07.04.2009 - La dura legge del contrappasso
di Marco Bagozzi. Osservazioni su Panarin e la “disintegrazione degli USA”.
La dura legge del contrappasso
di Marco Bagozzi.
Osservazioni su Panarin e la “disintegrazione degli USA”.
Perch'io parti' così giunte persone,
partito porto il mio cerebro, lasso!,
dal suo principio ch'è in questo troncone.
Così s'osserva in me lo contrapasso
(Dante Alighieri, Divina Commedia, Inferno)
Per i più è un "catastrofista", ma le sue analisi sembrano trovare le prime, ed insperate, sponde. Lui è il professor Igor Panarin, docente di relazioni internazionali all’Accademia diplomatica a Mosca ed ex direttore assistente del KGB. Da ormai una decina d’anni preconizza lo smembramento degli Stati Uniti, il collasso della nazione guida dell’imperialismo mondiale. Panarin sostiene che gli USA verranno smembrati in sei parti: un sud guidato dalla popolazione messicana, la costa atlantica governata dagli europei, la Repubblica del Texas autonoma, le Grandi Pianure, che ritornerebbero agli indiani, la costa pacifica colonizzata dalla Cina e il ritorno della sovranità Russa sull’Alaska e del Giappone sulle Hawaii. Sembra riproporsi la tattica geopolitica che gli americani stessi propongono ormai da anni sulle terre europee ed in Asia. Il collasso statunitense sarà facilitato in particolare dalla crisi economica. In sostanza le zone più ricche si stancano di pagare il deficit delle zone meno avvantaggiate scatenando una guerra civile che porterà allo smembramento. A tutto ciò va sommata il continuo aumento dell’immigrazione latino-americana.
Simili analisi sono realizzate anche dal gruppo di analisti Global Europe Anticipation Bullettin - LEAP/Europe2020 (http://www.leap2020.eu/English_r25.html), che compiono studi sui possibili scenari geopolitici ed economici dei prossimi anni. Nel loro GEAB Report n.33 (http://informazionescorretta.blogspo...aliano_19.html) sostengono che, in caso di una crisi fuori controllo che duri più di un decennio, fra l’aprile 2010 e aprile 2014, con una caduta del PIL USA del 50%, comincerebbe una guerra civile, con rischio secessione degli stati USA.
Ma come dicevamo giungono anche le prime "sponde" da oltre oceano. Un "falco" repubblicano, l’attore Chuck Norris, ha chiamato a raccolta gli abitanti del Texas, riunendo un centinaio di gruppi armati dello stato, proponendo una secessione dal governo centrale, in polemica con le politiche sociali ed economiche di Obama.
Certo, la sparata di Norris (il famoso "calcio roteante" di Walker Texas Rangers) sarebbe presa poco sul serio in un paese normale. Ma appunto, parliamo di un paese normale? No, parliamo degli Stati Uniti. E sappiamo che quando si parla di USA di normale c’è poco, forse nulla.
E non va dimenticato il "sempre verde" irredentismo messicano verso Texas, Californi e New Mexico, soprattutto nella prospettiva di un rilancio prepotente dell’economia messicana, alleggerita dall’incombente spettro statunitense e organica a quella dell’America Indiolatina.
Una speranza? Certo! La legge del contrappasso. Il carnefice della sua stessa strategia. Sarebbe un successo doppio: non solo la fine del "sogno americano", ma la fine dell’America (intesa come Stati Uniti, ovviamente) stessa.
Una chiosa: il "nostro" Chuck Norris in un film "The president’s man - Ground Zero" parla dell’attacco di terroristi islamici nel territorio americano. La cosa "strana" è che è stato girato qualche mese prima dell’11 settembre. Dopo l’attentato il titolo ha peso la dicitura "Ground Zero", per passare ad un più ‘tenero’ "The President's Man: A Line in the Sand". Delle due l’una: o Norris è una sorta di Nostradamus o è ben ammanigliato presso qualche servizio segreto, il che farebbe ben sperare sulle sue velleità secessioniste.




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