Consiglio vivamente a tutti la lettura del lungo articolo che segue.
La dimora dell'uomo
Gli elementi rivoluzionari che elimineranno la vecchia divisione del lavoro e la separazione fra città e campagna rivoluzionando tutta la produzione, sono già contenuti in germe nelle condizioni produttive della grande industria moderna. Per capire tutto ciò e il fatto che il suo sviluppo è ostacolato dal modo di produzione capitalistico, occorre un orizzonte un po' più vasto della mentalità da diritto fondiario prussiano (Friedric Engels, Antidühring).
La vita avrà tutti i vantaggi e le agiatezze delle grandi città, senza averne i danni. La popolazione abiterà case più sane e più belle. Anche in questo caso, come in tutti gli altri, il mondo borghese apparecchia il terreno all'ormai matura trasformazione, perché la costruzione di industrie nelle campagne si fa di anno in anno sempre più frequente (August Bebel, La donna e il socialismo).
OGGI
Come al solito trattiamo il vocabolo "oggi" come un semplice punto nella dinamica storica. Il considerare nel modo più anti-esistenzialistico possibile le forme badando soprattutto alla loro metamorfosi nel corso del tempo dovrebbe essere ormai considerato del tutto naturale dai nostri lettori. Essi sanno dunque che per noi "oggi" significa "processo in atto" anche se stiamo parlando di immobili case; e dovrebbero sapere, fin dall'inizio, dove andremo a parare: la casa d'oggi è retaggio antico e, nello stesso tempo, in alcuni casi e per taluni aspetti già prefigurazione dell'abitazione di domani. Facendo ardite scorribande nel tempo capiremo come proprio il processo del divenire umano ci offrirà la chiave conoscitiva per collegare la casa dell'uomo della società comunista primordiale a quella dell'uomo della società comunista sviluppata.
Processi di concentrazione e di diffusione
Fotografando la società civile, così come si è formata, essa si presenta come un brulichìo di uomini in una immane massa di costruzioni, aggregate o sparse, di strutture fisse che le collegano e di comunicazioni. Il comunismo rozzo non va al di là di tale fotografia. Interpretando lo sviluppo della società e il movimento rivoluzionario in termini di diritto e di rivendicazione, esso riesce soltanto a fissare le immagini della la realtà circostante e, non scorgendone la dinamica futura, si limita ad immaginare l'eventuale ritocco del presente. Il suo obiettivo è questa società modificata, non un'altra società. Se l'operaio è senza casa, se l'affitto è troppo alto, allora promuove il diritto alla casa, all'equo canone d'affitto, all'abitazione spaziosa e dignitosa. Diritto dunque – perché no – anche al lavoro con un equo salario per pagare il tutto, allo spazio verde che sta intorno alla casa, ai servizi che la integrano nel tessuto urbano, alla privacy che isola il nucleo famigliare (con la "g", come in ortografia oggi si permette, a sottolineare la differenza con la ben più vasta e complessa familia antica).
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