
Originariamente Scritto da
Edmond Dantès
E’ così.
Il Decreto legislativo 31.12.2012 n° 235 promulgato dal PdR e pubblicato sulla G.U. 04.01.2013 all’art. 1 recita testualmente:
“Incandidabilita' alle elezioni della Camera dei deputati e del Senato della Repubblica
1. Non possono essere candidati e non possono comunque ricoprire la carica di deputato e di senatore: a) coloro che hanno riportato condanne definitive a
pene superiori a due anni di reclusione per i delitti, consumati o tentati, previsti dall'articolo 51, commi 3-bis e 3-quater, del codice di procedura penale; b) coloro che hanno riportato condanne definitive a
pene superiori a due anni di reclusione per i delitti, consumati o tentati, previsti nel libro II, titolo II, capo I, del codice penale; c) coloro che hanno riportato condanne definitive a
pene superiori a due anni di reclusione, per delitti non colposi, consumati o tentati, per i quali sia prevista la pena della reclusione non inferiore nel massimo a quattro anni, determinata ai sensi dell'articolo 278 del codice di procedura penale.”
Ora, si da il caso, che la pena comminata al Cavaliere corrisponda a quattro anni di reclusione.
Tre di questi quattro anni sono “indultati”. Da ciò consegue che il Cavaliere debba scontare una pena di anni uno di reclusione.
La pena quindi in realtà è inferiore al minimo sancito dalla norma ex art. 1 d.lgs n.235 del 31 dicembre 2013.
Ergo il decreto in questione è inapplicabile. E accertato che questa è l’unica disposizione del nostro ordinamento che preveda le ipotesi ostative alla candidabilità, ecco dunque che Berlusconi potrà essere candidato alle prossimissime elezioni.
Questo tanto per far rosicare un po’ quel branco di malvagi detentori della “superiorità morale” che non vorrebbero vederlo nell’Urna Elettorale ma in quella funeraria.
Tutto ciò senza considerare che, sulla questione tecnico-giuridica, tra cui anche la irretroattività del dettato, è stato aperto un dibattito tra i migliori costituzionalisti del Paese.
Decadenza Berlusconi? Per Pdl legge non retroattiva - Politica - ANSA.it
Fatevene una ragione signori della egemonia etico-culturale.
