Questo fine settimana (su Radio Radicale) mi è capitato di ascoltare alcune fasi del IX° congresso di Rifondazione Comunista, ma non è di questo che voglio parlare, quanto del significato di far parte di un partito che ormai è ombra e penombra dei fasti di Bertinotti, che viene da un quinquennio fuori dal parlamento e si prepara (salvo imprevisti) a farne altrettanti, ascoltando la relazione di Ferrero si evince che:
- C'è ancora molto da fare per i comunisti
- Il liberalismo è fallito e provoca rivolte
- Queste rivolte devono essere guidate dal partito
- Ci vogliono nuove misure sociali
Già, ma non erano al governo? Perché dovrebbero riuscire a realizzare quello che si propongono ora che sono fuori dal parlamento? Ma secondo voi ci credono davvero in quello che dicono?
O era solo un modo per passare il tempo?
PS. Queste riflessioni non valgono solo per il PRC, sia chiaro.




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