a proposito di rivolte, cosa ne pensate di questo post ?
Ventunesimo secolo Sembra che molti non se ne siano accorti, ma il ventesimo secolo è finito, siamo nel ventunesimo, il famoso Duemila di cui si parlava tanto è roba superata del decennio scorso.
Per spiegare il ventunesimo secolo vorrei partire da una cosa che ho sotto gli occhi: mio zio.
Mio zio ha una fonderia, fa pezzi metallici per vestiti, come fibbie, occhielli, catene per le borsette.
Nel ventesimo secolo lui avrebbe avuto degli operai nella sua ditta. Adesso invece ha le stampanti 3D che fanno tutto da sole, i clienti gli descrivono come vogliono i pezzi, lui li disegna col computer in un paio d'ore, poi passa il disegno alla macchina che in una mezz'ora spara fuori un cinquemila copie. Così nella ditta bastano lui, la moglie, figlio, figlia e marito della figlia.
Siamo insomma tornati alla bottega artigianale a conduzione familiare, che però adesso ha la stessa produttività di una fabbrichetta degli anni cinquanta con gli operai salariati.
Il ventunesimo secolo è che si passa dallo sfruttamento intensivo della manodopera allo sfruttamento intensivo di tecnologie e capitali
Dunque gli operai diminuiscono, diversi finiscono licenziati e si trovano a scegliere tra precariato e reinventarsi come liberi professionisti o piccoli produttori a loro volta, il nuovo artigianato.
Ma questo desiderio di inventarsi una attività in proprio urta contro gli ostacoli che tutti conosciamo: mancanza di liquidi, tasse, regolamenti, mafia.
Il libero professionista o aspirante tale vede davanti a se i guadagni potenziali che gli deriverebbero dalle nuove tecnologie, ma non può arrivarci a causa di questi ostacoli, e per questo inizia a desiderare di abbatterli, il desiderio primo da cui nascono le rivoluzioni. Per questo le partite IVA sono il soggetto rivoluzionario di questo secolo, i liberi lavoratori invece di quelli salariati.
Stiamo entrando in una versione più produttiva, a tecnologia più alta, dell'ultimo medioevo o inizio rinascimento, il tempo delle rivoluzioni liberali contro quelli che un tempo erano stati nobili, ma si erano ridotti a parassiti.
Nobiltà solo di nome che viveva sui suoi privilegi senza più dare qualcosa in cambio, e si reggeva sull'appoggio dei latifondisti, dei preti e dei soldati.
Così i liberi lavoratori di oggi incontrano nuovamente i nemici del passato: la nobiltà dei banchieri, il latifondo delle multinazionali, i preti del progressismo e l'esercito dei mafiosi, sempre pronti a spezzare le dita di chi volesse fare concorrenza a un amico degli amici.
E come a quel tempo la rivoluzione parte come un desiderio inespresso, poi si manifesta in insurrezioni scoordinate, facilmente soffocabili, infine si realizza in una o più organizzazioni che diano una coerenza alle sue richieste, mettano a fuoco quel che si vuole ottenere e lo perseguano in maniera sistematica, scientifica.
Serve un partito rivoluzionario, che faccia la rivoluzione del lavoro autonomo partendo dallo sciopero fiscale.
E non so se Forza Italia avrà mai la forza di essere questo partito, ma so che comunque da qualche parte nascerà, perchè è la situazione attuale a chiamarlo, perchè ce n'è bisogno.