"S'impicca" sul tetto della Regione: "Malato e disoccupato, non è una società civile"
Il gesto estremo di protesta di un disoccupato che è salito su una sporgenza del palazzo del Comune e ha minacciato di farla finita: "Devo andare in ospedale e non ho i soldi per la benzina"
Redazione30 Ottobre 2013
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(Foto Sardiniapost)
CAGLIARI - Da sedici giorni vive in una tenda davanti alla sede del Consiglio regionale della Sardegna. Ha quaranta anni, non ha un lavoro ed è malato Raffaele Tiru e vorrebbe che qualcuno delle istituzioni si degnasse di accogliere il suo disperato grido d'aiuto. Così, questa mattina, dopo l'ennesima notte passata in tenda, si è arrampicato su una sporgenza della Regione con un corda legata al collo.
Si è sistemato lì, su un piano rialzato del palazzo, intenzionato a farla finita. "Fate qualcosa per la nostra situazione o qui andremo avanti con proteste clamorose, io da un anno sono senza lavoro con moglie e figlio a carico" ha urlato ai presenti. "Una volta al mese dovrei andare al Policlinico per la terapia. Ma non ho nemmeno i soldi per pagare la benzina".
Inutili, inizialmente, i tentativi di farlo scendere nonostante un imprenditore gli avesse promesso un lavoro. Solo dopo l'intervento della moglie, il 40enne ha accettato di farsi portare in strada dai Vigili del fuoco. Un'ambulanza del 118, poi, lo ha trasportato all'ospedale Santissimo Trinità.
Davanti alla sua tenda, però, è rimasto un cartello: "Morire ogni giorno gravemente ammalato senza lavoro con moglie e figlio: questa è una società civile?".





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