

Rubano, massacrano, rapinano e, con falso nome, lo chiamano impero; infine, dove fanno il deserto dicono che è la pace.
Tacito, Agricola, 30/32.


Rubano, massacrano, rapinano e, con falso nome, lo chiamano impero; infine, dove fanno il deserto dicono che è la pace.
Tacito, Agricola, 30/32.


Rubano, massacrano, rapinano e, con falso nome, lo chiamano impero; infine, dove fanno il deserto dicono che è la pace.
Tacito, Agricola, 30/32.


Rubano, massacrano, rapinano e, con falso nome, lo chiamano impero; infine, dove fanno il deserto dicono che è la pace.
Tacito, Agricola, 30/32.


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Tacito, Agricola, 30/32.


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Tacito, Agricola, 30/32.


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Tacito, Agricola, 30/32.


Rubano, massacrano, rapinano e, con falso nome, lo chiamano impero; infine, dove fanno il deserto dicono che è la pace.
Tacito, Agricola, 30/32.


Adro, una maxi scritta pro Gianfranco Miglio. Il sindaco: «Denunceremo i responsabili»
Cinzia Reboni
12 agosto 2025
La scritta pro-Miglio sull'asfalto di Adro, di fronte alla scuola
La dedica sulla scuola è stata rimossa, ma ne è subito comparsa una sull'asfalto. «Gianfranco Miglio non si tocca». Uno slogan rivendicato dal movimento Patto per il Nord. La scritta, lunga venti metri, è stata dipinta nel corso della notte tra lunedì e martedì sul marciapiede davanti al polo scolastico di Adro, dove nei giorni scorsi il Comune cancellare i caratteri cubitali che ricordavano il costituzionalista ideologo del federalismo diventato il mantra della Lega dura e pura della prima ora. Ieri mattina sul posto sono arrivati i carabinieri e una delegazione di assessori guidati dal sindaco Davide Moretti. «Presenteremo una denuncia – ha annunciato il primo cittadino -. Per noi la vicenda è chiusa, abbiamo già ampiamente spiegato la motivazione della decisione. Non presteremo il fianco ad ulteriori polemiche o strumentalizzazioni politiche».
La sezione locale della Lega Sole delle Alpi si dissocia
Paradossalmente il primo cittadino incassa il sostegno della sezione locale della Lega Sole delle Alpi. «Ci dissociamo dalla scritta - si legge in una nota -. Comprendiamo e condividiamo le nobili ragioni di chi l'ha scritto, ma non è col vandalismo che si portano avanti le battaglie. Chi ha sporcato deve ripulire. Se non lo farà prima dell’inizio dell’anno scolastico, provvederemo noi». Nei giorni scorsi Moretti, che dopo 20 anni ha spezzato l’egemonia del governo del Carroccio, aveva sottolineato come «l’istituto scolastico non sia mai stato intitolato a Miglio. Quella scelta non compete al Comune, ma al Consiglio d’istituto e ai vari uffici scolastici che fanno riferimento al Ministero. La Giunta dell’epoca decise di intitolare lo stabile a Miglio, ma la nostra scuola non ha un’intitolazione, si è sempre chiamata Istituto comprensivo. Inoltre, dopo la realizzazione del nuovo parcheggio, quella che era l’entrata del polo, dove campeggiava la scritta, è diventata il retro. Tutto questo crea confusione e quindi abbiamo voluto fare chiarezza».
Roberto Castelli ad Adro
Ieri mattina in paese è arrivato anche l'ex ministro e segretario politico del Partito Popolare del Nord Roberto Castelli, che ha guidato un presidio davanti ai cancelli del polo scolastico. Durissimi i contenuti degli striscioni esposti contro la Giunta di Adro: «No ai nipotini di Stalin», e ancora «Miglio resterà, di voi non si ricorderà nessuno». «Moretti ha voluto fare il fenomeno, ma è stato un boomerang. Adesso tutti hanno ricominciato a parlare della figura di Miglio, politologo e uomo di cultura. Un patrimonio per noi tutti – ha detto Castelli -. Hanno cancellato il nome e la memoria di un uomo di scienza politica, in pieno stile sovietico, o se preferiamo, della recente cultura americana woke. Ma questa è pura e solida ignoranza storica e culturale di una Giunta di sinistra».
Castelli ha colto l'occasione per ricordare un passaggio fondamentale della storia repubblicana. «Per molti anni si è pensato che sia stato Umberto Bossi a negare al professore il ministero delle Riforme costituzionali, ma fu il presidente della Repubblica Oscar Luigi Scalfaro a negare il consenso e la firma. Roma non voleva il professore e la portata riformatrice delle due competenze per un assetto federale dello Stato».
L'ex ministro ha ribadito che la rimozione della scritta ha comportato una spesa «che finirà a carico dei cittadini. Stiamo valutando se presentare un esposto alla Corte dei Conti per danno erariale. Inoltre, segnaliamo le immagini con gli uomini sul cestello della gru che lavorano senza casco e senza imbragature».
Alla manifestazione hanno partecipato militanti e cittadini. Presenti l'onorevole Giulio Arrighini, presidente dell'Assemblea federale del partito, e Francesca Losi, vice segretario federale del partito. Al termine del presidio, Castelli ha firmato all'Ufficio Protocollo del Comune una richiesta di accesso agli atti relativi alla rimozione dell'intitolazione del polo scolastico Miglio.
https://www.bresciaoggi.it/territori...ili-1.12762593
Ultima modifica di Eridano; 01-09-25 alle 17:49
Rubano, massacrano, rapinano e, con falso nome, lo chiamano impero; infine, dove fanno il deserto dicono che è la pace.
Tacito, Agricola, 30/32.


Rubano, massacrano, rapinano e, con falso nome, lo chiamano impero; infine, dove fanno il deserto dicono che è la pace.
Tacito, Agricola, 30/32.