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  1. #1
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    Predefinito Il fascismo e gli omosessuali-un mito da sfatare-

    Agli inizi del XX secolo la cultura del tempo condannava senza mezzi termini ed in ogni regione del mondo la condotta omosessuale che solo nella seconda metà del secolo iniziò il suo coming out.


    Il discorso che attribuisce al fascismo azioni persecutorie nei confronti degli omosessuali è un clamoroso falso storico: non solo tali azioni furono inferiori a quelle esercitate nella maggioranza degli altri Stati ma lo furono di gran lunga rispetto alle misure praticate nella rinnovata democrazia antifascista del nostro paese dopo la seconda guerra mondiale.


    Il regime che pur voleva la "maschia gioventù" non emise mai leggi discriminatorie contro gli omosessuali ed in questo il codice Rocco non si discostò dal precedente codice Zanardelli che non condannava l'omosessualità bensì "l'esibizione in pubblico di atti contro la pubblica decenza" intesa secondo la morale del tempo.


    Nelle leggi razziali del 1938 non si troveranno riferimenti alla differenziazione razziale rispetto gli omosessuali, diversamente invece dalla discriminazione biologica praticata dal nazismo al quale si fa risalire peraltro l'eliminazione fisica di alcune decine di migliaia di omosessuali.


    Gli omosessuali italiani colpiti da un limitato periodo di confino politico durante il Ventennio furono circa 80 e tutti per reati contro il buoncostume. Molte di più furono le condanne ante e post regime fascista.


    La democrazia del dopoguerra prendendo le mosse dal Maccartismo USA giunse a far emanare al Ministero dell'Interno una circolare avente come oggetto: "omosessualità-repressione". In quella circolare si lamentava la difficoltà a procedere in tal senso in quanto il codice Rocco lasciato dal fascismo non prevedeva nulla a proposito.


    Il fascismo non ha perseguitato i gay pur non approvando la loro scelta. Circa 80 furono quindi i confinati in 20 anni di fascismo con tanto di mantenimento a spese dello Stato con la somma di 10 lire al giorno, somma considerevole per i tempi.


    Fra questi 80 confinati, media di 4 all'anno, oltre quaranta furono nella sola Catania ove un questore zelante di nome Molina, aveva interpretato più severamente le disposizioni del Governo Mussolini di certo più garantista di quello di De Gasperi che in fatto di repressione dell'omosessualità fu superato solo dal governo Moro.


    Fatta infatti la tara sugli eccessi del Questore Molina contro due perseguitati all'anno del regime Mussoliniano ne abbiamo più di 1000 (!!!) all'anno lungo tutto il decennio che va dal 1950 al 1960.


    Scrive Dario Petrosino su "Storia e Futuro" sulla base di documentazione conservata all'Archivio Centrale dello Stato: "Nelle relazioni al capo della polizia conservate presso l'Archivio Centrale dello Stato (ministero dell'interno, dipartimento generale della pubblica sicurezza), emerge con chiarezza la consistenza del fenomeno: la raccolta dei dati ha inizio nel novembre 1952 e già in quell'anno in soli due mesi vengono eseguiti 518 provvedimenti di polizia che salgono a 1117 nel 1953 e 1407 nel 1954. Da 1955 inizia un calo che vede scendere il numero dei provvedimenti a 671 e poco sopra i 600 negli anni successivi. Poi la curva ricomincia a salire e a metà degli anni '60 gli omosessuali finiti sotto la lente della pubblica sicurezza sono ancora di più: 1474 nel 1964, ben 3062 nel 1965. Possiamo affermare con rapido calcolo che tra il 1952 e il 1965 furono compiuti in Italia dalla polizia più di 11 mila provvedimenti tra fermi, ammonizioni, diffide, arresti e invii al confino nei confronti degli omosessuali.


    Credevamo che l'invio al confino fosse una prerogativa dell'odiato regime ed invece apprendiamo che la Repubblica in questo ha battuto il Fascismo per ben più di 100 a 1!


    Con questa mole di interventi di polizia oggi in Italia si parla solo della persecuzione nazifascista di ebrei ed omosessuali confondendo, nella mescolanza dei dati e delle posizioni, le vere responsabilità democristiane nel silenzio complice delle sinistre, per i provvedimenti omofobici polizieschi durante la Repubblica nata dalla Resistenza.


    A questo proposito scrive Giovanni dell'Orto nei suoi "Saggi di storia gay" su La tolleranza repressiva dell'omosessualità: "La scelta del Codice Rocco non fu insomma causata da una dimenticanza. Ciò è dimostrato dall'esistenza di una bozza di codice penale, del 1927, di un articolo, il 528, destinato a reprimere proprio gli atti omosessuali".


    Eccone il testo: "Relazioni omosessuali: Chiunque... compie atti di libidine su persona dello stesso sesso, ovvero si presta a tali atti, è punito, se dal fatto derivi pubblico scandalo con la reclusiaone dai 6 mesi a 3 anni. La pena è della reclusione da uno a cinque anni: 1) se il colpevole, essendo maggiore degli anni 21, commetta il fatto su persona minore degli anni 18; 2) se il fatto sia commesso abitualmente o a fine di lucro;"


    Si noti come questa proposta di legge fascistissima sia molto meno repressiva delle leggi tuttora in vigore in molti stati "democratici". Ciò nonostante l'articolo non fu approvato come spiegò lo stesso Rocco al momento di presentare il nuovo codice penale.


    Dunque anche uno studioso della storia e dei diritti omosessuali come dell'Orto afferma che per quanto il fascismo fosse antidemocratico, il suo comportamento fu meno omofobico di quanto non lo fosse in tutti gli altri paesi democratici.


    Ecco le conclusioni di Giovanni Dell'Orto su "Il Codice Rocco e la tolleranza repressiva": "Questo nuovo codice, benchè costituisse sotto molti punti di vista una restaurazione, per molti altri era figlio legittimo della Rivoluzione Francese. Il suo modo di trattare i comportamenti sessuali "devianti" e fra questi ultimi l'omosessualità in quanto tale non è infatti neanche nominata. E' una decisione davvero rivoluzionaria e contrasta con l'atteggiamento prevalente nel resto del mondo occidentale, dove la pratica omosessuale era ancora un crimine punibile con la morte.


    Ovviamente una decisione cosi audace non nacque dal nulla: al contrario fece tesoro di un lungo dibattito sull'inumanità della condanna capitale contro i sodomiti (e non solo), sviluppatosi fra gli illuministi a partire da Montesquieu e Beccaria. ... Mentre la Germania di Hitler perfezionava al Paragrafo 175 e preparava i primi campi di concentramento, l'Italia di Mussolini escludeva dal Codice Rocco qualsiasi traccia di omosessualità".


    Avete capito bene? Il codice fascista, il Codice Rocco, non ha prodotto, nel momento della sua attuazione, una legge specifica anti-omosessuale. Sapete chi erano Montesquieu, dell' "Esprit de Lois", e Beccaria, "Dei delitti e delle pene"?


    Leggiamo da Beccaria: Io non pretendo diminuire il giusto orrore che meritano questi delitti; ma, indicandone le sorgenti mi credo in diritto di cavarne una conseguenza generale, cioè che non si può chiamare precisamente giusta (il che vuol dire necessaria) una pena di un delitto, finchè la legge non ha adoperato il miglior prezzo possibile nelle date circostanze d'una nazione per prevenirlo".


    Il fascismo prevenne, con il tollerare senza reprimere, indirizzando ad altro l'interesse dei giovani. Abbiamo visto che l'altro erano la cultura, la famiglia, la patria, il lavoro, la pratica sportiva e l'orgoglio nazionale.

    fonte: L'Altra Storia - Il Confronto - di Bruno Tomasich
    "Se, attraverso lo strumento del potere governativo, una razza viene guidata verso la distruzione, allora la ribellione non è solo un diritto di ogni membro di questo popolo, è un suo dovere". Adolf Hitler

  2. #2
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    Predefinito Re: Il fascismo e gli omosessuali-un mito da sfatare-

    Interessante, però oramai nel lessico comune la parola "fascismo" è diventato sinonimo di oppressione e di tirannia in ogni senso, per cui spesso, spessissimo, quasi sempre, viene usata a sproposito, ma che ce dobbiamo fà?
    Se guardi troppo a lungo nell'abisso, poi l'abisso vorrà guardare dentro di te. (F. Nietzsche)

  3. #3
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    Predefinito Re: Il fascismo e gli omosessuali-un mito da sfatare-

    Grazie Totaler Krieg, articolo veramente da studiare e da affiggere sulle aule scolastiche.
    Il fascismo rispetto alla mentalità clericale-bigotta del tempo era molto più avanti.
    Ultima modifica di Avanguardia; 06-11-13 alle 10:48
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  4. #4
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    Predefinito Re: Il fascismo e gli omosessuali-un mito da sfatare-

    Il Fascismo non solo era più avanti rispetto al tema omosessualità rispetto al tempo, ma riuscì addirittura a creare comunità di persone omosessuali, ovviamente controllate. Ma all'epoca fecero la felicità di migliaia di gay che nel "fare outing" sarebbero stati praticamente esclusi da qualsiasi tipo di contesto politico e sociale.

    Ricordo agli amici "Sinistra bene", che nella Patria del Socialismo, l'URSS, l'omosessualità veniva bollata come "deviazione", "malattia", "scorrettezza", "frutto del decadimento capitalista".

    FINO AGLI ANNI 90.
    TIOCFAIDH ÁR LÁ
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  5. #5
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    Predefinito Re: Il fascismo e gli omosessuali-un mito da sfatare-

    Il Fascismo è sempre stato avanti anzi superiore e basta
    già allora avevano capito la differenza fra norma e devianza, fra naturalità e innaturalità
    l'omosessualità è una devianza ma naturale quindi se non pretende di ergersi a norma non ha senso perseguirlo attraverso la legge
    ci sono, ci sono sempre stato, stiano fra di loro, nel loro spazio, senza pretendere di contare come gli eterosessuali, che sono la norma per far sopravvivere una società, punto, fine.
    CLAUDIA CONTE, TI AMO!

  6. #6
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    Predefinito Re: Il fascismo e gli omosessuali-un mito da sfatare-

    Citazione Originariamente Scritto da Robert Visualizza Messaggio
    Il Fascismo è sempre stato avanti anzi superiore e basta
    già allora avevano capito la differenza fra norma e devianza, fra naturalità e innaturalità
    l'omosessualità è una devianza ma naturale quindi se non pretende di ergersi a norma non ha senso perseguirlo attraverso la legge
    ci sono, ci sono sempre stato, stiano fra di loro, nel loro spazio, senza pretendere di contare come gli eterosessuali, che sono la norma per far sopravvivere una società, punto, fine.
    La motivazione per cui l'omosessualità non divenne un reato a se stante e la sua pratica aperta ed ostentazione rientrarono negli atti contro la pubblica decenza non fu data affatto da considerazione del genere (che non sfiorarono minimamente le menti dei giuristi dell'epoca), ma dalla constatazione che un vizio così poco diffuso tra il popolo italiano non necessitava di una fattispecie ad hoc, essendo sufficienti per la sua prevenzione e repressione le norme sul confino e per la tutela della pubblica moralità.
    Credere - Pregare - Obbedire - Vincere

    "Maledetto l'uomo che confida nell'uomo" (Ger 17, 5).

  7. #7
    Alleanza Ribelle
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    Predefinito Re: Il fascismo e gli omosessuali-un mito da sfatare-

    Citazione Originariamente Scritto da Giò Visualizza Messaggio
    La motivazione per cui l'omosessualità non divenne un reato a se stante e la sua pratica aperta ed ostentazione rientrarono negli atti contro la pubblica decenza non fu data affatto da considerazione del genere (che non sfiorarono minimamente le menti dei giuristi dell'epoca), ma dalla constatazione che un vizio così poco diffuso tra il popolo italiano non necessitava di una fattispecie ad hoc, essendo sufficienti per la sua prevenzione e repressione le norme sul confino e per la tutela della pubblica moralità.
    Tutto vero, ma io personalmente tengo a sottolineare come il fenomeno omosessuale, chiaramente avverso al Fascismo e viceversa, fosse visto maggiormente come un problema dal mondo bolscevico, la cui eredità politico-culturale oggi vuole far credere il contrario.
    Forse solo qui in Italia, dove abbiamo avuto il comunismo alla carbonara.
    TIOCFAIDH ÁR LÁ
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  8. #8
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    Predefinito Re: Il fascismo e gli omosessuali-un mito da sfatare-

    Citazione Originariamente Scritto da Giò Visualizza Messaggio
    La motivazione per cui l'omosessualità non divenne un reato a se stante e la sua pratica aperta ed ostentazione rientrarono negli atti contro la pubblica decenza non fu data affatto da considerazione del genere (che non sfiorarono minimamente le menti dei giuristi dell'epoca), ma dalla constatazione che un vizio così poco diffuso tra il popolo italiano non necessitava di una fattispecie ad hoc, essendo sufficienti per la sua prevenzione e repressione le norme sul confino e per la tutela della pubblica moralità.
    mah credo che quella fosse una finta motivazione ipocrita
    il mito dell'italiano maschio non ancora degenerato dalle mode moderne del liberalismo americanoide, albionico etc
    i fascisti semplicemente non avevano tempo ed energie da perdere su un fenomeno secondario se questo non diventava esplicitamente sovversivo
    insomma lo scopo del fascismo non era internare o sterminare i gay, il fascismo è emerso con un'altra missione e quindi non aveva tempo da perdere su temi secondari
    CLAUDIA CONTE, TI AMO!

  9. #9
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    Predefinito Re: Il fascismo e gli omosessuali-un mito da sfatare-

    Il fascismo a livello di movimento era tutto l' opposto al conservatorismo e alla reazione cristiano-tradizionale; era intriso di futurismo e di dannunzianesimo. Poi per la presa del potere e per governare dovette venire a patti con la società piccolo-borghese e cattolica di allora, evitando atteggiamenti che potessero ferirla apertamente e cooptando gente legata a quel mondo lì insomma. Il fatto che l' omosessualità non sia stata dichiarata reato fu sia perché la loro influenza le correnti progressiste e rivoluzionarie continuarono ad esercitarla sia perché alcuni uomini d' ordine arruolati erano conservatori ma non stronzi.
    Ultima modifica di Avanguardia; 21-11-13 alle 22:55
    FASCISMO MESSIANICO E DISTRUTTORE. PER UN MONDIALISMO FASCISTA.

    "NELLA MIA TOMBA NON OCCORRE SCRIVERE ALCUN NOME! SE DOVRO' MORIRE, LO FARO' NEL DESERTO, IN MEZZO ALLE BATTAGLIE." Ken il Guerriero, cap. 27. fumetto.

  10. #10
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    Predefinito Re: Il fascismo e gli omosessuali-un mito da sfatare-

    Citazione Originariamente Scritto da Avanguardia Visualizza Messaggio
    Il fascismo a livello di movimento era tutto l' opposto al conservatorismo e alla reazione cristiano-tradizionale; era intriso di futurismo e di dannunzianesimo. Poi per la presa del potere e per governare dovette venire a patti con la società piccolo-borghese e cattolica di allora, evitando atteggiamenti che potessero ferirla apertamente e cooptando gente legata a quel mondo lì insomma. Il fatto che l' omosessualità non sia stata dichiarata reato fu sia perché la loro influenza le correnti progressiste e rivoluzionarie continuarono ad esercitarla sia perché alcuni uomini d' ordine arruolati erano conservatori ma non stronzi.
    Non c'entra assolutamente nulla il discorso sul conservatorismo o sul progressismo.
    Trovatemi una parola di Marinetti o di D'Annunzio favorevole all'omosessualità.
    No, non la troverete.
    Perché? Perché all'epoca l'omosessualità dalle persone sane di mente era universalmente schifata per motivazioni diverse, di vario ordine e grado.
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