Risultati da 1 a 7 di 7
  1. #1
    ascpe' mo' vengo!
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    Predefinito Proposta per una riforma radicale dei rapporti di lavoro

    Avevo scritto questo post in un'altra discussione, ma non avendo avuto nessun riscontro, annegato com'era nel mare degli interventi sugli immigrati, provo a farne oggetto di una discussione apposta, perché ritengo che le idee e le proposte per questo Paese non debbano venire soltanto dai politici di carriera. Se chiunque di noi può dare anche un minimo contributo, credo che valga la pena provarci. La proposta seguente è ovviamente grezza, poco approfondita, ma ha una sua logica, che solo sviluppando la discussione può venire meglio circostanziata e perfezionata. Nessuno di noi è un giuslavorista di professione (almeno io non lo sono) ma ognuno di noi ha interesse a far andare in Italia le cose, visto che in questo Paese ci viviamo.

    Grazie a chiunque vorrà leggere e criticare. Gradisco molto di più le critiche che i commenti tipo: "mi piace" che non danno nessun contributo all'approfondimento.


    PROPOSTA DI RIFORMA RADICALE DEI RAPPORTI DI LAVORO:


    1 - si faccia DIVIETO su tutto il territorio nazionale di assunzione alle dipendenze di chiunque (né pubblici né privati);

    2 - chi intende lavorare si organizza insieme ad altri in una cooperativa di lavoro; il numero minimo per formarla dovrà essere abbastanza alto per evitare la creazione di cooperative fasulle o civetta: almeno 100 soci; per le cooperative di professionisti iscritti ad un albo, il numero minimo sarà ridotto a 10;

    3 - chi fa impresa e ha una azienda, ed è alla ricerca di collaboratori, si rivolge a queste cooperative, e contratta
    liberamente con esse il compenso; stabilito questo compenso, all'imprenditore non sarà richiesto nient'altro; tutti gli adempimenti (contribuzione previdenziale, antinfortunistica, malattie, ecc...) sarà direttamente a carico della stessa cooperativa.

    4 - l'imprenditore dovrà concordare con la detta cooperativa i tempi di lavoro, gli straordinari, i compensi, e non potrà protestare se su un posto di lavoro si alterneranno più lavoratori oppure uno solo, perché questo sarà a completa discrezione della cooperativa, che ha il compito di fare l'interesse di TUTTI i soci e non solo di alcuni. Se all'interno della cooperativa si deciderà di alternare vari lavoratori ad uno stesso compito, questo non deve importare all'imprenditore; lui dovrà solo controllare che il lavoro venga svolto in modo efficiente e secondo gli accordi presi con la cooperativa. Insomma il "lavoratore" non gli deve appartenere e non deve decidere lui se una certa persona debba fare gli straordinari oppure altro.


    Ci sono molti vantaggi con una organizzazione del genere:

    1 - i lavoratori non dipendono più dall'imprenditore, che non ha su di loro alcuna arma di ricatto ("o fai così, o ti licenzio!);

    2 - la cooperativa protegge tutti i soci e si preoccupa di dividere il lavoro tra tutti coloro in grado di svolgerlo: maggiore sicurezza sociale ed economica;

    3 - l'imprenditore nello stesso tempo, una volta chiuso l'accordo con la cooperativa, sa esattamente quanto gli costa un certo lavoro, e non dovrà più occuparsi delle buste paga, dei contributi, malattie ecc...; in questo modo fare l'imprenditore diventa anche più semplice e l'apertura e la chiusura di aziende non sarà più un trauma per i lavoratori e nemmeno per l'imprenditore;

    4 - i costi delle aziende diverranno molto meno rigidi di adesso; in situazioni di scarso lavoro, si chiude il rapporto con la cooperativa punto e basta; la cooperativa da parte sua, avendo rapporti con più clienti, ha modo di ridistribuire il lavoro tra i suoi soci.



    In realtà questa non è esattamente una proposta nuovissima: si tratta di sviluppare meglio un rapporto di lavoro che già esiste, vale a dire quello che un'azienda instaura con le società di lavoro interinale, però con queste modifiche:

    1 - la società interinale diventa una cooperativa sociale, e non più un'azienda privata;

    2 - queste cooperative sono l'unico tramite tra i lavoratori e le aziende; rappresentano quindi un "filtro" obbligatorio a cui ogni imprenditore deve rivolgersi


    QUALI SONO GLI SVANTAGGI...?
    Ultima modifica di Roberto il Guiscardo; 25-10-13 alle 08:29

  2. #2
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    Predefinito Re: Proposta per una riforma radicale dei rapporti di lavoro

    Praticamente sarebbe un casino, in campo industriale

    Sarebbe andata bene, come idea, ai tempi di henry ford e del taylorismo spinto

  3. #3
    ascpe' mo' vengo!
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    Predefinito Re: Proposta per una riforma radicale dei rapporti di lavoro

    Citazione Originariamente Scritto da atvar51 Visualizza Messaggio
    Praticamente sarebbe un casino, in campo industriale

    Sarebbe andata bene, come idea, ai tempi di henry ford e del taylorismo spinto

    un casino, perché?

  4. #4
    Dall'Inferno
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    Predefinito Re: Proposta per una riforma radicale dei rapporti di lavoro

    Il modo migliore sarebbe libertà di licenziamento,contratto per azienda niente sindacati ne trattenute sindacali,flat tax al 20% sulle buste paga e lo stato fuori dai coglioni....
    Primo Ministro di TPol...[MENTION]
    Proudly member of the Bilderberg Group-Chtulhu Section..

  5. #5
    ascpe' mo' vengo!
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    Predefinito Re: Proposta per una riforma radicale dei rapporti di lavoro

    Citazione Originariamente Scritto da Undertaker Visualizza Messaggio
    Il modo migliore sarebbe libertà di licenziamento,contratto per azienda niente sindacati ne trattenute sindacali,flat tax al 20% sulle buste paga e lo stato fuori dai coglioni....

    La tua proposta è troppo sbilanciata a favore degli imprenditori. Mi sembra che tu sottovaluti la forza di una massa di persone che, se messe con le spalle al muro, potrebbe anche cominciare ad appendere qualcuno per i piedi.

    In quanto la flat tax... magari! Ma poi i conti dello stato che fine fanno...?

  6. #6
    FREE FELIPE
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    Predefinito Re: Proposta per una riforma radicale dei rapporti di lavoro

    Citazione Originariamente Scritto da Undertaker Visualizza Messaggio
    Il modo migliore sarebbe libertà di licenziamento,contratto per azienda niente sindacati ne trattenute sindacali,flat tax al 20% sulle buste paga e lo stato fuori dai coglioni....

    Ma infatti! Perché complicare ulteriormente, con idee pseudo-geniali, una situazione già super incasinata? Semplifichiamo, no?
    I magnifici asini sardegnoli ma'acchiappano da sempre... (salvo.gerli)

  7. #7
    ascpe' mo' vengo!
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    Predefinito Re: Proposta per una riforma radicale dei rapporti di lavoro

    Citazione Originariamente Scritto da Theremin Visualizza Messaggio
    Ma infatti! Perché complicare ulteriormente, con idee pseudo-geniali, una situazione già super incasinata? Semplifichiamo, no?

    grazie per la "peudo-genialità" dell'idea, ma la mia proposta risponde ad una elementare esigenza di unificazione delle condizioni lavorative. esistono marcate differenze di trattamento tra:

    lavoratori dipendenti privati
    lavoratori dipendenti pubblici
    lavoratori autonomi
    imprenditori

    Chi campa di "politica" gioca su queste differenze di trattamento e ci costruisce sopra la sua carriera di politico di parte. I Romani usavano dire: "Divide et Impera", dividi la massa e governala sfruttando gli odii e le invidie degli uni contro gli altri.

    Questa proposta vorrebbe superare queste divisioni, e mettere tutti sullo stesso piano. Sembra assurda...? Campata per aria...? Forse, non lo escludo, però dovremmo chiederci ogni giorno che razza di sistema economico è quello in cui viviamo e a cui ci siamo ormai abituati, nel quale esiste in una società, come la nostra, che per vivere ha bisogno di lavorare perché non ha ricchezze di materie prime, che permette l'esistenza di 6 milioni tra disoccupati e inoccupati, mentre la cosa più logica dovrebbe essere quella di dividere tra tutti coloro che sono in grado di lavorare il lavoro che c'è, creando e facendo crescere competenze, esperienze, fattualità, capacità imprenditoriali.

    Eh...? Che società è questa!? Utilizzare ancora la disoccupazione come uno strumento di ricatto per ridurre il costo del lavoro? Ma ora che la concorrenza è globalizzata, tutti i cittadini dovrebbero essere chiamati a contribuire, con il loro impegno personale, alla ricchezza del Paese! E invece no.

    Una fabbrica chiude...? Si lasci quella fabbrica in mano ai suoi lavoratori e si mandi a quel paese la sua dirigenza. incapace di adeguarsi alla concorrenza. I lavoratori sapranno, nel loro interesse, mandare avanti quella fabbrica, anche a profitto zero. E conserveranno capacità di lavoro, professionalità, know how.

    Critichiamo nel merito, non facciamoci come al solito vincere dalla pigrizia mentale.

 

 

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