Volevo lanciare un dibattito-sondaggio su quale sia stato il miglior corpo militare italiano durante la seconda guerra mondiale. Estendo il campo anche a reparti del regno del sud e della repubblica sociale (sempre italiani erano).
La prima divisione che mi viene in mente è la folgore che diede una straordinaria prova di se durante la seconda battaglia di El alamein riuscendo a respingere i corazzati al prezzo della distruzione pressocchè completa della divisione.
Resta senz'altro indiscusso il comportamento eroico della divisione "Folgore" che durante la battaglia di El Alamein resistette all'attacco portato da ben tre divisioni britanniche, una corazzata e due di fanteria, basterà ricordare che tra la sera del 23 ottobre e quella del 28, in 5 giorni di combattimento ad El Alamein, la divisione folgore perse 39 ufficiali e 560 tra sottufficiali, graduati e paracadutisti caduti o feriti. Su 12 comandanti presenti in linea, 8 erano morti e 2 feriti. Davanti alle loro posizioni gli inglesi avevano lasciato 70 carri distrutti, più di 600 caduti e 197 prigionieri, di cui 23 ufficiali.
Tanto valore suscitò il rispetto e l'ammirazione anche da parte degli stessi nemici britannici. Un ufficiale superiore inglese, preso prigioniero dai paracadutisti nei combattimenti del 27 ottobre, presentandosi al comandante del 187° reggimento della "Folgore" gli disse: «Credevamo di doverci battere contro degli uomini, per quanto famosi, e ci siamo urtati a dei macigni. Ogni vostro soldato, Signore, è un eroe».
La fine della divisione non avvenne nei lembi di deserto che aveva avuto l'ordine di difendere, bensì durante il successivo ripiegamento da El Alamein (che per essa iniziò alle 2 di notte del 3 novembre), durante il quale i decimati reparti di paracadutisti, senza autocarri, privi di tutto, acqua compresa (riservata solo alla retroguardia combattente in ragione di mezzo litro per uomo), marciarono nel deserto a piedi, trasportando a braccia i loro pezzi anticarro superstiti e le poche mitragliatrici. Alle 2 del pomeriggio seguente i sopravvissuti erano già accerchiati e gli inglesi offrivano la resa. I paracadutisti risposero con il grido "FOLGORE!" ed aprirono il fuoco mettendoli in fuga. Dopo due giorni di marcia nel deserto, alle 145 del 6 novembre, dopo aver rintuzzato tutti gli attacchi nemici, esaurite tutte le munizioni e distrutte le armi, gli ultimi superstiti del 187° reggimento si arresero, ma non vollero mostrare bandiera bianca nè alzare le mani al nemico. Passarono in riga con l'onore delle armi, sui 5000 effettivi dell'organico iniziale ad El Alamein, nei ranghi, in piedi vi erano 32 ufficiali e 272 paracaditisti.
Il comandante della "Folgore", generale Frattini, dopo la resa viene accompagnato nelle retrovie inglesi di El Alamein ed un interprete gli chiede: «Lei è il comandante della Folgore? Un generale inglese desidera salutarla». Si presenta il generale Hugues, comandante della 44ª divisione fanteria britannica, quella che aveva attaccato senza successo le posizioni della "Folgore", «Si era sparsa la voce che il comandante della Folgore fosse caduto», disse Hugues, «Ho saputo che non è vero, e voglio dirle che sono contento», Frattini ringraziò, «Volevo dirle anche che nella mia lunga vita militare mai avevo incontrato soldati come quelli della Folgore», Frattini ringraziò ancora una volta poi si salutarono e si separarono.
Da parte britannica i riconoscimenti del valore italiano ad El Alamein non mancarono:
«Gli italiani si sono battuti molto bene ed in modo particolare la divisione Folgore, che ha resistito al di là di ogni possibile speranza.» - (BBC 8 novembre 1942)
«I resti della divisione Folgore hanno resistito oltre ogni limite delle possibilità umane.» - (Radio Londra 11 novembre 1942)
«Gli ultimi superstiti della Folgore sono stati raccolti esanimi nel deserto. La Folgore è caduta con le armi in pugno. Nessuno si è arreso. Nessuno si è fatto disarmare.» - (BBC 3 dicembre 1942)
«Dobbiamo davvero inchinarci davanti ai resti di quelli che furono i leoni della Folgore.» - (discorso alla Camera dei Comuni del Primo Ministro Churchill)




5 del 6 novembre, dopo aver rintuzzato tutti gli attacchi nemici, esaurite tutte le munizioni e distrutte le armi, gli ultimi superstiti del 187° reggimento si arresero, ma non vollero mostrare bandiera bianca nè alzare le mani al nemico. Passarono in riga con l'onore delle armi, sui 5000 effettivi dell'organico iniziale ad El Alamein, nei ranghi, in piedi vi erano 32 ufficiali e 272 paracaditisti.
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