Risultati da 1 a 10 di 10

Discussione: La Santeria

  1. #1
    Moderatore
    Data Registrazione
    30 Mar 2009
    Località
    Messina
    Messaggi
    18,411
     Likes dati
    1,422
     Like avuti
    1,210
    Mentioned
    2 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito La Santeria

    LA SANTERIA

    Magia, mistero, superstizione, filtri d'amore e di morte, in un miscuglio magico animico e sensuale, la Santeria, la vera religione di Cuba, si rifà ad antichi retaggi africani e spagnoli, confondendo in un mix al di fuori delle nostre concezioni e aspettative, il sacro e il profano

    La popolazione di Cuba è meticcia dal punto di vista culturale e lo è anche in campo religioso, dove convergono varie credenze liturgiche. Anche di questo si è arricchita la Santeria, che in terra cubana ha messo radici e si è ulteriormente alimentata da nuove fonti.

    Conosciuta anche come "Regla de Ocha", la Santeria è la più importante religione di origine africana trasportata a Cuba dagli schiavi di quel continente, mescolatisi in seguito nell'isola (il sincretismo) e praticata fino ai giorni nostri da un gran numero di fedeli al punto di essersi convertita in una rilevante componente culturale dell'identità nazionale cubana. Questo culto è originale dell'Africa equatoriale, più precisamente della regione compresa tra l'antico regno del Dahomey. Togo, Benin e il sud-ovest della Nigeria, dove vissero numerose tribù che avevano come idioma comune il "yoruba". Oltre alla lingua, queste tribù dividevano tra loro molti tratti culturali e molte credenze religiose, specialmente quella per gli "orisha" che erano riconosciuti da tutte le tribù della regione.

    Con l'intensa tratta degli schiavi, che si svolse dal secolo XVI al secolo XIX per il lavoro nelle centrali di produzione dello zucchero, arrivano a Cuba questi negri yoruba d'Africa che riuscirono a conservare vive le proprie credenze religiose grazie alla resistenza opposta nei confronti dei loro padroni e all'abile identificazione degli "orisha" con i santi della religione cattolica a partire da alcune caratteristiche comuni (si fonde così, ad esempio, l'immagine di Santa Barbara con l'orisha Changò, signore del fuoco e del fulmine, dio della guerra; o quella di San Lazzaro con Babalù Ayè, anch'egli divinità dei lebbrosi e delle malattie della pelle).

    Il complesso sepolcro "yoruba" è composto da numerosi "orisha", che alla loro origine furono personalità reali dotate di "achè" (potere) e resi santi dai loro discendenti. L'orisha viene trasformato in una forza immateriale che non diventa percettibile agli esseri umani, se non quando prende possesso di uno di essi attraverso la cerimonia denominata "hacerse el santo". Tra gli orisha più conosciuti - dopo Changò e Babalù Ayè - ci sono Elegguà (signore delle strade, fusosi con il Niño de Atocha o Sant'Antonio da Padova), Obatalà (creatore della terra e dell'essere umano, identificato con la Virgen de las Mercedes) e Yemayà (madre della vita, identificata con la Virgen de Regla). A Cuba ha un ruolo di rilievo anche Ochùn, dea dell'amore, della femminilità e del fiume che è stata identificata con la Virgen de la Caridad del Cobre (patrona dell'isola).

    Con l'abolizione ufficiale della schiavitù (1880) molti schiavi yoruba, emigrati in zone urbane de l'Avana e di Matanzas (province dove si produceva molto zucchero) cominciarono a praticare con maggiore libertà i propri vecchi riti africani già mescolatisi con la religione cattolica. In quel periodo, nei quartieri di Regla e nei pressi de l'Avana, si fondano le prime case dedicate a questo tipo di culto. Due avvenimenti furono decisivi per una definitiva cubanizzazione della Santeria: l'unificazione di diversi culti yoruba in un'unica liturgia (la denominata Regla de Ocha) raggiunta dal "balalawo" (il sacerdote dell'orisha Orula, colui che indovina il futuro) Lorenzo Samà e dalla sua sposa Latuan sul finire del secolo XIX, la definizione della "Regla de Ifà" (sistema di predizione usato dagli yoruba) che si deve al babalawo Eulogio Gutierrez (dopo l'abolizione della schiavitù riesce a tornare in Nigeria, dove però riceve l'ordine divino di far ritorno a Cuba per stabilire la Regla de Ifà: l'ordine sacro dei babalawo, gli unici capaci a predire il destino di donne e uomini mediante la Tavola di Orula).

    Il sistema per predire il futuro usato dalla Santeria, conosciuto appunto come Regla de Ifà, funziona attraverso la "Tavola de Ifà" o di Orula (identificato con San Francesco d'Assisi) che è manipolata dal babalawo, categoria sacerdotale che può essere ricoperta solo dagli uomini e solo quando un altro babalawo - dopo aver consultato la tavola - scopre che può essere figlio di Orula.

    I denominati "santeros" - uomini e donne - praticano la predizione del futuro quando il santo che hanno ricevuto in affidamento li autorizza per questa attività attraverso un sistema denominato Caracoles.

    La Santeria, come religione primitiva, ha un carattere pragmatico e attraverso di essa i suoi affiliati cercano di risolvere i problemi spirituali e materiali. Sono molto frequenti le feste dedicate agli orisha con musica e balli, grande quantità di cibo e bevande. Le feste più importanti sono di solito quelle del 4 dicembre, giorno dell'orisha Changò.


    Immagine tratta dal sito Cuba - A Picture Travelogue

    COMO ADORAN AL SANTO ESTAS TURBA SALVAJE!
    Come adorano il santo questi selvaggi!

    Questo dissero probabilmente gli spagnoli dell’epoca dello schiavismo riferendosi agli schiavi degli ingenios cubani che, in occasione delle feste religiose, danzavano e cantavano in onore al santo cattolico.
    Perché la legge della colonia obbligava gli schiavi africani a battezzarsi, rinunciare alla loro fede e abbracciare il cattolicesimo. E loro lo fecero, per salvare la propria vita, almeno in superficie.
    Le immagini cattoliche sono dense di simbolismo, per gli africani associare queste alle loro divinità fu un processo lungo ma inesorabile; al punto che tuttora si fatica a distinguere la differenza tra gli Orishas e i santi della chiesa, nonostante la religione cattolica non sia più imposta e gli attuali sacerdoti delle varie religioni di ceppo africano presenti nell’isola stiano lavorando per separare le due entità.
    Fu così che l’Orisha Changò, dio della mascolinità, della guerra, del fulmine e del tuono, venne legato indissolubilmente alla figura di Santa Barbara; ma come è stato possibile che un Orisha maschio come Changò sia stato abbinato ad una Santa? Semplice! Santa Barbara porta le vesti bianche e rosse, ha una coppa in una mano e una spada nell’altra e la sua storia racconta che il padre venne ucciso dal fulmine subito dopo averla fatta decapitare perché cristiana. I colori rituali di Changò sono il bianco e il rosso, l’Orisha è un guerriero (la spada) e ama bere alle feste (la coppa), inoltre è il dio del fulmine che usa anche per castigare gli uomini indegni (il padre della Santa). E ancora, in uno dei racconti che riguardano Changò, si dice che una volta dovette travestirsi da donna per sfuggire ai suoi nemici.
    Quindi il sincretismo tra il santo cattolico e l’Orisha può nascere da una motivazione profonda o da una similitudine estremamente semplice e ingenua, dovuta anche al fatto che gli schiavi africani non sapevano assolutamente nulla dei dogmi della chiesa e credevano che ogni immagine fosse a se stante; non capivano, e probabilmente non erano interessati a capire, che due diverse immagini della Vergine, con due nomi diversi, fossero relative alla stessa persona, per loro non aveva senso!


    YEMAYA’

    Intorno al 1660 venne eretta nel casale di Regla, nei terreni del Ingenio Guaicamar, una casupola che custodiva un'immagine della Vergine, la Regola (Regla) di Sant’ Agostino (racconta una leggenda circa il Vescovo Agostino, detto l’africano perché nato e morto in Africa (360-436), che quando era molto giovane ebbe la rivelazione di un angelo che gli ordinò di intagliare nel legno un’immagine che doveva collocare, ben ornata, nel suo oratorio. I secoli cancellarono il nome che Sant’Agostino dovette darle, ma sembra che fosse Vergine della Regola. Diciassette anni dopo la sua morte, un discepolo di Agostino, conoscitore del segreto della rivelazione, chiamato Cipriano, per evitare che la figura fosse profanata dai barbari, imbarcò l’immagine in una piccola nave e arrivò sulle coste della Spagna, vicino al luogo dove si trova attualmente la Vergine della Regola, nella villa di Chipiona, Càdiz. Si dice che, nonostante una tempesta che li sorprese in mezzo allo stretto di Gibilterra, l’immagine non si rovinò e non ebbero pericolo né Cipriano né la piccola imbarcazione. Questo fu considerato il suo primo miracolo, che venne ampiamente commentato da marinai e pescatori. Divenne così la patrona dei marinai). Due anni dopo la casupola fu distrutta da una tempesta e Juan Martìn di Cyendo, un uomo pietoso e modesto, costruì con le proprie mani, e con l’aiuto economico di Don Alonzo Sànchez Cabello, commerciante Habanero, una cappella. Venne terminata nel 1664, quando arrivò a La Habana una nuova immagine della vergine, portata dal sergente maggiore Don Pedro de Aranda. La installarono nella cappella. Lì divenne oggetto di grande devozione e, il 23 dicembre del 1714, venne proclamata patrona della baia. Le sue feste divennero popolari in tutte le classi sociali. Bianchi, nobili e negri schiavi, liberati per pochi giorni, bevevano acquavite e organizzavano lotte di galli e inaspettate corride di tori. Nell’aria si sentivano allegri cori dedicati alla dolce Maria, ma anche profondi suoni di batà che evocavano Yemayà, la potente, l’altra madre. Il sincretismo di Yemayà con la Virgen de Regla risultò naturale, la Vergine è la madre di Dio, bisogna attraversare il mare per vederla e risiede sulla sua sponda; Yemayà è la potente madre di tutti gli Orishas, la misericordiosa regina del mare, che è la sua dimora.

    CULTURA CUBANA - la santeria

    Dal sito siporcuba.it
    Ultima modifica di Tomás de Torquemada; 07-07-11 alle 18:48
    "Tante aurore devono ancora splendere" (Ṛgveda)

  2. #2
    Moderatore
    Data Registrazione
    30 Mar 2009
    Località
    Messina
    Messaggi
    18,411
     Likes dati
    1,422
     Like avuti
    1,210
    Mentioned
    2 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito Rif: La Santeria

    Reportage da Cuba

    La Chiesa, la santería e la salus animarum

    di Davide Malacaria


    Sono tanti i santeros a Cuba. Tanti e difficilmente quantificabili, anche perché pochi sono i santeros veri e propri, ché per lo più questa religiosità popolare, che può anche sfociare nel magico e nello spiritismo, dà vita a un sincretismo con il cristianesimo diverso da persona a persona. La santería è arrivata su queste sponde dall’Africa, dalla Nigeria precisamente, insieme agli schiavi. Qui, questa religione, che rappresenta un legame con le radici africane e, insieme, uno spazio di libertà nei confronti della fede degli schiavisti cristiani, prende una forma particolare. Impossibilitati a praticare il culto pubblico, i santeros identificano le loro divinità con i santi cristiani. Così Oshun, divinità delle acque e dell’amore, diventa la Virgen de la Caridad del Cobre, patrona di Cuba, Yemayà la Virgen de la Regla, patrona dell’Avana e così via. Per questo i santeros frequentano le chiese e fanno atti devozionali come tutti i cristiani, ma, invece di pregare il santo cattolico, vanno ad adorarvi il loro dio. Una pratica che avrebbe potuto dar vita a una crociata volta a riaffermare una propria idea di purezza della fede. Invece la Chiesa cubana ha affrontato questo problema con tutt’altro approccio. Un approccio che ha a che vedere con la suprema legge della Chiesa: la salus animarum. «Problema difficile quello della santería», spiega monsignor Carlos Manuel de Céspedes, «perché questo intreccio tra devozione religiosa e spiritismo non è affatto una questione di logica. Così, anche il rapporto con queste persone non deve discendere da una logica. La santería non è un’istituzione: ogni santero ha una propria religiosità in cui gli elementi cristiani a volte sono preponderanti, se non decisivi. Così l’approccio deve essere valutato caso per caso, all’interno di un rapporto personale».


    Immagine tratta dal sito Tarotistas.com

    Alla Virgen de la Regla i santeros sono di casa. Padre Mariano Arroyo Marino, parroco del santuario, non è per nulla disturbato dalla folla di santeros che si accalca nella chiesa. Pacato, ci guida all’interno e indica le statue dei santi che ne abbelliscono le pareti. «La fede della gente qui è tutta visiva», dice. «Per questo le statue sono così importanti... A ogni statua ho messo in calce una breve nota sul santo: una sorta di piccola catechesi a beneficio di tutti, santeros compresi». In fondo alla chiesa, in una navata laterale, padre Mariano ha piazzato una copia della statua della Virgen de la Regla. In questo modo i santeros possono renderle onore senza disturbare la messa. Accanto alla copia della statua, poco più in là, il sacerdote ha posto l’immagine della Madonna Addolorata – che pare sia molto venerata dai santeros – a costituire una sorta di tappa di un percorso ideale che conduce al Santissimo, in fondo alla navata laterale. Insomma, una specie di pellegrinaggio che dovrebbe portare i santeros a Gesù. Ma non c’è nessuna presunzione in questa piccola catechesi visiva. Tutto è affidato al cuore del singolo. Meglio, al Signore. Padre Mariano spiega che ci sono tanti tipi di santeros; tra questi molti, di fatto, sono cristiani. «Qui vengono in moltitudine alle messe dei defunti. Secondo una mia personale statistica, elaborata sulla gente che partecipa a queste funzioni, per il 20% si tratta di santeros, un altro 20% è costituito da santeros con caratteristiche cattoliche, mentre il resto dei partecipanti non si identificano con nessuna religione particolare, anche se hanno una loro propria religiosità. Di questo 60% solo una piccola parte è cattolica». E racconta che i santeros battezzano i propri figli. Anzi, per poter partecipare a certi riti importanti, i santeros devono essere battezzati. Le vie del Signore sono davvero infinite. A quanto pare la Chiesa cubana cerca solo di lasciarle aperte tutte... «Non facciamo altro che seguire quello che la Chiesa ha sempre fatto», chiosa monsignor García Hernández, presidente della Conferenza Episcopale Cubana: «Zaccaria officia nel Tempio a settembre e, dopo sei mesi, dice l’evangelista, c’è l’Annunciazione; quindi, passati altri nove mesi, a dicembre, c’è il Natale del Signore. Eppure si dice anche che la Chiesa fece sua la festa del Sole Invitto, propria del culto pagano...». No, nessuna crociata, ma solo un abbraccio misericordioso.

    30Giorni - La Chiesa, la <I>santería</I> e la <I>salus animarum</I>

    http://www.30giorni.it/it/default.asp
    Ultima modifica di Tomás de Torquemada; 09-07-11 alle 00:20
    "Tante aurore devono ancora splendere" (Ṛgveda)

  3. #3
    Moderatore
    Data Registrazione
    30 Mar 2009
    Località
    Messina
    Messaggi
    18,411
     Likes dati
    1,422
     Like avuti
    1,210
    Mentioned
    2 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito Rif: La Santeria

    "Tante aurore devono ancora splendere" (Ṛgveda)

  4. #4
    email non funzionante
    Data Registrazione
    28 Jan 2011
    Messaggi
    81
     Likes dati
    0
     Like avuti
    2
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito Rif: La Santeria

    Molto bello

  5. #5
    Sognatrice
    Data Registrazione
    05 Mar 2002
    Località
    Piacenza
    Messaggi
    11,136
     Likes dati
    193
     Like avuti
    777
    Mentioned
    20 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito Rif: La Santeria

    Gordiano Lupi

    LA SANTERIA, QUALCOSA DI PIÙ DI UNA RELIGIONE






    Per capire a fondo la cultura cubana non è possibile prescindere dalla santeria e dai suoi rituali. E’ forse uno dei misteri più affascinanti che unisce la variegata popolazione del caribe, composta da un crogiolo di razze e culture amalgamate da tempo in un popolo capace di sentire con forza la propria unità nazionale. A Cuba è una bestemmia solo parlare di razzismo: creoli, bianchi, mulatti e negri convivono da sempre senza problemi e la santeria ha la sua parte di merito. E’ vero che l’intensità con la quale si pratica questa religione non è uniforme, infatti a Oriente (Santiago e Baracoa) la sua influenza è maggiore che a Occidente, così come nelle campagne la religiosità è più diffusa rispetto ai grandi centri urbani. Basta aggirarsi un po’ per i quartieri de L’Avana per rendersi conto che a Guanabacoa si praticano riti santeri in misura superiore rispetto ai quartieri centrali del Vedado e Miramar e che là dove la popolazione nera è in maggioranza la santeria ha una percentuale di pratica e diffusione notevole. E questo è abbastanza ovvio se solo si pensa alle origini di queste credenze.

    La santeria nasce nella Nigeria sud occidentale, la patria degli Yoruba, che in pieno XVII secolo furono deportati nel Nuovo Mondo come schiavi. Fu così che gli africani trasferirono a Cuba la loro pittoresca e variopinta mitologia che prese nome di lucumì. Le divinità, chiamate orisha, ci ricordano molto da vicino gli dei dell’Olimpo greco perché sono un coacervo di vizi e difetti umani. La stessa religione africana si diffuse nel resto dell’America centro - meridionale con diverse modificazioni. A puro titolo esemplificativo diremo che in Brasile dette vita al candomblé o macumba e ad Haiti al vudù.

    A Cuba il tratto fondamentale di quella che si chiamerà santeria è dato da una commistione e identificazione della mitologia lucumì con la iconolatria cattolica dei dominatori spagnoli. Gli schiavi africani si preoccuparono di occultare le loro pratiche magiche e religiose agli occhi degli spagnoli, che non sono mai stati un esempio di tolleranza. Fu così che gli orisha presero i nomi dei santi cristiani e i riti magici yoruba andarono progressivamente a fondersi con le tradizioni della Chiesa cattolica. Ecco perché è appropriato parlare di sincretismo religioso a proposito della santeria, che oggi subisce pesantemente l’influenza del cattolicesimo. Quei santi che servivano inizialmente solo a mascherare la realtà di un culto che veniva dall’Africa, adesso sono una cosa sola e inscindibile con i rispettivi orisha. Al giorno d’oggi non c’è santero che non si dica cattolico e che non sia battezzato. La necessità di un tempo si è trasformata in una religione nuova che non nasconde più niente a nessuno, ma è diventata un cattolicesimo sui generis, costretto a fare i conti con i rituali venuti dall’Africa quattrocento anni fa. A Cuba la Chiesa non può che chiudere un occhio se vuole convertire e farsi accettare, perché qua non è possibile prescindere dalla tradizione. Ed è quello che sta facendo, come a suo tempo ha fatto il regime comunista, per impostazione culturale ostile a ogni culto religioso.

    La santeria è una religione terrena, un sistema magico-religioso dove ogni orisha si identifica con un aspetto della natura e trova il suo corrispettivo nella tradizione cattolica. Changò è Santa Barbara e governa il fuoco, il tuono e il fulmine, oltre a essere il simbolo del potere bruto, della passione e della virilità. Oshun viene raffigurata come Nostra Signora della Caridad del Cobre, la patrona di Cuba, e simboleggia le acque del fiume, oltre a essere riconosciuta come dea dell’amore, della fertilità e del matrimonio. Yemayà è associata a Nostra Signora di Regla, patrona de L’Avana e simbolicamente rappresenta il mare. A lei si rivolgono le donne in maternità per ricevere protezione. Elegguà si raffigura come Sant’Antonio da Padova, ma per la tradizione santera è il bambino degli dei, imprevedibile e sconcertante. I suoi poteri sono enormi: apre tutte le strade e governa il destino, rendendo possibile ogni impresa. Obatalà è Nostra Signora della Misericordia ed è raffigurato come il creatore del genere umano. Oyà è Santa Teresa e simboleggia i venti, oltre a vigilare su cimiteri e fulmini. Oggùn si identifica con San Pietro ed è il patrono di tutti i metalli, proprio per questo protegge agricoltori, carpentieri, macellai, chirurghi, meccanici e poliziotti e tutti coloro che lavorano con metalli o armi metalliche.


    Altare dedicato a Elegguà



    Abbiamo citato solo le divinità maggiori, per andare oltre non basterebbe lo spazio di un articolo, così come interessante sarebbe approfondire le leggende che si narrano attorno a ogni orisha. La mitologia che si è sviluppata nei secoli attorno alle singole figure non ha niente da invidiare a quella classica di tradizione greco – romana. Gli orisha vengono propiziati con sacrifici, ma non sempre c’è bisogno di una vittima e di uno spargimento di sangue. Più frequentemente si offrono frutti, fiori, candele o i cibi preferiti dagli orisha. Si ricorre a offerte più importanti solo se si devono risolvere problemi molto delicati e soprattutto si ricorre al sacrificio di sangue solo quando è a rischio la vita di una persona.

    Fissiamo un altro punto fermo dicendo che la santeria non è un culto o una pratica magica, come molti nel passato hanno tentato di liquidarla. I santeros sono soltanto la voce terrena degli orisha, così come i babalawos sono oracoli ancora più potenti, una sorta di sommi sacerdoti della santeria. Tutti parlano sempre per bocca dei santi e degli dei e tra loro è solo una questione di gerarchia e di potere. Il santero rispetta il babalawo e in caso di dubbio interpretativo chiederà sempre a lui una spiegazione esauriente.

    Il Dio supremo non manca a questa religione ed è chiamato Oloddumare, il creatore di tutti gli orisha, però l’elemento fondamentale resta il culto dei santi. La vita di ognuno di noi è governata da un orisha, una sorta di angelo custode che accompagna ogni azione dalla culla alla tomba e deve essere individuato prima possibile dall’interessato. La santeria si propaga e si diffonde per iniziazioni che a loro volta ne producono altre. Il neofita si dice che prende il santo e per un certo periodo (solitamente un anno) va in giro vestito di bianco, deve sottostare a certe proibizioni alimentari e, se si tratta di una donna, deve portare anche i capelli tagliati molto corti.

    Nel culto santero sono di fondamentale importanza gli spiriti dei morti, chiamati eggun, che vanno sempre onorati prima degli orisha. I defunti hanno bisogno di essere nutriti e per questo motivo in casa di un santero troverete sempre, nel bagno o dietro le porte, bacinelle di acqua, tazzine di caffè, bocconi di cibo, mazzi di fiori e candele votive.

    Ogni cerimonia rituale, detta rogacion de cabeza, si apre con l’invocazione e l’offerta agli eggun e si svolge attorno alla boveda, un tavolino con sopra coppe per l’acqua e al centro una coppa più grande consacrata alla guida spirituale del santero. Sulla boveda i santeri depongono fiori, sigari, rum, alcol aromatico (acqua di Florida), dolci, cibo e caffè. A volte anche una rosa rossa e un crocifisso. La messa spirituale è una seduta pubblica in cui i partecipanti siedono intorno a un tavolo spesso tenendosi per mano. Le cerimonie si svolgono dopo il tramonto e prima di iniziare ci si deve purificare con l’acqua di Florida. Il santero parla con una lingua a metà tra l’africano e lo spagnolo, incomprensibile per chi non è un iniziato. Invoca i morti con un bastone detto "palo" e prende le sembianze degli eggun che incontra nella stanza liberi di parlare e agire. La cerimonia è arricchita da preghiere in tutto e per tutto identiche a quelle che si recitano in una comune chiesa cattolica e offerte propiziatrici. Se c’è bisogno di divinare il futuro o di dare risposta a domande poste dai fedeli si ricorre a noci di cocco e a conchiglie, che vengono lanciate in aria e il loro modo di disporsi al suolo viene interpretato come segno di una ben precisa volontà.



    Concludiamo dicendo che non si può conoscere la santeria e apprezzarla in tutto il suo apparato tradizionale se non ci si cala nella mentalità cubana. La santeria non è solo una religione, ma uno stile di vita, un modo per conoscere il mondo circostante. E’ una religione fatta di elementi naturali, di mare, fuoco, vento, sole e fulmine. Il mondo è un insieme di spiriti nell’incontro tra cattolicesimo e credenze africane. Il santero è un personaggio al quale si ricorre frequentemente per dare una soluzione ai problemi del quotidiano. E’ un guaritore e un divinatore del futuro, un oracolo e un preparatore di amuleti. Si va da lui con la stessa facilità con cui ci si reca da un medico e spesso lo si consulta anche quando la medicina tradizionale non ci dà speranza.

    La santeria è una religione piena di vita, così come piena di vita è la gente di Cuba, accompagna l’esistenza quotidiana senza obbligare i praticanti a rituali pesanti, inaccettabili per la mentalità locale. Non riesco a immaginare un cubano intento a recitare preghiere buddiste ogni giorno alle stesse ore e mi è difficile anche vederlo in una chiesa cattolica tradizionale a sgranare il rosario. La santeria invece ben si attaglia alla mentalità del posto, perché è una religione fatta di riti che danno un posto importante a tabacco e rum. E poi talvolta anche una sbronza memorabile o una frenetica danza in compagnia di una bella ragazze può far parte del rituale evocativo. A Cuba possiamo assistere a spettacoli di danze affascinanti ispirate alla vita degli orisha, così come si ascoltano canzoni di autori come Willy Cirino e Tito Puente che si soffermano su queste divinità sorridenti e gioiose. Comodamente seduti a sorseggiare un cuba libre o un mojito ci lasceremo prendere da musiche tribali di origine africana che scandiscono a colpi di tamburo e maracas i rituali santeri. E proprio per questo diciamo che la santeria è parte integrante della cultura cubana, così come lo sono il ballo e la musica. E non vi azzardate a dubitare con un cubano in merito ai poteri di Elegguà o Yemaya. Correreste il rischio di essere trascinati a una messa spirituale, dove il santero di turno vi caccerà via tutti gli spiriti maligni che infestano la vostra anima a colpi di rami di palma e spruzzi di rum e tabacco.



  6. #6
    email non funzionante
    Data Registrazione
    16 Aug 2009
    Messaggi
    7,478
     Likes dati
    949
     Like avuti
    788
    Mentioned
    1 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito Rif: La Santeria

    Argomento molto interessante, le religioni sincretiche afro-americane sono molto affascinanti a mio parere, anche perché qualcosa del genere è avvenuto anche in Europa (o almeno secondo alcune teorie alcuni santi hanno preso il ruolo delle antiche divinità).
    Controllori di volo pronti per il decollo,
    telescopi giganti per seguire le stelle
    (F. Battiato, No time no space)

  7. #7
    Moderatore
    Data Registrazione
    30 Mar 2009
    Località
    Messina
    Messaggi
    18,411
     Likes dati
    1,422
     Like avuti
    1,210
    Mentioned
    2 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)
    "Tante aurore devono ancora splendere" (Ṛgveda)

  8. #8
    Sognatrice
    Data Registrazione
    05 Mar 2002
    Località
    Piacenza
    Messaggi
    11,136
     Likes dati
    193
     Like avuti
    777
    Mentioned
    20 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito Rif: La Santeria

    ORISHAS PRINCIPALI



    Altare dedicato a Elegguà



    ELEGGUA' è il primo orisha ad essere salutato, il primo a ricevere qualunque offerta, il primo (e l'ultimo) cui si canta nelle cerimonie e nelle feste ed anche il primo che viene ricevuto dai credenti, insieme con Oggùn, Ochossi e Osun, in un gruppo denominato GUERREROS. E' l'orisha che custodisce la casa, apre e chiude le porte al destino, rappresenta il bene e il male, la notte e il giorno, la disgrazia e la felicità. Tradizionalmente la sua figura è strettamente vincolata a quella di ECHU, l'incarnazione dei problemi e delle disgrazie dell'uomo. I suoi colori sono il rosso e il nero, i suoi giorni il lunedì, il martedì e ogni 3 del mese. Viene sincretizzato con il Santo Niño di Atocha, Sant'Antonio da Padova e l'Anima Solitaria.

    OGGUN il fabbro, violento e astuto è l'orisha dei minerali, le montagne, gli attrezzi, i fabbri, i soldati. Rappresenta il raccoglitore, il cacciatore solitario che vaga nel bosco e ne conosce tutti i segreti. Simbolizza il guerriero brusco, barbaro e bestiale. E' il signore delle chiavi, le catene ed il carcere. E' considerato come una delle manifestazioni più antiche degli yoruba. I suoi colori sono il verde e il nero, i suoi giorni il martedì, il mercoledì e il 4 di ogni mese. Viene sincretizzato con San Pietro.

    OCHOSSI il cacciatore, patrono di coloro che hanno problemi con la giustizia, mago, indovino, guerriero, cacciatore e pescatore, lo s'invoca per avere protezione quando bisogna affrontare un'operazione chirurgica. I suoi colori sono il blu prussia e il rosso corallo, i suoi giorni sono il lunedì e il mercoledì e il 4 di ogni mese. Si saluta alzando la gamba sinistra ed imitando con le mani il lancio di una freccia. Viene sincretizzato con San Norberto.

    OSUN il messaggero di Obatalà e Olofi, è il guardiano della testa degli uomini, Orula si appoggia a lui per ottenere il potere della divinazione e la conoscenza del reale e del trascendente, rappresenta la vita stessa. Gli appartengono tutti i colori (Osun vuol dire "pittura"), il suoi giorno è il giovedì. Viene sincretizzato con San Govanni Battista.

    ORULA l'indovino, il benefattore dell'umanità, il suo principale consigliere perché gli rivela il futuro e gli permette di influirvi. Personifica la saggezza, la possibilità di influire sul proprio destino, anche il più avverso, medico e signore di uno dei quattro venti. Chi non ascolta i suoi consigli, sia uomo o Orisha, può essere vittima della mala sorte portata da Echu. Intorno ad Orula si è formato un complesso religioso che lo singolarizza rispetto a tutti gli altri Orishas. Per essere sacerdote di Ifà o babalawo, non è imprescindibile essere santero, anche se normalmente è così. Il suo potere è tanto grande che quando reclama qualcuno come suo figlio, questi deve abbandonare qualunque altro Orisha e dedicarsi a Orula. Solo gli uomini (neanche gli omosessuali) possono essere babalawos, alcune donne hanno accesso al mondo di Ifà diventando Apetebi e vengono considerate spose della divinità e partecipano ad alcuni dei suoi segreti. I suoi colori sono il verde e il giallo, gli appartengono tutti i giorni di festa e il 4 ottobre. Viene sincretizzato con San Francesco d'Assisi.

    ODDUA primo Re di Oyò, rappresenta i misteri e i segreti della morte. Signore della solitudine, è androgino. I suoi colori sono il bianco, il rosso e il nero. Il suo giorno è il giovedì. Si sincretizza con il Nome di Gesù e il Santissimo Sacramento.

    OBBATALA' creatore della terra e scultore dell'essere umano, è la divinità pura per eccellenza, signore di tutto ciò che è bianco, della testa, dei pensieri e dei sogni. Venne inviato sulla terra da Olofi per fare il bene e per governare il pianeta, è misericordioso e amante della pace e dell'armonia. Tutti gli Orishas lo rispettano. Non permette a nessuno di spogliarsi in sua presenza o di pronunciare parole ingiuriose o volgari. Secondo la sua manifestazione può essere uomo o donna, vecchio e saggio o giovane e guerriero. Il suo colore è il bianco. Generalmente viene sincretizzato con la Vergine de la Mercedes.

    OKE'divinità tutelare delle montagne. E' la forza e il guardiano di tutti i santi. Si sincretizza con Santiago de Compostela, patrono di Spagna




    Altare dedicato a Yemayà


    YEMAYA' madre della vita, signora del mare, fonte fondamentale di vita. Le piace cacciare e maneggiare il machete, è indomabile e astuta, i suoi castighi sono duri e la sua collera terribile, ma giustiziera, ma è anche madre dolce che ascolta le richieste dei suoi figli e si preoccupa per il loro sostentamento. I suoi colori sono il blu e il bianco, veste con sette gonne sovrapposte, un corpetto blu con serpentine bianche e una cinta con un rombo che copre l'ombelico. Il suo giorno è il sabato. Si sincretizza con la Vergine della Regola.

    CHANGO' dio del fuoco, del fulmine, del tuono e della guerra. Dei tamburi batà, della danza della musica e la bellezza virile. Rappresenta il maggior numero di virtù e imperfezioni umane, è lavoratore, coraggioso, buon amico, indovino e guaritore, ma è anche bugiardo, donnaiolo, rissoso e giocatore. Buon padre finché il figlio obbedisce, ma non lo ammette codardo o effeminato. I suoi colori sono il rosso e il bianco, i suoi giorni sono il venerdì e il 4 del mese. Viene sincretizzato con Santa Barbara

    OCHUN signora dell'amore e della femminilità, divinità del fiume, è il simbolo della civetteria e della grazia femminile, amante di Changò, amica di Elegguà che la protegge. Accompagna sempre Yemayà. Vive nel fiume e assiste le gestanti e le partorienti. Viene rappresentata come una mulatta bella, simpatica, brava ballerina e sempre allegra. E' capace tanto di risolvere, quanto di provocare, liti tra gli Orisha e tra gli uomini. Il suo colore è il giallo, ma gli vengono attribuiti anche il verde acqua e i corallini. Il suo giorno è il sabato. Si sincretizza con la Vergine della Caridad del Cobre, patrona di Cuba.

    IBEYIS gemelli divini, figli di Changò e Ochùn, cresciuti da Yemayà. Proteggono i bambini. Sono sincretizzati con i Santi Cosma e Damiano

    OYA' YANSA' amante di Changò, signora del fulmine e del cimitero. Violenta e impetuosa, ama la guerra e accompagna Changò nelle sue campagne, con il suo esercito di spiriti, combattendo con due spade. Vive alla porta del cimitero o nei suoi dintorni. Con Elegguà, Orula e Obatalà, domina i quattro venti. Possiede tutti i colori tranne il nero, il suo giorno è il venerdì. Si sincretizza con la Vergine della Candelora

    OBBA moglie ufficiale di Changò, che la ripudiò quando lei, per amor suo, si tagliò un orecchio. Signora dei laghi e delle lagune. E' la guardiana delle tombe. E' il simbolo della fedeltà coniugale e viene rappresentata come una giovane donna sensuale e dalle carni sode. I suoi colori sono il rosa e il giallo. Il suo giorno è il venerdì. Viene sincretizzata con Santa Rita da Cascia.

    BABALU' AYE' divinità delle malattie, santo molto venerato e pregato per ottenere la grazia della guarigione. Il suo colore è il viola vescovile. I suoi giorni sono il mercoledì e il venerdì. Si sincretizza con San Lazzaro

    ORISHA OKO divinità della terra, dell'agricoltura e dei raccolti.I suoi colori sono il rosso e il bianco. I suoi giorni sono il lunedì, il martedì e il 12 di ogni mese. Si sincretizza con San Isidoro

    OSAIN signore della natura, la natura stessa. Ha una sola mano, una sola gamba, un orecchio grande da cui è sordo e uno piccolo da cui sente tutto, anche il voli degli insetti. E' il signore di tutte le erbe che hanno potere magico o curativo, bisogna chiedere a lui il permesso per raccoglierle. Il suo colore è il verde, il suo giorno il venerdì. Si sincretizza con San Silvestro.



  9. #9
    Sognatrice
    Data Registrazione
    05 Mar 2002
    Località
    Piacenza
    Messaggi
    11,136
     Likes dati
    193
     Like avuti
    777
    Mentioned
    20 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito Re: Rif: La Santeria

    LA GENESI


    Dio onnipotente, Olofi, viveva in uno spazio infinito, fatto solo di fuoco, fiamme e vapore densissimi. Era così che Olofi voleva l'universo. Ma venne il giorno in cui si annoiò della solitudine e decise che era arrivato il momento di abbellire quel paesaggio tanto cupo e ostile. Liberò la sua potenza così da far scendere acqua a torrenti. Alcuni elementi solidi si opposero al suo attacco e così si formarono enormi voragini nella roccia: l'oceano vasto e misterioso dove risiede Olokun. Nei punti più accessibili prese dimora Yemayà, vibrante nei suoi colori, l'azzurro e l'argento. Yemayà fu dichiarata madre universale, madre degli Orisha. Dal suo ventre uscirono la luna e le stelle, il secondo passo della creazione.

    Olordumare, Obatalà, Olofi e Yemayà decisero che il fuoco, spento in alcune zone, e ancora forte in altre, venisse completamente assorbito dalle viscere della terra, attraverso il temuto e venerato Aggayù Sola, rappresentato dal vulcano e dai misteri delle profondità. Mentre si spegneva il fuoco, le ceneri si sparsero ovunque, formando la terra, rappresentata da Orichaoko, che le diede forza al punto da permettere la nascita degli alberi, dei frutti e delle erbe. Nei boschi si aggirava Osain, con la sua saggezza antica sulle facoltà mediche delle essenze e delle erbe. Nacquero così anche le paludi. Da quelle acque stagnanti si originarono le epidemie, personificate da Babalù Aye.

    Yemayà la saggia, la generosa, madre di tutto e di tutti, decise di dare delle vene alla terra e creò i fiumi di acqua dolce e potabile, perché Olofi potesse creare gli esseri umani. Fu così che nacque Ochun. Le due si unirono in un abbraccio di amicizia che diede al mondo un'inestimabile ricchezza.

    Olofi decise di ritirarsi e di vivere lontano, dietro il sole, Olorun, e lasciò come suo rappresentante ed esecutore dei suoi ordini Obatalà, il quale creò gli esseri umani. Ma iniziò un vero disastro. Obatalà, tanto puro, bianco e pulito cominciò a soffrire per le intemperanze degli uomini. Stanco di tanta sporcizia, si innalzò per vivere tra le nubi. Da lì iniziò a osservare il comportamento degli uomini e si rese conto che qualcosa non andava. Olofi si era dimenticato di creare la morte.


    Tradotto da: Opolopo Owo, di Natalia Bolìvar Aròstegui, La Habana 1994

    CULTURA CUBANA - la santeria2




    Altare dedicato a Yemayà

  10. #10
    Moderatore
    Data Registrazione
    30 Mar 2009
    Località
    Messina
    Messaggi
    18,411
     Likes dati
    1,422
     Like avuti
    1,210
    Mentioned
    2 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito Re: La Santeria

    Segreti e misteri del Palo Mayombe cubano

    di Andrea Bocchi Modrone


    Chiesa del Santo Cristo Del Buen Viaje
    "Tante aurore devono ancora splendere" (Ṛgveda)

 

 

Discussioni Simili

  1. santeria, nel 2010 moriranno leader politici
    Di furbo nel forum Politica Nazionale
    Risposte: 4
    Ultimo Messaggio: 05-01-10, 14:50
  2. La Santeria, Religione di Cuba
    Di cornelio nel forum Esoterismo e Tradizione
    Risposte: 0
    Ultimo Messaggio: 25-06-03, 01:16

Permessi di Scrittura

  • Tu non puoi inviare nuove discussioni
  • Tu non puoi inviare risposte
  • Tu non puoi inviare allegati
  • Tu non puoi modificare i tuoi messaggi
  •  
[Rilevato AdBlock]

Per accedere ai contenuti di questo Forum con AdBlock attivato
devi registrarti gratuitamente ed eseguire il login al Forum.

Per registrarti, disattiva temporaneamente l'AdBlock e dopo aver
fatto il login potrai riattivarlo senza problemi.

Se non ti interessa registrarti, puoi sempre accedere ai contenuti disattivando AdBlock per questo sito