5 Dicembre 2013
tra le mie preferite ci sono alcune di queste
25 minuti di meraviglia. buon ascolto, ladi


5 Dicembre 2013
tra le mie preferite ci sono alcune di queste
25 minuti di meraviglia. buon ascolto, ladi


Prima poesia
O bel baffo biondo
mio dolce amico
O pensatore soave
O pensatore sagace
La senti la notte che giunge?
Lo avverti il suon delle viole?
E' quello che dolce ti prende
nella notturna quiete.
Con una certa sicurezza intellettuale
te ne vai discutendo, dicendo
come se non ci fosse più il male
come se il mondo fosse già terso.
E noi qui a studiarti, a guardarti
sognanti e sinceri, come fiori
invernali la notte, una
notte che muta il pensiero.
Pensiero mutevole e caro,
forse quasi autoritario,
in un giorno di neve e di sole,
in un giorno uggioso di grigio.
Ah germanica educazione,
nuovo spirito, vecchia barbarie,
slanciato idealista,
libero cuore
e freddo.
http://forum.termometropolitico.it/f...-al-liceo.html
Dannato Barone Rosso.


L'osteria numero 20


Ti aspetto e ogni giorno
mi spengo poco per volta
e ho dimenticato il tuo volto.
Mi chiedono se la mia disperazione
sia pari alla tua assenza
no, è qualcosa di più:
è un gesto di morte fissa
che non ti so regalare.
Ultima modifica di Ucci Do; 05-12-13 alle 21:24
se non ci metterai troppo io ti aspetterò tutta la vita...




Fanfulla da Lodi
Il barone Fanfulla da Lodi
condottiero di gran rinomanza
fu condotto una sera in stanza
da una donna dai facili amor.
Era nuova ai certami d'amore
di Fanfulla la casta alabarda
ma alla vista di tanta bernarda
prese il brando e si mise a pugnar
E cavalca, cavalca, cavalca
alla fine Fanfulla si accascia
lo risveglia la turpe bagascia
"Cento scudi mi devi donar"
Vaffancul, vaffancul, vaffanculo
le risponde Fanfulla incazzato
venti scudi oramai già ti ho dato
gli altri 80 li prendi nel cul
Passa un giorno, due giorni, tre giorni
e a Fanfulla gli prude l'uccello
cos'è mai questo male novello
che natura ci vuole donar?
Fu chiamato un dottore di grido
che gli disse mio caro Fanfulla
qui bisogna amputare una palla
se di scolo non vuoi tu morir"
Di Fanfulla l'uccello reciso
fu deposto in un'orrida bara
mille vergin facevano a gara
per cantargli codesta canzon:
«Facesti il fol, facesti il fol
chiavasti senza guanto, il guanto, il guanto
facesti il fol, facesti il fol,
chiavasti senza guanto e beccasti lo scol!»
La morale di questa novella
ci riporta alla legge del menga:
chi l'ha preso nel cul se lo tenga
ed impari ad usare il goldon!
Però oltre alla legge del menga
ci sta pure la legge del Volga:
chi l'ha preso nel cul se lo tolga
e lo metta nel cul del vicin!
<3
Ultima modifica di Rexal; 05-12-13 alle 21:44
"Bad karma"


IL TUO NOME IGNORO-- Fernando Pessoa
Il tuo nome ignoro. Il tuo profilo non ricordo.
Le tue parole dimenticai.
Era mattina, nebbia, era Dicembre,
Quando ti trovai e ti persi.
Sogno o rammento?
Non so. Era mattina e la nebbia
Nascondeva quello che c'era e quello che pensavo
Come un falso estremo rifugio
In nessuna parte del quale io stavo.
Sogno, prolisso e intero,
Ma, se tra i tasti la tua mano vagasse,
Così, spogliata dell'esser tua, io so
Che forse potrei trovare
Tra quello che non ho potuto incontrare
Quello che non troverò.
da PensieriParole <http://www.pensieriparole.it/poesie/poesie-in-lingua-straniera/poesia-133159?f=a:957>
C'est le temps que tu as perdu pour ta rose qui fait ta rose si importante


Il male
Le mal
Mentre gli sputi rossi della mitraglia
Fischiano tutto il giorno nell'infinito azzurro del cielo;
E scarlatti o verdi, accanto al re che li deride
I battaglioni crollano in massa nel fuoco;
Mentre un'orrenda follia massacra
Centomila uomini in un mucchio fumante;
- Poveri morti! Nell'estate, nell'erba, nella tua gioia,
Natura! tu che santamente creasti questi uomini!... -
- C'è un Dio, che ride sulle tovaglie damascate
Degli altari, fra l'incenso, fra i grandi calici d'oro;
Che cullato dagli osanna si addormenta,
E si risveglia quando madri, raccolte
Nell'angoscia, piangendo sotto la vecchia cuffia nera
Gli offrono qualche moneta nel loro fazzoletto.
Tandis que les crachats rouges de la mitraille
Sifflent tout le jour par l'infini du ciel bleu ;
Qu'écarlates ou verts, près du Roi qui les raille,
Croulent les bataillons en masse dans le feu ;
Tandis qu'une folie épouvantable, broie
Et fait de cent milliers d'hommes un tas fumant ;
- Pauvres morts ! dans l'été, dans l'herbe, dans ta joie,
Nature ! ô toi qui fis ces hommes saintement !...
- Il est un Dieu, qui rit aux nappes damassées
Des autels, à l'encens, aux grands calices d'or ;
Qui dans le bercement des hosannah s'endort,
Et se réveille, quand des mères, ramassées
Dans l'angoisse, et pleurant sous leur vieux bonnet noir,
Lui donnent un gros sou lié dans leur mouchoir !
Arthur Rimbaud
"We intend to destroy all dogmatic verbal systems."
William S. Burroughs




"Bad karma"