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Discussione: Essere di sinistra

  1. #61
    Cacciaguida
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    Predefinito Re: Essere di sinistra

    Citazione Originariamente Scritto da Tommaso Visualizza Messaggio
    Vedi che la domanda circa la distruzione della proprietà mi sembra che non l'hai riproposta corretamente, comunque si capisce cosa intendi dire.
    ho chiarito sufficientemente cosa si intenda oggi per "privato".
    non è necessario stabilirne la genealogia al momento.
    dovrebbe interessare la cosa in sè.
    oggi sono contro il "privato" tutti: fascisti, anarco-capitalisti e soliti noti.
    E'evidente perchè il privato è pubblico.
    Le privatizzazioni sono diritto pubblico.
    Il privato è oggi il sistema di potere che a sua volta è fondato sul pubblico (a diverso titolo, ma insomma).
    Quindi tanto Hoppe, quanto Negri quanto un neonazista oggi sono contro il "Privato".
    Contro il medesimo Monarca.
    Il privato è oggi il monopolista di tutto dai beni al pensiero.
    Nessuno può illudersi di scamparla.
    E'inutile far finta che le analisi complottiste siano sterili, perchè alla prova dei fatti hanno invece retto.
    E riprendo ancora Zizek quando avverte che non solo il complotto esiste ma è in superfice.
    Persino evidente.
    Nessun retroscena.
    Ultima modifica di amerigodumini; 02-12-13 alle 22:34

  2. #62
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    Predefinito Re: Essere di sinistra

    Citazione Originariamente Scritto da Giò Visualizza Messaggio
    fronte dell'Essere, razza dello spirito

    onore

  3. #63
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    Predefinito Re: Essere di sinistra

    Secondo me qui stai parlando di realtà troppo diverse.
    La sinistra governativa e le sue espressioni (tipo le ONG) sono una cosa.
    Ma la "sinistra" che faceva da esempio di fronte alla DR non è quella, anzi per molti versi gli è chiaramente ostile.
    Penso per esempio a quelle frazioni no-TAV che vedono in queste grandi opere la manifestazione di un mondo che loro rifiutano in blocco (anti-industrialismo, rifiuto del salariato, tentativi comunitari neo-rurali, etc.)

    Qui siamo molto lontani della sinistra governativa. Questa poi con la montatura degli anarchici violenti ha pure lanciato l'apparato repressivo contro quelle realtà.

    Quanto all'immigrazione, non diamo aria alla paranoia: l'immigrazione è semplicemente forza di lavoro a minor costo, quindi è un fattore che gioca appieno nella dinamica capitalistica, e questo ha una portata traumatica per una società che è ormai completamente dominata da quella dinamica.
    Tutti gli impiegati del mondo hanno immaginato queste cose e le hanno sconfessate e adesso sono gli impiegati.
    Pavese

  4. #64
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    Predefinito Re: Essere di sinistra

    Citazione Originariamente Scritto da Tommaso Visualizza Messaggio
    Quanto all'immigrazione, non diamo aria alla paranoia: l'immigrazione è semplicemente forza di lavoro a minor costo, quindi è un fattore che gioca appieno nella dinamica capitalistica, e questo ha una portata traumatica per una società che è ormai completamente dominata da quella dinamica.
    Ed è questo a rendere fondamentalmente "perdente" la sinistra. La sottovalutazione dell'immigrazione. Sarà un caso se il "comunista" Preve aveva capito che oggi chi si oppone al mondialismo deve "tifare" Marine Le Pen?
    Credere - Pregare - Obbedire - Vincere

    "Maledetto l'uomo che confida nell'uomo" (Ger 17, 5).

  5. #65
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    Predefinito Re: Essere di sinistra

    E non vi attaccate alla sparata su Napoli, ogni tanto ci possiamo fare una risata, anche parlando di quello schifo che è la sinistra.
    Tutti gli impiegati del mondo hanno immaginato queste cose e le hanno sconfessate e adesso sono gli impiegati.
    Pavese

  6. #66
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    Predefinito Re: Essere di sinistra

    Quell'immagine per quanto patetica è emblematica.
    La sinistra marcia per diritti riconociuti e tutelati, semmai temporaneamente mal applicati, ma nell'alveo dei riferimenti pubblici ed istituzionali riconosciuti dai vecchi poteri costituenti.
    I boliviani italo-napoletani sono con i fuorilegge (per convenienza o ingenuità,poco importa) tanto il mazziere napoletano del filmato quanto un più compassato analista come Gabriele Adinolfi.
    Paradossale ma non troppo.

  7. #67
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    Predefinito Re: Essere di sinistra

    Citazione Originariamente Scritto da amerigodumini Visualizza Messaggio
    Samuel purtroppo erra di errore lontano (per usare uno slancio coranico).
    occorre essere precisi e circostanziati.
    La sinistra dismette apparati coreografici e si riorganizza attraverso reti e iniziative orizzontali ma è in crisi definitiva.
    non lo dico io ma l'ideologo di riferimento dei movimenti che ammette di essere per la prima volta pessimista.
    ripetono lo stesso errore operato in campo internazionale dal proliferare di ONG, che avrebbero dovuto rappresentare l'alterglobalismo possibile e che si sono rivelate perfettamente e puntualmente congeniali al sistema di potere durante le guerre di esportazione della democrazia in Iraq e Afghanistan.
    Il raduno rituale per cercare di rompere le vetrine della cassa di risparmio è solo la superfice della sinistra militante più o meno equivalente all'invettiva curvaiola dei "neofascisti".
    le reti, i centri e i movimenti della "nuova" sinistra hanno una causa sociale costante che è l'immigrazione.
    E' il collo di bottiglia in cui si canalizzano tutti gli sforzi preparatori dei numeri e del'efficacia delle manifestrazioni.
    prova a fare inchiesta su queste realtà antagoniste e vedrai che affianco ad un formale ossequio alle lotte autonome dei vecchi nuclei operai la loro attività organizzativa è quella di un sindacato dell'immigrazione.
    il tutto con il rituale sfoggio di antifascismo.
    La popolazione nativa è estranea a qualsiasi coinvolgimento, perchè non è e non può essere il suo impegno di liberazione nazionale.
    La dedizione dei movimenti è completamente centrata ed incentrata sull'immigrazione e questa è una contraddizione profonda, perchè il sistema, a tutti i livelli di espressione del proprio potere istituzionale è per l'immigrazione.
    Di nuovo riemerge la reductio di questi movimenti ad ordini mendicanti della Chiesa Finanziaria Mondiale, contraddizioni ben analizzate da chi pure li ha momentaneamente considerati funzionali a forzature rivoluzionarie.
    Essi intendono -che ne siano consapevoli o meno- realizzare il volto umano del cosmopolitismo finanziario, la Metropoli Terrena e trionfante.
    Il rifiuto di considerare la lotta anticoloniale contro i poteri sovranazionali è esplicitazione del rifiuto di immaginare una conflittualità radicale, cioè una completa alterità rispetto alle potenze nevralgiche del sistema dispositivo.
    E'un neobolscevismo mainstream e totalizzante che può essere riassunto in una sorta di trotzkismo del consumismo (che implica diritti universali per tutti, che essi debbano essere sollecitati o rivendicati è solo un gioco di immagine, perchè nel dna del capitalismo transnazionale e del progressismo la sequenza è la medesima).
    Si certo infatti la figura del compagno è costretta a rielaborarsi ogni qualvolta si ritrova a sbattere contro il muro sociale eretto dal suo schiavismo ideologico. Ma la figura del compagno durerà in eterno cambiando sempre le spoglie, non c'è ne libereremo mai.
    Strategicamente ad oggi però si muovono molto meglio della destra in un periodo come questo in cui istanze identitarie e di difesa nazionale dovrebbero favorire la destra radicale se ogni due mesi non rovinasse tutto con una serata birra e legnate.............
    1) la formazione di una solidarietà civica.
    2) la classe creativa come stato guida della società.
    3) la cultura come organo del sapere e dell'influenza ideologica.
    4) l'istruzione e la scienza come fonti essenziali di competitività.

  8. #68
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    Predefinito Re: Essere di sinistra

    Citazione Originariamente Scritto da Giò Visualizza Messaggio
    Ed è questo a rendere fondamentalmente "perdente" la sinistra. La sottovalutazione dell'immigrazione. Sarà un caso se il "comunista" Preve aveva capito che oggi chi si oppone al mondialismo deve "tifare" Marine Le Pen?
    Ma tu se vuoi capire a fondo il perché di questo immigrazionismo a sinistra, devi provare a vedere la tua società con gli occhi di un sinistro: una società dominata da valori chiaramente (come tutti i valori) reperibili in un catalogo storico, un eredità culturale che va a formare un identità. E sicché questa storia e questa identità sono viste come fonte di una dominazione violenta e ingiusta, la differenza giunge sotto la veste della liberazione.

    Arriva il negro e il bianco conta di meno, si parla inglese e la lingua natia conta di meno, si mangia cinese e la tavola paesana retrocede, etc.

    Solo prendendo alla leggera questa valutazione positiva della differenza in quanto differenza si decade nella paranoia e si comincia a dire stupidaggine. Chi conosce sia la realtà urbana che quella di paese, sa benissimo che nella grande città c'è si una pressione mercatistica più forte, ma è una pressione che va a comprimere fino a abolire la pressione sociologica mimetica. Essere vegan, gay e vivere di notte è più facile a Milano che nel paesello.

    E una forma di libertà anche questa, una libertà negativa, una libertà borghese, atomistica, individualista, etc. e al cui avvenimento l'immigrazione partecipa.
    Tutti gli impiegati del mondo hanno immaginato queste cose e le hanno sconfessate e adesso sono gli impiegati.
    Pavese

  9. #69
    Cacciaguida
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    Predefinito Re: Essere di sinistra

    La NO TAV deve essere analizzata in base alla lotta anticolonialista del nazionalismo italiano.
    E'uno strumento di marginalizzazione periferica e sfruttamento della nazione o è un elemento da non sabotare, uno strumento di potenza nazionale?
    La lotta nazionalista anticoloniale deve saper distinguere e scegliere di volta in volta tra la tattica dell'esodo e della terra bruciata (ruralizzazione come sottrazione di interesse al saccheggio cosmopolita) e la difesa di impianti strategici (che possono consentire di appropiarci di "armi" nemiche, che è un caposaldo della guerriglia delle lotte di liberazione nazionale).
    Nessun nazionalista è per partito preso "ruralista" (ma che sarà mai poi nell'ottica fricchettona dei sinistri prestati alla lotta NO TAV) o "modernizzatore" (se il prezzo da pagare è essere si moderni ma in un ottica di amministratori condominiali).

  10. #70
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    Predefinito Re: Essere di sinistra

    Citazione Originariamente Scritto da Tommaso Visualizza Messaggio
    Secondo me qui stai parlando di realtà troppo diverse.
    La sinistra governativa e le sue espressioni (tipo le ONG) sono una cosa.
    Ma la "sinistra" che faceva da esempio di fronte alla DR non è quella, anzi per molti versi gli è chiaramente ostile.
    Penso per esempio a quelle frazioni no-TAV che vedono in queste grandi opere la manifestazione di un mondo che loro rifiutano in blocco (anti-industrialismo, rifiuto del salariato, tentativi comunitari neo-rurali, etc.)

    Qui siamo molto lontani della sinistra governativa. Questa poi con la montatura degli anarchici violenti ha pure lanciato l'apparato repressivo contro quelle realtà.

    Quanto all'immigrazione, non diamo aria alla paranoia: l'immigrazione è semplicemente forza di lavoro a minor costo, quindi è un fattore che gioca appieno nella dinamica capitalistica, e questo ha una portata traumatica per una società che è ormai completamente dominata da quella dinamica.
    quante parole per esprimere due concetti. Uff
    siccome teoricamente destra e sinistra dovrebbero avere come obiettivo la prosperità del popolo ti faccio uno schema su cosa può consistere una vera prosperità per me evitando argomenti internazionali.


    Falsa prosperità. / Vera prosperità


    proprietá dei pochi, distante. / Varietà, proprietà locale

    Dipendente,instabile. / autosufficiente, forte

    Personale,nascosta,complessa. / comunitaria, trasparente,diretta

    Il denaro lascia l'economia locale. / il denaro gira nel locale

    multicultarità, perdita del retaggio. / unicità culturale, valori tradizionali

    Inquinante, ansiongena, stressante. / sostenibile, salutare,serena

    Banale, sciatta. / creativa, talentuosa

    la tecnologia come fine. / la tecnologia come struttura per lo sviluppo
    Ultima modifica di samuel cramer; 02-12-13 alle 21:15
    1) la formazione di una solidarietà civica.
    2) la classe creativa come stato guida della società.
    3) la cultura come organo del sapere e dell'influenza ideologica.
    4) l'istruzione e la scienza come fonti essenziali di competitività.

 

 
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