Il declino americano si misura con due elementi: l'editoriale dell'agenzia ufficiale cinese sulla necessità di deamericanizzare il mondo e il crescente ruolo di Russia e Cina sulla scena internazionale. Il mondo unipolare è finito!!!!
L'EDITORIALE DI XINHUA
MEDIA CINESI: NECESSARIO
'DE-AMERICANIZZARE' IL MONDO
AgiChina24 vi propone la traduzione integrale dell'editoriale di Xinhua pubblicato il 13 ottobre.
di Liu Chang
Pechino, 16 ott. – Mentre i politici americani repubblicani e democratici fanno avanti e indietro tra la Casa Bianca e Capitol Hill, sede del Congresso, senza trovare un valido accordo che riporti alla normalità la nazione di cui vanno fieri, forse è giunto il momento di iniziare a pensare a un mondo de-americanizzato.Uscita dalla Seconda Guerra Mondiale quale la nazione più potente del mondo, gli Stati Uniti hanno sempre cercato di costruire un impero globale imponendo un ordine mondiale post-bellico, favorendo la ripresa in Europa e incoraggiando un cambiamento di regime nelle nazioni che riteneva fossero ostili a Washington.
Con la sua forza economica e militare apparentemente senza rivali, gli Stati Uniti hanno dichiarato di avere grandi interessi nel tutelare gli interessi nazionali anche in paesi e regioni lontane dalle loro coste.
Nel frattempo, il governo degli Stati Uniti ha fatto il possibile per mostrarsi al mondo come la nazione che rivendica la superiorità morale, compiendo però gesti di nascosto audaci come torturare i prigionieri di guerra, uccidere civili con attacchi di droni e spiare i leader mondiali.
Sotto ciò che è noto come Pax americana non riusciamo a vedere negli USA un aiuto a calmare la violenza e i conflitti, a ridurre il numero dei poveri e degli sfollati e a portare una pace vera e duratura.
Inoltre, invece di onorare i propri doveri di potenza leader responsabile, una Washington egocentrica e arrivista ha abusato del suo status di superpotenza e ha introdotto ancora più caos nel mondo, trasferendo rischi finanziari all’estero, istigando tensioni regionali e dispute territoriale e combattendo guerre immotivate sotto una cortina di bugie.
Il risultato è che il mondo sta ancora cercando lentamente la strada per uscire dal disastro economico grazie agli ingordi gruppi elitari di Wall Street, mentre i bombardamenti e le uccisioni sono diventate praticamente una routine quotidiana in Iraq anni dopo che Washington ha rivendicato di aver liberato la popolazione dal controllo tirannico.
Più di recente, la stagnazione ciclica a Washington per una soluzione bipartisan valida sul budget federale e l’approvazione dell’aumento del tetto del debito ha di nuovo messo in pericolo enormi attività in dollari di molte nazioni, lasciando la comunità internazionale agonizzante.
È necessario porre fine a giorni così preoccupanti dove i destini di altri sono nelle mani di nazioni ipocrite, mentre bisognerà introdurre un nuovo ordine mondiale, secondo il quale gli interessi chiave di tutte le nazioni, grandi e piccole, povere e ricche, possano essere rispettati e tutelati allo stesso modo.
Con questo obiettivo dovrebbero essere gettate le basi per de-americanizzare il mondo. Per iniziare, è necessario che tutte le nazioni si attengano ai principi basilari del diritto internazionale,incluso il rispetto per la sovranità, e mettano giù le mani dagli affari interni di altri.
Inoltre, dovrebbe essere riconosciuta l’autorità delle Nazioni Unite nel trattare i temi globali più caldi. Il che significa che nessuno ha il diritto di intraprendere alcuna forma di azione militare contro altri senza l’autorizzazione delle Nazioni Unite.
A parte questo, il sistema finanziario mondiale ha anche deve anche adottare alcune riforme sostanziali.
Le economie di mercato emergenti e in via di sviluppo hanno bisogno di avere più voce in capitolo nelle principali istituzioni finanziarie internazionali incluso la Banca Mondiale e il Fondo monetario internazionale, in modo da poter rispecchiare al meglio le trasformazioni dell’economia globale e il quadro politico.
Ciò che potrebbe costituire parte chiave di una efficace riforma è l’introduzione di una nuova riserva monetaria internazionale la cui creazione è necessaria per sostituire il dollaro americano dominante, così che la comunità internazionale possa tenersi per sempre lontano dalle ripercussioni derivanti dal crescente trambusto politico negli Stati Uniti.
Naturalmente, lo scopo di promuovere questi cambiamenti non è mettere da parte completamente gli Stati Uniti, il che sarebbe impossibile, ma piuttosto incoraggiare Washington a giocare un ruolo più costruttivo nell’affrontare le questioni globali.
E tra tutte le opzioni, è consigliabile che i pezzi grossi della politica inizino prima di tutto a mettere un punto a queste impasse dannosa.
16 ottobre 2013
La Russia nella crisi siriana




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