Le
coppie infertili minano le basi del matrimonio?8
dicembre, 2013
Il matrimonio naturale, di cui parla l’articolo
29 della nostra Costituzione, non può essere assimilato ad un
cosiddetto “matrimonio omosessuale”, perché manca in maniera intrinseca
l’orientamento alla fecondazione e alla procreazione, che
rimane un fine fondamentale della società naturale chiamata famiglia e fondata
sul matrimonio.
Gli epigoni dell’Arcigay e di Franco Grillini
vorrebbero modificare la Costituzione per estendere anche a loro il matrimonio,
così come vorrebbero fare le comunità poligamiche, numerosi praticanti
dell’incesto e diverse coppie minorenni. Tutte categorie per cui il matrimonio
non è previsto. Altri invece, come l’ex presidente dell’Arcigay, Tommaso
Cerno, invitano gli omosessuali ad andare «al di
là dal matrimonio classico borghese, che peraltro contiene in sé la
parola ‘madre’ alla quale la cultura omosessuale è tendenzialmente
estranea».
Chi vuole violentare la Costituzione per
introdurre i propri desideri, frequentemente usa un argomento apparentemente
efficace per smentire che il matrimonio implica l’orientamento alla procreazione
(ignorando la parola stessa, come dice Cerno, cioè “matrimonio”,
“matris”, madre). Questo argomento è la questione della
sterilità: se le coppie eterosessuali infertili
possono sposarsi, allora la capacità di procreare non è un prerequisito
essenziale per il matrimonio. Pertanto, dicono, anche agli omosessuali
dovrebbe essere consentito di sposarsi, esattamente come le coppie sterili
eterosessuali. Queste affermazioni sono ragionevoli soltanto se non vi è alcuna
distinzione tra la sterilità delle relazioni omosessuali e la sterilità di una
coppia eterosessuale sterile.
Eppure è abbastanza semplice far notare la
differenza che invece sussiste: mentre le relazioni omosessuali sono
essenzialmente sterili, alcuni rapporti eterosessuali
sono solo accidentalmente sterili. Ovvero, l’infertilità
di alcune coppie eterosessuali va vista come un’eccezione e non
può pregiudicare in alcun modo il significato del matrimonio contratto nella
normalità, cioè quando entrambi i coniugi siano in salute. Il potere di
procreare, nel caso delle coppie eterosessuali (sempre) accidentalmente sterili,
non si può esprimere per un motivo, spesso temporaneo, che è dovuto a
problemi di salute. In gran parte dei casi l’infertilità delle
coppie eterosessuali è curabile, ad esempio tramite la
Naprotecnologia o un intervento chirurgico. La sterilità delle coppie
omosessuali, invece, non è un’eccezione, non è una patologia e non è dunque
curabile, poiché la natura (o la Natura) ha originariamente
deciso di donare la fertilità soltanto alle coppie sessualmente
complementari. Le eccezioni confermano la regola.
Ancora: le coppie eterosessuali infertili
rimangono sempre potenzialmente procreative, mentre le coppie
omosessuali non possiedono e non possiederanno mai alcuna potenzialità
procreativa. L’amore omosessuale è essenzialmente sterile, mentre l’amore
eterosessuale sarà sempre potenzialmente procreativo, anche per le coppie che
hanno superato una certa età. La coppia omosessuale e quella eterosessuale
si diversificano dunque fin dalle fondamenta ed è la legge ad
imporci di trattare in modo eguale situazioni uguali ed in modo diverso
situazioni diverse.
La famiglia è la cellula della
società perché è il luogo del ricambio generazionale, della
conservazione della società stessa. Il matrimonio allora è un bene non solo
importante, ma essenziale per la sussistenza della società stessa e dunque è
antecedente ad essa, immodificabile dalla legge.
Mentre in molti Paesi sono state minate le basi
del matrimonio, questo non è accaduto in Croazia dove per la prima volta
in Europa è stato chiesto un parere alla popolazione su un argomento tanto
delicato, al contrario di come è stato imposto politicamente in Francia e Regno
Unito. Il 66% di chi si è recato alle urne, andando contro le pressioni
politiche e mediatiche e prendendosi i prevedibili insulti degli
omofascisti, ha risposto di voler esplicitare nella
Costituzione che il matrimonio è esclusivamente un’unione tra un uomo e
una donna. Ha votato il 38% della popolazione, anche perché non c’era alcun
quorum da raggiungere. Un anno fa, ancora una volta grazie al referendum, hanno deciso allo stesso modo gli abitanti
del Nord Carolina.




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Il matrimonio naturale, di cui parla l’articolo
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