Rif: Non dimenticare, mai.
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Spetaktor
intanto è "mus de mona", se proprio vuoi fare lo studiato.
ascoltami bene: vivo a Trieste da quando sono nato e conosco bene la situazione della mia città. Non ho mai considerato l'esodo qualcosa di banale. Ma ho ben presenta quali furono le vere vittime di quella tragedia. E non furono sicuramente i vari "esponenti" dell'esodo che oggi vanno a fare i "paladini" dell'italianità in giro per il mondo.
Le vittime furono i poveretti. Quelli che non avevano nulla in Istria e quelli che da Trieste furono obbligati ad andarsene.
Le vittime non sono quei quattro vecchi che ora "rivendicano la casa per le vacanze", magari su cui speculare o da regalara al nipotino in porche.
Se un giorno dovrò emigrare per trovare un lavoro decente dovrò ringraziare la "lobbi degli esuli", con il loro ostracismo verso una politica economica naturale per una città come Trieste.
Mio nonno perse un lavoro perchè "spettava ad un esule" e andò a lavorare a Milano. Si fece il culo per decine d'anni prima di poter ritornare nella sua città. Quindi prima di parlare, caro globulonero, connetti bene quello che ti avanza del cervello.
Sarai certo un "triestino" di Gropada o di Repentabor.:D Da tutta Italia ci furono emigrazioni, in particolare in quel periodo per l'Australia e non per colpa degli esuli.
E quei "triestini" che emigrarono in Australia erano per la maggior parte ex appartenenti al famigerato "nucleo mobile" della Polizia Civile, che scapparono al seguito delle truppe "alleate" per paura delle giuste ritorsioni delle loro vittime.
Inoltre il tuo è il tipico ragionamento degli egoisti più ottusi. I profughi erano fratelli in difficoltà ed era giusto aiutarli, così come oggi avviene in Abruzzo, dove vengono consegnate ai terremotati case completamente arredate.
E non mi risulta che nessun triestino sia stato licenziato per dare il posto agli esuli. L' unico vantaggio l'ebbero nel punteggio preferenziale nei concorsi pubblici e nell'assegnazione degli alloggi, dopo una lunga permanenza nei campi profughi.
Il licenziamento di tuo nonno avrà avuto sicuramente altre motivazioni, perchè ripeto, non ho mai visto un triestino licenziato per dare il posto a un esule. Le balle valle a raccontare a chi le beve o non ha vissuto quei momenti.
Nel cervello mi è rimasta sufficiente materia grigia per riconoscere uno s'ciavo :gluglu:
Rif: Non dimenticare, mai.
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ceres
erano Italiani. me ne frego di che colore politico.
Andreottismo.
Rif: Non dimenticare, mai.
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Originariamente Scritto da
globulonero
Sarai certo un "triestino" di Gropada o di Repentabor.:D Da tutta Italia ci furono emigrazioni, in particolare in quel periodo per l'Australia e non per colpa degli esuli.
E quei "triestini" che emigrarono in Australia erano per la maggior parte ex appartenenti al famigerato "nucleo mobile" della Polizia Civile, che scapparono al seguito delle truppe "alleate" per paura delle giuste ritorsioni delle loro vittime.
Inoltre il tuo è il tipico ragionamento degli egoisti più ottusi. I profughi erano fratelli in difficoltà ed era giusto aiutarli, così come oggi avviene in Abruzzo, dove vengono consegnate ai terremotati case completamente arredate.
E non mi risulta che nessun triestino sia stato licenziato per dare il posto agli esuli. L' unico vantaggio l'ebbero nel punteggio preferenziale nei concorsi pubblici e nell'assegnazione degli alloggi, dopo una lunga permanenza nei campi profughi.
Il licenziamento di tuo nonno avrà avuto sicuramente altre motivazioni, perchè ripeto, non ho mai visto un triestino licenziato per dare il posto a un esule. Le balle valle a raccontare a chi le beve o non ha vissuto quei momenti.
Nel cervello mi è rimasta sufficiente materia grigia per riconoscere uno s'ciavo :gluglu:
Ti risulta male. Mio nonno è stato licenziato per far posto ad un esule. E non apparteneva alla "famigerata" Polizia Civile.
E come lui molti altri ancora.
Rif: Non dimenticare, mai.
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Originariamente Scritto da
Spetaktor
Ti risulta male. Mio nonno è stato licenziato per far posto ad un esule. E non apparteneva alla "famigerata" Polizia Civile.
E come lui molti altri ancora.
anch'io racconto le favole ai miei nipotini :D:D
Rif: Non dimenticare, mai.
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Tomás de Torquemada
Grazie Tomas!
Rif: Non dimenticare, mai.
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Bisentium
In effetti nelle famiglie istriane i maschi giovani validi, in buona parte, si erano arruolati nella Milizia di Difesa Territoriale di Libero Sauro e nelle altre forze militari della RSI e si fecero in buona parte massacrare fino all'ultimo uomo priamdi arrendersi nell'aprile 1945. Restavano uomini di una certa età, donne e bambini e gli slavo-comunisti non andavano tanto per il sottile. La popolazione era terrorizzata e l'esodo dal loro punto di vista era comprensibile.
A meno che non si fosse compromessi con il partito comunista e con il nuovo regime jugoslavo, nel qual caso non si aveva molto da temere (fino ad un certo punto, come insegna la storia dei monfalconesi di Fiume...).
VERISSIMO !!
comunque avremo modo di vedere tra non molto gli "eroi" con il culo degli altri nella parte dei difensori in prima persona delle loro case e famiglie...c'è la faranno ???:gluglu:
Rif: Non dimenticare, mai.
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Originariamente Scritto da
Bisentium
A Cagliari la manifestazione era organizzata da un comitato composto in massima parte da noi di Fiamma Tricolore e dagli anziani di "Continuità Ideale", non da AN.
E Continuità Adriatica esiste ancora?
Rif: Non dimenticare, mai.
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soldato
E Continuità Adriatica esiste ancora?
Di "Continuità Adriatica" non ho notizia da qualche anno, ma per il pochissimo che ne so era diffusa soprattutto nel Triveneto.
All'epoca ero ancora nella mia città natale, Firenze, dove come organizzazioni di esuli esisteva solo l'ANVGD.
Il referente cagliaritano di "Continuità Ideale", invece, è il segretario della nostra sezione cittadina del MSFT. E' giovane, ma ha ereditato la passione per la storia militare (di cui è piuttosto esperto) e per le vicende dei reduci dal nonno.
Quest'ultimo nel 1936 aveva partecipato alla conquista dell'Abissinia con il famoso battaglione universitario "Cuertatone e Montanara", avendo poi l'onore, al ritorno in Italia, di sfilare davanti al Duce e al Re in via dell'Impero.
Rif: Non dimenticare, mai.
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Originariamente Scritto da
Bisentium
Di "Continuità Adriatica" non ho notizia da qualche anno, ma per il pochissimo che ne so era diffusa soprattutto nel Triveneto.
All'epoca ero ancora nella mia città natale, Firenze, dove come organizzazioni di esuli esisteva solo l'ANVGD.
Il referente cagliaritano di "Continuità Ideale", invece, è il segretario della nostra sezione cittadina del MSFT. E' giovane, ma ha ereditato la passione per la storia militare (di cui è piuttosto esperto) e per le vicende dei reduci dal nonno.
Quest'ultimo nel 1936 aveva partecipato alla conquista dell'Abissinia con il famoso battaglione universitario "Cuertatone e Montanara", avendo poi l'onore, al ritorno in Italia, di sfilare davanti al Duce e al Re in via dell'Impero.
"Continuità Ideale" è sempre Irredentista?
Rif: Non dimenticare, mai.
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Spetaktor
Andreottismo.
convinto te...