli investigatori della Digos. È accusato di resistenza e danneggiamento. «Ero andato a vedere, volevo capire, ho preso le pietre quando sono partiti i lacrimogeni...», ha detto al pm Antonio Rinaudo, invertendo la sequenza temporale dei fatti. Problema: il ragazzo non sembra sapere nulla dei reali motivi della protesta. Per andare in piazza ha preso un treno alle cinque del mattino. Il sospetto della Procura è che qualcuno lo abbia, per così dire, incentivato a partecipare. Come se ci fosse una specie di reclutamento, dietro l’onda di rabbia e violenza che anima i forconi. Sei arresti in Italia, tutti a Torino.
«Per le strade ci sono soggetti molto diversi - dice un investigatore di primissimo piano - la manifestazione era nata dagli autotrasportatori, ma sono rimaste poche sigle minoritarie. Il midollo spinale è costituito dagli ambulanti. A loro modo, presidiano il territorio: incarnano il malessere di chi non vende più e conoscono i problemi di chi non può comprare. A questo si aggiunge: un sottobosco da stadio, ragazzi di periferia, alcuni pregiudicati, curiosi vari. L’area politica è principalmente di destra, ma conta poco. Gli anarchici, che per loro natura amano il momento insurrezionale, per ora stanno alla finestra. Osservano».
Gli ultimi due arrestati sono di ieri sera. Due amici, gestori di bar. Lunedì avevano fatto irruzione dentro un negozio di via Garibaldi con altre dieci persone: «Chiudete! Chi cazzo ve l’ha detto di aprire? Volete che spacchiamo tutto? Se non vi muovete, finisce male». Hanno obbligato i clienti a lasciare i sacchetti. Fuggi fuggi generale. Urlavano ancora: «Qui nessuno deve lavorare! Ci siamo intesi?». Per loro, l’accusa è estorsione. Particolare non secondario: hanno precedenti di polizia per usura, resistenza, oltraggio a pubblico ufficiale, porto di strumenti atti ad offendere, armi. Ora, è evidente, fra il cane sciolto psichedelico e l’usuraio, lo spettro è enorme. Un magma bollente. Come testimoniano anche gli altri due arrestati.
Uno si chiama Yuri D’Ambra, 25 anni. È una guardia giurata in cassintegrazione. L’avevamo incontrato durante i blocchi stradali di martedì, davanti alla stazione di Porta Nuova. Teneva una fascia di lana nera in testa, ed era furibondo: «Dobbiamo andare tutti a Roma. A Roma! A Roma! Da quei porci con le pance grasse, che si fanno i fatti loro. Dobbiamo fargli capire. Basta pagare! Basta Equitalia! Non esiste. Io prendo 750 euro al mese, la mia compagna è disoccupata, ho una figlia di 4 anni al freddo, non ho neppure i soldi per pagarmi l’assicurazione della macchina». Un vero arrabbiato. Un prodotto della crisi. Non ha precedenti penali, non è un ultrà, non ha simpatie politiche. Tifa Inter, vive in provincia, lavorava a Moncalieri. Era alla prima manifestazione della sua vita. Ieri, però, si è messo a litigare con un taxista in piazza Bernini, impedendogli di lavorare con la forza. L’accusa è violenza privata aggravata. «Non ha fatto niente di così terribile - dice l’amico che era con lui - hanno solo discusso». l problema è proprio questo: stanno saltando i confini. Le regole. Come dimostra l’arresto numero 5: un manifestante che si è messo a litigare con i vigili urbani sull’utilizzo della corsia preferenziale.
L’ultimo si chiama Cristell Conto, 36 anni, Ivrea. Aveva un contratto a termine per spargere il sale sulle strade. Ma usava il furgone della sua ditta per i blocchi. «Non è vero - si è difeso - lo tenevo a lato». Non gli hanno creduto. L’avvocato Andrea Lazzari dice: «È una brava persona. Purtroppo un disperato, dal punto di vista economico. Ha letto sui blog della rivolta. Pensava di poter migliorare la sua situazione. È stato tirato dentro». E qui si chiude il cerchio. Dal ragazzino dei rave party al lavoratore precario: tirati dentro da chi?
La Stampa - Il fanatico dei rave party il barista e il cassintegrato Ecco l?identikit della piazza
Rubano, massacrano, rapinano e, con falso nome, lo chiamano impero; infine, dove fanno il deserto dicono che è la pace.
Tacito, Agricola, 30/32.


A Torino solo la feccia.
Zecche, drogati e avanzi di galera.
Di Drapò neppure l'ombra.
Rubano, massacrano, rapinano e, con falso nome, lo chiamano impero; infine, dove fanno il deserto dicono che è la pace.
Tacito, Agricola, 30/32.


Sciopero Movimento Forconi, Alessio Mirotta arrestato a Torino: ha 19 anni
Pubblicato il 9 dicembre 2013 21.57 | Ultimo aggiornamento: 9 dicembre 2013 21.57
TORINO – Alessio Mirotta, un ragazzo di 19 anni, è stato arrestato per gli scontri del 9 dicembre a Torino con la polizia nell’ambito della protesta nata dallo sciopero del Movimento dei forconi.
Mirotta, originario di Avigliana, ha precedenti generici e specifici. Il ragazzo è stato arrestato per resistenza e violenza a pubblico ufficiale e per danneggiamento aggravato, spiega in una nota la Questura di Torino, che ha anche precisato che la Digos sta indagando per arrivare all’identificazione di altri responsabili di atti penalmente rilevanti.
Sciopero Movimento Forconi, Alessio Mirotta arrestato a Torino: ha 19 anni | Blitz quotidiano
Rubano, massacrano, rapinano e, con falso nome, lo chiamano impero; infine, dove fanno il deserto dicono che è la pace.
Tacito, Agricola, 30/32.