Dato che su questo forum ho visto che infuriano spesso polemiche su fatti d'attualità che, pur essendo simili, non vengono trattati nella stessa maniera da politici, magistrati o giornalisti, vorrei proporre anch'io un paragone tra 2 fatti che hanno qualcosa in comune.
Il primo, che probabilmente conoscono tutti, è il famoso arresto dei 2 marò, avvenuto in India lo scorso anno se non sbaglio, accusati di omicidio colposo (sempre se non sbaglio).
Il secondo (molto meno famoso) è l'arresto di 28 attivisti di Greenpeace International più 2 giornalisti free lance, avvenuto in Russia il 19 settembre scorso, a seguito di un'azione di protesta condotta dalla stessa associazione ambientalista contro le trivellazioni ad alto impatto ambientale della Gazprom, il colosso russo del gas, perpetrate nel Mar Glaciale Artico. Fra gli arrestati c'è anche un giovane laureato italiano, Cristian D'Alessandro. I 30, inizialmente accusati di pirateria dalle autorità russe, rischiavano pene fino a 30 (!) anni di reclusione. L'accusa è stata recentemente derubricata in teppismo, e ora rischiano "solo" 7 anni di reclusione. A quanto mi risulta sono peraltro tenuti in un carcere di massima sicurezza a Murmansk, oltre il circolo polare artico, e senza riscaldamento.
Confesso di non essere molto informato su entrambi i casi, se qualcuno in questo thread vuole divulgare altre informazioni le leggo volentieri. Di sicuro però si tratta, in entrambi i casi, di cittadini italiani arrestati all'estero con accuse gravi. Allora quello che mi chiedo è: come mai la nostra stampa ha dato molto più risalto al caso dei marò, mentre il secondo caso è praticamente sconosciuto? E come mai hanno fatto lo stesso anche tutti i nostri politici? Da destra a sinistra, dei marò ne hanno parlato tutti, ognuno con le sue posizioni. Addirittura c'è un partito che propone di candidarli in Parlamento. Invece l'attivista di Greenpeace non se l'è cagato nessuno, che io sappia.
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