"Perdere è sempre brutto, è sempre un guaio se perdi, soprattutto se perdi con quelli che fino ieri erano minatori o conducenti di trattore...."
:D
Ma daiii....
Così li uccidi, gli ammeregani...:D
P.s. ricordati dei tuoi avi.
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"Perdere è sempre brutto, è sempre un guaio se perdi, soprattutto se perdi con quelli che fino ieri erano minatori o conducenti di trattore...."
:D
Ma daiii....
Così li uccidi, gli ammeregani...:D
P.s. ricordati dei tuoi avi.
Comunque penso che il pericolo mortale per la russia di putin non venga tanto dalla nato ma dalla cina: sono troppe 2 superpotenze in asia.
E, se ricordo bene, un po di anni fa alcuni agenti CIA vennero indagati dal FBI per aver dato segreti nucleari alla cina
Questo può essere per il futuro, ora hanno un nemico comune da distruggere.
Strategicamente e finanziariamente.
CdT.ch - Commenti CdT - Giochi pericolosi con l'orsoCitazione:
Giochi pericolosi con l'orso
di GIANCARLO DILLENA - Ben venga l'accordo di Minsk 2. Sperando che regga meglio del primo e soprattutto che disinneschi il disegno strategico occidentale (o meglio americano-tedesco-francese) che fin dall'inizio allunga la sua ombra sulla questione ucraina e che ha avuto le sue manifestazioni più vistose nell'offerta di adesione alla UE e poi addirittura alla NATO (poi ritirata).
Il problema dei grandi disegni strategici è che si fondano sulla presunzione di riuscire a controllare, se non tutte le variabili, quantomeno quelle determinanti. Nella convinzione di poter accelerare, rallentare e se del caso fermare l'ingranaggio secondo necessità. Il guaio è che spesso il marchingegno finisce con lo scoppiare fra le mani di chi lo manipola.
È quanto successe nell'estate del 1914, dopo l'assassinio di Sarajevo. Una febbrile attività diplomatica caratterizzò il mese di luglio, con un alternarsi di pressioni e allentamenti condotto dalle cancellerie europee con l'idea di trarre il massimo vantaggio possibile dalle circostanze, senza varcare il limite dello scontro militare. E se proprio si fosse varcata tale soglia, la convinzione era che il conflitto sarebbe stato circoscritto geograficamente e nel tempo, per essere poi risolto con la solita conferenza di pace, che avrebbe sancito i benefici per i vincitori e le perdite (territoriali e di posizione sulla scena internazionale) per gli sconfitti. Sappiamo come poi andò a finire effettivamente.
Quanto sta avvenendo oggi nell'Ucraina orientale e il balletto diplomatico che l'accompagna ricorda per più di un aspetto la dinamica di quell'estate di cento anni fa. Il disegno strategico, pilotato da Washington e assecondato da Berlino e Parigi, è di indebolire la Russia facendo leva sul caso Ucraina. Il che significa innanzitutto assegnare ai russi la parte degli aggressori della giovane democrazia vicina all'Occidente (confondendo le carte sulle circostanze e sugli «aiuti» che hanno permesso l'arrivo al potere dell'attuale dirigenza di Kiev).
Il che è curiosamente simile all'atteggiamento della Russia zarista nel 1914, fattasi campione dei «fratelli slavi» di Serbia, minacciati dalla prepotenza dei «cattivi» austro-ungarici (mettendo così in secondo piano l'atteggiamento aggressivo e nel contempo ambiguo di Belgrado, teso a cercare lo scontro con Vienna per innescare quello fra i due imperi, dal quale trarre poi il massimo profitto possibile ai danni della già declinante duplice monarchia asburgica).
I ruoli oggi sono cambiati. Ma con alcune analogie significative. A cominciare dalla «solidarietà» russa nei confronti dei «fratelli» d'oltre confine. Che non sono più solo «slavi», ma addirittura «russi». E la posta non è più il rafforzamento delle sfere di influenza, ma la difesa della stessa «nazione» russa (in senso etnico-territoriale) da quella che si configura come una minaccia diretta alle sue porte (se non già oltre). Se nella rappresentazione veicolata in Occidente l'orso russo è il cattivo occupatore della Crimea e fomentatore della ribellione sul territorio ucraino, nell'ottica dell'orso si tratta di difendere con le unghie e con i denti l'ingresso della sua stessa tana. Una percezione che non può essere banalizzata come «propaganda putiniana», perché è profondamente radicata nella visione russa, corroborata dalle sanguinose esperienze della storia.
Con queste premesse stuzzicare l'orso è quindi un gioco molto rischioso. A maggior ragione in una situazione che non è quella del 1914, in cui si duellava essenzialmente fra cancellerie. Se già allora bastarono poche revolverate su un ponte bosniaco per innescare un processo divenuto presto incontrollabile, a maggior ragione c'è da inquietarsi quando, come oggi, il confronto procede parallelo sulla scacchiera diplomatica e sul terreno. E ad ancora maggior ragione se nello stesso momento un'altra guerra sta dilagando in Medio Oriente, area cruciale non solo per gli interessi occidentali, ma per gli equilibri globali.
Immagino l'obiezione: l'Occidente dovrebbe forse «lasciar fare a Putin ciò che vuole»? Non si tratta di questo. Si tratta, da parte occidentale, di evitare un avventurismo espansionista e provocatore – poiché tale appare agli occhi della parte avversa – rivalutando con maggiore accortezza le proprie priorità strategiche. Per evitare che, nel nome della retorica della «difesa della democrazia e della sovranità» ucraine si metta nell'angolo l'orso, creando le premesse per reazioni dalle conseguenze imprevedibili e incontrollabili.
E non mi si venga a dire che la Grande guerra era destinata a scoppiare comunque, anche senza Sarajevo e i passi falsi diplomatici. È solo un modo per mascherare gli errori commessi. E avere così un alibi per ricaderci.
L'Ucraina si prepara ad una "guerra su vasta scala" con la Russia e chiede armi all'Occidente
Pubblicato il: 22/02/2015
http://www.lantidiplomatico.it/resiz...ize=220x140c50Le scioccanti dichiarazioni alla CBC: "tutti hanno paura di combattere contro uno stato nucleare. Noi non più”
“Non vogliamo spaventare nessuno, ma ci stiamo preparando ad una guerra su ampia scala". Lo ha dichiarato Vadym Prystaiko, vice ministro ucraino alla CBC, durante un'intervista scioccante. “Quello che ci aspettiamo dal mondo è che il mondo tiri la spina dorsale...
E intanto gli USA pensano di liquidare Poroshemo e dare armi all'Ukraina.
E la Merkel va dal Papa in vista del G7.
« “Non vogliamo spaventare nessuno, ma ci stiamo preparando ad una guerra su ampia scala". Lo ha dichiarato Vadym Prystaiko, vice ministro ucraino »
Ascolta, amico mio; tra essere pronti ad una guerra su vasta scala ed avere una qualsiasi possibilità di non venire sconfitti nei primi cinque minuti ce ne corre, eh...
Mamma mia, quanta retorica...
Forse è il futuro servo di Kerry e già dice cosa gli viene "suggerito".
Ieri Kerry ha fatto capire che a giorni potrebbero arrivare le armi.
Scambio di prigionieri ukraini e filorussi.
Intervista volante ad uno ukraino: "Ritornerò subito al fronte. NON HO ALTRA SCELTA!"
Molto chiaro.