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  1. #1
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    Predefinito Che c’entra la Lega con i dialetti?

    di Silvana Schiavi Fachin
    Riprendo il titolo di un intervento dell’etnomusicologo dell’Università di Torino, Febo Guizzi, apparso su L’Unità del 21 agosto scorso, perché esprime finalmente un pensiero che mi assilla da tempo soprattutto da quando la Lega in maniera ossessiva, martellante e provocatoria ha abbracciato la causa dei dialetti.La lega non può vantare alcun reale credito di conoscenza scientifica, di ricerca, di documentazione e quindi di tutela reale:la storia della ricerca in Lombardia e in Piemonte( ma anche in Liguria, Emilia Romagna, Trentino, Friuli – Venezia Giulia e parti del Veneto )sta a dimostrarlo, scrive Febo Guizzi. E non può certo vantarsi di aver partecipato alla lunga ed estenuante campagna durata oltre trent’anni per ottenere una legge di salvaguardia e di promozione delle minoranze linguistiche che è stata condotta soprattutto dalle forze socialiste e comuniste del Parlamento. Furono principalmente i deputati Andrea Lizzero e Loris Fortuna, due friulani, che negli anni settanta raccolsero e interpretarono le spinte popolari del Movimento Friuli in favore dell’autonomia e della valorizzazione delle lingue, delle culture, della storia e delle tradizioni locali e incardinarono alla Camera le proposte di legge che portarono, molti anni dopo,anche grazie alla tenacia di altri parlamentari, soprattutto friulani - ricordo tra tutti l’on.Arnaldo Baracetti - all’approvazione della legge 482/99 riuscendo a trascinare anche un partito di governo come la Democrazia Cristiana che nelle periferie garantiva il pieno consenso ma centralmente era molto restia a sbloccare l’iter della legge. La destra e il centro - destra - allora si chiamavano MSI, PLI, PRI e anche PSDI (!) – nel corso della X Legislatura sollevarono il problema dei dialetti proponendo di titolare la legge Tutela del patrimonio dei dialetti italiani. Capimmo subito che si trattava di una manovra tesa a svuotare il provvedimento di ogni concreta possibilità di intervento. Il bilancio destinava alla legge soltanto 12 miliardi di lire per le dodici minoranze previste dall’art.6 della Costituzione e l’inclusione del ricchissimo patrimonio dei dialetti italiani – italo-romanzi e gallo-italici – avrebbe frammentato talmente lo stanziamento finanziario da renderlo inutile. Ho la netta impressione che le proposte di legge in favore dei dialetti presentate recentemente nella nostra regione perseguano lo stesso obiettivo: erodere i già esigui contributi a sostegno del friulano, del tedesco e dello sloveno. La Lega aveva allora ( 1987-1992) due rappresentati in Parlamento l’on.Leoni alla Camera e l’on.Bossi al Senato che mai spesero una parola nel corso del dibattito. Dopo l’approvazione della 482 e godendo di una più corposa rappresentanza parlamentare, la Lega svolse un’azione di mestatrice proponendo di inserire ora il veneto, ora il piemontese, ora il tabarchino nel provvedimento col rischio di far saltare l’intero impianto della legge. Manovra sinora malriuscita, ma che testimonia una linea politica tesa a scardinare l’esistente piuttosto che costruire il nuovo.
    Purtroppo il dibattito che emerge dentro la Lega ma anche tra i docenti, i dirigenti scolastici e gli intellettuali di sinistra vede le lingue locali in contrapposizione con l’italiano e le altre lingue come se l’imparare una lingua significasse cancellare l’esperienza maturata nell’ambito di altre lingue e di altre culture. Il Paese mostra purtroppo di ignorare la ricerca scientifica che da cinquant’anni a questa parte in molti paesi del mondo si va facendo nel settore dell’educazione bilingue, trilingue, quadrilingue,ecc., e le conseguenze verranno pagate dalle giovani generazioni che continueranno a ignorare una ricchezza dialettale che ha un peso e una rilevanza che non ha eguali in tutta Europa, a biascicare un italiano monco e sgrammaticato e a balbettare le lingue straniere.

  2. #2
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    Predefinito Rif: Che c’entra la Lega con i dialetti?

    Il federalismo fiscale ha avuto una incrinatura dopo che Lombardo ha dimostrato che in una settimana può farsi consegnare 4 miliardi di euro

    Allora la lega ha incominciato a trovare qualcosa per far risaltare che è sempre a favore del Nord.
    Deve tamponare la proposta di legge della senatrice Gai da cui ha preso spunto la Regione Piemonte.

    La senatrice da vera piemontese ma vivente in Argentina, non è a conoscenza che certi argomenti nel sistema partitocratico sono tabù.

    E il governo ha bocciato la legge sulla lingua piemontese votata dal consiglio regionale piemontese.

    E la lega è partita credendo di infinocchiare ancora una volta i Padani.
    Però per sminuire le lingue del Nord, le ha sempre chiamate dialetti sul giornale la Padania.
    Vi sono state delle rimostranze ed allora stamattina sulla Padania nel titolo si parla della lingua ligure.

    Però per non mettersi contro il centralismo romano, nel sottotitolo scrive di ””parlate storiche””.
    E' il latino che è una parlata storica non le lingue parlate e scritte in Piemonte, Lombardia, Veneto, Friuli, Liguria.
    Sono lingue vive.

    Si comprende il pericolo che se una lingua del Nord viene riconosciuta come lingua, e non come dialetto o parlata storica, nell'ambito statale, si può poi chiedere l'autonomia, persino la autodeterminazione.

    La lega ha preso alla leggera credendo di trasformare tutto in un semplice argomento propagandistico .
    Fare propaganda estiva senza urtare i sacri vincoli romani che la legano.
    Ma ormai per un colpo del destino l'argomento è in ballo.

    Non dialetti
    Non parlate storiche
    Ma lingue.

  3. #3
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    Predefinito Rif: Che c’entra la Lega con i dialetti?

    caro Jot
    concordo pienamente con quanto dici
    a suo tempio Leoni e Bossi (1987 e seguenti) ignorarono bellamente le nostre istruzioni concordate prima delle elezioni circa le "lingue" e "parlate" locali (dai Waldsener fino ai Ladini ecc.) secondo lo schema di Miro Merelli, dimostrando quell'arroganza che poi venne documentata negli anni successivi.
    Non si trattava però di vera arroganza ma più banalmente di "ignoranza" in proposito...
    avete mai provato a prlare con Leoni o Bossi di persona riguardo alla cultura ed alla tradizione dei popoli Cisalpini?

    E più in genere avete mai provato a parlare con Leoni o Bossi di politica (la banale politica del quotidiano)

    provateci e vi accorgerete dell'abisso culturale nel quale ci verremmo a trovare appena ed a stento spolverato di "cattocomunismo sessantottino"

    Di Cattaneo neppure l'ombra...di Galluppi, Rosmini, Romagnosi una sarabanda di esaltazioni....

    L'errore fu commesso proprio da tutti noi quando affidammo a Bossi e Leoni la tutela delle nostre pulsioni culturali e tradizionali, gestite poi con spirito di bottega e non certo con acume politico.

    la colpa fu di tutti noi.

    il primo passo deve essere il ritiro della delega data in bianco a Bossi per la gestione della "questione settentrionale"
    Bossi non può rappresentare gli interessi culturali e sociali del Piemonte...della Liguria...delle Apuane....del Veneto...

    Bossi deve essere rispedito al mittente cioè l 'UNOLPA della Val d'Ossola e all'UNUCI di Varese.
    Sono loro che ce lo hanno mandato...sono loro che se lo devono riprendere

    L'Ossola agli Ossolani!!!!! Con Bossi e compagnia.

    Ossolani!!! Lasciateci la nostra libertà di tornare ad essere popoli liberi...riprendetevi il vostro "figlio prediletto" e in bocca al lupo
    salucc
    vb

  4. #4
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    Predefinito Rif: Che c’entra la Lega con i dialetti?

    non dialetti...
    ma LINGuE
    gallo celtiche, gallo romanze e venetiche
    non dialetti neolatini,
    ma LINGUE

    LINGUE di aree geografiche ben determinate da studi e ricerche con accanto "parlate locali" in quanto variazioni della lingua principale
    Piemontese, Occitano, Veneto, Ligure, Genovese, Friulano, Sardo, Catalano, Ladino, ecc. sono LINGUE con tanto di grammatica, sintassi e vocabolario documentatissimo.

    Il Tabarchino di cui trattasi è una variazione del Genovese di Pegli essendo dunque anch'esso lingua Genovese e parlata locale Sarda.

    Ciao a tucc
    vb

 

 

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