Avevo scritto questo post in un'altra discussione, ma non avendo avuto nessun riscontro, annegato com'era nel mare degli interventi sugli immigrati, provo a farne oggetto di una discussione apposta, perché ritengo che le idee e le proposte per questo Paese non debbano venire soltanto dai politici di carriera. Se chiunque di noi può dare anche un minimo contributo, credo che valga la pena provarci. La proposta seguente è ovviamente grezza, poco approfondita, ma ha una sua logica, che solo sviluppando la discussione può venire meglio circostanziata e perfezionata. Nessuno di noi è un giuslavorista di professione (almeno io non lo sono) ma ognuno di noi ha interesse a far andare in Italia le cose, visto che in questo Paese ci viviamo.
Grazie a chiunque vorrà leggere e criticare. Gradisco molto di più le critiche che i commenti tipo: "mi piace" che non danno nessun contributo all'approfondimento.
PROPOSTA DI RIFORMA RADICALE DEI RAPPORTI DI LAVORO:
1 - si faccia DIVIETO su tutto il territorio nazionale di assunzione alle dipendenze di chiunque (né pubblici né privati);
2 - chi intende lavorare si organizza insieme ad altri in una cooperativa di lavoro; il numero minimo per formarla dovrà essere abbastanza alto per evitare la creazione di cooperative fasulle o civetta: almeno 100 soci; per le cooperative di professionisti iscritti ad un albo, il numero minimo sarà ridotto a 10;
3 - chi fa impresa e ha una azienda, ed è alla ricerca di collaboratori, si rivolge a queste cooperative, e contratta liberamente con esse il compenso; stabilito questo compenso, all'imprenditore non sarà richiesto nient'altro; tutti gli adempimenti (contribuzione previdenziale, antinfortunistica, malattie, ecc...) sarà direttamente a carico della stessa cooperativa.
4 - l'imprenditore dovrà concordare con la detta cooperativa i tempi di lavoro, gli straordinari, i compensi, e non potrà protestare se su un posto di lavoro si alterneranno più lavoratori oppure uno solo, perché questo sarà a completa discrezione della cooperativa, che ha il compito di fare l'interesse di TUTTI i soci e non solo di alcuni. Se all'interno della cooperativa si deciderà di alternare vari lavoratori ad uno stesso compito, questo non deve importare all'imprenditore; lui dovrà solo controllare che il lavoro venga svolto in modo efficiente e secondo gli accordi presi con la cooperativa. Insomma il "lavoratore" non gli deve appartenere e non deve decidere lui se una certa persona debba fare gli straordinari oppure altro.
Ci sono molti vantaggi con una organizzazione del genere:
1 - i lavoratori non dipendono più dall'imprenditore, che non ha su di loro alcuna arma di ricatto ("o fai così, o ti licenzio!);
2 - la cooperativa protegge tutti i soci e si preoccupa di dividere il lavoro tra tutti coloro in grado di svolgerlo: maggiore sicurezza sociale ed economica;
3 - l'imprenditore nello stesso tempo, una volta chiuso l'accordo con la cooperativa, sa esattamente quanto gli costa un certo lavoro, e non dovrà più occuparsi delle buste paga, dei contributi, malattie ecc...; in questo modo fare l'imprenditore diventa anche più semplice e l'apertura e la chiusura di aziende non sarà più un trauma per i lavoratori e nemmeno per l'imprenditore;
4 - i costi delle aziende diverranno molto meno rigidi di adesso; in situazioni di scarso lavoro, si chiude il rapporto con la cooperativa punto e basta; la cooperativa da parte sua, avendo rapporti con più clienti, ha modo di ridistribuire il lavoro tra i suoi soci.
In realtà questa non è esattamente una proposta nuovissima: si tratta di sviluppare meglio un rapporto di lavoro che già esiste, vale a dire quello che un'azienda instaura con le società di lavoro interinale, però con queste modifiche:
1 - la società interinale diventa una cooperativa sociale, e non più un'azienda privata;
2 - queste cooperative sono l'unico tramite tra i lavoratori e le aziende; rappresentano quindi un "filtro" obbligatorio a cui ogni imprenditore deve rivolgersi
QUALI SONO GLI SVANTAGGI...?




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